La Presidente Silvia Chiassai Martini nel febbraio di quest’ anno su richiesta dei Comuni di Castiglion Fiorentino e Cortona ha organizzato una riunione volta ad acquisire e chiarire da parte degli Amministratori di L.F.I. S.p.a., alcuni punti relativi al progetto di modifica dello Statuto per consentire l’ingresso di nuovi Soci Privati, per tutelare i Soci di parte Pubblica.

Se dovessero entrare i privati, il socio pubblico perderebbe

il controllo, rischiando una sua marginalizzazione, per queste ragioni abbiamo ritenuto indispensabile che nello Statuto venissero inserite delle clausole di salvaguardia a beneficio del socio pubblico per tutelarsi anche nei confronti di possibili scalate ostili, ovvero l’estromissione del pubblico dal pacchetto di controllo così da non poter più condizionare la politica industriale della società. Si rammenta, che la partecipazione pubblica alla Società è finalizzata a garantire il soddisfacimento del pubblico interesse e la salvaguardia dei principi di universalità e continuità dei servizi pubblici, in particolare quelli di trasporto, che dovrebbero, comunque, essere garantiti anche nelle tratte meno remunerative.

Il confronto tenutosi in Provincia insieme a L.F.I. e tutti i Sindaci soci, ha permesso di evidenziare alcune criticità sulle modalità e le tempistiche legate ad i futuri passaggi azionari che non garantivano la tutela degli Enti Pubblici, così la Provincia ha lavorato. coadiuvata dal Prof. Mancini Proietti e congiuntamente con i Comuni di Castiglion Fiorentino e Cortona, presentando proposte concrete agli amministratori di L.F.I.

Abbiamo quindi proposto una modifica dell’art. 7, permettendo agli azionisti pubblici dando i tempi tecnici, 60 giorni, occorrenti agli organi consiliari deliberanti per decidere se alienare o acquistare azione della Società, oltre alla riduzione dal 51% al 40% dalla soglia minima del capitale sociale in mano pubblica, necessaria per la non liquidazione societaria.

I proponenti, continua l Presidente Chiassai Martini, si son voluti altresì assicurare che eventuali dismissione di azioni venga parimenti subordinata all’ avallo in assemblea di almeno il 25 % del capitale sociale di tutti i soci pubblici e che il termine suddetto dei sessanta giorni per esercitare eventuali opzioni di acquisto o vendita da parte degli stessi soci pubblici risulti derogabile e quindi interrotto in presenza di cause legittime di scadenza o scioglimento degli stessi in vista del loro rinnovo.

La prossima Assemblea straordinaria della Società che dovrebbe essere convocata entro l’estate, dovrà deliberare sull’ approvazione delle suddette proposte di modifica avviando così quella opportuna stagione di nuovi investimenti che sappiano coniugare al meglio le esigenze del mercato e le esigenze pubblicistiche di assicurare e migliorare, i servizi pubblici di trasporto per il cittadino contribuendo così anche per tal via alla ripresa economica del Paese.

La Presidente della Provincia, ha inoltre tenuto a precisare l’importanza di tutelare L.F.I., di cui tra l’altro, la Provincia dal 1914 risulta fondatrice, ma ritiene imprescindibile garantire la parte pubblica in caso di apertura ai privati.

Esprime quindi in definitiva perplessità circa le effettive e reali motivazioni che hanno indotto gli attuali Amministratori a proporre una modifica dello Statuto, non potendosi esimere dalla disamina di quella che è stata la Relazione all’ultimo Bilancio da parte del Collegio dei Sindaci revisori di L.F.I. S.p.a., laddove questi individuavano varie criticità rappresentate, in primis, proprio dal contenzioso in atto sub judice della Società con la Provincia di Arezzo, nonché la situazione patrimoniale legata al corposo possesso in portafoglio di obbligazioni del Monte dei Paschi di recente convertite in 231.213 azioni della omonima Banca per un valore nominale di € 2.000.000,00 con il conseguente gravoso problema del loro smobilizzo, attesa la possibile discesa del loro prezzo di mercato.

Infine la Presidente, sottolinea l’importanza di scongiurare la vendita dell’11,64 % della società ad un unico azionista privato consentendogli così di fatto il pieno controllo della società a dispetto del socio pubblico.

La stessa Presidente precisa che non si può accogliere la proposta di modifica dello Statuto senza avere la certezza che questo porti ad un decollo di LFI spa e con garanzie per i Comuni e gli Enti partecipanti al capitale sociale.


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