didonne.it La newsletter delle donne
a cura dell'Ufficio delle Consigliere di Parità e del
Centro Pari Opportunità della Provincia di Arezzo
# Anno III - n° 9 / dicembre 2006
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BUON NATALE E BUON ANNO NUOVO
ALLE LETTRICI E AI LETTORI DI DIDONNE.IT
Il Centro Pari Opportunità e l'Ufficio delle Consigliere
di Parità della Provincia di Arezzo augurano a tutte le lettrici e i lettori di
didonne.it un tranquillo Natale e un buon 2007. Sappiamo che, per essere
veramente buono, il 2007 dovrebbe portare pace e giustizia ovunque i diritti
umani - degli individui e dei popoli, delle donne e degli uomini di ogni età e
condizione - sono offesi e oppressi. Quel che possiamo augurare a tutti noi
sono significativi passi avanti in questa direzione. Su un piano più
strettamente personale, un anno per essere buono deve essere ricco di serenità,
salute e soddisfazioni, traguardi raggiunti e nuove sfide da compiere: è quello
che auguriamo a tutte e a tutti voi, ringraziandovi sempre per l'attenzione e
l'interesse che dedicate alle donne, e a didonne.it.
'DONNE E POLITICA' PER
L'AGENDA DELLE DONNE 2007 DELLA PROVINCIA DI AREZZO
Nel sessantesimo del voto alle donne e alla vigilia
dell'Anno Europeo delle Pari Opportunità per tutti, l'Agenda delle Donne 2007
della Provincia di Arezzo e delle Consigliere di Parità vi aspetta (in
distribuzione gratuita, fino a esaurimento scorte) al Centro Pari Opportunità,
in piazzetta Logge del Grano. Il tema di questa edizione è "Donne e
politica". Affrettatevi a ritirare la vostra copia! Altre notizie
all'interno della newsletter.
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In questo numero:
ANNO CHE
VA, ANNO CHE VIENE
IN ITALIA UN DISEGNO DI LEGGE CONTRO LA VIOLENZA DOMESTICA
IN EUROPA L’ANNO DELLE PARI OPPORTUNITA’ PER TUTTI
Il governo approva un disegno di
legge contro abusi e violenze
tra le mura di casa: finalmente, una legge
"europea"
RAPPRESENTANZA
1. AREZZO, 'DONNE E POLITICA' PER L'AGENDA DELLE DONNE 2007
In distribuzione gratuita presso il Centro Pari
Opportunità
della Provincia di Arezzo, in piazzetta Logge del Grano
2. 'QUOTE ROSA': COSA SAREBBE ACCADUTO
SE...?
Una simulazione del Ministero dei Diritti e delle Pari
Opportunità
Quante saremmo oggi in Parlamento con una legge ad hoc?
3. LA LUNGA MARCIA DELLA CITTADINANZA FEMMINILE
Una mostra a Roma nel sessantesimo del voto alle donne
DONNE E VIOLENZA
1. RITRATTO IN NERO DEL BEL PAESE
ALLA GIORNATA PARLAMENTARE CONTRO LA VIOLENZA
Secondo l’Istat, 10 milioni di italiane hanno subito
molestie, ricatti o stupri. Il luogo meno sicuro è casa
2. UN APPELLO CONTRO IL "FEMMINICIDIO"
E PER L’EMPOWERMENT DELLE DONNE
dell’Associazione Nazionale Giuristi Democratici
e del Forum Donne di Rifondazione Comunista
3. "TRUST FUND TO ELIMINATE VIOLENCE AGAINST WOMEN"
IL PROGRAMMA UNIFEM CONTRO LA VIOLENZA
Una donna su quattro ha subito, subisce o subirà violenza nella
vita
L’impietosa fotografia dell’Onu sullo stato del mondo
4. NEW YORK, UN CONVEGNO ONU SUGLI ABUSI SESSUALI
DEL PERSONALE NELLE MISSIONI INTERNAZIONALI
Kofi Annan: "Fatti tragici e intollerabili"
5. RASS STAMPA STUPRI,
MOLESTIE E VIOLENZE
IN CASA. GIRO DI VITE, CONDANNE PIU’ DURE
Stop alle distinzioni tra marito e convivente:
difendiamo le donne e chi subisce discriminazioni
Il piano della Pollastrini: aggravanti per il coniuge
di Concita
De Gregorio (da "la Repubblica" di sab 2.12.06)
CONTRO LA TRATTA
A ROMA DAL 10 AL 24 GENNAIO,
'TRAFFICKING'
IN MOSTRA IL MERCATO GLOBALE DEGLI
ESSERE UMANI
Nell'ambito della campagna "Ora lo sai!"
Presto attivo il Numero Verde contro la tratta
RAPPORTO UNICEF 2006
RASS STAMPA "CONTRO
LA FAME POTERE ALLE DONNE"
LA SFIDA DELL’ONU PER I BAMBINI
L’Unicef: ci sarebbero decine di milioni di piccoli denutriti
in meno
con la parità dei sessi nella gestione delle risorse
di Francesca
Caferri (da "la Repubblica" di mart. 12-12-06)
RETE DELLE CONSIGLIERE DI PARITA'
621 INTERVENTI CONTRO LE
DISCRIMINAZIONI SUL LAVORO
Dal 2001 a oggi. Disomogeneità degli interventi a livello
locale,
dovuta - tra l'altro - a differenti gradi di competenza e
visibilità
DONNE E DISCRIMINAZIONI
1. AREZZO, IL CONVEGNO DELLE
CONSIGLIERE DI PARITA'
SUL NUOVO DIRITTO ANTIDISCRIMINATORIO
Larga e convinta partecipazione del mondo delle associazioni
Soddisfatte le Consigliere. Presto gli atti su www.didonne.it
2. VUOI PIU' FLESSIBILITA'? E IO TI
LICENZIO
Aveva chiesto solo mezz'ora, ma l'azienda l'ha messa alla
porta
MONDO
1. FRANCIA, UNA LEGGE PER LA PARI RAPPRESENTANZA
PRIMA DELLE ELEZIONI PRESIDENZIALI
Mentre la Royal avanza nei sondaggi, il suo
sfidante
e ministro dell’Interno Sarkozy propone ‘quote’ del 50%
2. USA, HILLARY CLINTON SI AVVIA
ALLA CANDIDATURA PRESIDENZIALE 2008
Gli osservatori sempre più concordi sulla scelta
del Partito Democratico americano
3. USA, ORA E’ LUI A GUADAGNARE MENO
Ridotta la differenza di reddito tra uomini e donne
4. GRAN BRETAGNA, MOZIONE PER RIABILITARE HELEN DUNCAN
L’ULTIMA CONDANNATA PER STREGONERIA
Aveva previsto lo sbarco in Normandia
5. RASS STAMPA LE MILLE GUERRE DI BAGHDAD
Americani contro sunniti e Al Qaeda. Sciiti contro
sunniti.
Sunniti e sciiti contro americani. E armi dappertutto.
Con leader politici che si creano un loro esercito.
E fazioni che si contendono le milizie del Mahdi
di Barbara
Schiavulli (da "L'Espresso" del 14-12-06)
6. RASS STAMPA "PER
CRESCERE LIBERATE LE DONNE"
ALLARME ONU PER I PAESI ARABI
di Elena Dusi (da "la Repubblica" di giov.
7-12-06)
7. RASS STAMPA LA RICERCA
"QUASI META’
DELLE RICCHEZZE DEL MONDO IN MANO ALL’1%"
di Anais Ginori (da "la Repubblica" di giov.
7-12-06)
8. SE 34 MINUTI VI SEMBRAN POCHI...
L’ultimo, drammatico caso in Florida
della lunga agonia di un condannato a morte
AREZZO
1. "QUINDICI MINUTI PER LA VITA"
PER LE POPOLAZIONI COLPITE DALLO TSUNAMI
Una delegazione della Provincia guidata dalla vicepresidente Ricci
in India per monitorare lo stato dei progetti di aiuto
2. I LOVE LILLI...
La giornalista ed europarlamentare Lilli Gruber ha presentato
ad Arezzo il suo nuovo libro "America anno zero"
3. "HAPPY NIGHT" OVVERO DIVERTIMENTO SICURO
Per un sabato sera entusiasmante senza alcol e droghe,
un progetto della Provincia di Arezzo e altri partner
4. GIOVANI AD AREZZO: COME SI VA?
Restano in casa a lungo, studiano, si laureano
Ma la politica e il volontariato non sono nelle loro corde
5. I CENTRI PER L’IMPIEGO DI AREZZO
AL TERZO POSTO IN ITALIA
Tra le agenzie di lavoro sono i preferiti dalle aziende
6. POLITICHE DELLA SALUTE SEMPRE PIU' INTEGRATE
Individuare bisogni e strategie per un "profilo di
salute" provinciale
7. CONCILIAZIONE E WELFARE: A CHE PUNTO SIAMO?
Si è svolto il 27 novembre il seminario per il progetto Inlav
di Isfol
8. SPETTACOLI E CONCERTI DI NATALE
Se nelle feste avete voglia di spettacolo...
9. 'MARY POPPINS', OCCHIO ALLA SCADENZA
C'è tempo fino al 28 dicembre per richiedere i contributi
della Provincia per le mamme che lavorano e per cogliere
l'opportunità di lavorare con i bambini
TOSCANA
1. FESTA DELLA TOSCANA, I CENTRI
ANTIVIOLENZA
CHIEDONO IL GIUSTO RICONOSCIMENTO
Sono 674 le donne aiutate in un anno nella regione
2.
FIRENZE, MALALAI JOYA IN CONSIGLIO REGIONALE
La giovane parlamentare afgana racconta...
3. PRATO, SU 54 PROCEDIMENTI PER MOBBING
POCHI QUELLI ACCOLTI. I DATI IN UN CONVEGNO
La Consigliera provinciale di Parità denuncia
le difficoltà nella tutela legale delle vittime
4. GROSSETO: "DONNE, RIVENDICATE IL CAMBIAMENTO"
La presidente della Commissione provinciale Pari Opportunità:
"Democrazia è governo dell’intero popolo, non della metà"
5. COMMISSIONE PARI OPPORTUNITA' REGIONALE:
E’ PARTITA UN’INDAGINE SULLE NOMINE
L’annuncio della presidente Chiara Grassi
6. PRESENTATA IL 13 DICEMBRE A NAPOLITANO
LA PETIZIONE PER MARGHERITA HACK SENATRICE A VITA
Una iniziativa dell’Associazione Puntocritico: 3000 firme
7. FIRENZE, STATI GENERALI DELLE PARI OPPORTUNITÀ
I DATI DI GENDER GAP E I TRAGUARDI RAGGIUNTI
Cresce la partecipazione e il protagonismo delle toscane
8. FIRENZE, LABORATORIO DI MODA A SOLLICCIANO
Inaugurato il 29 novembre
9. A CAMAIORE IL CALENDARIO ARTISTICO 2007 PARI OPPORTUNITÀ
Un concorso bandito nelle scuole ha premiato le dodici opere migliori
10. FINO ALL'EPIFANIA, TOSCANA GOSPEL
FESTIVAL
Torna per l'11ma edizione il festival gospel più bello d'Italia
11. ARRIVA IL PULCINO DUDUGGI (E LA SUA
STRANA FAMIGLIA)
IL NUOVO CD DELLA CANTANTE TOSCANA SUSY
BELLUCCI
Nove fiabe in musica, un itinerario fantastico per divertire e
stimolare
CULTURA
1. NERIA DE GIOVANNI: SOLO UOMINI NELLA
SCELTA
DEI NOBEL DEL CORRIERE DELLA SERA
A proposito della nuova collezione di volumi
allegati al quotidiano milanese
2. ROMA, LA RASSEGNA TEATRALE E
CINEMATOGRAFICA
"BROAD CLOTH TRILOGY" DEDICATA ALLA DONNA DI OGGI
Fino al prossimo mese di maggio
3. ROMA, IL DOCUMENTARIO "VIAGGIO
NEL ‘900 DELLE DONNE"
Una storia tutta politica della giornalista Nella Condorelli
4. IL PREMIO NAZIONALE DI NARRATIVA DEDICATO
ALLA SCRITTRICE MARIA TERESA DI LASCIA
Riservato alle donne
5. LA IV EDIZIONE DEL PREMIO NAZIONALE ERICA FRAIESE
RACCONTI, FAVOLE E LEGGENDE NELLE AREE PROTETTE
Riservato alle scuole di ogni ordine e grado
6. IL CONCORSO DI SCRITTURA FEMMINILE
CITTA’ DI TRIESTE
Scadenza 31 gennaio 2007
7. IL CONCORSO LETTERARIO COSE DI DONNA DETTE DA DONNE
Riservato alle donne
ONLINE
1. LE ULTIME DI "NOI DONNE"
2. "IL PAESE DELLE DONNE"
SPECIALE LIBRI DI NATALE
PICCOLI EDITORI, GRANDI IDEE
Alla Fiera della piccola e media editoria di Roma
a caccia di donne e buone letture
SERVIZIO
CHI SONO E COSA FANNO LE CONSIGLIERE DI PARITA'
CHI E PERCHE' PUO' RIVOLGERSI ALLE CONSIGLIERE DI PARITA'
L'UFFICIO DELLA CONSIGLIERE PROVINCIALI DI PARITA' DI AREZZO
IL SERVIZIO CONSIGLIERA ONLINE
LINK E RIFERIMENTI ISTITUZIONALI
UTILITY / BANDI E CONCORSI + OFFERTE DI LAVORO
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ANNO CHE VA, ANNO CHE
VIENE
IN ITALIA UN DISEGNO DI LEGGE CONTRO LA VIOLENZA DOMESTICA
IN EUROPA L’ANNO DELLE PARI OPPORTUNITA’ PER TUTTI
Il governo approva un disegno di legge contro abusi e violenze
tra le mura di casa: finalmente, una legge "europea"
di Silvia Tessitore
Il governo Prodi - per mano della Ministra per i Diritti e le Pari Opportunità
Barbara Pollastrini e del Ministro per la Giustizia Clemente Mastella - ci ha
appena consegnato un buon regalo di Natale: il consiglio dei ministri ha
approvato il 22 dicembre un disegno di legge "contro la violenza sulle
donne, i bambini e gli anziani", anche tra le mura domestiche. Nel
presentarla, Barbara Pollastrini ha sottolineato il carattere urgente del
provvedimento: secondo dati del Ministero dell'Interno, dal 2004 al 2005 le
violenze sessuali sono aumentate del 22 per cento (da 1.778 a 2.167 casi), un
balzo avanti veramente allarmante. In Europa, per le donne tra i 16 e i 60
anni, la violenza è la prima causa di morte: l'Italia non fa eccezione, ogni
tre morti violente una è una donna ammazzata dal marito, dal convivente dal
fidanzato o da un ex, 138 nel solo 2005. Ma non finisce qui. Dal 2004 al 2005
le violenze su maggiori di 14 anni sono state il 24% in più (da 1.516 a 1875).
Le violenze su minori di 14 anni sono state il 25% in più (da 89 a 111).
In un anno le lesioni dolose hanno avuto un incremento del 19,3% (da 11.671 a
13.927). Le percosse sono aumentate del 21,3% (da 3.807 a 4.618), le minacce
del 16% (da 17.926 a 20.715), le ingiurie del 19% (da 13.345 a 18.219). Gli
omicidi preterintenzionali (accidentali) sono aumentati del 67% (da 3 a 5), i
tentati omicidi crescono del 28,5% (da 186 a 239). Più 19,4% per i sequestri di
persona a scopo sessuale (da 134 a 160) e + 87% dei reati connessi alla
pornografia minorile (da 15 a 28 casi). Questi sono gli incubi delle donne, dei
bambini, delle famiglie italiane. Perché - com'è fin troppo noto, ma fin qui
non s'era provveduto - la stragrande maggioranza di questi delitti matura e
viene commessa tra le mura domestiche. I numeri non lasciano scampo. Parlano di
uomini aggressivi, legami stracciati, valori – parola grossa? – perduti. Se i
numeri ci fossero sfuggiti, digeriti con la solita minestra televisiva di
allarmi ed emergenze da rotocalco, bisogna svegliarsi un attimo, guardare in
faccia il problema. E che almeno il 50 per cento delle donne italiane (ma a chi
non è successo?) sia o sia stata nella vita vittima di un qualche tipo di
molestie è un problema grosso per tutti, per chi le violenze le subisce, per
chi ne è artefice e per chi deve impedire che ciò accada o resti impunito.
(Vedi anche, in proposito, i dati del rapporto Istat presentato alla Giornata
parlamentare contro la violenza, di cui si parla in altro servizio).
Il disegno di legge approvato dal governo finalmente recepisce la
raccomandazione del Comitato dei Ministri degli Stati membri dell'Unione
Europea in materia di protezione delle donne del 30 aprile 2002 e la decisione
del parlamento europeo del 21 aprile 2004, per l'avvio di un piano di azione
comunitario contro la violenza, ne assimila lo spirito e proietta - almeno
sotto questo aspetto - il nostro paese in una dimensione più avanzata. Che
questo sia un frutto della presenza all'interno dell'esecutivo di una pattuglia
femminile con idee chiare e spirito d'iniziativa è fuori discussione, così come
che - tra i colleghi di governo - cresce la sensibilità attorno a temi e
questioni prima considerate 'squisitamente femminili'. Otto interventi chiave
per assicurare dignità alle vittime di violenza, più otto interventi per una
più decisa azione repressiva, più una revisione delle norme processuali
orientata alla piena tutela delle vittime: questo prevede in sostanza il
disegno di legge approvato dal consiglio dei ministri (tutto sul DDL contro la
violenza domestica su http://www.pariopportunita.gov.it/).
La giornata internazionale contro la violenza sulle donne dello scorso 25
novembre, celebrata in 30 paesi, ha fatto registrare anche in Italia un’alta o
altissima partecipazione, segno di crescente consapevolezza. Ma la fine del
2006 segna altri punti a favore delle donne, in questa battaglia. Il primo
riguarda gli uomini, che si stanno interrogando sulle proprie ‘responsabilità’,
il proprio ruolo, la loro frequente attitudine a ‘perdere le staffe’: quelli
che rifiutano la violenza, che mai la useranno contro chicchessia e che
s’impegnano a combatterla hanno scelto di distinguersi con un fiocco bianco sul
bavero della giacca. Se n’è parlato, in queste settimane. A volte, piccoli
gesti come questo, che testimoniano una scelta di campo senza se e senza ma, ma
invitano chi ci sta di fronte a porsi almeno una domanda, possono sortire
grandi effetti. Specialmente sul piano culturale.
Perché è il piano culturale che va "aggredito", dopo aver assicurato
alle donne sicurezza e protezione (leggi in proposito sul nostro sito
l'articolo di Cecilia D'Elia, presidente della Commissione delle Elette della
Provincia di Roma, "Violenza
sulle donne: una questione di cultura" apparso su
"L'Unità" di sab. 9-12-06). "Si parte da qui: da una grande e
coraggiosa sferzata, serve uno sguardo laico e fiducioso", dice Barbara
Pollastrini a Concita De Gregorio di Repubblica (leggi l'articolo in rassegna
stampa in questo numero della newsletter). Nello staff della ministra – oltre
alla magistrata Silvia Della Monica, che ha approntato il disegno di legge, e
altre donne d’esperienza – è entrato un solo uomo, capo dell’ufficio
legislativo: Stefano Ceccanti, tra i promotori della campagna italiana del
"fiocco bianco".
Ma la ministra dice anche altro: "Col ministro
Fioroni siamo d’accordo per studiare un piano che inserisca i temi della
violenza e del rispetto della persona nei programmi scolastici, con Gentiloni
parleremo presto di codici per la Rai e per il mondo delle
comunicazioni"... Barbara Pollastrini è cosciente che se la battaglia
contro violenza e discriminazione vuole aver successo deve affermare il
principio delle pari opportunità a 360 gradi: bisogna garantire alle donne di
essere presenti nei luoghi delle decisioni e del potere, rendere nuovamente la
famiglia luogo della solidarietà e del reciproco rispetto, ridare sicurezza al
lavoro e nuove basi alla protezione sociale, insegnare ai più giovani che siamo
pari ma diversi, non c’è chi sta sopra e chi sta sotto...
In questa direzione vanno praticamente tutti i rapporti Onu presentati nelle
scorse settimane: per ogni questione analizzata – dallo sviluppo alla vita
civile, dalle guerre all’istruzione, dal diritto alla salute alla lotta alla
fame nel mondo, dalla distribuzione della ricchezza ai conflitti che agitano
intere regioni del mondo – le varie articolazioni dell’Organizzazione delle
Nazioni Unite indicano a livello planetario la promozione della donna e la sua
liberazione dalle discriminazioni, dai ricatti, dalla povertà e dalla violenza
come la chiave di volta per costruire un mondo migliore, sanare i drammi e le
ingiustizie del presente e costruire un futuro di pace e diritti uguali per
tutti. In particolar modo, la violenza fisica e psicologica contro le donne
viene stigmatizzata come la vera e propria piaga del Ventunesimo secolo, una
piaga che non conosce distinzione di latitudine, censo, cultura o religione: le
cifre – come abbiamo visto – sono quelle di un flagello che non risparmia (come
dettaglia il rapporto Istat sulla violenza in Italia, presentato alla Camera in
occasione della Giornata Parlamentare contro la violenza) nemmeno il nostro
paese.
Guardando all’Europa, anche qui, un motivo di preoccupazione e uno di speranza.
Il parlamento di Strasburgo ha varato da poco un provvedimento sul riequilibrio
della rappresentanza femminile vago e non vincolante, cancellando ogni
percentuale di ‘quote’ e di tetti per l'ingresso delle donne all'interno delle
istituzioni (grazie a un emendamento del Partito Popolare Europeo) e
vanificando così le legittime aspettative delle donne di quei paesi, come
l’Italia, dove sono ‘minoranza’, minoranza di potere anche se maggioranza tra
la popolazione. Ma il 2007 – per l’Unione Europea – sarà l’Anno delle Pari
Opportunità per tutti. Sappiamo che le buone intenzioni non bastano ai
risultati, bisognerà attendere la prova dei fatti, ma il percorso è chiaro:
allargare tra cittadine e cittadini la coscienza dei propri diritti e
diffondere strumenti e buone prassi per farli valere. Si tratta di rimboccarsi
le maniche e cominciare, sapendo che non siamo certo all'anno zero ma che è sempre
più necessaria, da parte di tutti, grande determinazione. E in questo le donne
del governo italiano stanno già facendo la loro parte. (st – dicembre 2006)
>>>
Tutto sul DDL contro la violenza domestica su http://www.pariopportunita.gov.it/
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1. AREZZO, 'DONNE E POLITICA' PER L'AGENDA DELLE DONNE 2007
In distribuzione gratuita presso il Centro Pari
Opportunità
della Provincia di Arezzo, in piazzetta Logge del Grano
L'anno che si chiude ha fatto registrare vittorie importanti: le donne capo di
stato nel mondo sono salite a undici con l'elezione di Michele Bachelet - prima
donna presidente - in Cile; Ellen Johnson Sirleaf s'è insediata, prima donna
nella storia del suo paese, a capo del governo della Liberia; Ségolène Royal ha
trionfato nelle primarie socialiste in Francia; Nancy D’Alessandro Pelosi è la
prima donna a essere stata nominata presidente della Camera, terza carica degli
Stati Uniti; Hillary Rodham Clinton è stata riconfermata senatrice dello stato
di New York con un clamoroso settanta per cento di preferenze che le ha aperto,
seppure virtualmente, la strada per la Casa Bianca nel 2008. Ma a sessant'anni
dal voto alle donne, l'Italia segna il passo e, malgrado il lieve incremento
del numero delle parlamentari alle ultime politiche, la rappresentanza
femminile è per noi italiane ancora terreno in salita.
Come sanno le lettrici e i lettori di didonne.it, quello del rapporto tra donne
e politica e uno degli argomenti che più ci stanno a cuore. Ed è sicuramente
uno dei temi strategici - come conferma anche l'Onu, in tutti i più recenti
rapporti - se vogliamo immaginare prospettive di pace e di sviluppo per il
pianeta, specie nelle aree più povere e dilaniate dai conflitti. Ma, come
abbiamo più volte sottolineato, l'accesso delle donne ai luoghi della
responsabilità pubblica e delle decisioni, ai vertici del potere come a quelli
della società, è problema trasversale a Oriente e a Occidente, a Nord e a Sud,
e seppure con differenze talvolta profonde tra le diverse regioni e culture del
mondo, riguarda da vicinissimo le sorti della giustizia e della democrazia a
livello globale.
Nell'Anno Europeo delle Pari Opportunità per tutti, l'Agenda delle Donne 2007 a
cura dell'Assessorato alle Pari Opportunità e dell'Ufficio delle Consigliere di
Parità della Provincia di Arezzo affronta proprio i nodi di questa questione,
attraverso una serie di contributi e interventi. All'interno dell'Agenda è
contenuto anche un report assai interessante: l'elenco di tutte le donne
aretine che hanno ricoperto incarichi politici e istituzionali dal 1946 a oggi,
una sorta di bilancio di sessant'anni di rappresentanza in un territorio che,
pur caratterizzato da una fortissima presenza delle donne in tutti gli ambiti
della vita pubblica, ha anch'esso i suoi ostacoli da superare, le sue barriere
da infrangere, i suoi "soffitti di cristallo". Nel ricordarvi che
l'Agenda delle Donne 2007 è in distribuzione gratuita presso il Centro Pari
Opportunità (in piazzetta delle Logge del Grano - fino a esaurimento scorte),
vi proponiamo il testo d'introduzione all'Agenda delle Consigliere Provinciali
di Parità Marilena Pietri e Giuseppina Ciullo:
"La mancanza di equilibrio fra i due sessi nella rappresentanza politica
si presenta come un paradosso in quanto si manifesta nel nostro e in generale
nei paesi più ricchi del nord del pianeta. In Italia si è ampliata la presenza
femminile nell’imprenditoria, nelle professioni, si è consolidata e qualificata
nella pubblica amministrazione e nella società civile; da sessanta anni sono
state promosse riforme, lotte politiche e azioni positive per abbattere le
barriere che ostacolano l’accesso delle donne alla rappresentanza
politica".
"Nonostante la forte crescita della qualificazione delle donne sul piano
della preparazione culturale e della capacità di intervento e di gestione nella
vita pubblica e nonostante l’opinione pubblica sia favorevole ad una maggiore
presenza di questa componente della società, il livello di partecipazione delle
donne alla vita politica è drammaticamente insufficiente. E’ evidente che
esiste un forte
scollamento tra il sistema dei valori, le attese le buone
intenzioni dichiarate e la realtà dei numeri".
"Questa esclusione sembra legata ad un contesto di dinamiche sociali
profonde e pervasive, un fenomeno la cui consistenza e permanenza nel tempo
appare di difficile interpretazione. Per questo motivo è importante ritenere la
questione sempre aperta, indagarla con diversi approcci e facendo tesoro del
patrimonio di conoscenze e esperienze e saperi accumulati in questi anni, con
la convinzione che una rappresentanza politica equilibrata non incide
negativamente solo sulla condizione delle donne ma mette in discussione il
valore della democrazia stessa". (Marilena Pietri, Consigliera di Parità,
e Giuseppina Ciullo, Consigliera di Parità Supplente della Provincia di Arezzo)
(dicembre 2006)
2. 'QUOTE ROSA': COSA SAREBBE ACCADUTO SE...?
Una simulazione del Ministero dei Diritti e delle Pari Opportunità
Quante saremmo oggi in Parlamento con una legge ad hoc?
Ipotizzare gli esiti delle elezioni politiche dell'aprile 2006 per la Camera
dei deputati, se si fosse applicato il meccanismo delle cosiddette quote rosa:
è quel che ha fatto il Ministero dei Diritti e delle Pari Opportunità. I risultati
della simulazione avvalorano ancor più la necessità di un intervento legislativo
sulla materia. Se volete togliervi la curiosità, fate un salto su http://www.pariopportunita.gov.it/DefaultDesktop.aspx?doc=969, dove trovate i dati generali e quelli disaggregati per singoli
partiti e per circoscrizione. Qui brevemente riportiamo il riepilogo per coalizioni.
Innanzitutto la situazione attuale: le elezioni di aprile hanno portato alla
Camera 617 parlamentari, di cui 108 donne (17,50%). L'Unione ne ha elette
67 (19,71%), la Casa delle Libertà 41 (14,80%). Se avessimo avuto una legge
sulle 'quote' che prevedeva l'inserimento in lista di almeno il 33 per cento
di donne (1 donna ogni 2 uomini), avremmo portato alla Camera 159 donne, pari
al 25,77% del totale (con un incremento dell'8,27% rispetto al dato di oggi).
Se avessimo avuto una legge 1 a 1, e che prevedevacioè una percentuale di
donne in lista del 50%, le donne deputato sarebbero oggi 247, pari al 40,03%
del totale (con un incremento del 22,53% sul numero attuale)... Che ve ne
pare? (dicembre 2006)
3. LA LUNGA MARCIA DELLA CITTADINANZA FEMMINILE
Una mostra a Roma nel sessantesimo del voto alle donne
"La lunga marcia della cittadinanza femminile" è il titolo della
mostra sul 60° anniversario del voto alle donne allestita, fino al 31 gennaio
2007, nel loggiato del piano nobile del Palazzo della Sapienza (Corso del
Rinascimento 40), costruito tra fine Cinquecento e prima metà del Seicento
e divenuto nel 1936 sede dell'Archivio di Stato di Roma.
