didonne.it La newsletter delle donne

a cura dell'Ufficio delle Consigliere di Parità e del Centro Pari Opportunità della Provincia di Arezzo

# Anno III - n° 9 / dicembre 2006

 


BUON NATALE E BUON ANNO NUOVO ALLE LETTRICI E AI LETTORI DI DIDONNE.IT
Il Centro Pari Opportunità e l'Ufficio delle Consigliere di Parità della Provincia di Arezzo augurano a tutte le lettrici e i lettori di didonne.it un tranquillo Natale e un buon 2007. Sappiamo che, per essere veramente buono, il 2007 dovrebbe portare pace e giustizia ovunque i diritti umani - degli individui e dei popoli, delle donne e degli uomini di ogni età e condizione - sono offesi e oppressi. Quel che possiamo augurare a tutti noi sono significativi passi avanti in questa direzione. Su un piano più strettamente personale, un anno per essere buono deve essere ricco di serenità, salute e soddisfazioni, traguardi raggiunti e nuove sfide da compiere: è quello che auguriamo a tutte e a tutti voi, ringraziandovi sempre per l'attenzione e l'interesse che dedicate alle donne, e a didonne.it.

'DONNE E POLITICA' PER L'AGENDA DELLE DONNE 2007 DELLA PROVINCIA DI AREZZO

Nel sessantesimo del voto alle donne e alla vigilia dell'Anno Europeo delle Pari Opportunità per tutti, l'Agenda delle Donne 2007 della Provincia di Arezzo e delle Consigliere di Parità vi aspetta (in distribuzione gratuita, fino a esaurimento scorte) al Centro Pari Opportunità, in piazzetta Logge del Grano. Il tema di questa edizione è "Donne e politica". Affrettatevi a ritirare la vostra copia! Altre notizie all'interno della newsletter.

 


In questo numero:


ANNO CHE VA, ANNO CHE VIENE

IN ITALIA UN DISEGNO DI LEGGE CONTRO LA VIOLENZA DOMESTICA
IN EUROPA L’ANNO DELLE PARI OPPORTUNITA’ PER TUTTI
Il governo approva un disegno di legge contro abusi e violenze

tra le mura di casa: finalmente, una legge "europea"

RAPPRESENTANZA
1. AREZZO, 'DONNE E POLITICA' PER L'AGENDA DELLE DONNE 2007
In distribuzione gratuita presso il Centro Pari Opportunità
della Provincia di Arezzo, in piazzetta Logge del Grano

2. 'QUOTE ROSA': COSA SAREBBE ACCADUTO SE...?
Una simulazione del Ministero dei Diritti e delle Pari Opportunità
Quante saremmo oggi in Parlamento con una legge ad hoc?
3. LA LUNGA MARCIA DELLA CITTADINANZA FEMMINILE
Una mostra a Roma nel sessantesimo del voto alle donne

DONNE E VIOLENZA
1. RITRATTO IN NERO DEL BEL PAESE
ALLA GIORNATA PARLAMENTARE CONTRO LA VIOLENZA
Secondo l’Istat, 10 milioni di italiane hanno subito
molestie, ricatti o stupri. Il luogo meno sicuro è casa
2. UN APPELLO CONTRO IL "FEMMINICIDIO"
E PER L’EMPOWERMENT DELLE DONNE
dell’Associazione Nazionale Giuristi Democratici
e del Forum Donne di Rifondazione Comunista
3. "TRUST FUND TO ELIMINATE VIOLENCE AGAINST WOMEN"
IL PROGRAMMA UNIFEM CONTRO LA VIOLENZA
Una donna su quattro ha subito, subisce o subirà violenza nella vita
L’impietosa fotografia dell’Onu sullo stato del mondo
4. NEW YORK, UN CONVEGNO ONU SUGLI ABUSI SESSUALI
DEL PERSONALE NELLE MISSIONI INTERNAZIONALI
Kofi Annan: "Fatti tragici e intollerabili"
5. RASS STAMPA STUPRI, MOLESTIE E VIOLENZE
IN CASA. GIRO DI VITE, CONDANNE PIU’ DURE

Stop alle distinzioni tra marito e convivente:
difendiamo le donne e chi subisce discriminazioni
Il piano della Pollastrini: aggravanti per il coniuge
di Concita De Gregorio (da "la Repubblica" di sab 2.12.06)


CONTRO LA TRATTA

A ROMA DAL 10 AL 24 GENNAIO, 'TRAFFICKING'

IN MOSTRA IL MERCATO GLOBALE DEGLI ESSERE UMANI
Nell'ambito della campagna "Ora lo sai!"

Presto attivo il Numero Verde contro la tratta

RAPPORTO UNICEF 2006
RASS STAMPA
"CONTRO LA FAME POTERE ALLE DONNE"
LA SFIDA DELL’ONU PER I BAMBINI
L’Unicef: ci sarebbero decine di milioni di piccoli denutriti in meno
con la parità dei sessi nella gestione delle risorse
di Francesca Caferri (da "la Repubblica" di mart. 12-12-06)


RETE DELLE CONSIGLIERE DI PARITA'

621 INTERVENTI CONTRO LE DISCRIMINAZIONI SUL LAVORO

Dal 2001 a oggi. Disomogeneità degli interventi a livello locale,

dovuta - tra l'altro - a differenti gradi di competenza e visibilità

DONNE E DISCRIMINAZIONI

1. AREZZO, IL CONVEGNO DELLE CONSIGLIERE DI PARITA'

SUL NUOVO DIRITTO ANTIDISCRIMINATORIO
Larga e convinta partecipazione del mondo delle associazioni

Soddisfatte le Consigliere. Presto gli atti su www.didonne.it

2. VUOI PIU' FLESSIBILITA'? E IO TI LICENZIO

Aveva chiesto solo mezz'ora, ma l'azienda l'ha messa alla porta

MONDO

1. FRANCIA, UNA LEGGE PER LA PARI RAPPRESENTANZA
PRIMA DELLE ELEZIONI PRESIDENZIALI
Mentre la Royal avanza nei sondaggi, il suo sfidante
e ministro dell’Interno Sarkozy propone ‘quote’ del 50%
2. USA, HILLARY CLINTON SI AVVIA
ALLA CANDIDATURA PRESIDENZIALE 2008
Gli osservatori sempre più concordi sulla scelta
del Partito Democratico americano
3. USA, ORA E’ LUI A GUADAGNARE MENO
Ridotta la differenza di reddito tra uomini e donne
4. GRAN BRETAGNA, MOZIONE PER RIABILITARE HELEN DUNCAN
L’ULTIMA CONDANNATA PER STREGONERIA
Aveva previsto lo sbarco in Normandia
5. RASS STAMPA LE MILLE GUERRE DI BAGHDAD
Americani contro sunniti e Al Qaeda. Sciiti contro sunniti.
Sunniti e sciiti contro americani. E armi dappertutto.
Con leader politici che si creano un loro esercito.
E fazioni che si contendono le milizie del Mahdi
di Barbara Schiavulli (da "L'Espresso" del 14-12-06)
6.
RASS STAMPA "PER CRESCERE LIBERATE LE DONNE"
ALLARME ONU PER I PAESI ARABI
di Elena Dusi (da "la Repubblica" di giov. 7-12-06)
7. RASS STAMPA LA RICERCA "QUASI META’
DELLE RICCHEZZE DEL MONDO IN MANO ALL’1%"
di Anais Ginori (da "la Repubblica" di giov. 7-12-06)
8. SE 34 MINUTI VI SEMBRAN POCHI...
L’ultimo, drammatico caso in Florida
della lunga agonia di un condannato a morte

AREZZO
1. "QUINDICI MINUTI PER LA VITA"
PER LE POPOLAZIONI COLPITE DALLO TSUNAMI

Una delegazione della Provincia guidata dalla vicepresidente Ricci
in India per monitorare lo stato dei progetti di aiuto
2. I LOVE LILLI...
La giornalista ed europarlamentare Lilli Gruber ha presentato
ad Arezzo il suo nuovo libro "America anno zero"
3. "HAPPY NIGHT" OVVERO DIVERTIMENTO SICURO
Per un sabato sera entusiasmante senza alcol e droghe,
un progetto della Provincia di Arezzo e altri partner
4. GIOVANI AD AREZZO: COME SI VA?
Restano in casa a lungo, studiano, si laureano
Ma la politica e il volontariato non sono nelle loro corde
5. I CENTRI PER L’IMPIEGO DI AREZZO
AL TERZO POSTO IN ITALIA

Tra le agenzie di lavoro sono i preferiti dalle aziende
6. POLITICHE DELLA SALUTE SEMPRE PIU' INTEGRATE
Individuare bisogni e strategie per un "profilo di salute" provinciale
7. CONCILIAZIONE E WELFARE: A CHE PUNTO SIAMO?
Si è svolto il 27 novembre il seminario per il progetto Inlav di Isfol
8. SPETTACOLI E CONCERTI DI NATALE
Se nelle feste avete voglia di spettacolo...

