LA PROVINCIA ATTIVA LE PROCEDURE PER INDIVIDUARE IL SOGGETTO CAPOFILA PER IL SISTEMA DI PROTEZIONE RICHIEDENTI ASILO E RIFUGIATI DAL PROSSIMO 1° GENNAIO 2020

La Provincia di Arezzo dal prossimo 1° gennaio 2020 non sarà più l’ente capofila del progetto SPRAR, - Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati - ma si è attivata per dare ai Comuni partner, la possibilità se lo desiderano di proseguire il progetto. La Provincia, entro i termini prescritti dal Ministero dell’Interno, ha dato avvio a tutte le procedure necessarie per l'eventuale prosecuzione di tale progetto per il triennio 2020/2022, da parte di quei Comuni che sono interessati aportare avanti l’iniziativa dello Spar. La volontà di raccogliere il testimone è pervenuta da parte dei comuni di Bibbiena, Bucine, Pratovecchio Stia, Sansepolcro, San Giovanni Valdarno, Terranuova Bracciolini e l’Unione dei Comuni Montani del Casentino. La decisione della Provincia è stata espressa dalla Presidente della Provincia Silvia Chiassai Martini, con proprio Decreto numero 20 dello scorso 21 febbraio 2019, dove ha stabilito il termine del progetto alla data del 31/12/2019, decidendo di non proseguire per i prossimi anni: “Il sistema Sprar richiede strutture e personale che al momento la Provincia di Arezzo non possiede - dichiara Silvia Chiassai Martini Presidente della Provincia - il personale in dotazione,  fortemente sotto organico  a seguito dello svuotamento causato dalla sciagurata riforma Delrio, è focalizzato sulle funzioni fondamentali che necessitano di risposte urgenti. Sapremo prossimamente se e quale comune della Provincia proseguirà il progetto Sprar diventando Capofila- ha dichiarato Chiassai Martini”