La mostra ricostruisce le tappe principali del lungo e difficoltoso percorso
che va dalla rivoluzione francese al nostro referendum istituzionale tra monarchia
e repubblica, fino all'elezione dell'Assemblea Costituente del 2 giugno 1946,
allorché le donne italiane acquistarono, con il suffragio, il diritto alla
piena cittadinanza. "Un lungo processo - si legge in una nota del Ministero
dei Diritti e delle Pari Opportunità - quello dell'inclusione delle donne
nella sfera pubblica che non si è ancora concluso e che in molti, dalla fine
del Settecento, hanno invano tentano di arrestare".
Il progetto è stato realizzato con l'alto Patronato del Presidente della Repubblica
e con il Patrocinio dei Ministeri per i Diritti e le Pari Opportunità e della
Pubblica Istruzione, della Regione Lazio, della Provincia e del Comune di
Roma, del Comitato nazionale "Italiane al voto. Donne e culture politiche"
e con la collaborazione della Fondazione Basso. La mostra s'inserisce nell'ambito
delle iniziative istituzionali per la celebrazione del 60° anniversario del
voto alle donne (vedi www.60annisuffragiofemminile.it).
Il percorso espositivo è stato curato da Gabriella Bonacchi, Marina Caffiero
e Manola Ida Venzo, attraverso documenti d'archivio, giornali e periodici
d'epoca, fotografie e ritratti. L'ingresso è libero e gli orari di apertura
sono i seguenti: lunedì-venerdì ore 9.00-17.00; sabato ore 9.00-13.00; domenica
e festivi chiuso.
(dicembre 2006)
Info:
06.68190838 - 06.68190895
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1. RITRATTO IN NERO DEL BEL PAESE
ALLA GIORNATA PARLAMENTARE CONTRO LA VIOLENZA
Secondo l’Istat, 10 milioni di italiane hanno subito
molestie, ricatti o stupri. Il luogo meno sicuro è casa
La direttrice generale dell'Istat, Linda Laura Sabbadini – in occasione della
Giornata parlamentare contro la violenza sulle donne organizzata dal Comitato
per le pari opportunità della Camera, svoltasi a fine novembre – ha presentato
a Montecitorio il rapporto nazionale sulla violenza sessuale. Dieci milioni di
italiane fra i 14 e 59 anni hanno subito molestie sessuali o ricatti sessuali
nel corso della vita. Tra queste, cinquecentomila sono state le vittime di uno
stupro o di un tentativo di stupro, mentre ammontano a ben novecentomila i
ricatti sessuali sul lavoro. Centomila donne sono state oggetto di entrambe le
violenze. Linda Laura Sabbadini ha dichiarato: "La crescita delle denunce
non è necessariamente indice di un aumento della violenza. Le denunce possono
aumentare perché le donne, rispetto al passato, scelgono di non subire in
silenzio, ma la verità è che il sommerso del fenomeno che non è ancora
stimabile".
Per l'Istat, le molestie fisiche e sessuali avvengono nella maggior parte dei
casi a opera di estranei (58,2%), per strada (19%), sui mezzi di trasporto
pubblici (31,6%) sul posto di lavoro (12,1%), nei pub o in discoteca (10,5%).
Gli stupri e i tentati stupri commessi da estranei sono l’assoluta minoranza
(3,5%), mentre sono gli amici (23,8%), i conoscenti (12,3%), i fidanzati o gli
ex fidanzati (17,4%), mariti o ex mariti (20,2%) a costringere le donne a
rapporti sessuali non voluti ed estorti con la violenza. Solo il 21% delle violenze
sessuali avviene per strada e il 14% in auto: per il resto, è la casa – propria
o di amici e parenti – il luogo della violenza. Il dato conferma purtroppo
quanto era già noto. I novecentomila ricatti sessuali sul lavoro avvengono al
momento dell’assunzione o come contropartita per avanzamenti di carriera, e si
verificano – ha precisato la Sabbadini – nei momenti in cui le donne sono in
una posizione di maggiore fragilità o difficoltà. Sono le disoccupate, infatti,
a subire maggiormente il ricatto di datori di lavoro senza scrupoli, e in
maggior numero le lavoratrici indipendenti che le dipendenti, più le impiegate
che le operaie.
La Ministra per i Diritti e le Pari Opportunità Barbara Pollastrini ha
annunciato nell'occasione il "disegno di legge che tuteli ancora più le
donne e che sia un punto di riferimento sicuro per tutte le donne che vogliano
liberarsi dalle persecuzioni e dalle molestie", approvato in Consiglio dei
Ministri lo scorso 22 dicembre. "In Italia – ha detto la Ministra – come in
tutti i paesi europei la violenza contro le donne e sulle donne continua,
attraverso molestie, molestie gravi, percosse, fino allo stupro e
all'assassinio. Credo che contro la violenza la tolleranza debba essere
zero". "La giornata di oggi – ha proseguito Barbara Pollastrini –
sancisce l’impegno del governo a portare in Parlamento entro quindici giorni
una nuova legge contro la violenza".
Nell’introdurre i lavori, il presidente della Camera Fausto Bertinotti ha
dichiarato: "Contro la violenza sulle donne è necessario intervenire fin
dalla scuola, nelle famiglie, in tutti i luoghi della formazione civile e
sociale dei ragazzi per prevenire inciviltà e degrado e per costruire nei
giovani il rispetto e il riconoscimento della diversità, il rifiuto della
intolleranza e della prevaricazione fisica, il controllo dell'emotività
superando lo squilibrio relazionale tra uomini e donne e i pregiudizi che
alimentano discriminazioni e prevaricazioni". Secondo Bertinotti, "La
violenza di genere trova radici nella condizione di minorità e di subalternità
imposta alle donne. Occorre agire per sradicare la pervasività di alcune forme
patriarcali che ancora sussistono nella sfera pubblica e privata, nel nostro
Paese, che impediscono la piena realizzazione della parità tra i generi: stereotipi
culturali che anche il mondo politico italiano non sempre ha saputo combattere
in modo adeguato".
Secondo la vicecapogruppo dell’Ulivo alla Camera Marina Sereni "per
prevenire bisogna conoscere". "Sono d'accordo con il direttore
centrale dell'Istat Linda Laura Sabbadini – ha detto ancora la Sereni – che ha
sottolineato l'esigenza di poter disporre di statistiche disaggregate per
sesso, senza doversi affidare alla sensibilità di chi dirige l'istituto di
statistica o i ministeri preposti". "Voglio ricordare – ha proseguito
– che già nella precedente legislatura avevamo presentato due proposte di legge
per l'istituzione di questo tipo di strumento e che anche quest'anno abbiamo
immediatamente ripresentato un altro progetto di legge, prima firmataria Katia
Zanotti, capogruppo Ulivo in commissione Affari Sociali. Siamo impegnati a fare
sì che questa sia una priorità nel calendario della Camera e che venga
approvata al più presto".
"Ottimo il discorso del presidente della Camera Bertinotti sulle donne, ma
il rischio è che delle vittime di violenza psicologica e fisica nel lavoro e
nella vita familiare si parli tanto e spesso ma senza passare ai fatti",
ha dichiarato Paola Calducci, responsabile Giustizia dei Verdi. "Dire che
bisogna partire dalla scuola per sconfiggere la violenza contro le donne e
contro i soggetti deboli in generale, significa anche che le istituzioni si
devono far carico di questa verità, attivando normative e strumenti concreti
che vadano in questa direzione". "Nell'era di internet – secondo la
Calducci – servono politiche giovanili in grado di prevenire la cultura della
violenza, una guida per i bambini e i ragazzi che navigano quotidianamente, e
questa guida deve essere la scuola stessa, attraverso i programmi scolastici.
Internet, se usato male può essere una vera e propria giungla, e i giovani non
vanno lasciati soli in questo loro viaggio".
"La violenza alle donne è figlia di un malcostume che si vince con sistemi
complessi di formazione, con percorsi di crescita e maturazione che vanno
pianificati a vari livelli, dall’educazione familiare agli indirizzi
comportamentali dati dalla scuola, fino alla diffusione di esempi di vita
attraverso l’intrattenimento e la comunicazione", ha detto Wanda
Montanelli, responsabile del Dipartimento nazionale Pari Opportunità
dell’Italia dei Valori. "Si deve riflettere – ha detto ancora la
Montanelli – su cosa accade alla nostra società. Da quando Popper lanciò il suo allarme fino a oggi non è cambiato
nulla: i modelli che si affermano attraverso i media sono spesso quelli di eroi
negativi che si impongono con la violenza e la sopraffazione e che trionfano
sui deboli senza rispetto per chi, come la donna, ha un ruolo centrale di
riferimento, per la molteplicità di compiti che riesce a sostenere, incontrando
esigenze e colmando vuoti dentro e fuori casa, in famiglia e nella
società".
Videogame cruenti, immagini e messaggi violenti di cinema
e tv, secondo Wanda Montanelli, formano generazioni di individui aggressivi e
rabbiosi, e "la violenza riguarda tutti, non è un affare privato, anche se
il maggior numero delle brutalità si attuano al chiuso delle abitazioni.
Trasmettere in maniera persistente pubblicità, filma e spettacoli di qualità,
puntando anche su progetti educativi, è fondamentale per impostare i rapporti
tra uomo e donna in maniera civile e per improntarli sulla riconquista dei
sentimenti e del rispetto reciproco".
Secondo Chiara Moroni, vicepresidente dei parlamentari di Forza Italia,
"Non saremo mai un Paese civile fino a quando la cronaca e le statistiche
ci parleranno di violenze sulle donne che non diminuiscono. Troppe volte le
donne sono vittime di violenze fisiche e psicologiche, tanto sui luoghi di
lavoro che nella vita familiare. Non servono parole ma interventi legislativi
per capire, conoscere e prevenire. E gli interventi legislativi serviranno a
poco se mancherà una mobilitazione delle coscienze". Le parlamentari
azzurre Bertolini, Paoletti, Carlucci, Licastro e Bianconi, fondatrici
dell'Associazione Valori e libertà, così commentano in una nota il rapporto
Istat sulle violenza: "Apprendiamo con sconcerto e grande preoccupazione
che ben 10 milioni di donne, dai 14 ai 59 anni, hanno subito nel corso della
loro vita molestie o ricatti sessuali. Non è più possibile che le donne di questo
Paese debbano subire molestie fisiche e morali per essere assunte o per
accedere a posti di maggior responsabilità. Non è più ammissibile che le donne
debbano guardarsi da amici, conoscenti o ex fidanzati, i quali risultano,
secondo l'Istituto nazionale di ricerche statistiche, i maggiori colpevoli
degli stupri perpetrati ai danni delle proprie amiche, parenti, compagne. Forse
è necessario che questo argomento sia oggetto di un più attento
approfondimento, che vada ben oltre il 25 novembre. Liberare le donne da ogni
forma di maltrattamento significa, anche e soprattutto, riconoscere e garantire
loro la piena dignità e parità di condizioni. Un Paese non può considerarsi
rispettoso del genere femminile se continuano a esserci forti disparità di
trattamento nel mondo del lavoro così come nella presenza delle donne nelle
assemblee rappresentative. E' necessario allora intervenire direttamente nella
scuola, nelle famiglie, in tutti i luoghi deputati alla formazione culturale e
morale delle nuove generazioni per prevenire e limitare il ripetersi di episodi
di violenza e prevaricazione sulle donne".
Fra le partecipanti all’incontro, Maria Grazia Giammarinaro, esperta della
Commissione europea sui temi della tratta, ha sottolineato: "L’attuazione
della legge sull'allontanamento del coniuge violento non è adeguatamente
monitorata. E’ essenziale che in Finanziaria sia approvato il fondo per
l'osservatorio sulla violenza domestica, da molti anni richiesto dalle
associazioni di tutela delle donne vittime di violenza". Sylvie Matheron,
avvocata dell'infanzia del tribunale di Marsiglia, ha ricordato che in Francia
ogni quattro giorni una donna muore per le percosse subite dal suo compagno e
ogni anno si verificano circa venticinquemila stupri: ma solo il 13 per cento delle
donne denuncia il fatto.
2. UN APPELLO CONTRO IL "FEMMINICIDIO"
E PER L’EMPOWERMENT DELLE DONNE
dell’Associazione Nazionale Giuristi Democratici
e del Forum Donne di Rifondazione Comunista
Questo il testo dell’appello contro il "femminicidio" promosso
dall'Associazione Nazionale Giuristi Democratici, dal Coordinamento Donne PRC
di Bologna e dal Forum delle donne di Rifondazione "Per un impegno
concreto, per una donna soggetto di diritto e non oggetto di diritti, per
l’autoderminazione femminile":
"Al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano; alla Signora Clio
Bittoni; al Presidente del Consiglio Romano Prodi; alla Ministra per le Pari
Opportunità Barbara Pollastrini; alla Ministra per la Famiglia Rosy Bindi; ai
Presidenti di Camera e Senato; alle Parlamentari e ai Parlamentari; alle
Presidenti e ai Presidenti delle Regioni e delle Provincie; alle Giunte
Regionali, Provinciali, Comunali; ai Consigli Regionali, Provinciali, Comunali;
alle Consigliere ed ai Consiglieri di Parità; alle Assessore ed agli Assessori
alle Pari Opportunità; ai Consigli delle Elette; alle Sindache e ai
Sindaci."
"Gentilissime e Gentilissimi Rappresentanti delle Istituzioni Italiane,
ricorre il 25 novembre un triste anniversario, internazionalmente celebrato,
per ricordare le donne che hanno subito violenza: come è noto, l’omicidio
rappresenta la prima causa di morte per le donne, in Europa e nel mondo. Noi
preferiamo parlarVi di femminicidio: per includere in un’unica sfera semantica
di significato ogni pratica sociale violenta fisicamente o psicologicamente,
che attenta all'integrità, allo sviluppo psico-fisico, alla salute, alla
libertà o alla vita della donna, col fine di annientarne l'identità attraverso
l'assoggettamento fisico o psicologico, fino alla sottomissione o alla morte
della vittima nei casi peggiori. Il femminicidio è basato su relazioni di
potere diseguali: il neoconservatorismo, la globalizzazione e la conseguente
precarizzazione dei rapporti interpersonali hanno favorito un clima di
disuguaglianza sociale che discrimina le donne in particolar modo, costrette
nella postmodernità occidentale in più ruoli e tutti precari."
"Ogniqualvolta le donne reclamano il riconoscimento di diritti politici,
riproduttivi, all’istruzione, al lavoro, prevale sempre la negazione della
libertà femminile, attraverso interventi "etici" che vanno a incidere
sui diritti riproduttivi della donna, riportandola alla sua dimensione
"naturale" di donna e madre, quindi di soggetto controllabile. E’
proprio in ragione di ciò che ci rivolgiamo a Voi, Spettabili Rappresentanti
delle Istituzioni Italiane. E’ atto dovuto garantire alle donne il diritto a
vivere liberamente il proprio corpo e la propria sessualità, non ne è lecito il
controllo attraverso leggi che non riescono a ponderare in maniera equilibrata
i diritti fondamentali della salute e dell’autodeterminazione della donna con
gli altri beni costituzionalmente tutelati. "La promozione e la tutela dei
diritti delle donne sono requisiti fondamentali per costruire una vera e propria
democrazia", ed "occorre utilizzare tutti i mezzi possibili per
prevenire qualsiasi violazione dei diritti umani delle donne" (Punto 4,
Risoluzione del Parlamento europeo sul seguito della Quarta Conferenza mondiale
sulla piattaforma di azione per le donne): è un impegno che riguarda tutta la
comunità, ma in primo luogo rappresenta un’obbligazione dello Stato, assunta
non solo Costituzionalmente ex art. 3, ma anche a livello internazionale
attraverso il riconoscimento della validità dei vari Trattati, Dichiarazioni e
Convenzioni a tutela dei diritti fondamentali dell’uomo, ed in particolar modo
attraverso la ratifica della CEDAW."
"Tuttavia, nella realizzazione degli interventi legislativi e governativi
in materia non si è affatto tenuto conto delle raccomandazioni provenienti dal
Comitato per l’attuazione della CEDAW. Per questo:
- Rigettiamo ogni forma di intervento di tipo emergenzialistico, perché la
violenza sulle donne non è un’emergenza (sarebbe un’emergenza globale perenne
ab inizio, altrimenti), è un problema sociale, e come tale va affrontato;
- Riteniamo inutile ogni forma di inasprimento delle pene,
essendo già bastevolmente sanzionatoria l’attuale disciplina, se concretamente
attuata;
- Riteniamo eccessivamente selettiva l’impostazione scelta per il codice delle
pari opportunità, che relega la realizzazione della donna esclusivamente
all’ambito lavorativo, e non coglie la complessità delle discriminazioni di
genere cui la donna è soggetta anche negli altri ambiti di relazione;
- Auspichiamo quindi che l’attuale Governo e quante e quanti rappresentano ad
ogni livello le Istituzioni non si facciano ulteriormente tentare dalla via
facile ma pericolosamente sdrucciolevole della repressione indiscriminata: non
serve un "piano di azione straordinario contro le violenze sulle
donne", è necessario invece "riconoscere che la violenza maschile
contro le donne è il maggior problema strutturale della società, che si basa
sull’ineguale distribuzione di potere nelle relazioni tra uomo e donna, e incoraggiare
la partecipazione attiva degli uomini nelle azioni volte a contrastare la
violenza sulle donne" (Council of Europe, Recommendation 5/2002 of the
Committee of Minister to member states on the protection of women against
violence, III). E’ necessario "riconoscere che lo Stato ha l’obbligo di
esercitare la dovuta diligenza nel prevenire, investigare, e punire gli atti di
violenza, sia che siano esercitati dallo Stato sia che siano perpetrati da
privati cittadini, e di provvedere alla protezione delle vittime" (Council
of Europe, Recommendation 5/2002 of the Committee of Minister to member states
on the protection of women against violence, II )."
"L’Unione Europea sembra aver preso coscienza della necessità di un cambio
di rotta urgente in tema di violenza sulle donne, a nostro avviso ha fornito
anche le coordinate giuste per affrontare il problema in termini non di
repressione ma di garanzia di diritti e offerta di opportunità nuove alle
donne. Chiediamo quindi alle Istituzioni di accogliere questa sfida, ed accoglierla
non solo nelle parti più facilmente realizzabili, ma nella complessità in cui
viene proposta, perché è necessario che il cambiamento coinvolga tutti gli
attori sociali interessati :è difficile infatti senza un adeguato impatto sulla
comunità riuscire a far cessare la violenza sulle donne, che "è la
manifestazione di un potere relazionale storicamente diseguale tra uomini e
donne…uno dei principali meccanismi sociali attraverso i quali le donne sono
costrette ad occupare una posizione subordinata rispetto agli uomini."
(Preambolo CEDAW)."
"Invitiamo il Governo e le altre e gli altri
Rappresentanti delle Istituzioni cui questo appello è rivolto a perseguire
attraverso le scelte politiche e di Governo che verranno poste in essere quegli
obiettivi indicati dalla CEDAW e dall’Unione (In particolar modo dal Committee
for Equality between Women and Men, che nel 2006 ha redatto uno dei pochissimi
studi organici realizzati a livello governativo europeo in materia di violenza
sulle donne, "Combating violenze against women. Stocktaking study on the
measures and action taken in Council of Europe member States",
consultabile su Internet nel sito del CDEG, http://www.coe.int/equality/, che il
nostro Stato, come gli altri Stati Europei, aveva il compito di tradurre e
diffondere…) per il raggiungimento dell’uguaglianza tra i sessi, ed a porre in
essere gli interventi necessari e le misure indicate, per consentire alle donne
di vivere nella propria comunità godendo liberamente dei pieni diritti che
spettano loro come cittadine, ma prima ancora come Persone."
"In particolar modo riteniamo obiettivi prioritari :
L’assegnazione di un Portafoglio al Ministero delle Pari Opportunità, per
dotarlo dei margini di autonomia economica necessari a porre in essere un Piano
di Azione a tutto campo che sia in grado di intervenire trasversalmente su più
piani (sociale, economico, legislativo, giudiziario), e che renda quindi
concreta la possibilità di un cambiamento effettivo di prospettiva nel rapporto
tra sessi;
Un approccio "olistico" alla violenza sulle donne, attraverso
un’unica codificazione che raggruppi gli aspetti legislativi civilistici,
penalistici, legati al diritto di famiglia, procedurali, e che indichi i
rapporti di coordinamento tra forze dell’ordine, associazioni e magistratura,
in maniera tale da prevedere una procedura che assicuri la più completa
protezione e assistenza immediata alla donna che decida di uscire da una situazione
di violenza;
Professionalizzazione e preparazione "di genere" degli attori sociali
che quotidianamente trattano casi di discriminazione e violenza sulle donne,
attraverso corsi specifici e obbligatori non solo nelle scuole superiori e
professionali dove si formano gli operatori sociali che vengono a contattato
con questa realtà, ma rivolti in particolar modo ad operatori sanitari del
Pronto Soccorso, operatori dei Servizi Sociali, Forze dell’Ordine;
L’eliminazione di tutte le norme e prassi giuridiche che risultano
discriminatorie nei confronti della donna, in particolar modo in riferimento ai
diritti procreativi;
L’istituzione di un Osservatorio sui diritti delle donne;
La promozione di una "prospettiva di genere" in tutti i campi, anche
attraverso campagne di sensibilizzazione e di educazione all’ascolto;
La promozione di campagne di sensibilizzazione, campagne educative, pubblicità,
ed ogni iniziativa di carattere sociale adeguata a porre fine alla
stereotipizzazione del ruolo di responsabilità della donna in famiglia e nella
società, anche attraverso un codice di regolamentazione dei media per evitare
la diffusione di immagini discriminanti della donna o lesive della sua dignità,
che la facciano percepire come oggetto sessuale, o come responsabile in via
principale della crescita dei figli;
Incoraggiamento dei mass-media e delle agenzie pubblicitarie a proiettare
un’immagine delle donne come partner alla pari in tutte gli ambiti della vita;
Promozione di misure che incentivino l’occupazione femminile e migliorino lo
status precario delle donne lavoratrici;
Promozione di ricerche che consentano di avere informazioni precise e
dettagliate sullo stato di salute delle donne e sull’accesso delle stesse ai
servizi sanitari;
Maggiore partecipazione delle donne alla vita pubblica e alla politica, sia
nelle cariche elettive che in quelle politiche, nell’assegnazione di incarichi
istituzionali, nella magistratura e a livello internazionale;
Elaborazione di misure atte a eliminare la discriminazione nei confronti delle
donne migranti, e rimozione delle le restrizioni sulle donne migranti previste
nella Bossi-Fini;
Apertura di un dibattito serio e partecipato sulle questioni di genere,
attraverso la traduzione e la diffusione capillare dei dati europei in materia,
dei principali atti europei, delle risoluzioni, delle raccomandazioni, al fine
di coinvolgere tutti gli attori sociali e le ONG operanti in tale ambito, anche
attraverso la creazione di un Comitato Consultivo."
"Traducendo in Italiano le Raccomandazioni del Comitato CEDAW riferite
all’ultimo rapporto, compito che spettava agli organi istituzionalmente
deputati, ribadiamo la necessità dell’appoggio di tutte le Istituzioni, nella
consapevolezza che per progredire nella tutela dei diritti un cambiamento è
necessario, c’è bisogno di più impegno e di più donne impegnate su questo
fronte in politica, di un empowerment forte per dare sostegno ad un progetto di
questa portata. Chiediamo alle Istituzioni, alle donne ma soprattutto agli
uomini che le rappresentano e cui rivolgiamo questo appello, il coraggio e la
volontà politica di mettersi in gioco, di stanziare i fondi necessari per
assicurare la possibilità di elaborare progetti a lungo termine e consentire la
creazione di una rete organizzativa locale che possa attuare in maniera
coordinata il Piano di Azione che ci auspichiamo verrà redatto a livello
nazionale, in concertazione con le associazioni di donne e con gli operatori
sociali che per l’autodeterminazione delle donne lavorano da sempre."
"Credere che un cambiamento sia possibile importa una grande spendita di
energie, mezzi, risorse, ed implica soprattutto volgere lo sguardo al futuro,
consapevoli però del fatto che "un futuro democratico alternativo si
costruisce giorno per giorno su pratiche democratiche". Con l’auspicio che
le Istituzioni manifestino attraverso il loro operato questa consapevolezza,
invitiamo nuovamente ad un impegno concreto per "Dare forma, creare, e
mettere in atto una giustizia di genere oggi". Info e adesioni:
barbaraspinelli_segreteriagd@yahoo.it
(dicembre 2006)
3. "TRUST FUND TO ELIMINATE VIOLENCE AGAINST WOMEN"
IL PROGRAMMA UNIFEM CONTRO LA VIOLENZA
Una donna su quattro ha subito, subisce o subirà violenza
nella vita
L’impietosa fotografia dell’Onu sullo stato del mondo
"Una donna ogni quattro sarà violata, colpita, costretta o abusata sessualmente,
in qualche momento della vita, a volte con conseguenze fatali": lo dice
l'Organizzazione Mondiale della Salute (OMS), chiedendo interventi immediati.
E in questa direzione va il Fondo delle Nazioni Unite per la Donna (Unifem),
che ha presentato – in occasione della Giornata Internazionale contro la violenza
sulle donne celebrata il 25 novembre in trenta paesi – il programma "Trust
Fund to Eliminate Violence Against Women", con un investimento di 1,8
milioni di dollari.
Il programma prevede campagne e azioni di stimolo per: incoraggiare
l’approvazione di leggi che contrastino la violenza e riducano la propagazione
dell’Aids; spingere le donne a denunciare la violenza di cui sono vittime,
rompendo così il "dogma" dell'ombra e del silenzio; sostenere e
appoggiare quei gruppi solidali di donne che svolgono funzioni di aiuto per le
violentate; diffondere nei mezzi di comunicazione azioni e programmi di allerta
e sorveglianza contro la violenza. Non a caso, il nome del programma parla di
un "trust fund", di un fondo di "fiducia" e
"garanzia" per le vittime di violenza.
Noeleen Heyzer, direttora esecutiva di Unifem, ha definito
la violenza di genere come "la violazione più perversa dei diritti umani.
Un crimine universale", e ha spiegato che "la violenza sulle donne
avviene quotidianamente, in ogni regione e paese, senza distinzione economica o
di sviluppo". "A tutt’oggi – ha detto la Heyzer – non abbiamo dati
precisi sulla dimensione del fenomeno per via del sommerso, delle mancate
denunce da parte delle donne, vittime di paure e rappresaglie, ma anche della
difficoltà delle autorità a riconoscere la violenza di genere come crimine e,
dunque, a punirla".
Noeleen Heyzer, ha voluto sottolineare la drammatica situazione delle donne che
vivono nei paesi più colpiti dall’Aids, dalla guerra e dai conflitti sociali,
dove la violenza si traduce in morte: "Oggi – ha spiegato Heyzer – quasi
la metà degli ammalati di Aids sono donne, e sono in tutto circa 17 milioni.
Nell’Africa Subsahariana quelle più esposte all'infezione hanno un'età tra 15 e
24 anni. Dieci anni fa, le donne sembravano fuori da questa pandemia, oggi sono
in pieno epicentro e contraggono il virus quasi sempre come conseguenza di una
violazione, il che le rende ancora più vulnerabili". "Nei paesi in
guerra – ha detto ancora la direttora dell’Unifem – la situazione delle donne è
terribile: sistematicamente sono violentate, e decine di migliaia sono
infettate con HIV. Inoltre, quando la comunità scopre che sono sieropositive,
le donne vengono duramente colpite e spesso allontanate dall’ambito familiare,
o accusate di essere la causa stessa del virus". (dicembre 2006)
4. NEW YORK, UN CONVEGNO ONU SUGLI ABUSI SESSUALI
DEL PERSONALE NELLE MISSIONI INTERNAZIONALI
Kofi Annan: "Fatti tragici e intollerabili"
Si è svolto a New York un convegno sugli abusi sessuali commessi da personale
dell'ONU e delle organizzazioni non governative che ha visto la partecipazione
di numerose personalità del mondo diplomatico e delle agenzie internazionali e
di alti funzionari in rappresentanza di numerosi Paesi. Nel corso dell’incontro
si è parlato di nuovi patti internazionali e di assistenza alle vittime. Il
segretario generale uscente Kofi Annan ha decisamente condannato lo
sfruttamento e l'abuso sessuale definendolo "assolutamente immorale e
completamente contrastante con la nostra missione".
Indicando la maggioranza del personale come onesta e disponibile al lavoro
anche in situazioni estreme e difficili, Kofi Annan, ha definito "tragico
ed intollerabile" il fatto che il lavoro onesto di tante persone venga
insidiato da un piccolo numero di individui che producono "grande danno alle
donne e ai bambini che già affrontano difficoltà e violazioni estreme nella
loro vita quotidiana". Annan, ha inoltre riconosciuto la necessità di
azioni incisive contro coloro che si macchiano di questi delitti e annunciato
tolleranza zero a tutti i livelli ONU. Le inchieste condotte dai comandi delle
diverse missioni o dall'ufficio di controllo dei servizi interni riguardano sia
personale militare che civile, ufficiali di polizia, volontari ONU e
appaltatori. Il rapporto ha messo in luce la gravità del caso relativo alla
missione nella Repubblica democratica del Congo, MONUC, dove le indagini hanno
riguardato 202 persone, principalmente militari, ma anche civili ed ufficiali
di polizia. Alcune inchieste continuano in Congo, in Liberia e in altri tre paesi.