9. 'MARY POPPINS', OCCHIO ALLA SCADENZA
C'è tempo fino al 28 dicembre per richiedere i contributi

della Provincia per le mamme che lavorano e per cogliere

l'opportunità di lavorare con i bambini

TOSCANA

1. FESTA DELLA TOSCANA, I CENTRI ANTIVIOLENZA
CHIEDONO IL GIUSTO RICONOSCIMENTO
Sono 674 le donne aiutate in un anno nella regione
2. FIRENZE, MALALAI JOYA IN CONSIGLIO REGIONALE
La giovane parlamentare afgana racconta...
3. PRATO, SU 54 PROCEDIMENTI PER MOBBING
POCHI QUELLI ACCOLTI. I DATI IN UN CONVEGNO
La Consigliera provinciale di Parità denuncia
le difficoltà nella tutela legale delle vittime
4. GROSSETO: "DONNE, RIVENDICATE IL CAMBIAMENTO"
La presidente della Commissione provinciale Pari Opportunità:
"Democrazia è governo dell’intero popolo, non della metà"
5. COMMISSIONE PARI OPPORTUNITA' REGIONALE:
E’ PARTITA UN’INDAGINE SULLE NOMINE
L’annuncio della presidente Chiara Grassi
6. PRESENTATA IL 13 DICEMBRE A NAPOLITANO
LA PETIZIONE PER MARGHERITA HACK SENATRICE A VITA
Una iniziativa dell’Associazione Puntocritico: 3000 firme
7. FIRENZE, STATI GENERALI DELLE PARI OPPORTUNITÀ
I DATI DI GENDER GAP E I TRAGUARDI RAGGIUNTI
Cresce la partecipazione e il protagonismo delle toscane
8. FIRENZE, LABORATORIO DI MODA A SOLLICCIANO
Inaugurato il 29 novembre
9. A CAMAIORE IL CALENDARIO ARTISTICO 2007 PARI OPPORTUNITÀ

Un concorso bandito nelle scuole ha premiato le dodici opere migliori

10. FINO ALL'EPIFANIA, TOSCANA GOSPEL FESTIVAL

Torna per l'11ma edizione il festival gospel più bello d'Italia

11. ARRIVA IL PULCINO DUDUGGI (E LA SUA STRANA FAMIGLIA)

IL NUOVO CD DELLA CANTANTE TOSCANA SUSY BELLUCCI

Nove fiabe in musica, un itinerario fantastico per divertire e stimolare


CULTURA

1. NERIA DE GIOVANNI: SOLO UOMINI NELLA SCELTA
DEI NOBEL DEL CORRIERE DELLA SERA
A proposito della nuova collezione di volumi
allegati al quotidiano milanese

2. ROMA, LA RASSEGNA TEATRALE E CINEMATOGRAFICA
"BROAD CLOTH TRILOGY" DEDICATA ALLA DONNA DI OGGI
Fino al prossimo mese di maggio

3. ROMA, IL DOCUMENTARIO "VIAGGIO NEL ‘900 DELLE DONNE"
Una storia tutta politica della giornalista Nella Condorelli
4. IL PREMIO NAZIONALE DI NARRATIVA DEDICATO
ALLA SCRITTRICE MARIA TERESA DI LASCIA
Riservato alle donne
5. LA IV EDIZIONE DEL PREMIO NAZIONALE ERICA FRAIESE
RACCONTI, FAVOLE E LEGGENDE NELLE AREE PROTETTE
Riservato alle scuole di ogni ordine e grado

6. IL CONCORSO DI SCRITTURA FEMMINILE CITTA’ DI TRIESTE
Scadenza 31 gennaio 2007
7. IL CONCORSO LETTERARIO COSE DI DONNA DETTE DA DONNE
Riservato alle donne


ONLINE

1. LE ULTIME DI "NOI DONNE"
2. "IL PAESE DELLE DONNE"

SPECIALE LIBRI DI NATALE

PICCOLI EDITORI, GRANDI IDEE

Alla Fiera della piccola e media editoria di Roma

a caccia di donne e buone letture


SERVIZIO
CHI SONO E COSA FANNO LE CONSIGLIERE DI PARITA'
CHI E PERCHE' PUO' RIVOLGERSI ALLE CONSIGLIERE DI PARITA'
L'UFFICIO DELLA CONSIGLIERE PROVINCIALI DI PARITA' DI AREZZO
IL SERVIZIO CONSIGLIERA ONLINE
LINK E RIFERIMENTI ISTITUZIONALI
UTILITY / BANDI E CONCORSI + OFFERTE DI LAVORO

 



ANNO CHE VA, ANNO CHE VIENE

IN ITALIA UN DISEGNO DI LEGGE CONTRO LA VIOLENZA DOMESTICA
IN EUROPA L’ANNO DELLE PARI OPPORTUNITA’ PER TUTTI
Il governo approva un disegno di legge contro abusi e violenze

tra le mura di casa: finalmente, una legge "europea"

di Silvia Tessitore


Il governo Prodi - per mano della Ministra per i Diritti e le Pari Opportunità Barbara Pollastrini e del Ministro per la Giustizia Clemente Mastella - ci ha appena consegnato un buon regalo di Natale: il consiglio dei ministri ha approvato il 22 dicembre un disegno di legge "contro la violenza sulle donne, i bambini e gli anziani", anche tra le mura domestiche. Nel presentarla, Barbara Pollastrini ha sottolineato il carattere urgente del provvedimento: secondo dati del Ministero dell'Interno, dal 2004 al 2005 le violenze sessuali sono aumentate del 22 per cento (da 1.778 a 2.167 casi), un balzo avanti veramente allarmante. In Europa, per le donne tra i 16 e i 60 anni, la violenza è la prima causa di morte: l'Italia non fa eccezione, ogni tre morti violente una è una donna ammazzata dal marito, dal convivente dal fidanzato o da un ex, 138 nel solo 2005. Ma non finisce qui. Dal 2004 al 2005 le violenze su maggiori di 14 anni sono state il 24% in più (da 1.516 a 1875). Le violenze su minori di 14 anni sono state il 25% in più (da 89 a 111).

