La Provincia di Arezzo prosegue nell’installazione di nuove barriere di protezione laterali lungo la S.P. 208 della Verna, per garantire una maggiore sicurezza nei tratti di strada più pericolosi, soprattutto per gli amanti delle due ruote. Silvia Chiassai Martini dichiara : “La sicurezza è un tema prioritario nelle mie scelte amministrative. Il passo dello Spino è meta continua di motociclisti e velocipedi, per questo a partire dallo scorso anno, stiamo portando avanti un progetto sperimentale di installazione di nuovi guard rail, con lo scopo di contenere e ridurre gli effetti degli incidenti dovuti a sbandamento. Sono molti i tratti di strada dove abbiamo già installato le nuove barriere di protezione e stiamo proseguendo in questa direzione, con l’intento di utilizzare ogni strumento a nostra disposizione che possa realmente ridurre l’incidentalità adottando tutte quelle migliorie che consentono di aumentare il grado di sicurezza nelle strade, che vanno oltre gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria. Per la realizzazione di questo progetto, la Provincia sta provvedendo con risorse proprie pari ad euro 104.300 + iva; e partecipando al Bando per la sicurezza stradale e cercherà di integrare e ampliare i guard rail anche in altri tratti di strada ritenuti pericolosi. Questo intervento risulterà particolarmente importante anche per lo svolgimento in sicurezza del campionato italiano ed europeo di velocità di moto dello Spino che è ai traguardi di partenza proprio questo fine settimana.” Nel caso specifico saranno installate delle barriere di protezione laterale in diversi tratti della S.P. n° 208 della Verna nel Comune di Pieve Santo Stefano. Successivamente il progetto riguarderà la S.P. 208 nel Comune di Chiusi della Verna e la S.P. n° 77 Tiberina nel Comune di Pieve Santo Stefano.

“Non esiste alcun progetto sulla palestra presentato dal Comune alla Provincia – afferma la Presidente Silvia Chiassai Martini –  Io posso dirlo con certezza mentre il Sindaco Vadi non può farlo non avendo mai partecipato a nessun incontro che ho tenuto in Provincia sulla questione, né ha mai risposto alle lettere inviate alla sua attenzione a partire dal mese di maggio scorso delegando al compito addirittura la parte tecnica. Dall’8 maggio 2020, ho richiesto proprio al Sindaco Vadi la restituzione di 540mila euro in assenza di una proposta chiara e definitiva sull’impianto, in considerazione che sono trascorsi ben 14 anni dal finanziamento incassato dal Comune per una struttura mai costruita. Non ho mai ricevuto nessun progetto concreto, con budget, tempistiche e piano finanziario, come invece l’ex vice Sindaco di San Giovanni si era impegnato a provvedere, ma l’ennesima proposta di sottoscrivere una nuova convenzione, dopo quella del 2006, 2009 e 2015, contenuta in una lettera del Dirigente correlata da una “bozza di studio di fattibilità” dove ubicare la struttura. Dopo 14 anni è finito il tempo dei discorsi fumosi e dell'inadempienze, per rispetto proprio dell’interesse pubblico e dei cittadini. Dopo le ultime dichiarazioni mi viene il dubbio che il Sindaco Vadi non sia minimamente informata sulla vicenda, oppure, fatto ancora più inaccettabile, tenti di nascondere il grave danno arrecato alle collettività con risorse pubbliche per un’opera mai realizzata. Ribadisco che con grande senso di responsabilità nei confronti di tutte le comunità amministrate, dei sangiovannesi e dei tanti ragazzi che frequentano le scuole superiori di San Giovanni ho richiesto indietro oltre 500mila euro che il Comune non è stato in grado di utilizzare e visto che, in assenza di una struttura sportiva, la Provincia ha continuato a pagare centinaia di migliaia di euro di affitto per gli altri spazi dove svolgere attività didattica nel rispetto del diritto allo studio. A questo punto torno a chiedere pubblicamente dove sono queste risorse e che fine hanno fatto Dal 2006? Solo oggi il Sindaco di San Giovanni ha rotto il silenzio dopo le mancate risposte ai solleciti inviati. Se c’è qualcuno, quindi, che tenta di nascondere la testa sotto la sabbia non è certo la Presidente della Provincia di Arezzo che in tutti questi mesi ha soltanto preteso serietà e chiarezza.  A questo punto sulla questione si pronuncerà la Corte dei Conti a cui ci siamo rivolti proprio per avere una valutazione complessiva dei fatti”

“Sono amareggiata per la mancanza di rispetto dimostrato dal Centrosinistra che ha preferito la campagna elettorale, presenziando a Ponte Buriano al seguito del candidati del PD alle elezioni regionali, invece di presenziare nel ruolo per il quale sono stati eletti in Consiglio provinciale – afferma la Presidente Silvia Chiassai Martini -  Ho comunque risposto all’interrogazione sull’incarico gratuito conferito

Silvia Chiassai Martini Presidente della Provincia di Arezzo, torna alla carica sulla assoluta necessità di re-istituzionalizzare la Soprintendenza nella Provincia di Arezzo con una sede propria ed autonoma e di potenziarla con figure professionali ormai numericamente carenti da anni, per la tutela ed il presidio del grande patrimonio storico artistico presente nel vasto territorio

La Provincia di Arezzo è riuscita a risolvere le numerose difficoltà relative al Tpl garantendo il servizio grazie ad una proficua collaborazione con tutti i dirigenti scolastici delle scuole superiori. Vallata per vallata, scuola dopo scuola, incrociando i dati storici con quelli relativi alle nuove iscrizioni degli alunni, la Provincia di Arezzo è riuscita a dare una risposta reale e concreta. Un lavoro che inizia da

Silvia Chiassai Martini Presidente della Provincia dichiara : “Un tema delicato e poco affrontato in modo concreto, per questo mi complimento con UGL per aver messo a segno un altro obiettivo importante, ovvero l’aggiudicazione di un bando europeo per il progetto “P.UN.T.A.C.CAPO.” dedicato alla prevenzione e al contrasto dello sfruttamento lavorativo in agricoltura degli immigrati e la loro integrazione nel territorio nazionale; come Presidente della Provincia di Arezzo non posso che ringraziare per aver scelto il nostro territorio a livello regionale. Un progetto che mira a combattere una delle grosse piaghe della società contemporanea, quella del caporalato, un fenomeno fatto di illegalità e dello sfruttamento di tanti stranieri che entrano nel nostro territorio per lavorare. Troppo spesso si parla di integrazione ma non esiste un vero piano di gestione del fenomeno sotto molti profili. La filiera agroalimentare è settore produttivo strategico sia a livello nazionale che per la nostra Provincia che vanta prodotti di eccellenza. Ringrazio ancora una volta UGL che ha riportato all’attenzione questo problema e per aver scelto la Provincia di Arezzo per la Toscana, per sviluppare un progetto finanziato con i fondi europei per contrastare lo sfruttamento, che possa diventare un modello da applicare in tutto il Paese.”

 

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