(dicembre 2006)
5. RASS STAMPA STUPRI, MOLESTIE E VIOLENZE
IN CASA. GIRO DI VITE, CONDANNE PIU’ DURE
Stop alle distinzioni tra marito e convivente:
difendiamo le donne e chi subisce discriminazioni
Il piano della Pollastrini: aggravanti per il coniuge
di Concita
De Gregorio (da "la Repubblica" di sab 2.12.06)
E’ una sorpresa trovare nella stanza del ministro Barbara Pollastrini, Diritti
e Pari Opportunità, il pubblico ministero Silvia Della Monica celebre per
essersi occupata non senza difficoltà anche personali di "mostro"
quando lavorava a Firenze e di massoneria a Perugia. "Il nostro capo
dipartimento", la presenta il ministro. Della Monica ha sulle ginocchia
la cartellina che contiene il nuovo disegno di legge contro la violenza domestica,
i maltrattamenti e le molestie persecutorie a sfondo sessuale. Una legge che
vuole difendere le donne e tutti i "discriminati per ragioni sessuali",
gay e trans inclusi. Siamo qui a parlare, in anteprima, proprio di questo:
il testo sarà portato in consiglio dei ministri entro dicembre, è stato studiato
di concerto con il ministro della Giusizia Clemente Mastella, è ispirato al
modello spagnolo (quella sulla violenza domestica è stata la prima legge del
governo Zapatero). La legge italiana prevede pene più severe per la violenza
che avviene tra le mura domestiche con aggravante se a commetterla è il coniuge
o – assai importante – il convivente. Un’apertura alle coppie di fatto, altro
tema in calendario al ministero. Dunque: fino a sei anni di carcere, pena
che consente l’uso delle intercettazioni telefoniche e ambientali durante
le indagini. Per la prima volta, inoltre, una legge si occupa delle molestie
persecutorie (telefonate, sms, pedinamenti, lettere, mail), in inglese "stalking":
pene da uno a quattro anni aumentate di un terzo se le minacce sono gravi
con possibilità, anche in questo caso, di utilizzare le intercettazioni in
deroga alla norma generale. Misure cautelari decise dal giudice per interrompere
le persecuzioni che arrivano fino agli arresti domiciliari o al carcere per
il molestatore. Fino ad oggi era un reato da contravvenzione, 516 euro di
ammenda: la differenza è radicale. Inoltre, estensione della legge Mancino
contro le discriminazioni razziali, etniche e religiose anche all’orientamento
sessuale e all’identità di genere: l’insulto o la violenza contro un gay diventa
aggravante di reato e reato in sé. Si aggiungano la maggiore tutela della
vittima nel processo (potranno testimoniare una sola volta nel corso delle
indagini preliminari con l’incidente probatorio, cosa che riduce il disagio
del teste oltre che i tempi del processo) e nessun faccia a faccia con l’aggressore.
Un osservatorio permanente in cui saranno coinvolti anche i centri antiviolenza
(tre milioni di euro stanziati in Finanziaria) sarà attivo al ministero.
E’ la prima legge concepita in queste stanze "in intesa con i ministri di
Giustizia, Lavoro, Interni, Famiglia, Politiche sociali, Scuola e
Comunicazione", dice Pollastrini. Sarà varata dal consiglio dei ministri e
poi sottoposta al Parlamento dopo la Finanziaria "e soprattutto dopo che
qui abbiamo definito bene la missione, i confini di competenza e le forze
disponibili al ministero". Prima di tutto quindi Pollastrini si è occupata
delle deleghe: con un decreto del 19 luglio ha avuto tutte le deleghe nazionali
e internazionali in materia di Diritti umani e sociali. Di seguito il gruppo di
lavoro: sono arrivati il pm Della Monica, Stefano Ceccanti a capo dell’ufficio
legislativo, l’ex sindaco di Modena Alfonsina Rinaldi ad occuparsi della
segreteria politica. Marcella Ciarnelli dell’Unità a far da portavoce, l’ex
senatrice ds Graziella Pagano per i rapporti istituzionali. "Poi, vista la
coperta stretta della Finanziaria, abbiamo dovuto fare delle scelte. Primo, i
diritti umani, e quindi il programma contro la tratta degli esseri umani e il
rifinanziamento di quello contro le mutilazioni genitali. Secondo, un piano
d’azione contro la violenza alle donne e alle identità di genere". Qui il
ministro sospira. "La verità è che le élites e le classi dirigenti, anche
nel centrosinistra, non hanno capito bene cosa rappresentino le donne oggi. Non
hanno colto per esempio fino in fondo il senso del discorso di Clinton a Blair:
"dobbiamo passare completamente all’epoca delle pari opportunità". Non
hanno capito che senza l’espansione della funzione attiva delle donne non si
riuscirà a rivoltare il paese, a renderlo pià dinamico tollerante rispettoso e
non ci sarà vera crescita. Noi dobbiamo trovare la via italiana fra il modello
Sègolene Royal e quello delle quote: una via fatta di regole, libertà e
responsabilità".
Regole, in primo luogo. "Perché nel comitato di
bioetica, che decide delle sorti del corpo delle donne, non ci devono essere
tante donne quanti uomini? Perché non alla Corte costituzionale, tra i
direttori e i vice della Rai, nelle aziende? In Spagna in Francia, in Giappone
ci sono piani per raggiungere il 65 per cento dell’occupazione femminile, da
noi siamo al 45, al sud al 27". Ecco allora una prima misura, già varata
in Finanziaria e in vigore da gennaio: le aziende delle "aree
svantaggiate" (soprattutto dunque al sud) che assumeranno una donna
avranno un risparmio ulteriore, con l’Irap, di 150 euro al mese per
lavoratrice. "In Svezia in Germania e nel Nord Europa ci sono leggi che
puntano ad avere nell’arco di 7-8 anni almeno il 40 per cento di donne nei cda
delle società quotate in borsa. Il 10 per cento all’inizio e poi ad aumentare,
con incentivi e premi, con beneficio economico per chi lo fa. Cominciamo a
pensarci anche noi. Per ogni dirigente donna uno sgravio fiscale. Penso però
anche ai Tar, alla Banca d’Italia: l’assemblea di Bankitalia è uno spettacolo
deprimente da questo punto di vista, e l’obiezione che già sento è che non ci
sono donne di qualità a quell’altezza è l’ultimo grande bluff degli uomini che
detengono il potere. Posso fornire elenchi lunghi così di economiste e filosofe
della scienza, di magistrate e analiste di primissimo livello. Arginiamo la
fuga all’estero, questo patrimonio è la nostra vera risorsa".
La legge contro la violenza, allora. "Si comincia da qui, si deve
abbattere il muro della vergogna e dell’impunità. E’ una questione anche di
cultura. Col ministro Fioroni siamo d’accordo per studiare un piano che
inserisca i temi della violenza e del rispetto della persona nei programmi
scolastici, con Gentiloni parleremo presto di codici per la Rai e per il mondo
delle comunicazioni. Bisogna però, anche, insieme, punire. Rendere socialmente
odioso quel che ancora è in qualche modo tollerato. In Italia un omicidio su
quattro avviene in casa, ogni tre morti violente una e una donna uccisa dal
marito, dal convinvente. Ogni giorno almeno 7 donne subiscono violenza. Allora:
non devono più essere tollerate le molestie continuate e gravi in famiglia, nei
luoghi di lavoro, per strada. Chi fa violenza a gay, lesbiche, transessuali a
causa della loro identità deve essere punito. Se il violento è un parente o un
convivente la circostanza è più e non meno grave. Si parte da qui: da una
grande e coraggiosa sferzata, serve uno sguardo laico e fiducioso". Sembra
un augurio rivolto soprattutto ai suoi colleghi di governo. Sono giorni in cui
le donne ds si scontrano – Turco contro Serafini – per le legge sulla droga.
"Io non capisco perché se discutono due donne è un litigio e se lo fanno
due uomini è un confronto. Gli uomini passano il loro tempo in guerre di
potere, se due donne hanno due diverse opinioni è subito una bega da cortile.
Stiamo molto, molto attenti a usare le parole ad applicare le categorie: è un
fatto culturale, vede, lo è anche nei giornali e in tv. Poi certo, trovare uno
stile che tenda all’armonia è auspicabile per tutti ma per le donne, ancora una
volta, è un compito in più". (di Concita De Gregorio – da "la
Repubblica" di sab 2.12.06)
>>> Guarda su didonne.it la presentazione (formato Power Point) di
Anna Franca Rinaldelli
"Rispetto,
coscienza, bellezza: contro la violenza, verso la libertà”
>>>
Leggi su didonne.it l'articolo di Cecilia D'Elia, presidente della Commissione
delle Elette della Provincia di Roma, "Violenza
sulle donne: una questione di cultura" apparso su
"L'Unità" di sab. 9-12-06
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A ROMA DAL 10 AL 24 GENNAIO, 'TRAFFICKING'
IN MOSTRA IL MERCATO GLOBALE DEGLI
ESSERE UMANI
Nell'ambito della campagna "Ora lo sai!"
Presto attivo il Numero Verde contro la tratta
Sarà la capitale ad ospitare, presso la Galleria Colonna, dal 10 al 24 gennaio
2007, "Trafficking", la mostra sul tema della tratta degli esseri
umani. Il materiale esposto rappresenta una sezione trasferibile della mostra
realizzata dal partner svedese – Museum of World Culture di Göteborg (www.worldculture.se)- nell'ambito delle attività transnazionale del progetto italiano
Equal II fase "Tratta NO! Un altro punto di vista" promosse in
collaborazione con i progetti Equal dei partner di Svezia, Grecia e Lettonia,
nel contesto del progetto AHTNET (Networking against Human Trafficking).
Fotografie, oggetti, registrazioni audio e opere artistiche ispirate al tema
formeranno un percorso virtuale attraverso il quale l'osservatore sarà
coinvolto in prima persona nell'esperienze vissute dalle vittime: sfruttamento
lavorativo, accattonaggio, matrimoni forzosi, traffico di organi… ovvero tutte
quelle situazioni di "normale e quotidiana" prevaricazione e
violazione dei diritti della persona malcelate dietro l'indifferenza e la
fretta della vita di ogni giorno. L'esposizione in Italia è promossa dal
progetto Equal "Tratta NO!" (www.trattano.it) e dal Dipartimento per i Diritti e le Pari Opportunità,
Presidenza del Consiglio dei Ministri, partner di rete del progetto
"Tratta NO!" e titolare degli interventi di protezione sociale delle
vittime della tratta di esseri umani e dell'informazione sul tema a livello
nazionale. La mostra sarà aperta al pubblico dalle ore 9.00 alle ore 21.00.
La conferenza stampa di presentazione è prevista per il 18 gennaio 2007, alle
ore 11.30, presso la Sala Monumentale del Dipartimento per i Diritti e le Pari
Opportunità (Largo Chigi, 19), la conferenza stampa della mostra
"Trafficking" e della campagna informativa "Tratta NO! Un altro
punto di vista… ". Durante la conferenza stampa sarà presentato anche il
materiale della seconda fase della campagna informativa "Tratta NO! Un
altro punto di vista…. ORA LO SAI!": una scheda video, uno spot audio ed una
cartolina presentano in modo significativo il concetto della tratta di esseri
umani come auspicato da organismi internazionali ed europei cercando di far
emergere gli stereotipi culturali ed i pregiudizi comuni sul fenomeno e un
numero verde antitratta nazionale 800 290 290.
Parteciperanno all'incontro Silvia Della Monica, Capo Dipartimento per i
Diritti e le Pari Opportunità, Carla Olivieri, responsabile del progetto Tratta
NO!, Vittorio Roidi, Segretario Nazionale dell'Ordine dei Giornalisti, Paolo Butturini,
rappresentante della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, Roberto Di
Giovan Paolo, Segretario Nazionale dell'AICCRE e Lucia Scarpitti, Dirigente
della Divisione IV del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, Ente
Gestore in Italia del programma europeo Equal. L'eventuale scheda di iscrizione
all'incontro del 18 gennaio deve essere inviata all'indirizzo affariinternazionali@governo.it entro il 12 gennaio 2007. Il formulario è disponibile su http://www.pariopportunita.gov.it/DefaultDesktop.aspx?doc=1008. (dicembre 2006)
Info: tel 06.67792453/4 - 080.5024512 - fax 06.67792463 - mostratrattano@trattano.it
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RAPPORTO UNICEF 2006
RASS STAMPA "CONTRO LA FAME POTERE ALLE DONNE"
LA SFIDA DELL’ONU PER I BAMBINI
L’Unicef: ci sarebbero decine di milioni di piccoli denutriti
in meno
con la parità dei sessi nella gestione delle risorse
di Francesca
Caferri (da "la Repubblica" di mart. 12-12-06)
Il futuro dei bambini passa attraverso la salute e la capacità decisionale
delle loro madri: una donna sana e libera di compiere scelte indipendenti
ha molte più possibilità di crescere un figlio in buona salute e di offrirgli
un’istruzione. E’ alla condizione delle donne e al suo rapporto con quella
dei minori che l’Unicef ha dedicato quest’anno il suo annuale sudio sulla
condizione dell’infanzia nel mondo. Scelta insolita, quella di non concentrarsi
direttamente sui bambini, che la direttrice dell’agenzia Onu per l’infanzia,
Ann Veneman, ha spiegato così: "Quando si rafforza il ruolo delle donne
di modo che possano condurre una vita piena e produttiva, i bambini e le famiglie
prosperano".
Lo studio dimostra questo assunto seguendo, dati alla
mano, l’intero campo dell’esistenza delle donne nella varie parti del mondo.
Punto di partenza privilegiato, la situazione all’interno delle case e delle
famiglie: in due aree molto povere come l’Africa centrale e occidentale, i
ricercatori dell’Unicef hanno scoperto che le donne spendono il 74% dei fondi a
loro disposizione – contro il 22% degli uomini – in cibo per la famiglia. Se
uomini e donne avessero lo stesso peso nel prendere decisioni sulla gestione
delle risorse familiari, il tasso di malnutrizione nei bambini da zero a tre
anni nella sola Asia meridionale scenderebbe del 13%, con una diminuzione di
oltre 13 milioni nel numero annuale dei bambini malnutriti. Ma sono ancora
pochi i casi in cui le donne influiscono sulle decisioni familiari: in solo 10
dei 30 paesi in via di sviluppo censiti il 50% delle donne dichiarano di avere
la possibilità di far sentire la loro voce nella gestione delle risorse o in
scelte riguardanti la salute e lo studio dei bambini.
E’ questo, evidenzia lo studio, l’ultimo passo di un processo di
discriminazione nei confronti del sesso femminile che in alcuni paesi comincia
nella culla e si protrae durante l’intera esistenza: in Cina e India l’aborto
selettivo o l’infanticidio delle bambine sono pratiche ancora comuni. Una volta
a scuola – e questo è un dato comune a quasi tutti i paesi in via di sviluppo –
le alunne hanno meno possibilità di completare gli studi rispetto ai coetanei
maschi: per ogni 100 bambini che abbandonano le aule, 115 bambine subiscono la
stessa sorte. Per loro la scelta obbligata immediatamente dopo i banchi è
quella del matrimonio e della gravidanza: 14 milioni di adolescenti fra i 15 e
i 19 anni partoriscono ogni anno, mettendo al mondo bambini che hanno il 60% di
possibilità in più di morire rispetto ai figli di madri con più di 19 anni.
Il risultato non migliora di molto se, come fa il rapporto Unicef, si sposta il
fuoco dell’attenzione dal campo della sanità a quello della politica: solo il
17% dei parlamentari di tutto il mondo sono donne. E se non necessariamente
tutte le elette si fanno promotrici di leggi a favore di infanzia e famiglia, è
statisticamente provato che la maggior parte di questi provvedimenti arrivano
da politici donne, e che la loro efficacia come strumento di sostegno ai nuclei
familiari è spesso determinante. Un fatto questo su cui anche l’Italia dovrebbe
riflettere. (Francesca Caferri, da "la Repubblica" di mart. 12-12-06)
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RETE DELLE CONSIGLIERE DI PARITA'
621 INTERVENTI CONTRO LE DISCRIMINAZIONI
SUL LAVORO
Dal 2001 a oggi. I dati rilevano una disomogeneità degli
interventi a livello locale,
dovuta - tra l'altro - al livello delle competenze e al grado di visibilità
delle Consigliere
La Rete Nazionale delle Consigliere di Parità ha realizzato una ricerca sugli
interventi realizzati dalle Consigliere in materia di lavoro dal 2001 a oggi. I
risultati dell'indagine sono stati presentati a Roma nel corso di un incontro
al quale hanno preso parte - oltre alla Consigliera Nazionale di Parità
Isabella Rauti - la sotosegretaria al Lavoro Rosa Rinaldi, la sottosegretaria
ai Diritti e alle Pari Opportunità Donatella Linguiti, la direttora generale
del dipartimento Mercato del Lavoro Lea Battistoni e la responsabile
dell'ufficio comunicazione dell’Isfol Isabella Pitoni. Dai dati emerge che sono
stati ben 621 gli interventi realizzati dalle Consigliere di Parità per
discriminazioni a sfondo sessuale sui luoghi di lavoro. La distribuzione
territoriale degli interventi è piuttosto disomogenea: il 61% è concentrato al
Nord, il 13% al Centro e il 26% al Sud e nelle Isole. In tre regioni (Valle
d’Aosta, Friuli Venezia Giulia e Molise) e in 67 province, oltre a quelle
autonome di Trento e Bolzano, non sono stati rilevati casi, mentre in altre sei
regioni (Umbria, Marche, Lazio, Abruzzo, Calabria, Sicilia) i casi rilevati
sono meno di 10. Per la maggior parte dei casi, le azioni intraprese dalle
Consigliere sono ‘consulenze’ (294), seguite da 133 ‘conciliazioni informali’,
70 ‘extragiudiziali’, 45 ‘giudiziali’, oltre a 79 ‘altre azioni’. Quanto
all’esito degli interventi, su un totale di 621, 167 possono considerarsi
‘definiti’, 247 si sono ‘esauriti nell’ambito della consulenza’, 58 sono stati
‘interrotti per volontà del soggetto discriminato’, mentre 167 sono ancora ‘in
corso’.
La gran parte delle discriminazioni denunciate ha
carattere individuale (565), a fronte di 55 casi di discriminazione collettiva.
Le cause più frequenti di discriminazione individuale sono collegate alla
flessibilità (212), seguite da quelle correlate alla cessazione o sospensione
del rapporto di lavoro (79) e alla progressione della carriera (55). Molto
bassa l’incidenza degli aspetti retributivi e premiali (16). Leggermente
diversa la situazione per le discriminazioni collettive, tra cui spiccano
l’accesso al lavoro e la progressione della carriera. L’età più critica, per
una donna, quella cioè in cui più facilmente incorre in discriminazioni, è
quella collegata alla maternità, tra i 25 e i 40 anni circa. In 16 casi vengono
segnalati episodi di mobbing, seppure accompagnato ad altre azioni. A
discriminare sono più spesso datori di lavoro privati (391 casi) rispetto al
pubblico (230). Se nel pubblico si discrimina di più negli enti locali (124)
rispetto alle amministrazioni nazionali (104), nel privato non si notano
differenze di rilievo dovute alla dimensione aziendale: le grandi imprese sono
in numero leggermente inferiore (84), mentre medie e piccole si equivalgono (114
e 112). Per quanto riguarda i settori, il commercio, grande e piccola
distribuzione, è molto presente (71 casi), seguito da credito, assicurazione e
servizi alle imprese (45) e da trasporti e attività postali (37).
Nella maggioranza dei casi (531), è la donna il soggetto
discriminato, ma non mancano episodi in cui la vittima è un uomo (51). La
ricerca traccia anche un profilo della donna discriminata. E’ prevalentemente
italiana, ha tra i 30 e i 40 anni (35%), è coniugata (36%) e ha un figlio
(25%). Nel 37% dei casi ha un diploma di scuola secondaria superiore e per
oltre la metà (59%) ha un contratto di lavoro a tempo indeterminato e a tempo
pieno: nel 49% dei casi si tratta di impiegate esecutive o tecniche. Un profilo
- spiega la ricerca - che denota, in qualche misura, "una situazione di
ragionevoli sicurezze e anche di adeguati strumenti per comprendere e
affrontare i problemi".
Dal bilancio delle attività svolte dalle Consigliere di
Parità emerge dunque una grande quantità di azioni antidiscriminazione messe in
atto, nonostante le difficoltà collegate all’esercizio del ruolo e la crescita
significativa nel tempo necessario per seguire tutte le richieste di aiuto o
intervento che pervengono ai loro uffici. In particolare, sottolinea il
rapporto finale dell'indagine, sono state messe in campo tutte le tipologie di
azione possibili per fornire risposte adeguate alle richieste. La
localizzazione sul territorio, come si è visto, resta ancora disomogenea, e
questo per motivi di varia natura, tra i quali l'ancora scarsa conoscenza della
figura, delle funzioni e delle prerogative delle Consigliere di Parità. Permane
una diffusa difficoltà dei soggetti a intervenire concretamente contro le
discriminazioni subite: molto spesso l'intervento delle Consigliere si ferma
alla consulenza.
Secondo la sottosegretaria al Lavoro Rosa Rinaldi, "Questo governo ha
dimostrato fin dal suo insediamento una spiccata sensibilità e interesse verso
le pari opportunità a partire dal lavoro, che rappresentano un traguardo ancora
lontano. A 15 anni dalla legge 125 sulle discriminazioni nei luoghi di lavoro,
è ancora ampio il divario tra uomini e donne, anche in termini salariali. Da
qui devono ripartire le istituzioni. Bisogna uscire dalla retorica della
parità: ci sono le norme, ma da sole non bastano. In quest’ottica, l’Anno
europeo per le pari opportunità, che sarà celebrato nel 2007, può rappresentare
una leva che aiuti a dare strumenti concreti per invertire la rotta".
A rimarcare il ruolo delle Consigliere di Parità come
"ben codificato ed efficace" è stata la sottosegretaria ai Diritti e
alle Pari Opportunità Donatella Linguiti, secondo la quale tuttavia
l'incisività delle azioni intraprese rimane ancora diversa, da zona a zona,
anche per il differente livello di competenza acquisito dalle Consigliere e
perché queste, localmente, hanno saputo occupare spazi differenti: ma i
risultati conseguiti, secondo Donatella Linguiti, rappresentano "le
esperienze più avanzate, una sorta di passepartout per consolidare questo ruolo
e questa efficacia. Del resto, un mercato del lavoro che si è complicato nelle
forme contrattuali, dopo la legge 30, richiede capacità di lettura e di
intervento maggiori".
"Quello che emerge dalla ricerca è uno stato
addirittura più avanzato rispetto alla situazione reale del paese, in termini
di progressioni di carriera, posizioni apicali raggiunte, differenziali
salariali, presenza nelle istituzioni", ha detto Isabella Rauti: "Le
nostre ricerche servono a fotografare l'esistente, ma anche a indicare come superarlo;
servono a denunciare gli scarti di parità esistenti, perché ricostruire e
capire significa denunciare e indicare possibili soluzioni, dunque porre i
problemi all’attenzione della politica". Isabella Rauti ha poi ricordato
l’attività del Centro studi, ricerche e documentazione dell’Ufficio della
Consigliera Nazionale di Parità, che "si è costituito non solo per fare
ordine tra il materiale esistente e promuovere nuove ricerche, ma anche in
vista di una fruizione pubblica, avviata proprio di recente". Il Centro
studi, nato nel 2004 e curato dal Centro di documentazione dell’Isfol, offre
supporto tecnico-scientifico alla diffusione delle politiche di parità nel
mondo del lavoro e alla valorizzazione della differenza di genere. E’ dotato di
una biblioteca aperta al pubblico e realizza, tra i numerosi prodotti
editoriali, dossier di parità, newsletter, monografie, quaderni dei gruppi di
lavoro della rete delle consigliere, a cui si affianca il sito web (www.consiglieranazionaleparita.it), accessibile anche dal portale del ministero del Lavoro.
(dicembre 2006)
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1. AREZZO, IL CONVEGNO DELLE CONSIGLIERE DI PARITA'
SUL NUOVO DIRITTO ANTIDISCRIMINATORIO
Larga e convinta partecipazione del mondo delle associazioni
Soddisfatte le Consigliere. Presto gli atti su www.didonne.it
Le Consigliere di Parità della Provincia di Arezzo
Marilena Pietri (effettiva) e Giuseppina Ciullo (supplente) esprimono la loro
soddisfazione per lo svolgimento del convegno "Il nuovo diritto
antidisciminatorio. Prospettive nazionali ed europee per la tutela dei diritti
e la promozione delle pari opportunità per tutti", che ha visto lo scorso
5 dicembre al Teatro della Bicchieraia del capoluogo una larga e convinta
partecipazione di donne, cittadini e associazioni aretine. "L'auspicio -
dichiara Marilena Pietri - è che con questo appuntamento si siano consolidate
le premesse per una sempre più attiva sinergia tra tutti i soggetti del
territorio che combattono le discriminazioni, di genere e di ogni natura, per
realizzare azioni di contrasto positive incisive ed efficaci ma anche per
costruire dal basso una cultura dei diritti e delle pari opportunità per tutti
che sia terreno di crescita culturale, politica e civile". Presto
disponibili sul nostro sito www.didonne.it gli atti
del convegno. Info: consigliera_parita@provincia.arezzo.it (dicembre 2006)
2. VUOI PIU' FLESSIBILITA'?
E IO TI LICENZIO
Aveva chiesto solo mezz'ora, ma l'azienda l'ha messa alla
porta
E' accaduto a Vaiano Cremasco, in provincia di Cremona. Lei, una dipendente,
aveva chiesto solo mezz'ora di lavoro flessibile per poter riprendere la figlia
da scuola, ma l'azienda - la Ipc-Faip, che produce strumenti per la pulizia
domestica e professionale ad acqua - l'ha licenziata. Raffaella, operaia di 40
anni, era una delle tantissime donne ad avere un 'banale' problema di
conciliazione vita-lavoro, ma dopo un lungo braccio di ferro è stata messa alla
porta. Fino a qualche settimana fa la donna, divorziata e senza altri redditi
se non il suo stipendio di mille euro al mese, approfittava della pausa pranzo
per andare a prendere sua figlia a scuola, ma un recente accordo sindacale ha
accorciato la pausa pranzo. Raffaella aveva chiesto una deroga, e si era
dichiarata disponibile a recuperare altrimenti la mezz'ora o a rinunciare a
mezz'ora di retribuzione. Non c'è stato niente da fare. Il sindacato Flm
Uniti-Cub ha indetto scioperi di mezz'ora per consentire a Raffaella di
accudire la figlia, l'azienda ha deciso il licenziamento, il licenziamento è
stato impugnato. La prima udienza davanti al giudice è fissata per il 9 gennaio
a Crema. Doppi auguri a Raffaella!
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1. FRANCIA, UNA LEGGE PER LA PARI RAPPRESENTANZA
PRIMA DELLE ELEZIONI PRESIDENZIALI
Mentre la Royal avanza nei sondaggi, il suo sfidante
e ministro dell’Interno Sarkozy propone ‘quote’ del 50%
Sarà votato in Francia prima della fine di questa legislatura il progetto di
legge sulla parità dei sessi negli esecutivi locali, che è già stato discusso
dal consiglio dei ministri. Presentato dal ministro dell'interno Nicolas Sarkozy,
il progetto prevede l'obbligo della presenza al 50% di uomini e donne negli
esecutivi di regioni e comuni con più di 3.500 abitanti e l'inasprimento delle
multe per i partiti che non rispetteranno le quote. Soddisfatto il presidente
Jacques Chirac, secondo il quale il progetto di legge "permettendo a
migliaia di donne di entrare in politica, e favorendo l'accesso alle funzioni
esecutive locali e in parlamento, farà progredire la nostra democrazia e i
diritti delle donne". (dicembre 2006)
2. USA, HILLARY CLINTON SI AVVIA
ALLA CANDIDATURA PRESIDENZIALE 2008
Gli osservatori sempre più concordi sulla scelta
del Partito Democratico americano
Condoleeza Rice: non sono in corsa per la Casa Bianca
Pare sempre più probabile che sarà proprio la senatrice ed
ex first lady Hillary Rodham Clinton la candidata per il partito democratico
USA alle presidenziali del 2008. Dopo anni di impegno professionale (Hillary
Clinton è una quotatissima avvocato) e politico, e dopo la clamorosa riconferma
al senato nelle scorse elezioni di mid term del 7 novembre (Hillary ha
conservato il seggio di New York con una percentuale di consensi vicina al
70%), sembra proprio che la ventilata candidatura del giovane e promettente
Barak Obama, considerato il più prossimo antagonista di Hillary Clinton, sia
destinata a sfumare, o a ridimensionarsi in una candidatura per la
vicepresidenza.