In un anno le lesioni dolose hanno avuto un incremento del 19,3% (da 11.671 a 13.927). Le percosse sono aumentate del 21,3% (da 3.807 a 4.618), le minacce del 16% (da 17.926 a 20.715), le ingiurie del 19% (da 13.345 a 18.219). Gli omicidi preterintenzionali (accidentali) sono aumentati del 67% (da 3 a 5), i tentati omicidi crescono del 28,5% (da 186 a 239). Più 19,4% per i sequestri di persona a scopo sessuale (da 134 a 160) e + 87% dei reati connessi alla pornografia minorile (da 15 a 28 casi). Questi sono gli incubi delle donne, dei bambini, delle famiglie italiane. Perché - com'è fin troppo noto, ma fin qui non s'era provveduto - la stragrande maggioranza di questi delitti matura e viene commessa tra le mura domestiche. I numeri non lasciano scampo. Parlano di uomini aggressivi, legami stracciati, valori – parola grossa? – perduti. Se i numeri ci fossero sfuggiti, digeriti con la solita minestra televisiva di allarmi ed emergenze da rotocalco, bisogna svegliarsi un attimo, guardare in faccia il problema. E che almeno il 50 per cento delle donne italiane (ma a chi non è successo?) sia o sia stata nella vita vittima di un qualche tipo di molestie è un problema grosso per tutti, per chi le violenze le subisce, per chi ne è artefice e per chi deve impedire che ciò accada o resti impunito. (Vedi anche, in proposito, i dati del rapporto Istat presentato alla Giornata parlamentare contro la violenza, di cui si parla in altro servizio).


Il disegno di legge approvato dal governo finalmente recepisce la raccomandazione del Comitato dei Ministri degli Stati membri dell'Unione Europea in materia di protezione delle donne del 30 aprile 2002 e la decisione del parlamento europeo del 21 aprile 2004, per l'avvio di un piano di azione comunitario contro la violenza, ne assimila lo spirito e proietta - almeno sotto questo aspetto - il nostro paese in una dimensione più avanzata. Che questo sia un frutto della presenza all'interno dell'esecutivo di una pattuglia femminile con idee chiare e spirito d'iniziativa è fuori discussione, così come che - tra i colleghi di governo - cresce la sensibilità attorno a temi e questioni prima considerate 'squisitamente femminili'. Otto interventi chiave per assicurare dignità alle vittime di violenza, più otto interventi per una più decisa azione repressiva, più una revisione delle norme processuali orientata alla piena tutela delle vittime: questo prevede in sostanza il disegno di legge approvato dal consiglio dei ministri (tutto sul DDL contro la violenza domestica su http://www.pariopportunita.gov.it/).


La giornata internazionale contro la violenza sulle donne dello scorso 25 novembre, celebrata in 30 paesi, ha fatto registrare anche in Italia un’alta o altissima partecipazione, segno di crescente consapevolezza. Ma la fine del 2006 segna altri punti a favore delle donne, in questa battaglia. Il primo riguarda gli uomini, che si stanno interrogando sulle proprie ‘responsabilità’, il proprio ruolo, la loro frequente attitudine a ‘perdere le staffe’: quelli che rifiutano la violenza, che mai la useranno contro chicchessia e che s’impegnano a combatterla hanno scelto di distinguersi con un fiocco bianco sul bavero della giacca. Se n’è parlato, in queste settimane. A volte, piccoli gesti come questo, che testimoniano una scelta di campo senza se e senza ma, ma invitano chi ci sta di fronte a porsi almeno una domanda, possono sortire grandi effetti. Specialmente sul piano culturale.


Perché è il piano culturale che va "aggredito", dopo aver assicurato alle donne sicurezza e protezione (leggi in proposito sul nostro sito l'articolo di Cecilia D'Elia, presidente della Commissione delle Elette della Provincia di Roma, "
Violenza sulle donne: una questione di cultura" apparso su "L'Unità" di sab. 9-12-06). "Si parte da qui: da una grande e coraggiosa sferzata, serve uno sguardo laico e fiducioso", dice Barbara Pollastrini a Concita De Gregorio di Repubblica (leggi l'articolo in rassegna stampa in questo numero della newsletter). Nello staff della ministra – oltre alla magistrata Silvia Della Monica, che ha approntato il disegno di legge, e altre donne d’esperienza – è entrato un solo uomo, capo dell’ufficio legislativo: Stefano Ceccanti, tra i promotori della campagna italiana del "fiocco bianco".

Ma la ministra dice anche altro: "Col ministro Fioroni siamo d’accordo per studiare un piano che inserisca i temi della violenza e del rispetto della persona nei programmi scolastici, con Gentiloni parleremo presto di codici per la Rai e per il mondo delle comunicazioni"... Barbara Pollastrini è cosciente che se la battaglia contro violenza e discriminazione vuole aver successo deve affermare il principio delle pari opportunità a 360 gradi: bisogna garantire alle donne di essere presenti nei luoghi delle decisioni e del potere, rendere nuovamente la famiglia luogo della solidarietà e del reciproco rispetto, ridare sicurezza al lavoro e nuove basi alla protezione sociale, insegnare ai più giovani che siamo pari ma diversi, non c’è chi sta sopra e chi sta sotto...


In questa direzione vanno praticamente tutti i rapporti Onu presentati nelle scorse settimane: per ogni questione analizzata – dallo sviluppo alla vita civile, dalle guerre all’istruzione, dal diritto alla salute alla lotta alla fame nel mondo, dalla distribuzione della ricchezza ai conflitti che agitano intere regioni del mondo – le varie articolazioni dell’Organizzazione delle Nazioni Unite indicano a livello planetario la promozione della donna e la sua liberazione dalle discriminazioni, dai ricatti, dalla povertà e dalla violenza come la chiave di volta per costruire un mondo migliore, sanare i drammi e le ingiustizie del presente e costruire un futuro di pace e diritti uguali per tutti. In particolar modo, la violenza fisica e psicologica contro le donne viene stigmatizzata come la vera e propria piaga del Ventunesimo secolo, una piaga che non conosce distinzione di latitudine, censo, cultura o religione: le cifre – come abbiamo visto – sono quelle di un flagello che non risparmia (come dettaglia il rapporto Istat sulla violenza in Italia, presentato alla Camera in occasione della Giornata Parlamentare contro la violenza) nemmeno il nostro paese.


Guardando all’Europa, anche qui, un motivo di preoccupazione e uno di speranza. Il parlamento di Strasburgo ha varato da poco un provvedimento sul riequilibrio della rappresentanza femminile vago e non vincolante, cancellando ogni percentuale di ‘quote’ e di tetti per l'ingresso delle donne all'interno delle istituzioni (grazie a un emendamento del Partito Popolare Europeo) e vanificando così le legittime aspettative delle donne di quei paesi, come l’Italia, dove sono ‘minoranza’, minoranza di potere anche se maggioranza tra la popolazione. Ma il 2007 – per l’Unione Europea – sarà l’Anno delle Pari Opportunità per tutti. Sappiamo che le buone intenzioni non bastano ai risultati, bisognerà attendere la prova dei fatti, ma il percorso è chiaro: allargare tra cittadine e cittadini la coscienza dei propri diritti e diffondere strumenti e buone prassi per farli valere. Si tratta di rimboccarsi le maniche e cominciare, sapendo che non siamo certo all'anno zero ma che è sempre più necessaria, da parte di tutti, grande determinazione. E in questo le donne del governo italiano stanno già facendo la loro parte. (st – dicembre 2006)

>>> Tutto sul DDL contro la violenza domestica su
http://www.pariopportunita.gov.it/

 



RAPPRESENTANZA


1. AREZZO, 'DONNE E POLITICA' PER L'AGENDA DELLE DONNE 2007
In distribuzione gratuita presso il Centro Pari Opportunità
della Provincia di Arezzo, in piazzetta Logge del Grano


L'anno che si chiude ha fatto registrare vittorie importanti: le donne capo di stato nel mondo sono salite a undici con l'elezione di Michele Bachelet - prima donna presidente - in Cile; Ellen Johnson Sirleaf s'è insediata, prima donna nella storia del suo paese, a capo del governo della Liberia; Ségolène Royal ha trionfato nelle primarie socialiste in Francia; Nancy D’Alessandro Pelosi è la prima donna a essere stata nominata presidente della Camera, terza carica degli Stati Uniti; Hillary Rodham Clinton è stata riconfermata senatrice dello stato di New York con un clamoroso settanta per cento di preferenze che le ha aperto, seppure virtualmente, la strada per la Casa Bianca nel 2008. Ma a sessant'anni dal voto alle donne, l'Italia segna il passo e, malgrado il lieve incremento del numero delle parlamentari alle ultime politiche, la rappresentanza femminile è per noi italiane ancora terreno in salita.