Sono ormai quattro anni che si parla della partecipazione di Hillary Clinton
alle presidenziali del 2008, l’argomento è ormai oggetto permanente di inchieste,
opinione, dibattiti televisivi ed articoli giornalistici. Uno degli ultimi
sondaggi realizzato dalla rivista Time, dà per scontato che sarà Hilary Clinton
la candidata prescelta dai democratici per la competizione alla Casa Bianca.
L'inchiesta ha mostrato che il 53% degli americani ha una percezione favorevole
dell’ex first lady, e anticipa che la competizione con il senatore
dell’Arizona, John McCain, candidato favorito per i repubblicani, vede la
senatrice in vantaggio di due punti percentuali.
Hillary Clinton è oltre tutto una formidabile calamita di finanziamenti
elettorali: per la sua rielezione al Senato ha ottenuto da amici e sostenitori
circa 30 milioni di dollari, e per le future presidenziali avrebbe già
rastrellato ben 10 milioni di dollari.
Sul fronte repubblicato, nuova smentita di Condoleeza Rice alle voci che la
vorrebbero candidata alla presidenza, in una sfida tutta al femminile con
Hillary Rodham Clinton. "Sono felice che le donne si presentino alle
elezioni e in molti posti vincano. Sono stata all’insediamento della
Johnson-Sirleaf in Liberia e della Bachelet in Cile, tuttavia non sarò una di
loro": con queste parole la Rice è tornata a escludere la possibilità di
entrare in corsa per la Casa Bianca. Condoleezza Rice, già rettore dell’Università
di Stanford, ha detto di sentirsi nel profondo "una accademica, pertanto
spero – ha aggiunto – come segretario di Stato di poter aiutare ancora gli
Stati Uniti a piantare alcune pietre miliari, ma quando avrò finito tornerò a
casa in California e insegnerò". (dicembre 2006)
3. USA, ORA E’ LUI A GUADAGNARE MENO
Ridotta la differenza di reddito tra uomini e donne
Il Ministero del lavoro americano e l'Ufficio del
censimento hanno pubblicato alcuni dati secondo i quali la differenza di stipendio
tra uomo e donna si è ridotta al 18,3%, rispetto al 21,5% di cinque anni fa. Il
divario nel reddito medio annuo si è ridotto dal 26,3% nel 2000 al 23% nel
2005, con le donne che negli Usa guadagnano in media 31.858 dollari l'anno e
gli uomini 41.386. Ma nello stesso periodo 2000-2005, il salario medio degli
uomini è calato del 2% mentre quello delle donne è salito solo del 3%. "I
salari sono stati in genere depressi in questi anni - ha spiegato Michele
Leber, presidente del National committee on pay equity - ma quelli degli uomini
sono peggiori e la tendenza complessiva è scoraggiante". La spiegazione è
che stanno diminuendo i posti tra la forza lavoro maschile e i salari nel
settore manifatturiero, mentre le donne beneficiano, anche se in lieve misura, degli
incrementi in settori con paghe basse.
"La paga delle donne paragonata a quella degli uomini quest'anno ha
raggiunto un nuovo picco - ha detto Heather Boushey, economista del Center for
economic and policy research - ma non c'è molto di cui eccitarsi, visto che
l'unica ragione è che le retribuzioni degli uomini sono in calo più
rapido". Il gap si sta chiudendo "nella modalità sbagliata: - ha
aggiunto Rebecca Blank, della University of Michigan - l'idea era che i salari
delle donne dovevano crescere, non che calassero quelli degli uomini".
Positiva è stata invece la reazione di Francine Blau, docente di relazioni
industriali alla Cornell University, secondo la quale le donne stanno
rimontando e vedono i loro introiti in crescita. "Non si può avere tutto e
se vogliamo che le donne chiudano il divario, occorre che i loro salari
crescano più di quegli degli uomini". (dicembre 2006)
4. GRAN BRETAGNA, MOZIONE
PER RIABILITARE HELEN DUNCAN
L’ULTIMA CONDANNATA PER STREGONERIA
Aveva previsto lo sbarco in Normandia
Se parlando di stregoneria vi vengono in mente scenari da medio evo, avete
sbagliato epoca. Fu in base ad una legge del 1753 che, nel 1944, la sensitiva
Helen Duncan fu l'ultima persona nella storia britannica ad essere condannata
per stregoneria. A 50 anni dalla sua morte, un gruppo di appassionati di
parapsicologia spera di convincere il ministro degli Interni John Reid a
revocare la sentenza e a dichiararla innocente. I motivi che portarono alla
condanna di Duncan sono quanto meno bizzarri: si temeva che la sensitiva
potesse rivelare i dettagli dell'imminente sbarco in Normandia. La Duncan era
già finita nel mirino delle autorità britanniche qualche anno prima. Nel 1941,
mentre imperversava la guerra, nel corso di una seduta spiritica, la donna
disse di aver parlato con lo spirito di un marinaio della HMS Barham, che le
aveva comunicato che la nave era affondata e che tutti i marinai erano morti.
Era la verità, ma una verità che il governo inglese voleva tenere nascosta, per
non gravare il morale della popolazione e delle truppe. Il governo decise
infatti di non rivelare la perdita, spedendo addirittura false cartoline di
auguri alle famiglie dei deceduti.
Nel 1944, mentre la sensitiva era impegnata in una seduta spiritica nella sua
casa di Portsmouth, la polizia fece irruzione e la arrestò con l'accusa di
stregoneria. La ragione del suo arresto e della sua condanna a nove mesi nel
carcere femminile di Holloway, a Londra, era che le autorità la consideravano
ormai un nemico della nazione, alla stregua di una spia, e non volevano che la
donna andasse in giro a raccontare che migliaia di soldati erano in procinto di
assaltare le coste della Normandia alle prime luci di un giorno di giugno.
Secondo Ray Taylor, direttore della rivista Psychic World che ha indetto una
campagna per riabilitare Helen Duncan, la medium non era nè una minaccia per il
Paese nè una serva di Satana. "Helen Duncan è stata una delle più grandi
medium del mondo che ha dato speranza e conforto a molti", ha detto: e ora
spera di convincere il ministro degli Interni a revocare il verdetto nei
confronti della sensitiva. (dicembre 2006)
5. RASS STAMPA LE MILLE GUERRE DI BAGHDAD
Americani contro sunniti e Al Qaeda. Sciiti contro
sunniti.
Sunniti e sciiti contro americani. E armi dappertutto.
Con leader politici che si creano un loro esercito.
E fazioni che si contendono le milizie del Mahdi
di Barbara Schiavulli (da "L'Espresso" del
14-12-06)
Abd al Sattar Obeid, un pensionato sunnita di Baghdad, ha perso un figlio, un
fratello e due nipoti uccisi dai miliziani sciiti. Un mese dopo, pochi giorni
fa, durante una cerimonia di commemorazione, i militanti sono tornati e, sotto
gli occhi disperati di Obeid, gli hanno ucciso gli altri due figli. Adnan Hamid,
invece, è stato ferito durante uno scontro a fuoco tra americani e sunniti, con
mezzi di fortuna è riuscito a raggiungere l'ospedale, ma quando è arrivato le
guardie hanno capito che era un sunnita e lo hanno ucciso. Qualche giorno dopo
il fratello è andato a reclamare il corpo, scortato da 17 familiari. Giunti
all'ospedale sono stati presi, portati via, torturati e uccisi. Il padre è
dovuto andare con una scorta dell'esercito per recuperare i 19 cadaveri della
sua famiglia. "Era qualche giorno che non sentivo il mio amico sciita
Alì", ci racconta Ammar, giornalista di un'agenzia di stampa
internazionale: "Sono passato a trovarlo e lui mi ha detto che dieci
giorni fa hanno rapito suo fratello e da due ha cominciato a fare il giro delle
camere mortuarie". "Dopo che due mie compagne di scuola sono state
violentate, i miei genitori sono come impazziti, non mi mandano più a scuola e
non mi fanno uscire di casa", racconta Nur Sami, una bambina di 11 anni.
Le sue compagne, due sorelle, sono state rapite con la madre che era andata a
prenderle all'uscita dalle lezioni, per tre giorni sono state violentate e poi
uccise.
Non c'è nessuno nell'inferno di Baghdad che non abbia una storia dolorosa da
raccontare. Non c'è più un solo quartiere che non sia teatro di combattimenti.
Guerra civile, si comincia a chiamarla. Ma la definizione è riduttiva. La
situazione si è complicata oltre ogni previsione. In Iraq, infatti, si
combattono più guerre. C'è quella degli americani contro la guerriglia sunnita
e Al Qaeda. E in questo sono virtualmente alleati delle milizie sciite.
Un'altra è quella dei sunniti e di Al Qaeda contro gli americani, e in questo
guerra si associano anche buona parte delle milizie sciite. E ancora, un altro
conflitto è quello che vede contrapporsi ferocemente sciiti e sunniti che, dopo
12 secoli di sottomissione, non vogliono perdere l'occasione di avere la loro
fetta di potere. Come se non bastasse, all'interno di ogni fazione ci sono
ulteriori ramificazioni e divisioni, con gruppi armati che lottano tra loro. E
poi ancora gli addetti stranieri alla sicurezza, i peshmerga kurdi, l'esercito
iracheno in mano ai sunniti che si accanisce contro gli sciiti e la polizia
impregnata di militanti sciiti che, protetti dal distintivo, rapiscono,
torturano e uccidono i sunniti.
In questo calderone si insinua la politica irachena paralizzata nel timore di
irritare gli animi dei miliziani, come l'esercito del Mahdi, l'ala armata dei
movimento di Moqtada Al Sadr, l'indiscusso leader sciita. Non si sa con
esattezza quante siano le forze del Mahdi. Secondo stime dell'intelligence
americana, variano dai 10 mila ai 60 mila uomini, il che ne farebbe il secondo
fronte armato dopo quello statunitense.
In realtà a Baghdad sono tutti armati. Basta osservare i tetti dei palazzi, i
posti di blocco alle entrate dei quartieri, davanti agli ospedali, ai negozi,
ai ministeri, centinaia di persone presidiano, protreggono e all'occasione
uccidono. Sono mesi che la Casa Bianca chiede al premier Al Maliki di
smantellare le milizie sciite, ma il leader del partito Dawa tergiversa perché
tutti i partiti religiosi sciiti he lo sostengono e di cui fatta la maggioranza
del parlamento, possiedono un'ala armata, proprio come Al Sadr, che controlla
30 seggi in parlamento su 275 e sei ministeri, come quello dell'Agricoltura e
della Sanità. Abbastanza da far tremare il governo di coalizione di Al Maliki.
Molti iracheni pensano che Moqtada Al Sadr sia il vero primo ministro
dell'Iraq, non a caso è spesso lui a fare il brutto e il cattivo tempo. Sadr è
assetato di potere. Xenofobo, nazionalista, con un'istruzione non eccellente
come i suoi antenati - il padre, lo zio e il nonno erano importanti ayatollah
sciiti, uccisi da Saddam Hussein - ha preso in mano ancora molto giovane
l'eredità della sua famiglia, fatta di scuole religiose, associazioni e
istituti caritatevoli, si è liberato a colpi di Kalashnikov dei rivali, ma
soprattutto è riuscito a penetrare nelle teste dei giovani, scontenti e poveri
sciiti. Solo a Baghdad nel quartiere di Sadr City, ci sono 2 milioni e mezzo di
persone pronte a fare tutto quello che dice. In cambio offre servizi, soldi,
scuole e protezione.
Dopo la carneficina di due settimane fa, quando morirono 200 persone a Sadr
City a causa di una serie di autobombe, sono stati i militanti del Mahdi a
donare il sangue, a raccogliere i feriti e portarli all'ospedale e quindi ad
attaccare per rappresaglia alcuni quartieri sunniti. "Dopo l'attentato, i
miei sentimenti sono cambiati. Vivevo la mia vita e non m'importava di appartenere
a un gruppo. Ma mi sento parte di una comunità sotto assedio e ora voglio
essere un martire per la mia gente", dice Firas Qabi, che fino a qualche
giorno fa gestiva un negozietto di alimentari e ora dirige un posto di blocco
del Mahdi.
La forza di molti movimenti islamici, non solo in Iraq, è quella di unire la
lotta armata al sostegno sociale. Così, accanto ai guerriglieri armati di tutto
punto, ci sono medici, insegnanti, benefattori, pronti ad aiutare la loro
gente. Ma tutto questo costa: per mantenere un esercito, per accrescere il
proprio potere servono soldi. Molti ragazzi che non hanno lavoro, seguono
l'addestramento delle forze di sicurezza irachene; poi abbandonano l'esercito e
si arruolano in quello del Mahdi che paga più dei 140 dollari al mese che dà il
governo, e, soprattutto, non rischia la pelle tutti i giorni. Quello iracheno è
l'unico esercito al mondo dal quale si può disertare senza subire conseguenze
penali.
Secondo un rapporto dell'intelligence americana, nelle tasche dei movimenti
armati entra almeno un milione di dollari al giorno, grazie alle loro imprese
criminali. Se all'inizio queste milizie venivano aiutate da alcuni dei paesi
vicini, come l'Iran nel caso degli sciiti e la Siria per i sunniti, ora la
guerriglia è autosufficiente. "Il pagamento dei riscatti, le estorsioni, i
furti, la corruzione, i proventi del mercato nero fanno sì che i soldi non
manchino mai", spiega il colonnello William Brown, un ufficiale
dell'intelligence americana responsabile del monitoraggio di una ventina di
gruppi armati nella zona est di Baghdad. E aggiunge: "Come non mancano le
armi, sottratte ai depositi militari delle basi di Saddam Hussein".
Migliaia di iracheni sono stati rapiti negli ultimi tre anni, e di solito il
riscatto si aggira intorno ai 50 mila euro per gli iracheni, fino a milioni per
gli stranieri. "Gli uomini di Al Sadr controllano poi molte pompe di
benzina, le forniture di gas che gli iracheni usano per cucinare, nonché il
Ministero dei Trasporti. E' facile vendere 40 litri di gas e darne solo
35", spiega il colonnello Brown. Se l'esercito del Mahdi, come altri
gruppi più piccoli, può sembrare compatto nei suoi obietivi (cacciare gli
stranieri, sottomettere i sunniti e proclamare uno Stato islamico), non
significa che al suo interno non ci siano divisioni e lotte di potere. La
decisione di Al Sadr di entrare in politica lo ha salvato dall'accusa di aver
ucciso un imam rivale. Al Sadr ha poi fatto credere di scegliere la via del
dialogo alla lotta armata per essere libero di giocare su due tavoli: quello
della legalità e quello del terrorismo. Esattamente come fanno quasi tutti i
leader politici iracheni che possiedono un loro esercito (se ne contano 11), e
che giustificano queste milizie armate con il fatto di essere politici per la
causa irachena o paladini della resistenza, a seconda delle esigenze.
Ai mille eserciti che si combattono in Iraq si è ora aggiunta la defezione di
alcuni membri dell'esercito del Mahdi che si sono messi in proprio. Ancora non
è chiaro se lo abbiano fatto per poter agire liberamente senza danneggiare la
nuova verginità politica di Al Sadr, ma in realtà continuando a lavorare con il
suo tacito consenso; o se fossero in disaccordo con lui e hanno preferito
abbandonarlo, portandosi dietro uomini e armi. Di sicuro sono tra i più feroci
squadroni della morte che operano in Iraq. Quale sia la verità forse non è
chiaro nemmeno ad Al Sadr. Che da settimane ha lasciato Baghdad per rifugiarsi
a Najaf, il cuore dell'Islam sciita e dove si rifugia ogni volta che è nei guai.
Del resto, non sarebbero i primi fuoriusciti dell'esercito
del Mahdi a mettersi in proprio. E qualcuno di loro si è già fatto un nome in
tutto il Paese. Come Abu Dereh, detto il Macellaio, la versione sciita di
Zarqawi, il leader di Al Qaeda ucciso lo scorso luglio dagli americani. Abu
Dereh, il cui vero nome è Ismail al Zarjawi, è accusato di aver ucciso
centinaia di iracheni, tra cui uno degli avvocati di Saddam Hussein, di aver
assediato e rapito 150 sunniti che lavoravano nel Ministero dell'Istruzione il
mese scorso e di una ottantina dei quali non si sa più niente. Si dice che sia
stato lui a rapire l'intera squadra Nazionale di arti marziali. Sposato con due
figli, di cui uno ucciso dagli americani, di solito lascia scegliere alle sue
vittime come morire: per soffocamento, con un colpo di pistola, o con il suo
metodo preferito, a colpi di pietra sulla testa. (Barbara Schiavulli, da
"L'Espresso" del 14-12-06)
6. RASS STAMPA "PER CRESCERE LIBERATE LE
DONNE"
ALLARME ONU PER I PAESI ARABI
di Elena Dusi (da "la Repubblica" di giov. 7-12-06)
Il mondo arabo marcia con un motore acceso e uno spento. Fino a quando le donne
– il 50 per cento delle potenzialità di sviluppo di un paese – non saranno
sciolte dalle loro pastoie, Maghreb e medio oriente arrancheranno negli indici
di progresso mondiali. L’ultimo rapporto sullo sviluppo umano nel mondo arabo
dell’Undp (l’agenzia Onu per lo sviluppo) invita i paesi compresi tra la
Mauritania e l’Arabia Saudita a usare entrambe le ali di cui sono dotati, per
spiccare il volo verso il benessere.
"Una partecipazione piena e la crescita delle donne
come cittadine, produttrici di reddito, madri e sorelle saranno fonte di forza
per il mondo arabo, consentendo loro di aumentare il benessere e lo sviluppo
umano" si legge nell’introduzione di un rapporto che non si limita a
elencare indicatori economici, ma racconta anche come le donne siano dipinte
nella letteratura o come vivano il piacere sessuale sfuggendo dove possono alla
pratica dell’infibulazione. Se nelle librerie sono già molte le autrici che si
affacciano dagli scaffali, un paio di film usciti l’anno scorso hanno provocato
polemiche oltremisura. L’egiziano Al-bahitat ‘an al-hurrya ("Donne in
cerca di libertà") raccontava la storia di tre donne arabe a Parigi: le critiche
sui giornali lo stroncarono pesantemente, ribattezzandolo "Donne in cerca
di sesso".
Non mancano i miglioramenti rispetto al rapporto precedente di quattro anni fa:
il 90 per cento di bambine e ragazze va a scuola, il voto alle donne manca solo
in Arabia Saudita ed Emirati Arabi. Ma in medio oriente si registra il livello
di occupazione femminile più basso al mondo (solo una donna su tre lavora). E
un’analisi così a tutto tondo non poteva risparmiarsi una frecciata alla lotta
contro il terrore e alla galassia di conflitti di cui il medio oriente è pieno.
"Le violente guerre in corso – si legge – l’occupazione straniera e il
terrorismo gettano un’ombra sulle possibilità di cambiamento". E ancora:
"La guerra al terrore e le occupazioni straniere rappresentano i più
potenti freni allo sviluppo".
Accanto alla sezione dei dati, l’Undp ha pubblicato un
sondaggio sul ruolo delle donne nella società condotto in Egitto, Libano,
Giordania e Marocco. Le percentuali degli intervistati favorevoli
all’estensione delle libertà e diritti per le donne sono alte, purché non si
tocchino i pilastri della tradizione, velo in primis. Una percentuale che
oscilla tra il 43 e il 50 per cento degli intervistati (di entrambi i sessi)
sostiene che coprirsi i capelli sia un dovere, e che la donna abbia l’obbligo
di indossare il velo anche contro la propria volontà. Così come Maometto
espresse perplessità nei confronti di un capo politico del gentil sesso, il 72
per cento degli egiziani e il 59 per cento dei giordani si oppone si oppone
risolutamente a una lady alla testa della repubblica o del regno. La
percentuale si capovolge in Marocco (56 per cento di favorevoli) e in Libano,
dove l’81 per cento desidera un presidente donna per risolvere il complicato
rebus politico del paese dei cedri. (Elena Dusi - da "la Repubblica"
di giov. 7-12-06)
7. RASS STAMPA LA RICERCA "QUASI META’
DELLE RICCHEZZE DEL MONDO IN MANO ALL’1%"
di Anais Ginori (da "la Repubblica" di giov. 7-12-06)
La ricchezza del mondo è concentrata in pochissime mani. L’uno per cento della
popolazione detiene il 40 per cento del patrimonio finanziario e immobiliare
mondiale, pari a 125mila miliardi di dollari, mentre il 50 per cento della
popolazione accede solo all’uno per cento della ricchezza planetaria. Comunque
lo si legga, il nuovo rapporto delle Nazioni Unite sulla distribuzione (ma
sarebbe meglio dire concentrazione) del benessere economico internazionale è la
fotografia di una piramide, che esclude gran parte dell’umanità.
Secondo lo studio appena pubblicato, la classifica dei paesi che ospitano le
persone più ricche del pianeta è guidata dagli Stati Uniti (dove vive il 37%
dei miliardari) e dal Giappone (27%). In Europa, svettano la Gran Bretagna, la
Francia e l’Italia (4%). Al resto del mondo – ai paesi dell’Africa,
dell’America latina e dell’Asia sudorientale – spettano le briciole o poco più.
"Se riducessimo la popolazione a 10 individui, vedremmo che nove persone
hanno in tasca un dollaro e che una persona soltanto ne possiede invece
99" riassume Anthony Shorrocks, direttore dell’Istituto mondiale per la
ricerca sullo sviluppo economico dell’Onu che firma la ricerca.
Basato non sul reddito ma sui patrimoni privati immobiliari e finanziari, è il
primo rapporto internazionale di questo tipo. "In alcuni casi la
disproporzione è grottesca" aggiunge Shorrocks. Collegata alla popolazione
la ricchezza di piccoli stati come Lussemburgo e Svizzera è ancora più
clamorosa, mentre, al contrario, l’immenso patrimonio di alcuni cinesi viene
perequato dalla popolazione del paese. Molte delle icone del tempo del
capitalismo sono note: il fondatore di Microsoft Bill Gates e il guru degli
investimenti Warren Buffett, con una fortuna di 50 e 42 miliardi di dollari. Il
magnate della telefonia messicana Carlos Slim Helu (30 miliardi), il padrone
svedese dell’Ikea, Ingvar Kamprad (28 miliardi) o il re dell’acciaio indiano
Lakshimi Mittal (23,5 miliardi). Ma quello che la ricerca delle Nazioni Unite
dimostra è la velocità con cui il club dei più ricchi aumenta: nel 2000, i
miliardari (in dollari) erano già 499 e i milionari oltre 13 milioni. "Le
ineguaglianze del patrimonio sono ancora più spaventose di quelle del
reddito", conclude l’Onu. (Anais Ginori – da "la Repubblica" di
giov. 7-12-06)
8. SE 34 MINUTI VI SEMBRAN POCHI...
L’ultimo, drammatico caso in Florida
della lunga agonia di un condannato a morte
Durissime polemiche ha suscitato negli Stati Uniti la morte di Angel Nieves
Diaz, 55 anni, portoricano, condannato alla pena capitale per aver ucciso nel
1979 il proprietario di un bar. L’esecuzione per iniezione letale prevedeva –
come da protocollo – la somministrazione successiva di tre diversi farmaci, per
sedare il prigioniero, paralizzarlo e arrestare infine il battito cardiaco, per
un totale di 15 minuti circa. Ma Angel Nieves Diaz ha impiegato 34 minuti per
morire, tra sofferenze e dolori indicibili che hanno costretto i medici a
raddoppiare le dosi. Jeb Bush, governatore dello stato e fratello del
presidente USA, ha disposto un'autopsia per accertare le cause del ritardo
nella morte di Diaz, dicendo di "non sapere" se sia stato fatto
qualcosa di sbagliato o se siano state seguite prassi al di fuori del
protocollo "ordinario": "In effetti è inusuale che ci voglia
tanto tempo - ha detto Jeb Bush - ma ho nominato un team di esperti perché sia
fatta luce sul caso". Il portavoce dell'amministrazione penitenziaria
dello stato della Florida ha dichiarato che Diaz avrebbe avuto un’agonia più
lunga per via di problemi al fegato che avrebbero rallentato il metabolismo dei
veleni.
La Florida applica l'iniezione letale dal 2000, anno in cui venne bandita la
sedia elettrica perché durante un'esecuzione la testa di un condannato era
letteralmente andata in fiamme. Diaz aveva opposto appello alla condanna per
iniezione letale, considerata parimenti un sistema crudele e inumano, ma sia la
sua domanda di grazia che il suo appello sono stati rigettati l'11 dicembre
scorso. Prima di morire il portoricano ha rivendicato per l’ennesima volta la
propria innocenza: "Lo stato della Florida – ha detto – sta commettendo un
crimine, io sono innocente. La pena di morte non solo è una forma di vendetta,
ma è anche un atto di grande vigliaccheria nei confronti di un uomo".
Impossibile dargli torto, a meno di non essere convinti sostenitori dell’
"omicidio di Stato". (st - dicembre 2006)
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1. "QUINDICI MINUTI PER LA VITA"
PER LE POPOLAZIONI COLPITE DALLO
TSUNAMI
Una delegazione della Provincia guidata dalla
vicepresidente Ricci
in India per monitorare lo stato dei progetti di aiuto
Tsunami settecentodieci giorni dopo. Questo il tema dell’incontro convocato
nella sala dei Grandi della Provincia dalla Vicepresidente ed Assessore alle
politiche sociali Mirella Ricci, che ha fatto anche un resoconto del viaggio
compiuto da una delegazione della Provincia in India nelle settimane scorse.
"Il bilancio che possiamo tracciare – ha affermato Mirella Ricci – è
positivo perché abbiamo constatato che i partner locali del nostro progetto
sono affidabili e che l’intervento sta procedendo nei modi previsti".
Gli aiuti aretini, nell’ambito del progetto quadro denominato "Quindici
minuti per la vita", si sono indirizzati nel distretto di Nagapattinam,
nella regione dell’Indiam meridionale del Tamil-Nadu, e vedono la costruzione,
già in fase avanzata, di un centro sociale polivalente. Realizzato da maestranze
locali e con materiale reperito in loco, il centro conterrà un consultorio
medico, un doposcuola per bambini delle elementari, un servizio psicologico
e iniziative di formazione professionale per favorire la nascita di imprese
nei settori tipici.
"I sopralluoghi che abbiamo compiuto – ha proseguito la Vicepresidente
della Provincia – ci hanno consentito di verificare che lo stato di avanzamento
dei lavori della costruzione dell’edificio è già allo stato grezzo, che tutte
le pratiche autorizzative sono state espletate e che le realizzazioni sono
conformi ai progetti che avevamo approvato. Le azioni di formazione e aiuto
sono in fase molto avanzata e, in più di un caso, prossime alla conclusione.
Abbiamo allacciato anche importanti relazioni istituzionali con le autorità
locali che potranno ora essere codificati e mantenuti nel tempo". Della
delegazione aretina facevano parte, oltre a Mirella Ricci, Paolo Emilio Cherubini
della Consulta provinciale del volontariato, Barbara Bennati, Direttore di
Socialnet Onlus, e Giovanni Ralli, funzionario dell’Amministrazione provinciale.
"In sintesi, direi che la popolazione indiana si sta riprendendo, per
certi versi anche velocemente, dalla tremenda prova che le ha colpite. I pescatori
hanno ripreso il mare con barche identiche a quelle distrutte dallo tsunami
e con attrezzature di migliore qualità e si segnala anche un ritorno alla
coltivazione per ciò che riguarda l'agricoltura. La presenza delle Ong, e
in particolare dei partner del progetto quadro, è visibile, complementare
ed integrata nel sistema delle istituzioni governative e locali. Di significativo
valore, infine, è la constatazione che sia i partner che le istituzioni locali
sono molto sensibili alle problematiche della protezione civile, come riscontrato
in un incontro tenuto dal tecnico della delegazione e che ha avuto ampia eco
sulla stampa locale", ha detto ancora Mirella Ricci. (dicembre 2006)
2. I LOVE LILLI...
La giornalista ed europarlamentare Lilli Gruber ha presentato
ad Arezzo il suo nuovo libro "America anno zero"
Hanno risposto davvero in tanti - lo scorso 2 dicembre - all’invito della
Provincia di Arezzo a discutere del nuovo libro di Lilli Gruber "America
anno zero". La Sala dei Grandi del palazzo della Provincia ha faticato
a contenere i tantissimi presenti che hanno poi ascoltato e discusso con la
giornalista e con l'assessora provinciale alla cultura Emanuela Caroti sui
temi trattati dal suo ultimo libro: il momento che stanno vivendo gli Stati
Uniti raccontato attraverso un viaggio ed una serie di incontri con i protagonisti
del nostro tempo. Lilli Gruber ne ha spiegato i motivi ispiratori discutendone
poi con il pubblico, toccando durante il dibattito anche temi legati all’attualità
italiana. "Un incontro – afferma il Presidente della Provincia Vincenzo
Ceccarelli – che ha dimostrato una volta di più quanto il nostro territorio
abbia motivazioni e voglia di discutere di politica, cultura e attualità con
interlocutori importanti. Il successo dell’iniziativa, che si aggiunge a quelli
degli incontri con Walter Veltroni e con Jovanotti nell’ambito della giornata
del Fai, ci stimola a proseguire nell’organizzazione di questi eventi".
Lilli Gruber è stata accolta ad Arezzo con grande simpatia ed affetto, a cominciare
dalla sua visita agli antiquari della zona di piazza della Libertà per finire
ai tanti autografi e dediche che ha apposto sui suoi libri al termine delle
due ore di dibattito. (dicembre 2006)
3. "HAPPY NIGHT" OVVERO DIVERTIMENTO
SICURO
Per un sabato sera entusiasmante senza alcol e droghe,
un progetto della Provincia di Arezzo e altri partner
La giornata del 2 dicembre ad Arezzo è iniziata con un convegno mattutino
e si è conclusa in piena notte, con un'appendice nelle prime ore di domenica
3 dicembre. Era infatti dedicata a "Happy night", il progetto promosso
da Provincia di Arezzo, A.S.L. 8, SILB Confcommercio, Prefettura, Centro Servizi
Amministrativi e Consulta Provinciale degli Studenti, in collaborazione con
Associazione DOG e Consulta Provinciale dei Genitori. "Tutti questi soggetti
– ha spiegato l’Assessora provinciale alle politiche giovanili Alessandra
Dori - sono impegnati in un progetto di prevenzione all’uso di alcol e droghe
attraverso la promozione di stili di vita positivi, sensibilizzando e informando
correttamente i giovani che frequentano i locali notturni e le discoteche.
E’ un progetto che si allarga, con la presentazione da parte del Comune di
Arezzo dell’iniziativa "Happy Street" e sul quale ci confrontiamo
con tutte le realtà a livello provinciale", ha concluso l’Assessora Dori.
La lunga giornata del 2 dicembre, che ha avuto per titolo "Io vivo la
notte LiberaMente", è partita al mattino in Sala dei Grandi con la presentazione
delle iniziative realizzate e di quelle in programma, dei dati dell’indagine
conoscitiva sui locali del divertimento giovanile e del Codice Etico di regolamentazione,
e si è conclusa a notte fonda nella Sala Acquario della Discoteca Le Mirage
a Monte San Savino, dove a partire da mezzanotte si è svolto un "DJ Contest"
con 6 giovani studenti delle scuole superiori, coordinati da Marco Pieschi
e dal vocalist Monero. Per l'occasione, è stato servito il nuovo "Acquario
Fruit Bar", un cocktail di frutta e bevande analcoliche, ed è stato allestito
presso la discoteca uno spazio "Happy Night" dove trovare informazioni,
progetti e idee dei giovani per un divertimento libero da sostanze. In via
di sperimentazione l’iniziativa "Guidatore Designato": il giovane
del gruppo che guiderà l’auto, riconoscibile da un apposito braccialetto,
si impegna a non bere alcolici e a fare l’alcol-test all’uscita dal locale.
Se risulta a 0 alcol riceve un buono per un ingresso omaggio in discoteca.
(dicembre 2006)
4. GIOVANI AD AREZZO: COME SI VA?
Restano in casa a lungo, studiano, si laureano
Ma la politica e il volontariato non sono nelle loro corde
Propensi a restare a lungo fra le mura domestiche, legati al proprio
territorio, poco portati ad interessarsi alla politica e con una scarsa
propensione anche per il volontariato: è questa l’immagine dei giovani aretini
che emerge dalla ricerca realizzata dall’Assessorato provinciale alle politiche
giovanili. L’indagine, che è la prima a livello provinciale riguardante lo
specifico del mondo giovanile, è stata compiuta su un campione di 200 giovani
fra i 19 ed i 25 anni suddivisi per fasce di età, sesso e per vallate di
appartenenza. "Il quadro che emerge da questo studio – afferma l’Assessora
provinciale alle politiche giovanili Alessandra Dori – è di grande interesse ed
il questionario è stato elaborato in modo da poter confrontare i nostri
risultati con quelli di ricerche compiute a livello regionale e nazionale. Non
abbiamo solo voluto conoscere i giovani, ma abbiamo chiesto esplicitamente
anche cosa si aspettano dalla Provincia e, più in generale, dalle
amministrazioni pubbliche, quali politiche ci chiedono di attuare per venire
incontro alle loro esigenze. Abbiamo quindi a disposizione uno strumento che
potrà adesso essere utilizzato da amministratori ed operatori".
I dati sono stati illustrati in un incontro che si è
svolto venerdì 24 novembre nella Sala dei Grandi del Palazzo della Provincia.
Analizzando i dati più rilevanti, emergono aspetti davvero di grande interesse.
"L’elemento di fondo – spiega Marco La Mastra dell’osservatorio delle
politiche sociali della Provincia – è che i giovani stanno in famiglia e, nella
maggior parte dei casi, non si pongono nemmeno il problema di abbandonare il
nucleo familiare di origine per costruirne uno proprio o per andare a vivere da
soli. Nell’analisi dei perché di questo fenomeno si uniscono motivazioni
derivanti da difficoltà economiche ad altre più prettamente culturali, che
testimoniano la volontà di non modificare una situazione tutto sommato
abbastanza soddisfacente. Un dato importante è quello del legame con il
territorio: il 62% infatti, potendo scegliere, preferirebbe vivere nello stesso
comune dove vive e solo il 6% vorrebbe cambiare regione. Un trend molto
positivo si registra per quanto riguarda la propensione al diploma, quasi
totale, e alla laurea, mentre abbastanza scarso è l’interesse per la politica,
sulla quale si considera impegnato solo il 4,5% dei giovani intervistati.
Un dato interessante riguarda l’associazionismo: ben il 57% del campione
intervistato dichiara di non partecipare attualmente a nessuna associazione,
dimostrando anche di non avere strumenti o mezzi di conoscenza per le attività
del mondo del volontariato". Un dato sul quale certamente si deve
riflettere, come sottolinea l’Assessora Dori: "In un territorio che è
sempre stato ricco dal punto di vista dell’associazionismo e del volontariato
questo elemento è certamente preoccupante. Un segnale importante, infine, ci
arriva dalle richieste che i giovani fanno alla Provincia, alla quale quasi il
70% esprime la propria fiducia. I giovani chiedono spazi, formazione
professionale e stage formativi, tutti temi sui quali siamo già impegnati e che
sono fra le nostre priorità sia come attività dirette, come nel caso della
formazione, sia come coordinamento e stimolo per i Comuni come sulla questione
degli spazi, sulla quale tra poco lanceremo un’importante iniziativa",
conclude l’Assessore provinciale alle Politiche giovanili Alessandra Dori.
(dicembre 2006)
5. I CENTRI PER L’IMPIEGO DI AREZZO
AL TERZO POSTO IN ITALIA
Tra le agenzie di lavoro sono i preferiti dalle aziende
Un 2006 da record quello della Provincia di Arezzo grazie ai suoi centri per
l’Impiego. I dati Excelsior, infatti, hanno certificato un aumento notevole
nel rapporto con le aziende che li scelgono per selezionare personale da assumere.
In sintesi, si è passati dal 16,5 % al 19,2 %; un risultato di eccellenza
che premia il lavoro svolto dai Centri per l’Impiego della Provincia sul territorio
e in particolare con le aziende che sempre di più si rivolgono a questi per
selezionare personale qualificato e in grado di dare risposte concrete ed
efficienti. Sopra la Provincia di Arezzo solo quelle di Prato, prima, e Trento,
seconda, con una leggera differenza. Arezzo è terza e in continua ascesa a
poco più di un punto da entrambe. Il Sistema Informativo Excelsior, promosso
dall’Unioncamere a partire dal 1997 in accordo con il ministero del Lavoro
e con il contributo del Fondo Sociale Europeo, si fonda su un’indagine svolta
annualmente sui "fabbisogni professionali" delle imprese italiane.
In pratica, viene selezionato un campione molto ampio di imprese con dipendenti,
circa 100.000; queste rispondono a un’intervista telefonica, svolta nei mesi
finali dell’anno, nella quale viene chiesto loro di indicare in modo dettagliato
il numero di persone che intendono assumere nell’anno seguente e quali caratteristiche
dovrebbero avere. In questo modo, elaborando le risposte, è possibile capire
non solo quante persone potranno essere assunte nell’anno seguente, sia a
livello nazionale che in ciascuna provincia italiana, ma anche quali saranno
le professioni e i titoli di studio più richiesti e le opportunità per i giovani
e per chi non ha ancora avuto esperienze di lavoro.
È chiaro che le previsioni espresse dalle imprese in un certo istante subiscono
l’influsso dato dalla situazione congiunturale del momento e possono quindi
variare in modo rilevante ogni anno, a seconda di come va in generale l’economia
e, a livello locale, anche in relazione allo specifico contesto. L’assessore
provinciale alla Formazione professionale e Lavoro Alessandra Dori, esprime
la sua ragionata soddisfazione sui numeri, ma soprattutto sui risultati concreti
per le aziende e i lavoratori. "Gli sforzi dell’Amministrazione Provinciale,
attraverso i Centri per l’Impiego, stanno dando i risultati voluti e cercati
– afferma l’Assessore. La trasformazione dei servizi, la ricerca della qualità,
il lavoro per progetti, stanno attraendo le imprese del nostro territorio
che hanno pienamente capito l’utilità dei servizi offerti. I Centri per l’Impiego
riescono a individuare le migliori risorse umane disponibili alle esigenze
delle imprese, aiutando nel difficile compito di fare incontrare la domanda
e l’offerta di lavoro. Ora si apre una nuova sfida, più ampia e ambiziosa.
Dobbiamo riuscire a mantenere alta la qualità del servizio per le imprese
consentendo la fidelizzazione delle imprese ai Centri per l’Impiego, che sempre
più spesso, anche in periodo di crisi, svolgono un ruolo di aiuto e sollecitazione
nei confronti del mondo economico e produttivo", conclude Alessandra
Dori. (dicembre 2006)
6. POLITICHE DELLA SALUTE SEMPRE PIU' INTEGRATE
Individuare bisogni e strategie per un "profilo di salute"
provinciale
Capire quali strumenti vengono adottati come risposta ai bisogni emergenti
dal territorio, rilevare i bisogni che invece permangono, indirizzare le strategie
future, senza dimenticare l’allineamento con i tempi della Regione. Queste
le motivazioni che hanno portato i soggetti firmatari, Provincia di Arezzo,
Usl 8, presidenti delle conferenze dei sindaci delle zone Aretina, Valdichiana,
Valdarno, Valtiberina e presidente della Società della salute della zona Casentino,
ad elaborare e sottoscrivere un apposito protocollo d’intesa. "Tutti
i firmatari – sottolinea l’assessore provinciale alle Politiche sociali Mirella
Ricci – hanno trovato essenziale condividere una visione globale che abbia
per finalità la promozione della salute intesa come insieme di interventi
su fattori ambientali, economici e sociali che concorrono a determinare lo
stato di benessere del cittadino e della collettività". Il protocollo
prevede infatti la costruzione condivisa del Profilo di salute provinciale,
sintetizzando la comparazione dei profili di salute zonali elaborati dalle
singole zone, mantenendone le peculiarità specifiche ma anche delineando una
cornice generale. Il tutto per armonizzare e condividere, su base provinciale,
i percorsi e gli strumenti finalizzati alla elaborazione dei Piani integrati
di salute zonali.
"Era fondamentale – continua Mirella Ricci – riorganizzare il percorso
per formulare i piani di salute. Mi piace sottolineare come questo protocollo
non sia per nulla vago: anche nel delineare l’operatività di ciascuna parte,
c’è una precisa puntualizzazione degli impegni, garanzia di concretezza e
che ben indirizza i risultati futuri". L’Osservatorio sulle Politiche
sociali costituito in seno all’Amministrazione provinciale avrà un ruolo importante
nel diffondere i dati demografici, socio economici e culturali, raccogliere
i dati provenienti dalle cinque zone del territorio creando una vera e propria
banca dati, riunire i profili di salute zonali, aggregandone i dati e reinterpretandoli
in ottica provinciale con l’elaborazione del Piano di Salute Provinciale,
secondo le indicazioni del Piano sanitario regionale. "Da questa sinergia
– commenta Alessandra Pedone della Usl 8 - ci aspettiamo una ricaduta positiva
per il miglioramento generalizzato dei servizi. L’importanza del protocollo
sta proprio nella capacità di coinvolgere anche settori non strettamente legati
all’area sanitaria, ma che sulla salute hanno grande influenza: basi pensare
a come competenze delle amministrazioni comunali quali traffico e viabilità,
con le relative problematiche di inquinamento, siano connessi con la salute
dei cittadini". Dopo la complessa fase di elaborazione e la firma del
protocollo, dal gennaio 2007 si passerà all’applicazione del protocollo, con
un occhio attento ad eventuali ripuntualizzazioni dell’operatività che dovessero
rendersi necessarie. Primo atto, la riunione del gruppo tecnico con i soggetti
nominati da ogni zona e dalla Usl 8, con il coordinamento della Provincia.
(dicembre 2006)
7. CONCILIAZIONE E WELFARE: A CHE PUNTO SIAMO?
Si è svolto il 27 novembre il seminario per il progetto
Inlav di Isfol
Lunedi 27 novembre, presso l’ITIS "Galileo Galilei" si è svolta una
giornata seminariale sulla conciliazione dei tempi e gli strumenti di supporto
per le problematiche lavorative di genere dal titolo: "Politiche di
conciliazione e politiche di welfare". L'iniziativa prendeva spunto dal
progetto Inlav di Isfol, che ha prodotto, tra le altre cose, sul territorio
aretino un percorso di consulenza orientativa organizzato dal Centro per
l’Impiego di Arezzo, sul tema della conciliazione dei tempi nella vita
quotidiana. Alle 9.30 il presidente Vincenzo Ceccarelli ha aperto i lavori con
i suoi saluti, cui hanno preso parte Lea Battistoni, Direttore generale del
dipartimento Mercato del Lavoro presso il competente Ministero, Alessandra
Dori, assessora provinciale alla Formazione professionale e Lavoro e
moderatrice, Marilena Pietri, Consigliera provinciale di Parità, Anna Grimaldi,
Dirigente area politiche per l’orientamento di Isfol, Donella Mattesini,
vicesindaco di Arezzo. Sono intervuti tra gli altri anche Luca Bianchi della
Lega delle Cooperative e Francesca Tavanti della Confcooperative di Arezzo.
"Questo progetto di orientamento – ha spiega l’Assessora Alessandra Dori -
completa un percorso che la Provincia di Arezzo sta portando avanti, da tempo,
sul tema della conciliazione dei tempi, per aiutare concretamente le donne a
rimanere o rientrare nel mercato del lavoro. Un impegno, il nostro, che si
traduce in un supporto all’intero sistema produttivo, cercando sempre di creare
sinergie, col tessuto imprenditoriale e gli altri enti del territorio, sul tema
della conciliazione dei tempi. E’ un tema che si sta smarcando dal genere,
poiché sempre più uomini sono toccati da simili problematiche. Insomma, un modo
per tenere sempre alta la guardia sull’occupazione e sulla risoluzione dei
problemi che donne e uomini devono affrontare per l’accesso e la permanenza sul
mercato del lavoro", ha concluso Alessandra Dori.
8. SPETTACOLI E CONCERTI DI NATALE
Se nelle feste avete voglia di spettacolo...
La rassegna "Symphonia" propone fino a maggio 2007 appuntamenti con
il grande repertorio sinfonico in provincia di Arezzo. Il programma è
disponibile su http://www.provincia.arezzo.it/documenti_vetrina/doc_pdf/simphonia.pdf
Il cartellone del Teatro municipale di Bucine propone
invece spettacoli fino al 17 aprile. Programma completo su http://www.provincia.arezzo.it/documenti_vetrina/doc_pdf/manifesto_bucine_2006-7.pdf
Al Teatro Verdi di Monte San Savino la stagione termina invece il 3 maggio
2007. E' possibile scaricare il programma da http://www.provincia.arezzo.it/documenti_vetrina/doc_pdf/MANIFESTO_teatro_verdi.pdf
(dicembre 2006)
9. 'MARY POPPINS', OCCHIO ALLA SCADENZA
C'è tempo fino al 28 dicembre per richiedere i contributi
della Provincia per le mamme che lavorano e per cogliere
l'opportunità di lavorare con i bambini
Un nuovo approccio per conciliare casa e lavoro. La Provincia di Arezzo, in
collaborazione con i Comuni, intende sostenere lo sviluppo di una politica
familiare e dell’occupazione orientata alla massima flessibilità per andare
incontro alle esigenze delle mamme lavoratrici. Un servizio complementare ai
tradizionali servizi per l'infanzia presenti sul territorio, un aiuto di carattere
assistenziale per affrontare le difficoltà che le mamme incontrano nel
coniugare impegni familiari e lavorativi. Un innovativo modello di governo dei
servizi sociali che mette in contatto diretto mamme e operatori/operatrici.
L’Ente pubblico garantisce così alle famiglie che acquisteranno prestazioni
assistenziali dai professionisti e dalle professioniste iscritti/e agli Elenchi
di Zona:
• un alto livello di qualità delle prestazioni
• la professionalità e la sicurezza degli operatori e delle operatrici
• la presenza di competenze primarie di cura
• un accurato controllo durante la sperimentazione
• la tutela della sicurezza dei bambini e delle bambine
Che cos’è il buono servizio?
Un buono servizio è un contributo di € 4,00 per l’acquisto di un servizio per
il bambino e/o la bambina della durata di un’ora. Il costo predefinito del
servizio è di € 7,00 l’ora. Ogni donna lavoratrice può disporre, di n° 300
buoni spendibili esclusivamente per i servizi degli operatori/operatrici
accreditati/e che saranno contattati/e direttamente dalle mamme. Nel caso di
più figli il numero di buoni può essere incrementato di 100 per ogni figlio,
fino a un massimo di 500 buoni.
Chi sono i beneficiari?
Possono essere assegnatarie dei buoni le donne lavoratrici residenti e/o
domiciliate in provincia di Arezzo con figli fino a 13 anni.
Quali i servizi?
I servizi offerti sono pensati per essere quanto più funzionali alle necessità
delle donne lavoratrici. Possono infatti dare risposte alle esigenze quotidiane
quali l’accompagnamento a scuola o ad una visita medica, ad attività sportive e
di gioco nei parchi o presso altre risorse del territorio (ludoteca,
biblioteca) e, per i più piccoli,anche di accudimento (come nutrire, lavare e
vestire il minore). Possono anche rispondere ad esigenze particolari dovute a
situazioni straordinarie quali malattie dei figli, vacanze scolastiche in
periodi di lavoro. Non possono essere richiesti lavori domestici e ripetizioni
scolastiche.
Chi sono gli operatori e le operatrici?
Sono professionisti/e che possiedono requisiti di esperienza e professionalità,
selezionati/e da una apposita Commissione e iscritti/e all’Elenco per servizi
di assistenza all’infanzia a carattere domiciliare accreditati/e dall’Ente
pubblico. Se vuoi entrare a far parte di questi elenchi, chiedi informazioni ai
recapiti sotto indicati.
Come avere il buono?
Le domande vanno presentate dalle interessate su apposito modulo e inviate
all'Ufficio Protocollo del Comune di residenza o di domicilio oppure presentate
all’Ufficio Sociale dello stesso Comune.
Entro 30 giorni dalla scadenza del bando verrà definita una graduatoria delle
aventi diritto ai buoni.
(dicembre 2006)
Vai al bando: http://www.didonne.it/Archivio/22-11-2006/bando_buoni_servizio_2006.doc
Vai allo schema di domanda: http://www.didonne.it/Archivio/22-11-2006/domanda_buoni_servizio.doc
Vai alla griglia di valutazione: http://www.didonne.it/Archivio/22-11-2006/griglia_valutazione_buoni_servizio.doc
Info:
Centro Pari Opportunità – Piazzetta delle Logge del Grano – 52100 Arezzo
Alessandra Nocciolini - 0575.301824 - fax 0575.324803 - anocciolini@provincia.arezzo.it
Eva Gentili - 0575.301826 - fax 0575.324803 - info.didonne@provincia.arezzo.it
Il bando per l'assegnazione dei buoni servizio è disponibile anche sul sito
della Provincia di Arezzo
alla sezione bandi, avvisi e gare, all'indirizzo http://www.provincia.arezzo.it/bandi
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1. FESTA DELLA TOSCANA, I CENTRI ANTIVIOLENZA
CHIEDONO IL GIUSTO RICONOSCIMENTO
Sono 674 le donne aiutate in un anno nella regione
I Centri antiviolenza della Toscana chiedono sostegno e riconoscimento
attraverso normative che sanciscano anche la loro valenza istituzionale: è
stato detto nel corso della Tavola rotonda organizzata dalla Commissione regionale
per le pari opportunità in occasione della Festa della Toscana a cui hanno
partecipato Chiara Grassi, presidente della Commissione pari opportunità;
Anna Loretoni, coordinatrice dell’incontro, le consigliere regionali Anna
Maria Celesti (FI), Bruna Giovannini (Ds) e Monica Sgherri (Prc).
"I centri antiviolenza – spiega la nota stampa - rappresentano per le
donne che si trovano in situazioni di disagio e subiscono violenze un punto
di riferimento vitale, che permette loro di denunciare la propria situazione,
trovare un posto dove stare, ricominciare una vita diversa. In un anno, in
Toscana sono state 674 le donne aiutate nei centri esistenti, 160 delle quali
straniere, 294 sotto i 40 anni; 48 le donne che hanno usufruito delle ’case-rifugio’
(dati 2004)". Questi Centri sono attivi a Firenze, Prato, Arezzo, Grosseto,
Pisa, Montecatini, Siena, Viareggio, Pistoia, grazie alla gestione delle associazioni
e del volontariato.
"La battaglia contro la violenza sulle donne dovrebbe riguardare tutti,
non solo le donne, c’è bisogno di un cambiamento sociale profondo", ha
detto Chiara Grassi; a cui si è aggiunto il commento di Anna Loretoni la quale
ha sostenuto "quello che vorremmo è offrire una sponda di dialogo fra
le istituzioni e i centri, ed avviare la costruzione di una rete di rapporti
costanti, che dia continuità al lavoro, spesso faticoso, di tante persone".
Inoltre, nel ricordare la mozione unanime recentemente approvata dal Consiglio
regionale, che contiene precisi impegni su questo fronte, Anna Maria Celesti
dice che "una mozione non basta –ed è per questo che ho presentato una
proposta di legge su questi temi. Naturalmente non si tratta di farne una
bandiera politica, il testo ha preso ispirazione infatti da una normativa
che esiste già in altre regioni governate da maggioranze diverse, come Liguria,
Molise e Abruzzo. Si tratta però di avviare un progetto serio, per capire
se davvero la violenza sulle donne è considerato un problema prioritario e
passare finalmente dalle parole ai fatti". Anche Bruna Giovannini e Monica
Sgherri si sono dette disponibili ad avviare una discussione che possa avere
esiti legislativi. "E’ possibile che attraverso altre proposte di legge
si raccolgano idee anche diverse, per poi cercare una sintesi migliore – ha
spiegato Giovannini –. L’obiettivo deve essere l’incentivazione di una rete
che metta insieme i centri antiviolenza, le amministrazioni locali, le Asl,
le associazioni di volontariato, in modo che la donna venga soccorsa ed assistita
in ogni fase del suo percorso".
Un invito, infine, alle responsabili dei Centri antiviolenza viene da Monica
Sgherri: "Il vostro richiamo va preso sul serio. Dobbiamo sfidare il
Consiglio regionale per dare gambe alla mozione che abbiamo approvato. Non
dobbiamo però dare per scontato che l’esito legislativo sia la cosa migliore:
il rischio è quello di istituzionalizzare e irrigidire l’esistente, togliendo
autonomia a quanto i centri stanno facendo. Per questo è essenziale che, se
di legge regionale vogliamo parlare, ci sia un’elaborazione condivisa, che
parta dal vostro lavoro e dalle vostre idee". (dicembre 2006)
2. FIRENZE, MALALAI JOYA IN CONSIGLIO REGIONALE
La giovane parlamentare afgana racconta...
Rappresenta il simbolo femminile della resistenza afgana nella sua minuta
quanto fortissima figura: Malalai Joya è stata presente ai lavori della seduta
solenne del Consiglio regionale della Toscana svoltasi in occasione della
Festa della Toscana (30 novembre) per portare testimonianza della tragica
situazione del proprio paese. A darle il benvenuto a Palazzo Panciatichi le
consigliere Anna Annunziata (Ds), Bruna Giovannini (Ds), Rosanna Pugnalini
(Ds) e Monica Sgherri (Rifondazione comunista). "Siamo onorate dalla
visita di una donna coraggiosa – ha esordito Monica Sgherri – che non ha esitato
a mettere a rischio la propria vita in nome della pace e della giustizia;
la nostra speranza è che l’esempio di Malalai Joya possa crescere e dare forza
alla tante donne impegnate". La giovane afgana ha parlato degli attacchi
ricevuti perfino in Parlamento, a seguito delle denunce che ha sporto contro
i signori della guerra, da lei definiti "criminali". "Nel nome
della democrazia e della pace ringrazio per questo incontro", ha detto
Malalai Joya. "Purtroppo devo dire – ha aggiunto – che non è avvenuto
alcun cambiamento sostanziale nella vita della gente afghana dalla fine del
regime talebano: il potere è solo passato dai Talebani ad Alleanza del Nord,
e sotto gli occhi di tutti ci sono crimini, brutalità, suicidi, povertà. "Per
la gente del mio Paese la guerra al terrore è una farsa – ha concluso Malalai
– e i veri amici del popolo afgano devono ascoltare la voce degli uomini e
delle donne che chiedono giustizia". (dicembre 2006)
3. PRATO, SU 54 PROCEDIMENTI PER MOBBING
POCHI QUELLI ACCOLTI. I DATI IN UN CONVEGNO
La Consigliera provinciale di Parità denuncia
le difficoltà nella tutela legale delle vittime
Riferiscono i dati presentati in occasione di un convegno sul Mobbing tenutosi
nella città toscana che su 54 procedimenti in atto per mobbing al tribunale
di Prato pochissimi sono quelli accolti, mentre 10-15 persone l'anno si rivolgono
all'ufficio provinciale competente per denunciare il fenomeno. I dati prendono
in esame il percorso normativo e le azioni concrete per fronteggiare quello
che si configura come un danno biologico. Nell'ambito lavorativo, la parola
mobbing assume il significato di pratica persecutoria o, più in generale,
di violenza psicologica perpetrata dal principale o da colleghi nei confronti
di un impiegato, per discriminarlo, costringerlo alle dimissioni o comunque
a uscire dall'ambito lavorativo. Il mobbing è considerato dall'Inail malattia
professionale. I motivi della persecuzione possono essere i più svariati (invidia,
razzismo, diversità religiosa o culturale rispetto al gruppo prevalente, carrierismo...).
Si tratta di un fenomeno che va incontro a difficoltà probatorie e che è ancora
problematico identificare da un punto di vista legale, nonostante sia aumentata
la sensibilità di enti, aziende e operatori. La Consigliera di parità provinciale
di Prato Micaela Venturi ha spiegato che pochissime vittime di mobbing arrivano
fino alla causa, perché la loro tutela penale è ancora difficile e perché
lo stress psicologico è solitamente molto pesante. La situazione di Prato
non si discosta da quella nazionale. La giudice del lavoro Marilena Rizzo
ha spiegato che il mobbing non ha frontiere, riguarda sia gli uomini che le
donne e che sono pochissimi in generale i procedimenti accolti. (dicembre
2006)
4. GROSSETO: "DONNE, RIVENDICATE IL CAMBIAMENTO"
La presidente della Commissione provinciale Pari Opportunità:
"Democrazia è governo dell’intero popolo, non della metà"
In occasione di un incontro per la celebrazione del sessantesimo anniversario
del voto alle donne, la presidente della Commissione provinciale per le Pari
Opportunità di Grosseto Marisa Ferrini ha ripercorso la storia della democrazia
italiana negli ultimi 50 anni, lanciando un appello alle donne affinché, oggi
come allora, rivendichino con forza il cambiamento: "Il 2 giugno 1946,
a ogni uomo e donna di almeno 21 anni vennero consegnate due schede: una per
la scelta fra Monarchia e Repubblica, l'altra per l'elezione dei 556 deputati
dell'Assemblea costituente. Sui banchi di quell'Assemblea, sedettero le prime
parlamentari donne: 9 della Democrazia cristiana, 9 del Partito comunista
italiano, 2 del Psiup e una dell'Uomo Qualunque", ha detto Marisa Ferrini.
"Fu un momento di grande rilevanza politica – ha detto ancora la presidente
– anche se la piena acquisizione dei diritti civili, politici e sociali, è
stata molto più rapida per gli uomini che per le donne. Nel 2006, infatti,
a sessant’anni dall'acquisizione di quel diritto, la presenza femminile nelle
assemblee elettive dell'Italia, rimane palesemente minoritaria. Aspetto, questo,
che nella celebrazione dell'anniversario del voto alle donne, merita la dovuta
attenzione, per capire perché, a una conquista di tale importanza, non ha
fatto seguito la piena partecipazione delle donne alla rappresentanza politica".
"Nel nostro Paese, purtroppo, sono in gioco la democrazia e la violazione
del diritto di parità e di uguaglianza, come diritto fondato sulla dualità
del genere umano", secondo la Ferrini: "Se democrazia significa
infatti 'governo del popolo', potrà mai essere una democrazia vera quella
in cui parte del popolo non trova posto nei luoghi delle decisioni politiche?