Come sanno le lettrici e i lettori di didonne.it, quello del rapporto tra donne e politica e uno degli argomenti che più ci stanno a cuore. Ed è sicuramente uno dei temi strategici - come conferma anche l'Onu, in tutti i più recenti rapporti - se vogliamo immaginare prospettive di pace e di sviluppo per il pianeta, specie nelle aree più povere e dilaniate dai conflitti. Ma, come abbiamo più volte sottolineato, l'accesso delle donne ai luoghi della responsabilità pubblica e delle decisioni, ai vertici del potere come a quelli della società, è problema trasversale a Oriente e a Occidente, a Nord e a Sud, e seppure con differenze talvolta profonde tra le diverse regioni e culture del mondo, riguarda da vicinissimo le sorti della giustizia e della democrazia a livello globale.

Nell'Anno Europeo delle Pari Opportunità per tutti, l'Agenda delle Donne 2007 a cura dell'Assessorato alle Pari Opportunità e dell'Ufficio delle Consigliere di Parità della Provincia di Arezzo affronta proprio i nodi di questa questione, attraverso una serie di contributi e interventi. All'interno dell'Agenda è contenuto anche un report assai interessante: l'elenco di tutte le donne aretine che hanno ricoperto incarichi politici e istituzionali dal 1946 a oggi, una sorta di bilancio di sessant'anni di rappresentanza in un territorio che, pur caratterizzato da una fortissima presenza delle donne in tutti gli ambiti della vita pubblica, ha anch'esso i suoi ostacoli da superare, le sue barriere da infrangere, i suoi "soffitti di cristallo". Nel ricordarvi che l'Agenda delle Donne 2007 è in distribuzione gratuita presso il Centro Pari Opportunità (in piazzetta delle Logge del Grano - fino a esaurimento scorte), vi proponiamo il testo d'introduzione all'Agenda delle Consigliere Provinciali di Parità Marilena Pietri e Giuseppina Ciullo:

"La mancanza di equilibrio fra i due sessi nella rappresentanza politica si presenta come un paradosso in quanto si manifesta nel nostro e in generale nei paesi più ricchi del nord del pianeta. In Italia si è ampliata la presenza femminile nell’imprenditoria, nelle professioni, si è consolidata e qualificata nella pubblica amministrazione e nella società civile; da sessanta anni sono state promosse riforme, lotte politiche e azioni positive per abbattere le barriere che ostacolano l’accesso delle donne alla rappresentanza politica".

"Nonostante la forte crescita della qualificazione delle donne sul piano della preparazione culturale e della capacità di intervento e di gestione nella vita pubblica e nonostante l’opinione pubblica sia favorevole ad una maggiore presenza di questa componente della società, il livello di partecipazione delle donne alla vita politica è drammaticamente insufficiente. E’ evidente che esiste un forte

scollamento tra il sistema dei valori, le attese le buone intenzioni dichiarate e la realtà dei numeri".


"Questa esclusione sembra legata ad un contesto di dinamiche sociali profonde e pervasive, un fenomeno la cui consistenza e permanenza nel tempo appare di difficile interpretazione. Per questo motivo è importante ritenere la questione sempre aperta, indagarla con diversi approcci e facendo tesoro del patrimonio di conoscenze e esperienze e saperi accumulati in questi anni, con la convinzione che una rappresentanza politica equilibrata non incide negativamente solo sulla condizione delle donne ma mette in discussione il valore della democrazia stessa". (Marilena Pietri, Consigliera di Parità, e Giuseppina Ciullo, Consigliera di Parità Supplente della Provincia di Arezzo)
(dicembre 2006)




2. 'QUOTE ROSA': COSA SAREBBE ACCADUTO SE...?
Una simulazione del Ministero dei Diritti e delle Pari Opportunità
Quante saremmo oggi in Parlamento con una legge ad hoc?

Ipotizzare gli esiti delle elezioni politiche dell'aprile 2006 per la Camera dei deputati, se si fosse applicato il meccanismo delle cosiddette quote rosa: è quel che ha fatto il Ministero dei Diritti e delle Pari Opportunità. I risultati della simulazione avvalorano ancor più la necessità di un intervento legislativo sulla materia. Se volete togliervi la curiosità, fate un salto su
http://www.pariopportunita.gov.it/DefaultDesktop.aspx?doc=969, dove trovate i dati generali e quelli disaggregati per singoli partiti e per circoscrizione. Qui brevemente riportiamo il riepilogo per coalizioni. Innanzitutto la situazione attuale: le elezioni di aprile hanno portato alla Camera 617 parlamentari, di cui 108 donne (17,50%). L'Unione ne ha elette 67 (19,71%), la Casa delle Libertà 41 (14,80%). Se avessimo avuto una legge sulle 'quote' che prevedeva l'inserimento in lista di almeno il 33 per cento di donne (1 donna ogni 2 uomini), avremmo portato alla Camera 159 donne, pari al 25,77% del totale (con un incremento dell'8,27% rispetto al dato di oggi). Se avessimo avuto una legge 1 a 1, e che prevedevacioè una percentuale di donne in lista del 50%, le donne deputato sarebbero oggi 247, pari al 40,03% del totale (con un incremento del 22,53% sul numero attuale)... Che ve ne pare? (dicembre 2006)

3. LA LUNGA MARCIA DELLA CITTADINANZA FEMMINILE
Una mostra a Roma nel sessantesimo del voto alle donne

"La lunga marcia della cittadinanza femminile" è il titolo della mostra sul 60° anniversario del voto alle donne allestita, fino al 31 gennaio 2007, nel loggiato del piano nobile del Palazzo della Sapienza (Corso del Rinascimento 40), costruito tra fine Cinquecento e prima metà del Seicento e divenuto nel 1936 sede dell'Archivio di Stato di Roma.

La mostra ricostruisce le tappe principali del lungo e difficoltoso percorso che va dalla rivoluzione francese al nostro referendum istituzionale tra monarchia e repubblica, fino all'elezione dell'Assemblea Costituente del 2 giugno 1946, allorché le donne italiane acquistarono, con il suffragio, il diritto alla piena cittadinanza. "Un lungo processo - si legge in una nota del Ministero dei Diritti e delle Pari Opportunità - quello dell'inclusione delle donne nella sfera pubblica che non si è ancora concluso e che in molti, dalla fine del Settecento, hanno invano tentano di arrestare".

Il progetto è stato realizzato con l'alto Patronato del Presidente della Repubblica e con il Patrocinio dei Ministeri per i Diritti e le Pari Opportunità e della Pubblica Istruzione, della Regione Lazio, della Provincia e del Comune di Roma, del Comitato nazionale "Italiane al voto. Donne e culture politiche" e con la collaborazione della Fondazione Basso. La mostra s'inserisce nell'ambito delle iniziative istituzionali per la celebrazione del 60° anniversario del voto alle donne (vedi www.60annisuffragiofemminile.it).

Il percorso espositivo è stato curato da Gabriella Bonacchi, Marina Caffiero e Manola Ida Venzo, attraverso documenti d'archivio, giornali e periodici d'epoca, fotografie e ritratti. L'ingresso è libero e gli orari di apertura sono i seguenti: lunedì-venerdì ore 9.00-17.00; sabato ore 9.00-13.00; domenica e festivi chiuso.
(dicembre 2006)

Info: 06.68190838 - 06.68190895

 



DONNE E VIOLENZA


1. RITRATTO IN NERO DEL BEL PAESE
ALLA GIORNATA PARLAMENTARE CONTRO LA VIOLENZA
Secondo l’Istat, 10 milioni di italiane hanno subito
molestie, ricatti o stupri. Il luogo meno sicuro è casa

La direttrice generale dell'Istat, Linda Laura Sabbadini – in occasione della Giornata parlamentare contro la violenza sulle donne organizzata dal Comitato per le pari opportunità della Camera, svoltasi a fine novembre – ha presentato a Montecitorio il rapporto nazionale sulla violenza sessuale. Dieci milioni di italiane fra i 14 e 59 anni hanno subito molestie sessuali o ricatti sessuali nel corso della vita. Tra queste, cinquecentomila sono state le vittime di uno stupro o di un tentativo di stupro, mentre ammontano a ben novecentomila i ricatti sessuali sul lavoro. Centomila donne sono state oggetto di entrambe le violenze. Linda Laura Sabbadini ha dichiarato: "La crescita delle denunce non è necessariamente indice di un aumento della violenza. Le denunce possono aumentare perché le donne, rispetto al passato, scelgono di non subire in silenzio, ma la verità è che il sommerso del fenomeno che non è ancora stimabile".


Per l'Istat, le molestie fisiche e sessuali avvengono nella maggior parte dei casi a opera di estranei (58,2%), per strada (19%), sui mezzi di trasporto pubblici (31,6%) sul posto di lavoro (12,1%), nei pub o in discoteca (10,5%). Gli stupri e i tentati stupri commessi da estranei sono l’assoluta minoranza (3,5%), mentre sono gli amici (23,8%), i conoscenti (12,3%), i fidanzati o gli ex fidanzati (17,4%), mariti o ex mariti (20,2%) a costringere le donne a rapporti sessuali non voluti ed estorti con la violenza. Solo il 21% delle violenze sessuali avviene per strada e il 14% in auto: per il resto, è la casa – propria o di amici e parenti – il luogo della violenza. Il dato conferma purtroppo quanto era già noto. I novecentomila ricatti sessuali sul lavoro avvengono al momento dell’assunzione o come contropartita per avanzamenti di carriera, e si verificano – ha precisato la Sabbadini – nei momenti in cui le donne sono in una posizione di maggiore fragilità o difficoltà. Sono le disoccupate, infatti, a subire maggiormente il ricatto di datori di lavoro senza scrupoli, e in maggior numero le lavoratrici indipendenti che le dipendenti, più le impiegate che le operaie.


La Ministra per i Diritti e le Pari Opportunità Barbara Pollastrini ha annunciato nell'occasione il "disegno di legge che tuteli ancora più le donne e che sia un punto di riferimento sicuro per tutte le donne che vogliano liberarsi dalle persecuzioni e dalle molestie", approvato in Consiglio dei Ministri lo scorso 22 dicembre. "In Italia – ha detto la Ministra – come in tutti i paesi europei la violenza contro le donne e sulle donne continua, attraverso molestie, molestie gravi, percosse, fino allo stupro e all'assassinio. Credo che contro la violenza la tolleranza debba essere zero". "La giornata di oggi – ha proseguito Barbara Pollastrini – sancisce l’impegno del governo a portare in Parlamento entro quindici giorni una nuova legge contro la violenza".


Nell’introdurre i lavori, il presidente della Camera Fausto Bertinotti ha dichiarato: "Contro la violenza sulle donne è necessario intervenire fin dalla scuola, nelle famiglie, in tutti i luoghi della formazione civile e sociale dei ragazzi per prevenire inciviltà e degrado e per costruire nei giovani il rispetto e il riconoscimento della diversità, il rifiuto della intolleranza e della prevaricazione fisica, il controllo dell'emotività superando lo squilibrio relazionale tra uomini e donne e i pregiudizi che alimentano discriminazioni e prevaricazioni". Secondo Bertinotti, "La violenza di genere trova radici nella condizione di minorità e di subalternità imposta alle donne. Occorre agire per sradicare la pervasività di alcune forme patriarcali che ancora sussistono nella sfera pubblica e privata, nel nostro Paese, che impediscono la piena realizzazione della parità tra i generi: stereotipi culturali che anche il mondo politico italiano non sempre ha saputo combattere in modo adeguato".


Secondo la vicecapogruppo dell’Ulivo alla Camera Marina Sereni "per prevenire bisogna conoscere". "Sono d'accordo con il direttore centrale dell'Istat Linda Laura Sabbadini – ha detto ancora la Sereni – che ha sottolineato l'esigenza di poter disporre di statistiche disaggregate per sesso, senza doversi affidare alla sensibilità di chi dirige l'istituto di statistica o i ministeri preposti". "Voglio ricordare – ha proseguito – che già nella precedente legislatura avevamo presentato due proposte di legge per l'istituzione di questo tipo di strumento e che anche quest'anno abbiamo immediatamente ripresentato un altro progetto di legge, prima firmataria Katia Zanotti, capogruppo Ulivo in commissione Affari Sociali. Siamo impegnati a fare sì che questa sia una priorità nel calendario della Camera e che venga approvata al più presto".


"Ottimo il discorso del presidente della Camera Bertinotti sulle donne, ma il rischio è che delle vittime di violenza psicologica e fisica nel lavoro e nella vita familiare si parli tanto e spesso ma senza passare ai fatti", ha dichiarato Paola Calducci, responsabile Giustizia dei Verdi. "Dire che bisogna partire dalla scuola per sconfiggere la violenza contro le donne e contro i soggetti deboli in generale, significa anche che le istituzioni si devono far carico di questa verità, attivando normative e strumenti concreti che vadano in questa direzione". "Nell'era di internet – secondo la Calducci – servono politiche giovanili in grado di prevenire la cultura della violenza, una guida per i bambini e i ragazzi che navigano quotidianamente, e questa guida deve essere la scuola stessa, attraverso i programmi scolastici. Internet, se usato male può essere una vera e propria giungla, e i giovani non vanno lasciati soli in questo loro viaggio".


"La violenza alle donne è figlia di un malcostume che si vince con sistemi complessi di formazione, con percorsi di crescita e maturazione che vanno pianificati a vari livelli, dall’educazione familiare agli indirizzi comportamentali dati dalla scuola, fino alla diffusione di esempi di vita attraverso l’intrattenimento e la comunicazione", ha detto Wanda Montanelli, responsabile del Dipartimento nazionale Pari Opportunità dell’Italia dei Valori. "Si deve riflettere – ha detto ancora la Montanelli – su cosa accade alla nostra società.
Da quando Popper lanciò il suo allarme fino a oggi non è cambiato nulla: i modelli che si affermano attraverso i media sono spesso quelli di eroi negativi che si impongono con la violenza e la sopraffazione e che trionfano sui deboli senza rispetto per chi, come la donna, ha un ruolo centrale di riferimento, per la molteplicità di compiti che riesce a sostenere, incontrando esigenze e colmando vuoti dentro e fuori casa, in famiglia e nella società".

Videogame cruenti, immagini e messaggi violenti di cinema e tv, secondo Wanda Montanelli, formano generazioni di individui aggressivi e rabbiosi, e "la violenza riguarda tutti, non è un affare privato, anche se il maggior numero delle brutalità si attuano al chiuso delle abitazioni. Trasmettere in maniera persistente pubblicità, filma e spettacoli di qualità, puntando anche su progetti educativi, è fondamentale per impostare i rapporti tra uomo e donna in maniera civile e per improntarli sulla riconquista dei sentimenti e del rispetto reciproco".