Anche la tanto invocata modifica dell'articolo 51 della Costituzione impegna
lo Stato italiano a garantire l'accesso paritario di uomini e donne alle cariche
elettive. Nonostante ciò, torna ad affacciarsi, in Italia, una inaccettabile
condizione di disuguaglianza tra uomini e donne, nella società e nel mondo
del lavoro". "La conquista del diritto di voto, in Italia fu tutt'uno
con la sconfitta del regime fascista e la nascita della democrazia, con la
volontà di rinnovamento della società che fece emergere una nuova figura di
donna: tessitrice della storia, soggetto di cambiamento".
"Sono convinta – ha concluso la presidente – che oggi come allora, le
donne abbiano questo compito. Ma se a distanza di tanto tempo invochiamo il
riconoscimento di diritti che ci spettano, vuol dire che l'opera delle nostre
progenitrici è rimasta incompiuta. E' quindi tempo di tornare a rivendicare
con forza la richiesta di cambiamento che riguarda tutti, uomini e donne,
con l'obiettivo di riequilibrare la presenza femminile e maschile nei luoghi
di decisione della politica, dando voce e responsabilità alle donne, che costituiscono
un indiscutibile e prezioso patrimonio di intelligenza, saperi, passione e
creatività". (dicembre 2006)
5. COMMISSIONE PARI OPPORTUNITA' REGIONALE:
E’ PARTITA UN’INDAGINE SULLE NOMINE
L’annuncio della presidente Chiara Grassi
La Commissione Pari Opportunità della Toscana ha preso in esame le proposte
di legge presentate dalla maggioranza e dall'opposizione riguardanti le nomine
e le designazioni della Regione in enti e organismi esterni e ha previsto
quindi un monitoraggio di genere sulle nomine di Giunta e Consiglio regionale.
Per sapere quante nomine della Regione e soprattutto quale è la percentuale
di uomini e donne, "organizzeremo una apposita conferenza stampa – ha
annunciato la presidente della CPO Chiara Grassi – nella quale presenteremo
i risultati del monitoraggio e le osservazioni sulle proposte di legge".
(dicembre 2006)
6. PRESENTATA IL 13 DICEMBRE A NAPOLITANO
LA PETIZIONE PER MARGHERITA HACK SENATRICE A VITA
Una iniziativa dell’Associazione Puntocritico: 3000 firme
Margherita Hack senatrice a vita: questa la richiesta di una petizione popolare
consegnata al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in favore della
scienziata toscana: "Speriamo che queste firme e il grande prestigio
dell'astrofisica convincano il Presidente a realizzare questo nostro sogno
– sostiene Andrea Genovali, presidente nazionale dell'associazione Puntocritico,
che ha promosso la petizione – che è il sogno e l'auspicio di grande parte
della società civile italiana. Per dare anche un segnale forte al Paese che
la cultura, la ricerca e la scienza occupano un posto di primo piano, irrinunciabile
nella vita politica e sociale". L’associazione di Genovali ha raccolto
attraverso Internet oltre tremila firme di scienziati, docenti universitari,
operai, lavoratori, segretari di partito, parlamentari, ma anche insegnanti,
sindacalisti, cattolici e laici presenti in associazioni e organizzazioni
non governatice, artisti, astronomi e astronauti, sacerdoti, sindaci e assessori
comunali e provinciali, cooperanti all'estero e cittadini che vivono anche
a Shangai e in Giappone.
"Un successo che ci ripaga dello – ha detto ancora Genovali – soprattutto
per l'entusiasmo che abbiamo percepito da parte dei tantissimi sottoscrittori.
Uomini e donne di ogni ceto sociale, diversi anche per religione, tutti accomunati
dalla fiducia estima nei confronti di una scienziata che, da decenni, tiene
alto il nome dell'Italia nel mondo, un punto di riferimento nelle iniziative
per la pace, la solidarietà, la difesa dei diritti umani in Italia e nel mondo,
che incarna al meglio i valori fondanti la nostra Carta costituzionale. Le
nostre istituzioni hanno bisogno di persone come la Hack, capaci, colte e
sensibili verso gli altri".
Tra i firmatari della petizione, Paolo Beni presidente dell'Arci, lo scienziato
Carlo Bernardini, Lisa Clark di Beati i Costruttori di Pace, l'astronauta
Umberto Guidoni, Sergio Lo Giudice, presidente di Arci-Gay, don Andrea Gallo
della Comunità San Benedetto di Genova, padre Massimo Nevola della Lega Missionaria
Studenti, i disegnatori Vauro e Sergio Staino, l'attrice teatrale Lella Costa,
Mario Torelli professore ordinario di Archeologia dell'Università di Perugia
e tanti altri. Margherita Hack è stata di recente insignita di uno dei premi
"Vittorio De Sica" consegnati dal Presidente della Repubblica Giorgio
Napolitano e istituiti nel 1975 dal critico cinematografico Gian Luigi Rondi,
in collaborazione con l'Associazione "Amici di Vittorio De Sica",
in ricordo del regista scomparso nel 1974. Tra le vincitrici, l’attrice Mariangela
Melato, la distributrice cinematografica Vania Traxler Protti e la scrittrice
e traduttrice Fernanda Pivano. (dicembre 2006)
7. FIRENZE, STATI GENERALI DELLE PARI OPPORTUNITÀ
I DATI DI GENDER GAP E I TRAGUARDI RAGGIUNTI
Cresce la partecipazione e il protagonismo delle toscane
Dall’incontro degli Stati generali delle pari opportunità della Toscana convocati
a Firenze su iniziativa del Consiglio regionale, emerge che in Toscana la
politica, l’imprenditoria, l’associazionismo vedono una forte partecipazione
delle donne. Negli ultimi venti anni le donne sindaco sono passate da 14 a
44 e sono aumentate quelle che ricoprono la carica di assessore; sul fronte
del lavoro le donne appaiono più colte e dinamiche degli uomini. Molti i dati
presentati nel corso della giornata, a cominciare da quelli contenuti nella
ricerca dell'Irpet intitolata Il gender gap e i traguardi raggiunti, secondo
cui l'accesso delle donne all'istruzione si è molto ampliato negli ultimi
decenni con il sorpasso, negli ultimi anni, delle donne laureate sugli uomini
laureati. Non solo: dal 1993 al 2005 il tasso di occupazione femminile é salito
dal 42 al 54% ed è aumentata di molto la capacità di restare sul mercato del
lavoro tra i 45 e i 55 anni. Per quanto attiene alla politica, la Toscana
rappresenta se non proprio un'isola felice, un modello meno infelice di altre
regioni con un assetto istituzionale che punta a raggiungere una sorta di
equilibrio tra presenze femminili e presenze maschili. Le donne sindaco restano
concentrate in dimensioni demografiche che non superano i 5mila abitanti,
mentre con le ultime elezioni è raddoppiato - da 5 a 10 - il numero delle
amministratrici di comuni che superano i 10mila abitanti. La famiglia continua
ad essere il punto di riferimento stabile per il 25% delle donne toscane tra
i 30 e i 34 anni. (dicembre 2006)
8. FIRENZE, LABORATORIO DI MODA A SOLLICCIANO
Inaugurato il 29 novembre
E’ stato inaugurato il 29 novembre alla presenza dell’assessora alla moda
della Provincia di Firenze, Elisabetta Cianfanelli, il laboratorio moda all'interno
del carcere fiorentino di Sollicciano. L'incontro tra l’assessora e le detenute
ha dato il via a un progetto che intende portare, all'interno del carcere,
una attività sperimentale di design e creazione di oggetti moda. (dicembre
2006)
9. A CAMAIORE IL CALENDARIO ARTISTICO 2007 PARI OPPORTUNITÀ
Un concorso bandito nelle scuole ha premiato le dodici
opere migliori
Sabato 2 dicembre al Teatro dell’Olivo di Camaiore (Lucca) si è svolta la
premiazione del Concorso "Calendario artistico 2007", organizzato
dalla Commissione Pari Opportunità del Comune di Camaiore. "Si tratta di
un appuntamento particolarmente significativo – ha spiega Daniela Domenici,
presidente della Commissione Pari Opportunità – che conclude un percorso
articolato che ha coinvolto, nell’anno scolastico 2005/2006, gli alunni delle
scuole secondarie del nostro territorio, ai quali abbiamo chiesto di inviare
elaborati artistici sul tema delle pari opportunità. Le migliori 12 opere
pervenute, valutate da un’apposita giuria di esperti, sono confluite nel
calendario artistico 2007. Sono stati premiati così 12 finalisti e il vincitore
assoluto, a cui sono andati 300 euro. "Questa iniziativa – ha concluso la
presidente - vuole essere anche un importante spunto di riflessione su temi e
principi fondamentali per ogni società civile". Visto il successo di
questa prima edizione e il riscontro ottenuto da parte degli alunni, la
Commissione Pari Opportunità è già al lavoro per il concorso 2006/2007".
(dicembre 2006)
10. FINO ALL'EPIFANIA,
TOSCANA GOSPEL FESTIVAL
Torna per l'11ma edizione il festival gospel più bello
d'Italia
Il Toscana Gospel Festival ritorna e travolge di emozioni e musica il pubblico
toscano. Il festival ha preso il via martedì 12 dicembre da Cascina, con il
gruppo Jubilee di New York guidato dal reverendo Everett Jenkins. Nei giorni
successivi, si sono già esibiti - in varie località - il coro femminile delle
N’Armoné Gospel Voices da New Orleans, i London Community Gospel Choir, gli
Earl Bynum & As We Are Choir e altri gruppi prestigiosi. Ma fino al 6
gennaio c'è ancora modo di godere qualche grande spettacolo. Le prossime tappe
sono quasi tutte in provincia di Arezzo. Sabato 23 dicembre a Civitella in
Valdichiana (Teatro di Tegoleto) The Johnny Thompson Singers. Mercoledì 27
dicembre a Cortona (Chiesa di S. Domenico) Crystal White and the Black
Beauties. Giovedì 28 dicembre ad Arezzo (Chiesa parrocchiale di Rigutino) i New
Orleans Gospel Messengers. Venerdì 29 dicembre a Castiglion Fiorentino (Chiesa
di S.Francesco) la Robin Brown & the Thriumphant Delegation.
Il 1° gennaio il festival propone due concerti di capodanno: a Prato (Teatro
Metastasio ore 17.00 - ingresso 10 euro) con il Benedict Gospel Choir e a Siena
(Teatro de Rozzi ore 17) con le Sisters & Daughters of Praise Gospel
Ensemble, altro gruppo interamente femminile. La rassegna si concluderà sabato
6 gennaio a Castelfranco di Sotto (Chiesa di San Lorenzo in loc. Orentano) con
il Valley of Eden Gospel Ensemble. Il festival, nella versione attuale, è
gestito in tutte le sue fasi dall’Associazione Toscana Gospel Festival, con il
sostegno del gruppo Unicoop Firenze, della Regione Toscana, delle Province di
Arezzo e Pisa e di tutti i comuni dove si svolgono i concerti. L'itinerario del
festival 2006, con il concerto dell'Epifania, avrà toccato sei province
(Arezzo, Firenze, Pisa, Pistoia, Prato e Siena), quattordici comuni (Firenze,
Arezzo, Prato, Siena, Cascina, Castelfranco di Sotto, Massa e Cozzile, Lastra a
Signa, Montevarchi, Cortona, Castiglion Fiorentino, Monte San Savino,
Sansepolcro, Pratovecchio, Civitella in Val di Chiana e Terranova Bracciolini)
e il Centro Commerciale Iper Sesto di Sesto Fiorentino. In dieci anni, sono
stati oltre 130 i gruppi transitati al festival per un totale di 1300 persone
tra musicisti e cantanti ospiti in Toscana. Gli spettatori nella passata
edizione sono stati oltre 11.000. Anche per questa edizione il festival lega il
suo messaggio al progetto di adozione internazionale "il cuore si
scioglie" promosso da Unicoop Firenze, Arci Toscana e Centri Missionari.
Programma completo e altre informazioni su www.toscanagospelfestival.net
(dicembre 2006)
Info: Associazione Toscana Gospel
Festival - Viale Michelangelo 38 - 52100 Arezzo - tel. 0575.27961 - fax
0575.409319 - info@toscanagospelfestival.net
11. ARRIVA IL PULCINO
DUDUGGI (E LA SUA STRANA FAMIGLIA)
IL NUOVO CD DELLA CANTANTE TOSCANA SUSY
BELLUCCI
Nove fiabe in musica, un itinerario fantastico per
divertire e stimolare
La cantante toscana Susy Bellucci presenta in questi giorni la sua ultima
novità: "Il pulcino Duduggi (e la sua strana famiglia)", nuovo CD
della collana "Grandi esecutori per piccoli ascoltatori". "Il
pulcino Duduggi (e la sua strana famiglia)" nasce come seguito ideale de
“Le figurine di Gallo Cristallo”, nel senso che intende proseguirne
l’itinerario fantastico, popolato di personaggi e condotto all’insegna della
musica. I brani composti da Susy Bellucci, con l’insostituibile collaborazione
del “funambolico” Giulio Clementi, arrangiatore e produttore artistico, e in un
caso anche del “mirabile” Stefano Bollani, hanno il chiaro scopo di divertire,
stimolare, facilitare l’apprendimento, veicolare contenuti “educativi” sotto
forma di giocose metafore, educare l’orecchio all’ascolto della musica e delle
sue molteplici forme.
Si va dalla filastrocca ripetitiva de “Il pulcino
Duduggi”, storia di una famiglia “moderna” e “pluralista”, al menù bizzarro e
fantastico di “ Cara caramella”, studiato apposta per bambini disappetenti e
svogliati. C’è poi una meditazione “estiva” sul mare, un brano per iniziare
all’apprendimento della lingua inglese, una canzone per “quelli che non
piangono più”. E via cantando. Alcuni brani poi fanno storia a sé, sia come
“reinterpretazioni”, sia come omaggi ad autori fondamentali nella storia del
gioco musicale e linguistico dedicato all’infanzia. Di "Ci vuole un
fiore" non c’è molto da dire: si tratta del brano forse più conosciuto
nella storia della musica d’autore per l’infanzia in Italia, i suoi autori sono
Gianni Rodari, Sergio Endrigo e Luis Enriquez Bacalov, e qui è riproposto in
una versione lieve, un po’ sognante, con la dolcezza nel cuore.
Dall’inesauribile e prezioso scrigno di Virgilio Savona e Lucia Mannucci, ecco
una perla rara, "La giraffa Pasqualina", un quadretto musicale
d’antan, assolutamente meritevole di essere regalato alle nuove generazioni.
Dalla tradizione toscana un classico: la lacrimevole storia de “Il grillo e la
formica”, qui con il finale più ottimista reperibile nella tradizione popolare.
Infine un’operazione ardita, dettata dalla passione per il “nonsense” e per i
giochi linguistici: musicare le stupende, inarrivabili filastrocche di Toti
Scialoja, pittore, poeta, zio affabulante, cantilenante, inventore di uno dei
più bizzarri e magici serragli di animali mai creati per la fantasia dei
bambini. In tutto nove brani, nove esercizi di fantasia, di lingua, di musica. Info: www.susybellucci.com - info@susybellucci.com (dicembre 2006)
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1. NERIA DE GIOVANNI: SOLO UOMINI NELLA SCELTA
DEI NOBEL DEL CORRIERE DELLA SERA
A proposito della nuova collezione di volumi
allegati al quotidiano milanese
La presidente dell’Associazione Internazionale dei Critici Letterari, Neria De
Giovanni, ha diffuso una nota che recita: "1909, la svedese Selma
Lagerlof; 1926, l’italiana Grazia Deledda; 1928, la norvegese Sigrid Undset;
1938, l’americana Pearl S. Buck; 1945, la cilena Gabriela Mistral; 1966, la
tedesca Nelly Sachs; 1991, la sudafricana Nadine Gordimer; 1993, l’americana
Toni Morrison; 1996, la polacca Wislawa Szymborska; 2004, l’austriaca Elfriede
Jelinek. In 103 anni di Premio Nobel, a partire dal 1901, le scrittrici premiate
sono state soltanto 10, pari al dieci per cento del totale! Poche ma comunque
presenti. Perché il Corriere della Sera non ha applicato almeno la stessa
percentuale per l’iniziativa editoriale che ha mandato in edicola? L’unico
Premio Nobel femminile afroamericano, Toni Morrison, è recentemente stata in
Italia, a Penne, per assistere ad un Convegno internazionale a lei dedicato. Il
2006 ricorrono i settantanni dalla morte di Grazia Deledda, unico Premio Nobel
femminile per le lettere italiane nel 1926. Queste fortunate coincidenze non
sono bastate per sollevare il velo del silenzio su queste grandi scrittrici,
non più tali davanti alla concorrenza maschile… Nell’indifferenza totale di
tante (troppe?) istituzioni di parità, l’iniziativa editoriale del Corriere
della Sera manifesta ancora una volta la mancanza di una corretta informazione
culturale che penalizza sempre le donne rendendo un pessimo servizio ai lettori
tutti, uomini e donne". (dicembre 2006)
2. ROMA, LA RASSEGNA TEATRALE E CINEMATOGRAFICA
"BROAD CLOTH TRILOGY" DEDICATA ALLA DONNA DI OGGI
Fino al prossimo mese di maggio
Una rassegna teatrale e cinematografica dedicata alle donne, ricca di spettacoli
teatrale e di un vero e proprio "Film Festival" in inglese a cura
dell’associazione Ford Entertainment, si terrà fino al prossimo mese di maggio
presso il Teatro L’Arciliuto, in piazza Montevecchio 5 a Roma.
The English Theatre of Rome, alla sua cinquantesima produzione teatrale, con
il patrocinio con il patrocinio del Comune di Roma-Assessorato alle Politiche
Culturali, presenta la prima mondiale di "Broad Cloth Trilogy",
una trilogia che celebra la donna contemporanea alle prese con il teatro,
mettendo in scena 18 donne. "Broad Cloth Trilogy" è concepito come
un evento ricorrente che introduce donne drammaturghe che si proiettano al
di là del femminismo, provengono da differenti ambienti etnici ed economici,
ed affrontano il tema della vita in ogni suo aspetto, il gioco delle parti,
e quello dei punti di vista. Tessono uno sfondo variegato e unico al tempo
stesso, che aiuta l’attività delle drammaturghe del mondo a svilupparsi. "Broad
Cloth Trilogy dimostra che i contributi delle donne hanno effettivamente avuto
un significativo impatto sul teatro di oggi".
Gli spettacoli proposti nella rassegna sono "A Broad Abroad" di
e con Gaby Ford, "Worth Dying For" di e con Dyanne White, "Kiss"di
Terianne Falcone con Melissa Palleschi, "Living Martha Stewart"
di Susan McCully con Mandy Moore, "Chuleta" di Lillian Santos con
EJ Ortiz Boria, "Fantasy Land" di Mara Lathrop con Parysa Pourmoneshi,
"Buon Natale, Bruno" di e con Terianne Falcone, "Date Line"
di Terianne & Danne.
A gennaio partirà anche il "Broad Humor Film Festival", che comprende
i film vincitori nel 2006 del rinomato festival estivo tenutosi a Venice Beach,
California. La Ford Entertainment ospiterà a Roma la prima europea dell’evento.
In febbraio, il festival si trasferirà in Francia, a Parigi.
Il 27 e 28 marzo, poi, con il patrocinio dell’Ambasciata Australiana sarà
per la prima volta in Italia, "Sarah Kendell", lo spettacolo scritto
e recitato da Sarah Kendell, Premio Terrier 2004 e Premio Herald Angel 2002,
forse la migliore comica di lingua inglese. Dopo i successi ottenuti alla
Casa dell’Opera di Sydney, al Teatro Gielgud e ai Festivals Comici Internazionali
di Melbourne, Berlino, Edimburgo, Sarah ritorna sul palcoscenico per un’inedita
ora di cabaret. Il programma completo è disponibile su www.rometheatre.com - Info: 06.6879419 – 06.4441375 - rometheatre@yahoo.com (dicembre 2006)
3. ROMA, IL DOCUMENTARIO "VIAGGIO NEL
‘900 DELLE DONNE"
Una storia tutta politica della giornalista Nella Condorelli
E’ stato presentato in anteprima il 6 dicembre a Roma il documentario "Viaggio
nel ‘900 delle donne. Una storia politica, prodotto dall’UDI Romana La Goccia,
con il patrocinio del Ministero per Diritti e le Pari Opportunità, il contributo
delle istituzioni territoriali, ideato e realizzato da Nella Condorelli, con
le consulenze storiche e politiche di Marisa Rodano, Paola Gaiotti De Biase,
Gioia Di Cristofaro Longo, Edda Billi, e la collaborazione di RAI News 24
e RAI Teche.
Diviso in due tempi, dal 1900 alla nascita della Repubblica e dal 1948 alla
fine del secolo, il documentario si avvale esclusivamente di materiali d’archivio,
filmati, foto, manifesti e documenti vari. "Quello che ci ha stimolato
in questa impresa, per noi assolutamente inedita - scrive l’UDI in una nota
– è stata la totale assenza di prodotti audiovisivi sul movimento politico
delle donne a fronte dell’abbondante produzione cartacea che esiste in questo
ambito, per non dire del lavoro che le storiche fanno da anni sulle fonti.
Il lavoro di ricostruzione fatto dall’autrice, giornalista specializzata nella
trattazione della ‘notizia donna’, ha reso possibile una narrazione fluida
e importante che speriamo arrivi anche alle generazioni più giovani".
L’autrice del documentario Nella Condorelli spiega di aver "presentato
sin da subito il progetto a Roberto Morrione, all’epoca direttore di RAI News24
che lo ha valutato positivamente e accolto; questo è un prodotto d’informazione
di genere, e devo molto alla sua sensibilità professionale e a quella di Marcella
Sansoni, vicedirettrice della stessa testata: l’argomento trattato è completamente
assente dalle rubriche televisive, e non solo storiche, che continuano a mostrare
indifferenza per l’approfondimento di temi legati della specificità politica
delle donne, e ciò rappresenta certamente una grossa lacuna nell’informazione,
soprattutto nel servizio pubblico che deve garantire pari opportunità a soggetti
e generi. Voglio inoltre esprimere gratitudine – aggiunge Condorelli – alla
direttrice di RAI Teche, Barbara Scaramucci, per avermi dato la possibilità
di effettuare le ricerche di repertorio, con la preziosa collaborazione della
sua struttura".
Il documentario di avvale di repertorio dell’Archivio Storico Audiovisivo
del Movimento Operaio, degli Archivi nazionali dell’UDI, del CIF, delle ACLI,
della CGIL, del mensile Noi Donne, del Museo Historiale di Montecassino e
di foto, video amatoriali, manifesti, volantini, documenti, messi generosamente
a disposizione da associazioni e da archivi fotografici familiari e personali.
(dicembre 2006)
4. IL PREMIO NAZIONALE DI NARRATIVA DEDICATO
ALLA SCRITTRICE MARIA TERESA DI LASCIA
Riservato alle donne
Il Comune di Rocchetta Sant’Antonio e il Comune di Fiuminata, in provincia
di Foggia, due piccoli Comuni che costituiscono tappe fondamentali nella vicenda
umana e letteraria della scrittrice Maria Teresa Di Lascia, intendono onorare
la sua memoria indicendo il Premio Nazionale di Narrativa "Maria Teresa
Di Lascia", 1 Edizione 2007, con scadenza il 30 marzo, riservato alla
scrittura delle donne. Il bando prevede che possano concorrere autrici di
romanzi e raccolte di racconti (almeno 4) scritti originariamente in lingua
italiana, pubblicati in prima edizione a partire dal 1 gennaio 2004 fino al
31 agosto 2006.
"Il Premio nazionale di narrativa – ha spiegato il portavoce del Coordinamento
nazionale dei Piccoli Comuni Italiani Virgilio Caivano - dedicato alla vincitrice
del Premio Strega 1995 con il romanzo postumo "Passaggio in Ombra"
è un chiaro messaggio di attenzione che le piccole comunità locali riservano
alla narrativa ed alla cultura in generale come veicolo e strumento straordinario
per fare del patrimonio culturale dei piccoli comuni italiani una opzione
credibile per uno sviluppo alternativo del nostro Paese. Il Coordinamento
nazionale dei ‘Piccoli Comuni’ impegnato a sostenere sulla rete tale iniziativa
– ha concluso Caivano - chiederà al Presidente della Camera dei Deputati Fausto
Bertinotti di dedicare alla parlamentare radicale Maria Teresa Di Lascia una
sala di Montecitorio come risposta concreta delle istituzioni parlamentari
al grande impegno civile, sociale e politico della fondatrice dell’Associazione
mondiale Nessuno tocchi Caino. Info:
Biblioteca "G. Libertazzi" - via Francesco De Sanctis,1 - 71020
Rocchetta Sant’Antonio (Fg) (dicembre 2006)
5. LA IV EDIZIONE DEL PREMIO NAZIONALE ERICA
FRAIESE
RACCONTI, FAVOLE E LEGGENDE NELLE AREE PROTETTE
Riservato alle scuole di ogni ordine e grado
Anche quest'anno l'Ente Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano in collaborazione
con l’Associazione culturale Erica Fraiese Onlus e con il patrocinio di Ministero
dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Regione Campania,
Provincia di Salerno, Federparchi, Azione Cattolica Italiana e BIMED, ha emanato
il bando di concorso del Premio Nazionale Erica Fraiese - Racconti, Favole
e Leggende nelle aree protette italiane (IV edizione) che scadrà il prossimo
1 marzo 2007. Il Concorso rivolto alle scuole elementari, medie e superiori
è finalizzato allo sviluppo di rapporti di solidarietà e di tutela dell'ambiente
e, nelle tre precedenti edizioni, ha visto la partecipazione di scuole di
ben 19 regioni italiane.
Il Premio ha come obiettivi: stimolare i giovani e gli adolescenti a lavorare
con fantasia e creatività alla tutela ed alla promozione dell’ambiente; favorire
la solidarietà e l’amicizia attraverso il rispetto e l’amore per la natura;
promuovere la tutela e la valorizzazione delle risorse naturali e culturali
delle aree protette. Possono partecipare al premio gli alunni della classe V
delle scuole elementari, delle scuole medie e del biennio delle scuole
superiori, nonché altri organismi ed enti che si occupano di assistenza e
solidarietà all’infanzia, in particolare ai bambini disagiati o affetti da
particolari malattie. E’ possibile iscriversi individualmente o come classe
intera con lavori individuali o di gruppo.
Il bando completo del concorso è disponibile sui siti web
www.pncvd.it e www.premioericafraiese.it. La premiazione avrà luogo nel mese di maggio 2007 a Paestum. Info:
"Scuola Media Statale Zanotti Bianco" - piazza Santini – 84040 Capaccio
Scalo (Salerno) – tel/fax: 0828.724771 - zanottibianco@libero.it (dicembre 2006)
6. IL CONCORSO DI SCRITTURA FEMMINILE CITTA’
DI TRIESTE
Scadenza 31 gennaio 2007
E’ giunto alla sua terza edizione il Concorso internazionale di scrittura
femminile Città di Trieste, promosso dalla Consulta Femminile del capoluogo
con la collaborazione del Comune, della Provincia e della Camera di Commercio.
Il concorso è aperto a tutte le donne, di qualsiasi nazionalità e cultura,
nonché alle donne detenute. Il concorso è organizzato in due sezioni: una
per racconti a tema libero o di memoria, che mettano in luce uno o più aspetti
della condizione femminile odierna; una per racconti sul tema "Donne
credito banche… che impresa! Esperienze, progetti, aspettative, emozioni".
La partecipazione al concorso è gratuita e i lavori dovranno essere indirizzati,
in sette copie, alla Consulta Femminile di Trieste, c.p. 48 Posta Centrale
Trieste entro il 31 gennaio 2007. La premiazione delle vincitrici avverrà
l'8 marzo 2007 in occasione della "Giornata internazionale della Donna"
nella sede del Consiglio Comunale. Info: Carla Carloni Mocavero 040.306242
carlacarloni@alice.it - Gina Cesanelli 040.566603 vilma.chiella@libero.it (dicembre 2006)
7. IL CONCORSO LETTERARIO COSE DI DONNA DETTE
DA DONNE
Riservato alle donne
La Casa delle Donne di Ivrea (Torino) indice il Concorso letterario "Cose
di donna dette da donne". Il concorso è riservato esclusivamente a donne,
che possono partecipare con racconti, testimonianze, ricordi, poesie in lingua
italiana o in altra lingua se corredati da traduzione, scritti a macchina
o al computer. I racconti, le testimonianze, i ricordi inediti devono essere
contenuti tra le quattro e le otto cartelle (ogni cartella è formata da circa
25 righe di 65 battute ciascuna), mentre le poesie non possono superare i
trenta versi e dovranno essere inviati entro il 31 dicembre 2006 alla Casa
delle Donne, via Dora Baltea 1, 10015 Ivrea.
La partecipazione al concorso è gratuita e le vincitrici saranno avvisate
per posta o per e-mail entro il 31 gennaio 2007. Gli elaborati potranno essere
oggetto di pubblicazione, dietro consenso delle autrici. Le opere devono pervenire
in busta chiusa sulla quale dovrà essere apposta la dicitura "Contiene
elaborato per ‘Cose di donna dette da donne’". La busta che potrà riportare
esternamente il nome e l’indirizzo della concorrente deve contenere: l’elaborato
in tre copie anonime, senza titolo né pseudonimo. Una busta più piccola, chiusa,
contenente il titolo dell’elaborato e le generalità dell’autrice (data di
nascita, indirizzo, numero telefono o e-mail, oltre alcuni cenni biografici),
unitamente all’autorizzazione per la sua lettura in pubblico, opportunamente
oscurato degli elementi identificativi. Le prime tre opere saranno premiate
con buoni acquisto libri. La Giuria del Concorso è composta dall’assessora
alle Pari Opportunità del Comune di Ivrea, da 4 donne rappresentative del
mondo della cultura e del femminismo locale e regionale, da una segretaria
della Casa delle Donne di Ivrea.