Secondo Chiara Moroni, vicepresidente dei parlamentari di Forza Italia, "Non saremo mai un Paese civile fino a quando la cronaca e le statistiche ci parleranno di violenze sulle donne che non diminuiscono. Troppe volte le donne sono vittime di violenze fisiche e psicologiche, tanto sui luoghi di lavoro che nella vita familiare. Non servono parole ma interventi legislativi per capire, conoscere e prevenire. E gli interventi legislativi serviranno a poco se mancherà una mobilitazione delle coscienze". Le parlamentari azzurre Bertolini, Paoletti, Carlucci, Licastro e Bianconi, fondatrici dell'Associazione Valori e libertà, così commentano in una nota il rapporto Istat sulle violenza: "Apprendiamo con sconcerto e grande preoccupazione che ben 10 milioni di donne, dai 14 ai 59 anni, hanno subito nel corso della loro vita molestie o ricatti sessuali. Non è più possibile che le donne di questo Paese debbano subire molestie fisiche e morali per essere assunte o per accedere a posti di maggior responsabilità. Non è più ammissibile che le donne debbano guardarsi da amici, conoscenti o ex fidanzati, i quali risultano, secondo l'Istituto nazionale di ricerche statistiche, i maggiori colpevoli degli stupri perpetrati ai danni delle proprie amiche, parenti, compagne. Forse è necessario che questo argomento sia oggetto di un più attento approfondimento, che vada ben oltre il 25 novembre. Liberare le donne da ogni forma di maltrattamento significa, anche e soprattutto, riconoscere e garantire loro la piena dignità e parità di condizioni. Un Paese non può considerarsi rispettoso del genere femminile se continuano a esserci forti disparità di trattamento nel mondo del lavoro così come nella presenza delle donne nelle assemblee rappresentative. E' necessario allora intervenire direttamente nella scuola, nelle famiglie, in tutti i luoghi deputati alla formazione culturale e morale delle nuove generazioni per prevenire e limitare il ripetersi di episodi di violenza e prevaricazione sulle donne".


Fra le partecipanti all’incontro, Maria Grazia Giammarinaro, esperta della Commissione europea sui temi della tratta, ha sottolineato: "L’attuazione della legge sull'allontanamento del coniuge violento non è adeguatamente monitorata. E’ essenziale che in Finanziaria sia approvato il fondo per l'osservatorio sulla violenza domestica, da molti anni richiesto dalle associazioni di tutela delle donne vittime di violenza". Sylvie Matheron, avvocata dell'infanzia del tribunale di Marsiglia, ha ricordato che in Francia ogni quattro giorni una donna muore per le percosse subite dal suo compagno e ogni anno si verificano circa venticinquemila stupri: ma solo il 13 per cento delle donne denuncia il fatto.


2. UN APPELLO CONTRO IL "FEMMINICIDIO"
E PER L’EMPOWERMENT DELLE DONNE
dell’Associazione Nazionale Giuristi Democratici
e del Forum Donne di Rifondazione Comunista


Questo il testo dell’appello contro il "femminicidio" promosso dall'Associazione Nazionale Giuristi Democratici, dal Coordinamento Donne PRC di Bologna e dal Forum delle donne di Rifondazione "Per un impegno concreto, per una donna soggetto di diritto e non oggetto di diritti, per l’autoderminazione femminile":


"Al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano; alla Signora Clio Bittoni; al Presidente del Consiglio Romano Prodi; alla Ministra per le Pari Opportunità Barbara Pollastrini; alla Ministra per la Famiglia Rosy Bindi; ai Presidenti di Camera e Senato; alle Parlamentari e ai Parlamentari; alle Presidenti e ai Presidenti delle Regioni e delle Provincie; alle Giunte Regionali, Provinciali, Comunali; ai Consigli Regionali, Provinciali, Comunali; alle Consigliere ed ai Consiglieri di Parità; alle Assessore ed agli Assessori alle Pari Opportunità; ai Consigli delle Elette; alle Sindache e ai Sindaci."


"Gentilissime e Gentilissimi Rappresentanti delle Istituzioni Italiane, ricorre il 25 novembre un triste anniversario, internazionalmente celebrato, per ricordare le donne che hanno subito violenza: come è noto, l’omicidio rappresenta la prima causa di morte per le donne, in Europa e nel mondo. Noi preferiamo parlarVi di femminicidio: per includere in un’unica sfera semantica di significato ogni pratica sociale violenta fisicamente o psicologicamente, che attenta all'integrità, allo sviluppo psico-fisico, alla salute, alla libertà o alla vita della donna, col fine di annientarne l'identità attraverso l'assoggettamento fisico o psicologico, fino alla sottomissione o alla morte della vittima nei casi peggiori. Il femminicidio è basato su relazioni di potere diseguali: il neoconservatorismo, la globalizzazione e la conseguente precarizzazione dei rapporti interpersonali hanno favorito un clima di disuguaglianza sociale che discrimina le donne in particolar modo, costrette nella postmodernità occidentale in più ruoli e tutti precari."


"Ogniqualvolta le donne reclamano il riconoscimento di diritti politici, riproduttivi, all’istruzione, al lavoro, prevale sempre la negazione della libertà femminile, attraverso interventi "etici" che vanno a incidere sui diritti riproduttivi della donna, riportandola alla sua dimensione "naturale" di donna e madre, quindi di soggetto controllabile. E’ proprio in ragione di ciò che ci rivolgiamo a Voi, Spettabili Rappresentanti delle Istituzioni Italiane. E’ atto dovuto garantire alle donne il diritto a vivere liberamente il proprio corpo e la propria sessualità, non ne è lecito il controllo attraverso leggi che non riescono a ponderare in maniera equilibrata i diritti fondamentali della salute e dell’autodeterminazione della donna con gli altri beni costituzionalmente tutelati. "La promozione e la tutela dei diritti delle donne sono requisiti fondamentali per costruire una vera e propria democrazia", ed "occorre utilizzare tutti i mezzi possibili per prevenire qualsiasi violazione dei diritti umani delle donne" (Punto 4, Risoluzione del Parlamento europeo sul seguito della Quarta Conferenza mondiale sulla piattaforma di azione per le donne): è un impegno che riguarda tutta la comunità, ma in primo luogo rappresenta un’obbligazione dello Stato, assunta non solo Costituzionalmente ex art. 3, ma anche a livello internazionale attraverso il riconoscimento della validità dei vari Trattati, Dichiarazioni e Convenzioni a tutela dei diritti fondamentali dell’uomo, ed in particolar modo attraverso la ratifica della CEDAW."


"Tuttavia, nella realizzazione degli interventi legislativi e governativi in materia non si è affatto tenuto conto delle raccomandazioni provenienti dal Comitato per l’attuazione della CEDAW. Per questo:

- Rigettiamo ogni forma di intervento di tipo emergenzialistico, perché la violenza sulle donne non è un’emergenza (sarebbe un’emergenza globale perenne ab inizio, altrimenti), è un problema sociale, e come tale va affrontato;

- Riteniamo inutile ogni forma di inasprimento delle pene, essendo già bastevolmente sanzionatoria l’attuale disciplina, se concretamente attuata;
- Riteniamo eccessivamente selettiva l’impostazione scelta per il codice delle pari opportunità, che relega la realizzazione della donna esclusivamente all’ambito lavorativo, e non coglie la complessità delle discriminazioni di genere cui la donna è soggetta anche negli altri ambiti di relazione;
- Auspichiamo quindi che l’attuale Governo e quante e quanti rappresentano ad ogni livello le Istituzioni non si facciano ulteriormente tentare dalla via facile ma pericolosamente sdrucciolevole della repressione indiscriminata: non serve un "piano di azione straordinario contro le violenze sulle donne", è necessario invece "riconoscere che la violenza maschile contro le donne è il maggior problema strutturale della società, che si basa sull’ineguale distribuzione di potere nelle relazioni tra uomo e donna, e incoraggiare la partecipazione attiva degli uomini nelle azioni volte a contrastare la violenza sulle donne" (Council of Europe, Recommendation 5/2002 of the Committee of Minister to member states on the protection of women against violence, III). E’ necessario "riconoscere che lo Stato ha l’obbligo di esercitare la dovuta diligenza nel prevenire, investigare, e punire gli atti di violenza, sia che siano esercitati dallo Stato sia che siano perpetrati da privati cittadini, e di provvedere alla protezione delle vittime" (Council of Europe, Recommendation 5/2002 of the Committee of Minister to member states on the protection of women against violence, II )."