La premiazione ufficiale avrà luogo l’8 marzo nel corso della serata organizzata
dalla Casa delle Donne in Ivrea. In quella occasione verranno letti brani
selezionati delle opere delle vincitrici o delle concorrenti in omaggio alle
vite e emozioni, ai sogni e desideri delle donne spalancando così, per una
sera, una finestra su di un universo spesso silenzioso che, però, genera intorno
a sé ordine, equilibrio, amore e solidarietà. Info:
Casa delle Donne tel. 0125.49514 - ass.donneivrea@libero.it (dicembre 2006)
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1. LE ULTIME DI "NOI DONNE"
www.noidonne.org
Vi segnaliamo sull'ultimo numero di Noidonne (www.noidonne.org): per la sezione "Mondo", Luisa Morgantini/La pace
possibile, nella reciprocità (Emanuela Irace), Hanan Awwad/La fondatrice della
sezione palestinese della Wilpf è la donna del mese (Giovanna Providenti),
America Latina/Nicaragua: penalizzato l'aborto terapeutico e altre notizie
(Nadia Angelucci), Dubai / Un centro antiviolenza negli Emirati Arabi (Marzia
Beltrami), Mongolia /Dove il futuro è donna (Cristina Carpinelli). Per la
sezione "Cultura": Milano, Arte / Quintocortile in mostra (Antonella
Prota Giurleo), Torino/ I segreti del corpo, foto dal mondo di Tiziana e Gianni
Baldizzone (Mirella Caveggia). Per la sezione "Società", Donne
vittime di Stalking/ Un gruppo di studio a Modena (http://stalking.medlegmo.unimo.it). Esprimete la vosra opinione: Ségolène Royal all'Eliseo e forse
Hillary Clinton alla Casa Bianca. La politica in Italia invece... Sempre online
il testo dell'appello "Una donna uccisa e cento rischiano di morire
lentamente" per chiedere ai parlamentari italiani iniziative contro le
violenze sulle donne. (dicembre 2006)
Info:
news@noidonne.org
2. "IL PAESE DELLE
DONNE"
www.womenews.net/spip
Online su sito del Paese delle donne:
Stop alla violenza domestica sulle donne (Marta Marsili) www.womenews.net/spip/spip.php?article1011
E un giorno dio creò...l'uomo (Giovanna Circiello) www.womenews.net/spip/spip.php?article1026
Più informazione e assistenza su comportamenti sessuali responsabili (m.a.) www.womenews.net/spip/spip.php?article1017
Milano - La violenza contro le donne riguarda tutti www.womenews.net/spip/spip.php?article1025
La pillola del giorno dopo divenga un farmaco da banco www.womenews.net/spip/spip.php?article1016
Donne italiane e migranti insieme prendono parola www.womenews.net/spip/spip.php?article1014
Il nostro corpo generante: uno sguardo storico per problematizzare il presente
(Ines Valanzuolo) www.womenews.net/spip/spip.php?article1015
Operazione Polisgramma (Maria Paola Fiorensoli) www.womenews.net/spip/spip.php?article1013
Centro di aiuto alla vita alla clinica Mangiagalli? no grazie www.womenews.net/spip/spip.php?article1012
Pari opportunità e lotta alle violenze alle donne (Irene Iorno) http://www.womenews.net/spip/spip.php?article1010
Il bando della VII edizione del Premio di scrittura femminile Paese delle donne
- Dedicato a Maria Teresa Guerrero (Maitè) www.womenews.net/spip/spip.php?
(dicembre 2006)
Info: cristina@womenews.net
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PICCOLI EDITORI, GRANDI IDEE
Alla Fiera della piccola e media editoria di Roma
a caccia di donne e buone letture
a cura di Silvia Tessitore
Dal 7 al 10 dicembre si è svolta la quinta edizione di "Più Libri Più
Liberi" (http://www.piulibripiuliberi.it - info@piulibripiuliberi.it), la fiera italiana della piccola e media editoria promossa dal
Comune di Roma in collaborazione con l'Associazione Italiana Editori. Oltre
cinquantamila visitatori hanno affollato il Palazzo dei Congressi nei quattro
giorni della manifestazione, ricca di ben 389 espositori e animata da oltre
duecento incontri, presentazioni, dibattiti con autori, studiosi, personaggi
del mondo della cultura. Rispetto alla più grande kermesse del libro in Italia
- la Fiera Internazionale di Torino, nel mese di maggio - "Più Libri Più
Liberi" ha una marcia in più, per i piccoli e medi editori: l'assenza dei
grandi gruppi editoriali - che a Torino monopolizzano l'attenzione dei
visitatori e della stampa - permette a un pubblico curioso e attento di
concentrarsi sulle pubblicazioni meno 'visibili' o meno facili da reperire in
libreria, un patrimonio di oltre cinquantamila libri che spazia dalla narrativa
per bambini alla saggistica più raffinata. Una realtà vivace e dinamica, quella
delle piccole e medie case editrici italiane, che misura la bontà di scelte
coraggiose con le sfide difficili di un mercato 'schiacciato' dalla forza
economica dei 'grandi', e che ha bisogno di una legge che ne protegga e ne
sostenga le attività. Illustrare attraverso questo piccolo "speciale"
la ricchezza della proposta di "Più Libri Più Liberi" è praticamente
impossibile. Abbiamo selezionato così una trentina di pubblicazioni per tutti i
gusti, che vi segnaliamo per originalità e qualità. Augurandovi un Natale pieno
di serenità e buone letture.
NOTTETEMPO
www.edizioninottetempo.it
Info: ufficiostampa@edizioninottetempo.it
Un ricettario molto particolare, quello di Nella Zanotti "Tutto il male vien per
cuocere". “Parla come mangi,” si dice. Ma come mangi? Con
i tuoi vizi, le tue debolezze, le tue passioni… che in questo libro diventano
131 ricette facili e insolite, ispirate ai sette peccati capitali e illustrate
da Jean Blanchaert, arguto e fantasioso disegnatore. I sette peccati capitali
sono descritti con vivacità e ironia ciascuno da un autore: Maria Pace Ottieri,
Marco Baliani, Barbara Alberti, Eraldo Riva, Vivian Lamarque, Franca Valeri,
Patrizia Zappa Mulas, Giorgio Soavi, Antonio Prete. Un libro che soddisfa gli
esperti di cucina e gli inesperti appassionati con semplicità: descrizioni
chiare e dettagliate, tempi e fasi di preparazione indicati con precisione. 131
ricette suggerite dai nostri vizi. Nella Zanotti abita e lavora a Milano. Come
giornalista e fotografa free lance si è occupata di viaggi, cucina, moda e
arredamento. L’ultimo suo libro è "La moda va in cucina" (Baldini e
Castoldi).
Di tutt'altro genere "Lettera a un’amica scomparsa in Iraq" di Sihem
Bensedrine (introduzione di Florence Aubénas, traduzione di Edoardo Acotto).
Due mesi dopo la fine della seconda guerra in Iraq, la giornalista tunisina
Sihem Bensedrine va a Bagdad per cercare Nasyra, una donna coraggiosa che
dodici anni prima le aveva fatto scoprire la ferocia della dittatura di Saddam
Hussein. In Iraq Sihem scopre una società profondamente distrutta dal caos
successivo alla fine della guerra e, prima ancora, dai ventiquattro anni di
terrore quotidiano. Nel confronto con Bagdad e con la dittatura tunisina di Ben
Ali, di cui è fiera oppositrice, Sihem vede il tragico naufragio di un intero
progetto di “rinascita del mondo arabo”. Non le resta che iniziare a pensare
una nuova nascita, la costruzione ancora lontana di una nuova identità araba:
“La nostra salvezza è in noi stessi, non nell’Occidente né nel nostro passato.
Ritornare al buon senso. Se si lasciano fiorire tutte le possibilità il senso
emergerà necessariamente. Come sottolinea nella Prefazione la giornalista
francese Florence Aubénas, che doveva poco dopo subire la terribile esperienza
del rapimento, questo libro rappresenta una prima testimonianza dell’inferno
iracheno visto “dall’interno”, con la distanza minima indispensabile data
dall’essere donna, intellettuale e “straniera araba” in Iraq. Sihem Bensedrine,
giornalista e scrittrice tunisina, dal 1980 è militante per i diritti umani e
subisce per questo una persecuzione politica nel suo paese, dove è stata imprigionata
nel 2001 per aver denunciato la corruzione e la tortura. Vive attualmente in
Germania.
MORELLINI
www.bookshopmanager.it/morellini/main.php
Info: info@morellinieditore.it
Morellini Editore inizia la propria attività nella primavera 2005, con una
produzione fortemente centrata sul confronto con le culture extraeuropee e con
le loro contaminazioni. L'elegante collana di narrativa Griot è dedicata ad
autori di matrice africana, con una particolare attenzione a vicende e stili i
scrittura influenzati dal confronto con la cultura europea. I primi titoli
della collana, pubblicati in edizione originale da Gallimard, Editions de
Minuit, Mercure de France, hanno riscosso un notevole successo in Francia,
aggiundicandosi in più casi importanti premi letterari. Tra i titoli di questa
collana segnaliamo il libro di Fabienne Kanor "D'acque dolci"
(13.50 euro). "Mi chiamo Frida. Sono nata nella provincia francese da una
famiglia che non ha niente di particolare. Mia madre mi ha insegnato le buone
maniere, mi ha insegnato ciò che ogni negra deve saper fare. Sfregarsi bene la
testa con l'acqua fresca. Non raccontare gli affari propri. Non attirare mai
l'attenzione su di sé. Mi chiamo FD e ho appena ucciso. Fermi tutti! L'ho fatto
per una buona causa. Per preservare la specie". Una giovane studentessa
originaria delle Antille, giunta nella Parigi della banlieue, scopre la propria
diversità, il sesso, l'Uomo Nero, le origini. Quando uccide con la pistola
ricevuta in eredità dalla nonna, Frida sembra compiere assai più di un atto
liberatorio e identitario che criminale. L'Africa dell'infanzia si mescola al
paese dell'esilio e della speranza e poi alla Parigi della maturità e della
consapevolezza, con il filo rosso della relazione uomo/donna, fisica e carnale.
La narrazione si infila nei ricordi e ne escono figure di donne violate e
maltrattate, vittime di uomini meschini, maschilisti, bugiardi, senza
scrupoli... L'omicidio è redenzione? "Al varco dei miei sogni ritrovo
ancora mia madre, seduta nella sua posizione feticcio, con la natica destra che
schiaccia la sua gemella e i piedi incrociati e leggermente rialzati. In
controluce, e quasi fuori posto, c'è papà, paradossalmente più grande della sua
ombra. Papà-con-la-bocca-cucita che, molto dopo la caduta delle prime speranze
e dei primi fiocchi di neve, si ostinava ancora a credere che la terra girasse
intorno alla Francia continentale. Sono nata da un fantasma di cui sono il
ritratto sputato".
Per la collana Pink Generation - "guide nate per soddisfare le curiosità e
le esigenze di qualsiasi donna del terzo millennio", con stile scanzonato
e spiritoso - segnaliamo di Anita Naik il divertente "Guida alla bellezza"
(7.90 euro), per tutte quelle donne che vogliono avere un aspetto curato senza
dover trascorrere ore e ore in bagno, alle prese con dubbi amletici: esfoliare
o non esfoliare? Tonico sì o tonico no? Un vademecum per le piccole emergenze
quotidiane, dal brufoletto mattutino alla classica cellulite, senza troppi
traumi, per lo humor e per il portafogli. Un assaggio? "Capitolo 7:
Coccolarsi. La vera bellezza consiste non solo nel saper applicare il trucco,
mascherare i difetti e apparire meravigliose. Si tratta anche di sentirsi
meravigliose, il che significa che la bellezza equivale a coccolarsi. Se il
pensiero di immergervi in un bagno caldo arricchito di petali, spalmarvi
costose lozioni sulla pelle e diffondere nell'aria profumo di rosa vi fa
battere il cuore, allora sapete di cosa sto parlando. Se vi sentite stressate,
stanche, depresse e stufe, è improbabile che affrontiate l'arte del viziarvi
solo per il gusto di farlo: se lo farete è perché ne trarrete giovamento. E
questo è il motivo per cui se anche non fate nulla nel nome della bellezza,
vale la pena viziarsi. Siete tentate di fare una prova? Bene, questo è il
capitolo che fa per voi. [...]".
MANNI
www.mannieditori.it
Info: info@mannieditori.it
Manni è una storica casa editrice pugliese - di Lecce, per la precisione -
fondata da Piero Manni e diretta da Grazia Manni, affiancata dalla figlia
Agnese. Produce oltre cento titoli l'anno - di leggeratura, saggistica,
poesia... - e pubblica la rivista letteraria "L'immaginazione". Di
Manni vi consigliamo un libro dedicato alle ragazze e ai ragazzi ma che anche
molti genitori e nonni troverebbero interessante: "Zia, cos'è la
Resistenza?" di Tina Anselmi (10 euro), sorta di
autointervista in cui, rispondendo alle domande di un'immaginaria nipotina, la
partigiana e deputata costituente Tina Anselmi spiega cos'è stata la
Resistenza, le idee, l'organizzazione, le donne e gli uomini, le vicende
personali e collettive. Corredano il testo ampie schede che contestualizzano ed
approfondiscono gli argomenti e gli episodi chiave della Resistenza.
Ancora da Manni "Sono nata il ventuno a primavera. Diario e nuove poesie"
di Alda Merini (9 euro). Alda Merini affidò all'amico Piero Manni i versi e le
carte che compongono questa delicata raccolta: così l'editore ricorda i suoi
incontri con la scrittrice: "Le prime volte che venivo a trovare Alda, son
passati diversi anni, mi guardavo intorno nella stanza di ricevimento tinello
libreria deposito di quadri, col televisore e il riscaldamento perennemente
accesi e sorridevo del disordine, dell'affastellamento; poi via via ho capito
che quella stanza è come la poesia di Alda: vive di accumulo, aggiungendo
immagine ad a immmagine, oggetto ad oggetto, con una semplicità ed una
innocenza che riscattano e sublimano qualunque esperienza come qualunque
disordine. La stanza si costituisce anche per sottrazione: Alda è generosa, non
ti lascia andar via senza donarti qualcosa: un libro, una fotografia, un
cappello ecuadoregno, oppure una poesia o una esecuzione al pianoforte".
DI RENZO
Info: j.hofmann@direnzo.it
"Una
vita tra le stelle" di Margherita Hack (10 euro), uscito
per la prima volta nel 1995 e recentemente ristampato, non è un’autobiografia,
ma la raccolta di alcuni flash della memoria che, come pezzi di un puzzle,
compongono il ritratto della voce narrante. Con la vivacità e la passione che
la caratterizzano, Margherita Hack ripercorre cinquant’anni di vita vissuta
negli Osservatori astronomici, dove ha assistito e partecipato ad un
cambiamento profondo nel modo di lavorare grazie ai progressi teorici e
tecnici. Pagina dopo pagina, il racconto della propria giovinezza e formazione,
la passione per lo sport e la politica, l’attaccamento agli affetti lasciano il
posto ai telescopi, ai satelliti, che hanno spalancato nuove finestre
sull’Universo, alle calcolatrici meccaniche e ai calcolatori elettronici sempre
più potenti e meno ingombranti, in un groviglio, irresolubile, di vita e
scienza. Con un linguaggio semplice e diretto Margherita Hack guida il lettore
alla scoperta e alla conoscenza del Big Bang, dei neutrini, dei buchi neri, delle
onde gravitazionali, del sistema solare, della possibile esistenza di altri
universi e dello sviluppo dell’astronomia in Italia. Margherita Hack è
ordinario di Astronomia all’Università di Trieste. Ha diretto il locale
Osservatorio astronomico e il Dipartimento di Astronomia dell’Università. È
socio dell’Accademia dei Lincei, membro dell’Unione Astronomica Interna-
zionale, della Royal Society e della Società Italiana di Fisica. Ha pubblicato
testi tecnici e divulgativi e oltre 200 pubblicazioni scientifiche, soprattutto
nel campo della fisica stellare. Ha lavorato in molti Osservatori ed Istituti
europei ed americani, ed ha fatto parte di vari gruppi di lavoro dell’ESA e
della NASA.
AVAGLIANO
www.avaglianoeditore.it
Info: info@avaglianoeditore.it - lucrezia.depalma@effeciassociati.net
Un'altra storica casa editrice del Sud - Cava dei Tirreni, in provincia di
Salerno - è Avagliano: un catalogo ricchissimo di pregevoli opere di narrativa
prevalentemente di autori e autrici meridionali, come Matilde Serao e il suo
"Il
ventre di Napoli" (con uno scritto di Giuseppe Montesano,
edizione integrale a cura di Patricia Bianchi, 9.90 euro). "Questo libro -
si legge nella presentazione dell'editore - è l'acquaforte goyesca di una
Napoli che nessuno prima della Serao aveva guardato con tanta intensità, di cui
nessuno era riuscito a restituire la stracciona grandezza. Qui l'inchiesta
giornalistica, effettuata dopo il colera del 1884, diventa un'esplorazione
antropologica in "terrae incognitae" e un sorprendente romanzo
sociale che si addentra nelle viscere labirintiche di una città e del suo
popolo. Il testo, presentato da anni in versioni rabberciate o addirittura
censurate, si offre per la prima volta in edizione rigorosa. Matilde Serao
(Patrasso 1856 - Napoli 1927), dopo un'infanzia e una giovinezza difficili,
raggiunse il successo come giornalista e come scrittrice. Collaborò ai
principali quotidiani e periodici del suo tempo e, insieme al marito Edoardo
Scarfoglio, fondò il "Corriere di Roma", poi il "Corriere di
Napoli", e, infine, nel 1892 "Il Mattino". Nel 1904 si separò
dal marito e fondò "Il Giorno", che diresse infaticabilmente fino
alla morte. Tra le sue numerose opere di narrativa: "Leggende
napoletane" (1881), "Fantasia" (1883), "Dal vero"
(1883), "Piccole anime", "Il ventre di Napoli" (1884),
"La conquista di Roma" (1885), "Vita e avventure di Riccardo
Joanna" (1886), "Il romanzo della fanciulla" (1886),
"All'erta sentinella!" (1889), "Il paese di Cuccagna"
(1890), "Il delitto di Via Chiatamone" (1892), "Storia di una
monaca" (1898), "La mano tagliata" (1912). Da "O Giovannino
o la morte" nel 1941 fu tratto il film "Via delle Cinque Lune",
diretto da Mario Chiarini. L'anno successivo Alberto Lattuada ricavò da
"La virtù di Checchina" il film omonimo. Delle sue opere, Avagliano
ha pubblicato anche, nel 1999, "La virtù delle donne".
Il racconto di Clarice Tartufari "Maestra" (a cura di Riccardo
Reim, 11 euro) è invece una pubblicazione recente: si tratta di una lunga
novella pubblicata nel 1887, un anno dopo il successo editoriale di
"Cuore" di Edmondo De Amicis. Protagonista è Ginevra Gabrielli, una
graziosa e sprovveduta maestra meno eroica e meno contenta delle sue colleghe
deamicisiane, ma senz'altro più vera e rispondente alla realtà delle cose.
Caseggiati popolari, stanzucce anguste senza luce né aria, grigiore, monotonia,
silenziose rinunce, dignitosa miseria di piccole economie quotidiane, e abiti
rivoltati: questo lo sfondo, in filigrana, sul quale si snoda, in un linguaggio
volutamente dimesso che ha quasi le cadenze del parlato, la storia tutta
"in minore" di Ginevra, figlia di un portalettere e di una stiratrice
che in quel tanto sospirato diploma di maestra ripongono tutte le loro modeste
ambizioni e speranze. Il diploma finalmente arriverà, quasi a braccetto, si
potrebbe dire, con le prime cocenti delusioni. In questa sua bella operetta
giovanile Clarice Tartufari tratteggia - non senza una punta di fredda ironia -
un personaggio molto moderno e ci ricorda qualcosa da tenere ancora ben
presente a più di un secolo di distanza: se con un pizzico di fortuna si può
scampare anche alla morte, alla vita non si scampa. Clarice Tartufari nacque a
Roma nel 1868 ma trascorse quasi tutta la sua vita a Bagnore di Monte Amiata,
in provincia di Grosseto, dove morì nel 1933. Iniziò assai presto la carriera
di scrittrice con bozzetti, poesie e racconti editi su riviste di varia
importanza. Si dedicò al teatro, scrivendo commedie e drammi. Ma è nella
produzione narrativa che la Tartufari riuscì indubbiamente a dare miglior prova
di sé. Tra i suoi romanzi migliori: "Roveto ardente" (1905),
"Fungaia" (1908), "Il volo d'Icaro" (1908), "Il
miracolo" (1909), "Eterne leggi" (1911), "L'albero della
morte" (1912), "All'uscita del labirinto" (1914), "Rete
d'acciaio" (1919), "Il dio nero" (1921), "Il mare e la vela"
(1924), "Lampade nel sacrario" (1929), "Imperatrice dei cinque
re" (1931), "Ti porto via!" (1933). Fu anche applaudita
conferenziera e collaborò a diverse riviste, soprattutto la "Nuova
Antologia".
FAZI
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Info: info@fazieditore.it
"Il
libro nero della psicoanalisi" di Catherine Meyer è stato
definito dal quotidiano francese Le Monde, all'epoca dell'esordio francese,
senza dubbio, il primo vero libro di storia della psicoanalisi". Nel 150°
anniversario della nascita di Sigmund Freud, Fazi ha pubblicato l'edizione
italiana. Si tratta di un atto di accusa contro la psicoanalisi e il suo
fondatore, un'opera di divulgazione scientifica che ospita contributi di
illustri epistemologi, psichiatri e storici della scienza. Il libro, come
osservava il quotidiano britannico The Observer, "esorta il pubblico a
smettere di dare sempre la colpa ai propri genitori" per le proprie
inadeguatezze. Quaranta autori internazionali - storici, filosofi, psicologi,
medici, ricercatori, ex pazienti - sostengono in questo libro tesi che il
pubblico italiano non è abituato ad ascoltare, ma che la maggioranza della
comunità scientifica ritiene assodate. La psicoanalisi è una scienza? No, è una
potente e seduttiva fabbrica di favole. La psicoanalisi guarisce? Quando lo fa
è spesso per un effetto placebo, o per il buon rapporto che alcuni analisti
riescono a instaurare con alcuni pazienti, e nel caso di molte sindromi è in
netto svantaggio rispetto ad altre forme di psicoterapia e alla terapia
farmacologica. La psicoanalisi aiuta a conoscere se stessi? Tutt'altro: le
ipotesi teoriche su cui si basano gli interventi degli analisti ortodossi fanno
acqua da tutte le parti, secondo la Meyer. Da quando i concetti fondamentali
della psicoanalisi si sono diffusi nella società occidentale, siamo diventati
genitori migliori? No: madri e padri si sono assunti responsabilità
insostenibili, ma alle quali tuttavia si affannano a tener testa, e i figli
sviluppano una forma perniciosa di intolleranza alla frustrazione. Freud era un
ricercatore imparziale e rigoroso? No, deformava i fatti emersi nelle sedute
per ritagliarli a misura delle proprie incerte teorie, e non brillava per
deontologia. Le società psicoanalitiche sono centri di ricerca? No, sono
piuttosto centri di potere, in cui conventicole in eterno litigio difendono
striminziti interessi. Arricchito da testimonianze in prima persona di pazienti
delusi quando non francamente vessati, e da una "pars construens" che
sostiene le terapie alternative (familiare e di coppia,
cognitivo-comportamentale, sessuale, farmacologica).
"La
grande invasione delle rane" dell'attrice Eliana Miglio è
invece la storia di Agnese, che da grande vuole fare l'avvocato. Lo dice con
aria di sfida, guardando dritto negli occhi. Non si vergogna. È decisa, sicura
di sé, anche se ha appena dieci anni. Anna, sua sorella, le invidia questa
forza. Chiusa nell'instabile mondo che si è costruita, vede le cose attraverso
una lente appannata che distorce e sfuma. È istinto, emozione allo stato puro.
Ha talmente tanta voglia di andare, di fare, che quando la febbre
dell'entusiasmo finisce una strana pigrizia l'assale. Di giorno si allena a
restare in apnea, a concentrarsi sulla respirazione fino a perdere coscienza,
per esorcizzare quella paura che le fa battere i denti e sentire freddo dentro.
La madre, donna altera, taglia le rose con la stessa sbadataggine con cui cura
la propria depressione. Il padre, presente a intermittenza, coltiva
un'ingombrante malinconia insieme alla passione malata per le rane. "Di
tutti questi girini nello stagno pochi ce la faranno", dice, e sembra
profetico. Sullo sfondo di una provincia assonnata che si risveglia sulle note
di "Le Freak" degli Chic, con una scrittura fresca, effervescente, vibrante,
si svolge un romanzo "a stazioni", uno psicodramma dal sapore
giocosamente pirandelliano nel quale sei personaggi rincorrono la propria
identità passando attraverso i falsi miti degli anni Settanta. Eliana Miglio,
cresciuta a Luino, è attrice. Ha lavorato con Lizzani, Scola, Risi, Avati, J.
Jost. Questo è il suo primo romanzo.
VOLAND
www.voland.it
Info: tel 06.47823674 - fax 06.47881064
Voland è la casa editrice che ha fatto conoscere in Italia opere di scrittrici
e scrittori prima ignoti al pubblico italiano ma notissimi in altri paesi, come
Amélie Nothomb, la scrittrice belga di lingua francese che si è rivelata alcuni
anni fa sulla scena europea come una delle più promettenti e originali
narratrici di oggi. Appassionate e appassionati di Amélie apprezzeranno il
nuovissimo "Diario di Rondine" (nella traduzione di Monica
Capuani, euro 12.50). Dopo una delusione d'amore il giovane protagonista, per
evitare di soffrire ancora, decide di annientare la propria sensibilità e
diventa un sicario. Freddo e spietato, solo il sangue delle sue vittime sembra
procurargli piacere, fino al giorno in cui gli viene ordinato di uccidere un
ministro con tutta la sua famiglia. Il diario segreto della figlia adolescente
del ministro risveglia in lui una morbosa curiosità, che si trasforma ben
presto in ossessione sconvolgendo in modo imprevedibile il suo destino.
Un'insolita storia d'amore in puro stile Nothomb: personaggi che agiscono al di
là del bene e del male per un romanzo eccentrico e dalle sfumature
"dark". Amélie Nothomb, figlia di diplomatici, è nata a Kobe, in
Giappone, nel 1967. Nel 1992 viene pubblicato in Francia da Albin Michel il suo
primo romanzo, "Igiene dell'assassino", che diventa il caso
letterario dell'anno: 100.000 copie vendute, due riduzioni teatrali, un film.
Nelle edizioni tascabili lo stesso romanzo vende altre 125.000 copie. Da quel
momento pubblica un romanzo all'anno, fedele alla stessa casa editrice, Albin
Michel, come in Italia è fedele alla Voland. Il romanzo "Stupore e tremori"
(1999) ha venduto in Francia 400.000 copie. Tradotta in 15 lingue, ha ricevuto
16 premi in tutto il mondo, di cui i più importanti sono: il prix
Alain-Fournier (due volte); il prix du jury Jean Giono; il prix du roman de
l'Academie Française; il premio Chianciano. Sin dal suo primo romanzo Amélie
Nothomb ha imposto uno stile: sguardo incisivo, spesso impietoso e crudele,
umorismo fulmineo, storie originali che ruotano intorno a sentimenti eterni. (www.amelienothomb.com - www.mademoisellenothomb.com)
"La
Partita" di Charlotte Randall (traduzione di Monica
Pesetti, 15 euro) è invece una moderna allegoria del mito faustiano: e se un
giorno il diavolo, nelle vesti di un istruttore di tennis, decidesse di tentare
una quarantenne annoiata promettendole fama e gloria? E se la vita della donna
irretita fosse così piatta da spingerla a scendere a compromessi, quanto
sarebbe alto il prezzo da pagare? Diverse storie e numerosi personaggi si
intrecciano in un'unica ed elaborata trama che si distingue per abilità
linguistica e sottile ironia. Charlotte Randall è nata a Dunedin, in Nuova
Zelanda. Ha scritto il suo primo romanzo, "Dead Sea Fruit" nel 1995 e
ha ottenuto il Reed Fiction Award e il Commonwealth Writers Prize come miglior
libro d'esordio. Nel 2000 ha pubblicato "The Curative". Il romanzo
"La partita (Within The Kiss)" è stato pubblicato nel 2002, seguito
poi da "What Happen Then, Mr Bones?".