"L’Unione Europea sembra aver preso coscienza della necessità di un cambio di rotta urgente in tema di violenza sulle donne, a nostro avviso ha fornito anche le coordinate giuste per affrontare il problema in termini non di repressione ma di garanzia di diritti e offerta di opportunità nuove alle donne. Chiediamo quindi alle Istituzioni di accogliere questa sfida, ed accoglierla non solo nelle parti più facilmente realizzabili, ma nella complessità in cui viene proposta, perché è necessario che il cambiamento coinvolga tutti gli attori sociali interessati :è difficile infatti senza un adeguato impatto sulla comunità riuscire a far cessare la violenza sulle donne, che "è la manifestazione di un potere relazionale storicamente diseguale tra uomini e donne…uno dei principali meccanismi sociali attraverso i quali le donne sono costrette ad occupare una posizione subordinata rispetto agli uomini." (Preambolo CEDAW)."

"Invitiamo il Governo e le altre e gli altri Rappresentanti delle Istituzioni cui questo appello è rivolto a perseguire attraverso le scelte politiche e di Governo che verranno poste in essere quegli obiettivi indicati dalla CEDAW e dall’Unione (In particolar modo dal Committee for Equality between Women and Men, che nel 2006 ha redatto uno dei pochissimi studi organici realizzati a livello governativo europeo in materia di violenza sulle donne, "Combating violenze against women. Stocktaking study on the measures and action taken in Council of Europe member States", consultabile su Internet nel sito del CDEG, http://www.coe.int/equality/, che il nostro Stato, come gli altri Stati Europei, aveva il compito di tradurre e diffondere…) per il raggiungimento dell’uguaglianza tra i sessi, ed a porre in essere gli interventi necessari e le misure indicate, per consentire alle donne di vivere nella propria comunità godendo liberamente dei pieni diritti che spettano loro come cittadine, ma prima ancora come Persone."

"In particolar modo riteniamo obiettivi prioritari :

L’assegnazione di un Portafoglio al Ministero delle Pari Opportunità, per dotarlo dei margini di autonomia economica necessari a porre in essere un Piano di Azione a tutto campo che sia in grado di intervenire trasversalmente su più piani (sociale, economico, legislativo, giudiziario), e che renda quindi concreta la possibilità di un cambiamento effettivo di prospettiva nel rapporto tra sessi;

Un approccio "olistico" alla violenza sulle donne, attraverso un’unica codificazione che raggruppi gli aspetti legislativi civilistici, penalistici, legati al diritto di famiglia, procedurali, e che indichi i rapporti di coordinamento tra forze dell’ordine, associazioni e magistratura, in maniera tale da prevedere una procedura che assicuri la più completa protezione e assistenza immediata alla donna che decida di uscire da una situazione di violenza;

Professionalizzazione e preparazione "di genere" degli attori sociali che quotidianamente trattano casi di discriminazione e violenza sulle donne, attraverso corsi specifici e obbligatori non solo nelle scuole superiori e professionali dove si formano gli operatori sociali che vengono a contattato con questa realtà, ma rivolti in particolar modo ad operatori sanitari del Pronto Soccorso, operatori dei Servizi Sociali, Forze dell’Ordine;

L’eliminazione di tutte le norme e prassi giuridiche che risultano discriminatorie nei confronti della donna, in particolar modo in riferimento ai diritti procreativi;

L’istituzione di un Osservatorio sui diritti delle donne;

La promozione di una "prospettiva di genere" in tutti i campi, anche attraverso campagne di sensibilizzazione e di educazione all’ascolto;

La promozione di campagne di sensibilizzazione, campagne educative, pubblicità, ed ogni iniziativa di carattere sociale adeguata a porre fine alla stereotipizzazione del ruolo di responsabilità della donna in famiglia e nella società, anche attraverso un codice di regolamentazione dei media per evitare la diffusione di immagini discriminanti della donna o lesive della sua dignità, che la facciano percepire come oggetto sessuale, o come responsabile in via principale della crescita dei figli;

Incoraggiamento dei mass-media e delle agenzie pubblicitarie a proiettare un’immagine delle donne come partner alla pari in tutte gli ambiti della vita;

Promozione di misure che incentivino l’occupazione femminile e migliorino lo status precario delle donne lavoratrici;

Promozione di ricerche che consentano di avere informazioni precise e dettagliate sullo stato di salute delle donne e sull’accesso delle stesse ai servizi sanitari;

Maggiore partecipazione delle donne alla vita pubblica e alla politica, sia nelle cariche elettive che in quelle politiche, nell’assegnazione di incarichi istituzionali, nella magistratura e a livello internazionale;

Elaborazione di misure atte a eliminare la discriminazione nei confronti delle donne migranti, e rimozione delle le restrizioni sulle donne migranti previste nella Bossi-Fini;

Apertura di un dibattito serio e partecipato sulle questioni di genere, attraverso la traduzione e la diffusione capillare dei dati europei in materia, dei principali atti europei, delle risoluzioni, delle raccomandazioni, al fine di coinvolgere tutti gli attori sociali e le ONG operanti in tale ambito, anche attraverso la creazione di un Comitato Consultivo."


"Traducendo in Italiano le Raccomandazioni del Comitato CEDAW riferite all’ultimo rapporto, compito che spettava agli organi istituzionalmente deputati, ribadiamo la necessità dell’appoggio di tutte le Istituzioni, nella consapevolezza che per progredire nella tutela dei diritti un cambiamento è necessario, c’è bisogno di più impegno e di più donne impegnate su questo fronte in politica, di un empowerment forte per dare sostegno ad un progetto di questa portata. Chiediamo alle Istituzioni, alle donne ma soprattutto agli uomini che le rappresentano e cui rivolgiamo questo appello, il coraggio e la volontà politica di mettersi in gioco, di stanziare i fondi necessari per assicurare la possibilità di elaborare progetti a lungo termine e consentire la creazione di una rete organizzativa locale che possa attuare in maniera coordinata il Piano di Azione che ci auspichiamo verrà redatto a livello nazionale, in concertazione con le associazioni di donne e con gli operatori sociali che per l’autodeterminazione delle donne lavorano da sempre."


"Credere che un cambiamento sia possibile importa una grande spendita di energie, mezzi, risorse, ed implica soprattutto volgere lo sguardo al futuro, consapevoli però del fatto che "un futuro democratico alternativo si costruisce giorno per giorno su pratiche democratiche". Con l’auspicio che le Istituzioni manifestino attraverso il loro operato questa consapevolezza, invitiamo nuovamente ad un impegno concreto per "Dare forma, creare, e mettere in atto una giustizia di genere oggi". Info e adesioni: barbaraspinelli_segreteriagd@yahoo.it
(dicembre 2006)


3. "TRUST FUND TO ELIMINATE VIOLENCE AGAINST WOMEN"
IL PROGRAMMA UNIFEM CONTRO LA VIOLENZA
Una donna su quattro ha subito, subisce o subirà violenza nella vita
L’impietosa fotografia dell’Onu sullo stato del mondo

"Una donna ogni quattro sarà violata, colpita, costretta o abusata sessualmente, in qualche momento della vita, a volte con conseguenze fatali": lo dice l'Organizzazione Mondiale della Salute (OMS), chiedendo interventi immediati. E in questa direzione va il Fondo delle Nazioni Unite per la Donna (Unifem), che ha presentato – in occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne celebrata il 25 novembre in trenta paesi – il programma "Trust Fund to Eliminate Violence Against Women", con un investimento di 1,8 milioni di dollari.


Il programma prevede campagne e azioni di stimolo per: incoraggiare l’approvazione di leggi che contrastino la violenza e riducano la propagazione dell’Aids; spingere le donne a denunciare la violenza di cui sono vittime, rompendo così il "dogma" dell'ombra e del silenzio; sostenere e appoggiare quei gruppi solidali di donne che svolgono funzioni di aiuto per le violentate; diffondere nei mezzi di comunicazione azioni e programmi di allerta e sorveglianza contro la violenza. Non a caso, il nome del programma parla di un "trust fund", di un fondo di "fiducia" e "garanzia" per le vittime di violenza.