MARLIN
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Info: info@marlineditore.it - ufficiostampa@marlineditore.it
"Il
teschio e la clessidra" di Marina Petacco (12 euro)
esordisce con un prologo emozionante sul famoso alchimista Francesco Giuseppe
Borri in fuga dalle gardie di Papa Alessandro VII per l'accusa di eresia (24
maggio 1656), poi fa un rapido balzo in avanti, fino ai giorni nostri, dove un
giovane commissario di polizia, Michele Carrini, è incaricato di far luce su un
efferato delitto. La vittima è un nobile romano esperto d'arte, il conte
Filippo Santacroce, dal passato doloroso e dall'esistenza anticonvenzionale. La
sua collezione di nature morte con teschi, le "vanitas", sarà al
centro delle indagini che da Roma all'Inghilterra, attraverso una sorprendente
scoperta, riporteranno i protagonisti, con uno straordinario viaggio nel tempo,
a quell'epoca barocca, inizio lontanissimo e imprevedibile di tutta la storia.
Di fronte a un commissario sempre più coinvolto in un affare che gli riserverà
inaspettati risvolti sentimentali, scorre una serie di personaggi eccentrici e
misteriosi, fra cui Christina Deuìscher, la bellissima assistente del conte,
che lo porterà, attraverso un percorso alla scoperta di Roma, dell'alchimia e
di se stesso, a un'amara e sconvolgente risoluzione del caso. Con ritmo
incalzante, il romanzo si sviluppa lungo le linee classiche della narrativa di
suspence. Lo stile scorrevole e incisivo, ispirato al cinema contemporaneo,
contribuisce all'effetto dell'azione e dei colpi di scena, attraverso frasi
brevi e un periodare accurato, lasciando adeguato spazio alla poesia di una
città eternamente affascinante e magica. Marina Petacco è nata trentotto anni
fa a La Spezia e vive a Roma. Ha una formazione classica e una laurea in
architettura. Ha lavorato prima a Napoli, poi a Roma presso il Censis e infine
a Londra, dove ha vissuto per oltre un anno, abitando nelle vecchie mews
(scuderie) ristrutturate in Cresswell Place, annesse alla casa dove Agatha
Christie ha vissuto tutta la vita. "l teschio e la clessidra" è il
suo primo romanzo.
"Sangue
del mio sangue" di Marta Franceschini (11,90 euro)
racconta invece la follia incontenibile di una famiglia borghese: protagonisti
sono un padre impotente e morfinomane, mentalmente instabile, dentista
meticoloso e collezionista di libri sugli esperimenti chirurgici nei lager
nazisti; una madre depressa cronica, eternamente chiusa nella sua camera da
letto, annebbiata dai farmaci e impegnata a cancellare la realtà dalla propria
esistenza; la figlia nata da un patetico e isolato amplesso, vittima
inconsapevole e indifesa di entrambi. Abusi sessuali, feroci pestaggi e
violenze psicologiche di vario genere sono il pane quotidiano con cui la
bambina si nutrirà per diventare una donna apparentemente sottomessa e vinta.
Ma il seme della follia, così tenacemente innestato nella psiche della giovane
vittima, finirà per dare i suoi frutti e trasformare l'obbedienza passiva in
una fredda e spietata vendetta. Sette anni durerà il suo piano, fatto di
impercettibili mosse, di notti insonni, di paziente e silenzioso allenarsi al
delitto, di visioni allucinatorie e incubi notturni, in una spirale
sadomasochista che la porterà, come un angelo vendicatore, a superare ostacoli
e confini per uccidere il drago. Marta Franceschini vive e lavora a Bologna.
Laureata in Storia Orientale, giornalista pubblicista, ha vissuto in Gran
Bretagna, Stati Uniti e per tre anni in India, dove è stata corrispondente
free-lance per numerose testate italiane ("L'Espresso", "Noi
Donne", "Quotidiani Associati", ecc.). Ha esordito come
scrittrice nel 2000 con "La discesa della paura" (Sellerio), premiato
al Festival del Primo Romanzo di Cuneo nel 2001 e tradotto in tedesco dalla
Goldmann Verlag nello stesso anno.
TERRE DI MEZZO
www.terre.it
Info: segreteria@terre.it - ufficiostampa@terre.it
"Terre di mezzo" è la casa editrice legata all'omonima associazione,
che ha festeggiato nel 2005 i suoi primi dieci anni di attività. Il motto della
casa editrice, e dell'associazione, è "libera informazione e impegno
civile". Il libro "26A" di Diana Evans
(traduzione di Laura Prandino, 16.00 euro) è la storia di Georgia e Bessi, due
gemelline identiche, e della loro cameretta al 26 di Waifer Avenue a Londra, un
mondo magico fatto di segreti, biscotti d'avena e pesche nettarine. Al piano di
sotto, invece, la mamma nigeriana non riesce ad abituarsi alla nuova vita
britannica, e il padre londinese, quando beve troppo, diventa "Mr.
Hyde". Ma Bessi e Georgia si assomigliano soltanto fisicamente: con il
passare del tempo emergono i caratteri profondamente diversi delle due
gemelline, fino all'inaspettato finale. Un esordio sorprendente che, come ha
sottolineato il New York Times, ci trasporta "nel paese perduto
dell'infanzia, di cui tutti noi siamo stati cittadini e al quale non potremo mai
tornare". Diana Evans ha pubblicato racconti in diverse antologie. Ha
avorato come giornalista e critica d'arte per Marie Claire, The Evening
Standard, The Source and Pride magazine; oggi collabora con l'Independent. Vive
a Londra.
"Tutte
le bugie del libero commercio" a cura di Crbm/Mani Tese è
invece un agile studio-riflessione (9.00 euro) sul tema della globalizzazione
in rapporto al Wto, l'Organizzazione Mondiale del Commercio. Dopo vent'anni di
globalizzazione, il libero commercio funziona davvero? Sono state mantenute le
promesse su ricchezza, tutela ambientale e allargamento dei diritti
fondamentali? I risultati economici, quelli socio-ambientali e l'aumento della
conflittualità politica tra Paesi "ricchi", economie emergenti e le
realtà più povere del pianeta, dicono di no. Viaggio nel cuore del sistema, tra
accordi regionali e bilaterali, dove si vede bene che, al di là delle letture
ideologiche, libero commercio non fa rima con crescita economica. C'è bisogno
di invertire la rotta, e le alternative ormai non mancano.
ALACRAN
www.alacranedizioni.it
Info: cappi@alacranedizioni.it
"La
donna senza testa" di Claudia Salvatori (12,80 euro) segue
una traccia surreale come una metafora: che cosa potrebbe accadere a una
persona senza testa, se mai una persona simile esistesse? Nel romanzo si
raccontano la nascita, le esperienze, le avventure, gli amori e la morte di una
donna con la testa rivoltata, capovolta e sprofondata fra gli organi interni,
invisibile agli occhi degli altri. Attingendo alla grande tradizione dei freaks
delle fiere e dei baracconi, a generi e stili letterari diversi, situandosi fra
l'horror postmoderno e il racconto morale settecentesco, la storia di questo
corpo femminile senza testa, eppure pensante, diventa la storia della nostra
civiltà scritta nella carne: con uno stile in equilibrio fra lucidità e follia,
grottesco e ironia, poesia e umorismo nero. Il libro è stato finalista alla
terza edizione Premio Italo Calvino. Claudia Salvatori, sceneggiatrice per
cinema e fumetti, ha pubblicato fra l'altro i romanzi "Schiavo e
padrona" (da cui il film Amorestremo), "Superman non muore mai",
"La canzone di Iolanda", "Sublime anima di donna" (Tropea)
e "Ildegarda (Mondadori)".
In "Alma"
(12 euro), invece, Mariella Dal Farra si affida alla finzione narrativa per
evocare scottanti questioni riguardanti la bioetica, ma anche la pervasività
del mercato. Alma è prima di tutto una madre, poi una chiesa, quindi un'agenzia
di assicurazioni svizzera: una casta meretrix arricchitasi grazie al commercio
di un nuovo tipo di indulgenze. L'ipotesi è questa: mettere sul mercato un
prodotto di natura metafisica e vedere se sanguina. Uno scenario inedito, che
il rapido evolversi della ricerca scientifica potrebbe trasformare in
contingente realtà: qualcosa di cui dovremmo cominciare a preoccuparci per
tempo: "Sei proprio sicuro di trovarti qui? Di stare parlando con me ora?
Se tu stessi solo credendo di essere qui fisicamente, quello che stai vivendo
sarebbe meno reale? Mi accusi di omicidio, ma io ti dico che l'anima è
immortale". Mariella Dal Farra vive a Milano. Ha esordito con un racconto
nell'antologia "La donna nel ritratto" a cura di Andrea C. Cappi
(Addictions, 2002). Ha pubblicato articoli sulla rivista "Yanez".
Questo è il suo primo romanzo.
NUTRIMENTI
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Info: nutrimenti@nutrimenti.net - ufficiostampa@nutrimenti.net
Gianna Sarra in "Il collezionista e la farfalla" (12 euro)
racconta la storia del controverso rapporto tra Lewis Carroll e Alice Liddell,
la bambina che ispirò il personaggio delle "Avventure di Alice nel Paese
delle Meraviglie". Gianna Sarra è stata allieva di Giacomo Debenedetti, ha
insegnato lettere nei licei, scritto di cronaca culturale e critica letteraria
per diverse testate, collaborato con varie case editrici. È autrice di tre raccolte
di poesie, "Bianco su nero" (1988), "Lo specchio la pietra il
pettine" (1992) e "Mostro celeste" (1994). Per Nutrimenti ha già
pubblicato nel 2003 "La sindrome di Eloisa", sugli epistolari d'amore
delle scrittrici e degli scrittori. Questo ultimo romanzo ha inizio in un
giorno d'estate del 1862, quando il reverendo Charles Dodgson, giovane
insegnante di matematica nell'istituto di Christ Church a Oxford, organizza una
gita sul fiume Isis, un placido affluente del Tamigi. Dodgson è ai remi; a
bordo le sorelline Liddell, figlie del rettore del college. E mentre l'acqua
dondola la barca, è la piccola Alice a interrompere l'atmosfera sonnolenta
chiedendo a Dodgson di raccontare una storia. "Alice cominciava ad
annoiarsi": così nascono le "Avventure di Alice nel Paese delle
Meraviglie", il viaggio di Alice nell'onirico mondo sotterraneo popolato
dal Coniglio Bianco, dal Cappellaio Matto, dalla Regina di Cuori e da altri
bizzarri personaggi. Alice Liddell, che di quella fiaba immortale fu
l'ispiratrice, era una delle preferite fra le tante bambine con cui
l'eccentrico insegnante, che ai posteri sarà consacrato con il nome di Lewis
Carroll, amava accompagnarsi. A lei scattò alcune delle più belle foto di epoca
vittoriana, per lei organizzava passeggiate, tè pomeridiani, serate a teatro. E
tale fu il legame tra i due, profondo, quasi morboso, da convincere Dodgson a
chiedere la mano di Alice, superando le rigide convenzioni dell'epoca. Ma qui
forse la storia trasfigura in leggenda, come del resto accade in questo romanzo
delicato e sensuale in cui, attingendo direttamente da lettere, testimonianze,
memorie, biografie, ma lasciando libera a volte la fantasia, Gianna Sarra
riannoda i fili del controverso rapporto tra uno dei più grandi narratori per
l'infanzia e la sua giovane, preziosa farfalla.
"Terra
del mio sangue" di Antjie Krog (18 euro) è la storia della
Commissione per la Verità e la Riconciliazione in Sud Africa. I carnefici di
fronte alle vittime sopravvissute. Due anni di testimonianze crude e di
confronti drammatici in un libro doloroso, intenso, bellissimo, con una
prefazione di Walter Veltroni (traduzione di Marina Rullo, postfazione e cura
di Maria Antonietta Saracino). Antjie Krog è nata nel 1952 a Kroonstad, in Sud
Africa. Ha pubblicato otto volumi di poesie in lingua afrikaans prima di
diventare una figura nota a livello nazionale per la sua diffusione via radio
dei lavori della Commissione per la Verità e la Riconciliazione, che come
giornalista ha seguito e la cui storia è raccolta in questo libro. Già vincitrice
del Pringle Award per l'eccellenza nel giornalismo, per "Terra del mio
sangue", suo primo libro scritto in inglese e poi tradotto in molti paesi,
ha vinto numerosi premi, fra cui l'Hertzog Prize, il Dutch/Flemish Prize, il
Reina Prinsen Geerling Award e l'Eugène Marais Prize. Da "Terra del mio
sangue" è stato tratto il film "In My Country" di John Boorman,
con Samuel L. Jackson e Juliette Binoche. Cinque anni dopo la fine
dell'apartheid in Sud Africa, tra il dicembre 1995 e l'estate 1998, la Commissione
per la Verità e la Riconciliazione, istituita da Nelson Mandela e presieduta
dall'arcivescovo Desmond Tutu, mette i carnefici di fronte alle vittime
sopravvissute. Ai primi chiede la verità sui crimini commessi, ai secondi
l'autorizzazione al perdono. Con il suo operato la commissione solleva
definitivamente ogni velo sulle atrocità che il regime dell'apartheid aveva
perpetrato ai danni dei neri del Sud Africa per oltre cinquant'anni. Raccoglie
i racconti di ventimila vittime e ottomila richieste di amnistia. Ma
soprattutto permette a un intero paese di scongiurare il bagno di sangue su cui
molti avrebbero giurato all'indomani del crollo del regime razzista. Per oltre
due anni, davanti agli occhi del mondo, il Sud Africa mette in atto una
gigantesca ricostruzione della verità, l'unica strada possibile per una
effettiva riconciliazione. Antjie Krog, giornalista bianca di ceppo afrikaner,
poetessa e scrittrice, è chiamata a guidare una squadra di giornalisti e
tecnici radiofonici, ai quali spetta il compito di raccogliere i racconti di
vittime e carnefici per i notiziari che trasmettono i lavori della commissione.
È lei che racconta in prima persona, in questo libro doloroso, ma intenso e
bellissimo, due anni di testimonianze crude, di confronti drammatici.
Raccontando anche quanto sia difficile dare parole al dolore, quanto arduo sia
restituire alle vittime la dignità calpestata. E infine, quanto tutto questo
abbia cambiato lei, gli altri membri della commissione, e forse un intero
popolo. "Passo il tempo seduta", racconta, "stordita dalla
consapevolezza del prezzo che la gente ha dovuto pagare per le proprie parole.
Se scrivo, sfrutto e tradisco. Se non lo faccio, muoio".
MAGI
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Info: ufficiostampa@magiedizioni - magipr@magiedizioni.com
Per la nuova collana di scritture femminili "Parole d'altro genere"
sono appena usciti due titoli. Il primo riguarda il bel libro della
psicoterapeuta pisana Daniela Lucatti "Storie di una storia sola"
(10 euro). Daniela Lucatti sceglie una strada antica, quella della narrazione,
lasciando agire dall'interno la sua conoscenza e la sua esperienza clinica in
campo psicologico. L'amalgama tra i due livelli di scrittura si compie
miracolosamente, perché è già avvenuto dentro l'anima dell'autrice: tutte le
storie delle donne, inclusa la propria, diventano una storia sola, che riguarda
tutte le donne e che non è solo quella di un evento - l'abuso, il
maltrattamento - ma quella di una relazione, la relazione fondante della vita,
quella tra madre e figlia, e poi ancora madre e figlia, e ancora avanti nella
catena dell'esistenza. Due, tra i tanti, sono i pregi del libro da sottolineare.
Uno è la scelta non convenzionale del linguaggio che arriva subito, diretto,
dalle vicende narrate ai sensi, alle emozioni, ai pensieri di chi legge.
L'altro merito è la presenza dell'arte di fare psiche, fare anima, senza darlo
a vedere, senza cadere nei tanti psicologismi delle varie scuole, mantenendo
l'equilibrio tra i vari aspetti di ogni vicenda: la donna protagonista, la
madre, i figli, altre figure, tra cui ovviamente l'uomo, ma soprattutto la
scintilla di vita e di speranza che nonostante tutto scocca a un certo punto,
nel rapporto solidale tra donne e nel riconoscimento di una comune sofferenza.
Là dove si è originata la ferita, là si potrà curare. Daniela Lucatti,
psicoterapeuta e sessuologa, vive a Pisa. Lavora sia privatamente che presso l'Associazione
Casa della Donna. Collabora con la Biblioteca dei Ragazzi del Comune di Pisa
occupandosi innanzitutto di progetti interculturali. Le sue attività
professionali più significative riguardano la prima infanzia (tredici anni di
lavoro negli asili nido), l'intercultura (dieci anni da referente del Servizio
Stranieri del Comune di Pisa), l'informazione sessuale, le problematiche
sessuologiche adolescenziali, l'infertilità di coppia (quattro anni in clinica
Andrologica di Pisa). Si dedica alla progettazione, formazione e supervisione
di gruppi. Da circa quindici anni il suo interesse, nonché l'impegno maggiore,
si rivolge alle donne coinvolte in episodi di maltrattamento e violenza. Ha
sempre coltivato la passione per la scrittura, che l'accompagna fin da quando
era bambina seguendo tutti i suoi percorsi sia "tecnici"
(pubblicazioni di settore) che esistenziali. Partendo dalla poesia, dieci anni
fa è approdata alla prosa. "E' tramite la scrittura - dice - che riesco a
mettere insieme le mie parti razionali, tecniche, emozionali e passionali che,
una volta riversatesi sul foglio di carta, si svelano in una forma compiuta che
si concretizza in un'uniformità dotata quasi di una forza autonoma, riuscendo
talvolta a sorprendere anche me stessa".
Il secondo titolo della collana è "Segni e sogni di una notte di mezza età"
di Geni Valle (12 euro): "Trenta erano pochi,/ l'ho capito a quaranta,/
quaranta erano pochi,/ l'ho capito a cinquanta/ che non sono pochi/ né più di
cinquanta,/ sarebbe un peccato capirlo a sessanta./ Però se faccio la prova del
nove/ avanzano undici, ne ho trentanove". Una raccolta di poesie e
filastrocche sul filo dell'ironia che parlano di quella stagione della vità -
la "mezza età" - in cui il nostro corpo subisce, dopo quella della
pubertà, la seconda e più difficile metamorfosi, che per noi donne è legata
alle trasformazioni profonde innescate dalla fine dell'età fertile. "Vale
per uomini e per donne: - scrive Geni Valle - le emozioni da mezza età
appartengono a tutti. Il mio rimedio personale consiste sempre nel non oppormi,
ma nell'assecondare il flusso dell'esistenza. Possiamo avviarci con entusiasmo
verso nuove esplorazioni e nuove scoperte: la ricerca della giusta distanza
dalle cose, da se stessi e dalla vita, attraverso la revisione di certi valori
soggettivi, ci può regalare un nuovo e profondo senso di libertà. La
consapevolezza di quanto abbiamo tralasciato, non goduto, trascurato, può
trasformarsi in potente carburante per nuovi entusiasmi e inimmaginabili
curiosità. La vita quotidiana ha più bisogno che mai di essere alleggerita e
illuminata dalla fantasia che la spolveri di piccole magie. Anche io vedo
persone anziane tranquille che se la spassano, [...] superato il passaggio,
divengono più consapevoli del loro amore per la vita; il tempo, così
impreziosito, si dilata. Sono sempre ammirata nel vedere mia madre,
ultrasettantenne, capace di godere profondamente di pochissimo". L'autrice
di definisce una "vagabonda sedentaria". "Ho scelto una
professione - dice ancora di sé - che mi permette di viaggiare incessantemente.
Nei pensieri di chi mi sceglie come compagna di percorsi interiori".
Neuropsichiatra infantile e psicoanalista, è membro Ordinario dell'Associazione
Italiana di Psicoanalisi (A.I.Psi). Cercando la leggerezza, percorre la vita
con "l'innocente mania dei viaggiatori: raccontare le proprie avventure.
Niente diapositive! Nella valigia ho una penna, l'amore per la scrittura e
occhiali psicoanalitici. Prendo appunti di viaggio: un lettore può sempre
completarli. Durante una sosta, ho catturato nella poesia gli odori della
crescita di madri e bambini (nel libro "Festa comincia", 2003). La
passione per i sentieri della psiche è divenuta giuoco di parole e concetti ne "Le
psicastrocche" (Edizioni Magi, 2004), da usarsi come amuleto contro la
"seriosità" che minaccia pazienti e analisti". Vive e lavora a
Roma, ma "le radici affondano in scanzonato terriccio toscano".
PENDRAGON
www.pendragon.it
Info: Federica Rapini rapini@pendragon.it
In "Non
riesco più a camminare. Una storia di sclerosi multipla"
di Silvia Giorgi (con la collaborazione di Fabrizio Salvied, 10 euro) la casa
editrice bolognese Pendragon propone un libro-testimonianza assolutamente unico
e sconvolgente. Dopo la diagnosi di sclerosi multipla, Silvia Giorgi trova un
medico a cui appoggiarsi. A lui indirizza, in e-mail, le sue richieste di
aiuto. Grazie a questo sistema di comunicazione, filtrano le notizie sulla sua
salute ma anche sulla sua vita, fortemente limitata nelle possibilità da una
malattia degenerativa che raramente lascia scampo. Le e-mail vengono conservati
dal medico e dopo quattro anni - in presenza di un miglioramento del quadro
clinico - vengono qui riproposti nella loro versione originale, nella sequenza
in cui sono stati scritti, senza le risposte del medico. Solo alcune righe di
commento sono state aggiunte successivamente da Silvia, per contestualizzare
alcuni passaggi del testo. Il risultato è un libro vibrante e autentico che
mostra la forza di volontà di una giovane donna ma anche un importante momento
di riflessione sul delicato rapporto medico-paziente. La postfazione del dottor
Salvi è un prezioso strumento per capire cos'è e come si manifesta la sclerosi
multipla e, di conseguenza, per comprendere l'intero "racconto".
Silvia Giorgi, marchigiana, nonostante la malattia si è laureata in
architettura e lavora nell'ufficio tecnico di un cantiere navale.
Ma tra i "libri di Natale" non può mancare un
classico manuale di cucina, e quella bolognese è tra le più ricche e sontuose
d'Italia. "Il manuale di cucina bolognese" di Barbara
Bertuzzi (14.90 euro) è, in linea con la più autentica tradizione petroniana,
un manuale per imparare i segreti e le curiosità, i trucchi e i dosaggi delle
ricette a partire, ovviamente, dai consigli delle "sfogline" per la
preparazione delle più gustose paste fresche e ripiene. Una guida pratica, e di
facile consultazione, per custodire in casa un pezzetto della
"grassa" Bologna. Perché tagliere e matterello non passano mai di
moda. Barbara Bertuzzi, giornalista, collabora con quotidiani e riviste. Si
occupa prevalentemente di costume, turismo ed enogastronomia. Con Pendragon ha
già pubblicato "Cucinare alla bolognese" (2004), "Bolognese
Cooking Heritage" (2006, seconda ed.) e la guida dedicata al turismo del
golf "Il grande libro del golf in Italia" (2005).
ROBIN
www.robinedizioni.it
Info: info@contesti.it
"Il
ramo di biancospino. Storie di donne del Quattrocento" di
Laura Malinverni è l’accurata ricostruzione storica in forma di romanzo delle
vicende della famiglia Sforza alla fine del 1400. Ippolita Sforza, figlia del
Signore di Milano, si reca alla corte del Re di Napoli, offerta in sposa al
primogenito Alfonso d’Aragona per favorire un’alleanza politica. Legata a un
uomo che non ama, la sua vita risulta schiacciata tra le nobili e colte
aspirazioni che la animano e la brutalità di una Corte senza scrupoli.
Consolata dall’affetto della madre Bianca Maria Visconti, donna illuminata e di
straordinaria cultura, e della sorellastra Drusiana, Ippolita ne emerge come
una figura di donna coraggiosa e tragica, che intreccia la sua vita a quella
dei principali potenti dell’epoca.
In "Nella
normalità dei giorni" Marina Ribaudo racconta invece di
una clochard costretta a spostarsi dal suo angolo consueto alla stazione a
causa dei lavori in corso; di un nuovo parcheggio che muta il paesaggio di un
quieto quartiere; dei sogni frustrati di una giovane impiegata in un centro
termale; di un vicino misterioso che tiene la musica a tutto volume; della vita
lenta e rassegnata di una donna che sconta la sua pena in carcere dopo un efferato
delitto; dei teneri approcci di un uomo, che ha trascorso la vita in manicomio,
con una sconosciuta... Queste e altre storie, brevi frammenti, formano un album
di istantanee che tratteggia la vita di una provincia italiana come tante:
schizzi veloci, venati di ironia o tiepida amarezza, un ritratto garbato dei
nostri giorni normali che possono riservare a volte improvvise sorprese.
MINIMUM FAX
www.minimumfax.com
Info: info@minimumfax.com
Come si fa a difendersi da un mondo troppo adulto? Semplice, si inventa un
universo con regole proprie. Questo fanno le protagoniste di "Pecore vive",
il libro di Carola Susani (9,50 euro) in cui cinque anime femminili - bambine,
adolescenti, madri - fedeli fino all'estremo ai propri sentimenti, attraversano
abbandoni, malattie, bufere sentimentali a modo loro: ovvero sfidando
continuamente il senso comune e le convenzioni sociali fino a celebrare, mai
arrese, nuovi modelli di famiglia, di amore, di desiderio, di possibili
esistenze. Carola Susani confeziona un libro maturo e coraggioso, riuscendo a
farci commuovere e irritare come solo i grandi raccontatori sanno fare. Una
scrittura la cui forza morale è l'infinito affetto per la varietà del cuore
umano. Di lei e di quest'opera la critica ha detto: "La Susani coniuga il
realismo cechoviano con le sue ossessioni metafisiche" (Il Giornale),
"Carola Susani rappresenta attraverso pagine-sequenze che illuminano i
fatti e poi di colpo, come fossero un proscenio, li spengono"
(Leggendaria). Carola Susani è nata a Marostica (Vicenza) nel 1965. Nel 1995 è
uscito il suo primo romanzo, "Il libro di Teresa" (Giunti), nel 1998
"La terra dei dinosauri" (Feltrinelli). Con Feltrinelli ha pubblicato
i romanzi per ragazzi "Il licantropo" (2002) e "Cola Pesce"
(2004). Nel 2005 per Gaffi è uscito "Rospo", raccolta di due
radiodrammi. Ha collaborato alla rivista Perap di Palermo e a Linea d'Ombra, e
fa parte della redazione di Nuovi Argomenti.
Com'è noto ai lettori - e specie ai fedelissimi della casa editrice romana - il
più grande merito di Minimum Fax è la sua straordinaria attenzione alla nuova
scena letteraria internazionale, con un occhio particolarissimo sulla
produzione americana contemporanea. E' uscita l'anno scorso ma volentieri
segnaliamo "Take the cannoli. Cronache dall'America vera",
raccolta di saggi di Sarah Vowell (13 euro, nella traduzione di Francesco
Pacifico). Giornalista, critico musicale, conduttrice radiofonica, la
statunitense Sarah Vowell è autrice di saggi "acuti, spiritosi e carichi
di un raro calore umano" (Los Angeles Times) che l'hanno fatta definire
dal San Francisco Chronicle "una delle voci più importanti della sua
generazione" e dal Los Angeles Times "una Madonna dell'americanità".
In questa originale raccolta di articoli la seguiamo affascinati nel suo
personalissimo viaggio attraverso la storia e la società americana: la Vowell
macina chilometri da una costa all'altra del suo Paese indagando di volta in
volta sulle deportazioni dei pellirosse, sui concittadini di Frank Sinatra, sui
raduni dei giovani dark e sugli alberghi più underground di New York, fino a
salire su un aereo alla volta della Sicilia per cercare a Corleone la saggezza
perduta del Padrino di Coppola. Un ritratto penetrante e mai scontato dei tic,
delle aspirazioni e delle ambiguità di una nazione - gli Stati Uniti - che
sempre più è metafora all'intero Occidente. Nata nell'Oklahoma nel 1969 e
cresciuta nel Montana, Sarah Vowell è diventata famosa con il programma radiofonico
"This American Life". Definita dal New York Times "divertente,
polemica e pungente", ha collaborato come critica e reporter per numerose
testate come Esquire, GQ, Los Angeles Times, The Village Voice, Spin, The New
York Times Book Review and McSweeney's. Informatissima e irriverente, Sarah
Vowell fa ridere i suoi ascoltatori e i suoi lettori con osservazioni
sarcastiche su qualunque tema, dalla politica alla cultura popolare. Alla
pubblicazione del suo primo libro, "Radio On: A Listener's Diary"
(1997), Newsweek l'ha nominata "rivelazione dell'anno" definendola
"un'eccentrica dal talento eccezionale". A proposito della raccolta
di saggi "Take the Cannoli. Cronache dall'America vera", la rivista
People ha scritto: "Brillanti, spiritosi e piacevoli, i saggi della Vowell
sulla storia americana, la cultura pop e la propria famiglia, mostrano una
nazione grandiosa, anche se a volte bizzarra". Ha pubblicato anche, in
America: "The Partly Cloudy Patriot" (2002), "Assassination
Vacation" (2005). Sarah Vowell ha prestato la sua voce a Violet, il
personaggio del cartoon di Brad Bird "Gli Incredibili".
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Le Consigliere di Parità della Provincia di Arezzo sono:
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Nell’esercizio delle loro funzioni, le Consigliere di Parità sono pubblici
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CHI E PERCHE' PUO' RIVOLGERSI ALLE CONSIGLIERE DI PARITA'
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