Noeleen Heyzer, direttora esecutiva di Unifem, ha definito la violenza di genere come "la violazione più perversa dei diritti umani. Un crimine universale", e ha spiegato che "la violenza sulle donne avviene quotidianamente, in ogni regione e paese, senza distinzione economica o di sviluppo". "A tutt’oggi – ha detto la Heyzer – non abbiamo dati precisi sulla dimensione del fenomeno per via del sommerso, delle mancate denunce da parte delle donne, vittime di paure e rappresaglie, ma anche della difficoltà delle autorità a riconoscere la violenza di genere come crimine e, dunque, a punirla".


Noeleen Heyzer, ha voluto sottolineare la drammatica situazione delle donne che vivono nei paesi più colpiti dall’Aids, dalla guerra e dai conflitti sociali, dove la violenza si traduce in morte: "Oggi – ha spiegato Heyzer – quasi la metà degli ammalati di Aids sono donne, e sono in tutto circa 17 milioni. Nell’Africa Subsahariana quelle più esposte all'infezione hanno un'età tra 15 e 24 anni. Dieci anni fa, le donne sembravano fuori da questa pandemia, oggi sono in pieno epicentro e contraggono il virus quasi sempre come conseguenza di una violazione, il che le rende ancora più vulnerabili". "Nei paesi in guerra – ha detto ancora la direttora dell’Unifem – la situazione delle donne è terribile: sistematicamente sono violentate, e decine di migliaia sono infettate con HIV. Inoltre, quando la comunità scopre che sono sieropositive, le donne vengono duramente colpite e spesso allontanate dall’ambito familiare, o accusate di essere la causa stessa del virus". (dicembre 2006)


4. NEW YORK, UN CONVEGNO ONU SUGLI ABUSI SESSUALI
DEL PERSONALE NELLE MISSIONI INTERNAZIONALI
Kofi Annan: "Fatti tragici e intollerabili"


Si è svolto a New York un convegno sugli abusi sessuali commessi da personale dell'ONU e delle organizzazioni non governative che ha visto la partecipazione di numerose personalità del mondo diplomatico e delle agenzie internazionali e di alti funzionari in rappresentanza di numerosi Paesi. Nel corso dell’incontro si è parlato di nuovi patti internazionali e di assistenza alle vittime. Il segretario generale uscente Kofi Annan ha decisamente condannato lo sfruttamento e l'abuso sessuale definendolo "assolutamente immorale e completamente contrastante con la nostra missione".

Indicando la maggioranza del personale come onesta e disponibile al lavoro anche in situazioni estreme e difficili, Kofi Annan, ha definito "tragico ed intollerabile" il fatto che il lavoro onesto di tante persone venga insidiato da un piccolo numero di individui che producono "grande danno alle donne e ai bambini che già affrontano difficoltà e violazioni estreme nella loro vita quotidiana". Annan, ha inoltre riconosciuto la necessità di azioni incisive contro coloro che si macchiano di questi delitti e annunciato tolleranza zero a tutti i livelli ONU. Le inchieste condotte dai comandi delle diverse missioni o dall'ufficio di controllo dei servizi interni riguardano sia personale militare che civile, ufficiali di polizia, volontari ONU e appaltatori. Il rapporto ha messo in luce la gravità del caso relativo alla missione nella Repubblica democratica del Congo, MONUC, dove le indagini hanno riguardato 202 persone, principalmente militari, ma anche civili ed ufficiali di polizia. Alcune inchieste continuano in Congo, in Liberia e in altri tre paesi. (dicembre 2006)


5.
RASS STAMPA STUPRI, MOLESTIE E VIOLENZE
IN CASA. GIRO DI VITE, CONDANNE PIU’ DURE

Stop alle distinzioni tra marito e convivente:
difendiamo le donne e chi subisce discriminazioni
Il piano della Pollastrini: aggravanti per il coniuge
di Concita De Gregorio (da "la Repubblica" di sab 2.12.06)

E’ una sorpresa trovare nella stanza del ministro Barbara Pollastrini, Diritti e Pari Opportunità, il pubblico ministero Silvia Della Monica celebre per essersi occupata non senza difficoltà anche personali di "mostro" quando lavorava a Firenze e di massoneria a Perugia. "Il nostro capo dipartimento", la presenta il ministro. Della Monica ha sulle ginocchia la cartellina che contiene il nuovo disegno di legge contro la violenza domestica, i maltrattamenti e le molestie persecutorie a sfondo sessuale. Una legge che vuole difendere le donne e tutti i "discriminati per ragioni sessuali", gay e trans inclusi. Siamo qui a parlare, in anteprima, proprio di questo: il testo sarà portato in consiglio dei ministri entro dicembre, è stato studiato di concerto con il ministro della Giusizia Clemente Mastella, è ispirato al modello spagnolo (quella sulla violenza domestica è stata la prima legge del governo Zapatero). La legge italiana prevede pene più severe per la violenza che avviene tra le mura domestiche con aggravante se a commetterla è il coniuge o – assai importante – il convivente. Un’apertura alle coppie di fatto, altro tema in calendario al ministero. Dunque: fino a sei anni di carcere, pena che consente l’uso delle intercettazioni telefoniche e ambientali durante le indagini. Per la prima volta, inoltre, una legge si occupa delle molestie persecutorie (telefonate, sms, pedinamenti, lettere, mail), in inglese "stalking": pene da uno a quattro anni aumentate di un terzo se le minacce sono gravi con possibilità, anche in questo caso, di utilizzare le intercettazioni in deroga alla norma generale. Misure cautelari decise dal giudice per interrompere le persecuzioni che arrivano fino agli arresti domiciliari o al carcere per il molestatore. Fino ad oggi era un reato da contravvenzione, 516 euro di ammenda: la differenza è radicale. Inoltre, estensione della legge Mancino contro le discriminazioni razziali, etniche e religiose anche all’orientamento sessuale e all’identità di genere: l’insulto o la violenza contro un gay diventa aggravante di reato e reato in sé. Si aggiungano la maggiore tutela della vittima nel processo (potranno testimoniare una sola volta nel corso delle indagini preliminari con l’incidente probatorio, cosa che riduce il disagio del teste oltre che i tempi del processo) e nessun faccia a faccia con l’aggressore. Un osservatorio permanente in cui saranno coinvolti anche i centri antiviolenza (tre milioni di euro stanziati in Finanziaria) sarà attivo al ministero.


E’ la prima legge concepita in queste stanze "in intesa con i ministri di Giustizia, Lavoro, Interni, Famiglia, Politiche sociali, Scuola e Comunicazione", dice Pollastrini. Sarà varata dal consiglio dei ministri e poi sottoposta al Parlamento dopo la Finanziaria "e soprattutto dopo che qui abbiamo definito bene la missione, i confini di competenza e le forze disponibili al ministero". Prima di tutto quindi Pollastrini si è occupata delle deleghe: con un decreto del 19 luglio ha avuto tutte le deleghe nazionali e internazionali in materia di Diritti umani e sociali. Di seguito il gruppo di lavoro: sono arrivati il pm Della Monica, Stefano Ceccanti a capo dell’ufficio legislativo, l’ex sindaco di Modena Alfonsina Rinaldi ad occuparsi della segreteria politica. Marcella Ciarnelli dell’Unità a far da portavoce, l’ex senatrice ds Graziella Pagano per i rapporti istituzionali. "Poi, vista la coperta stretta della Finanziaria, abbiamo dovuto fare delle scelte. Primo, i diritti umani, e quindi il programma contro la tratta degli esseri umani e il rifinanziamento di quello contro le mutilazioni genitali. Secondo, un piano d’azione contro la violenza alle donne e alle identità di genere". Qui il ministro sospira. "La verità è che le élites e le classi dirigenti, anche nel centrosinistra, non hanno capito bene cosa rappresentino le donne oggi. Non hanno colto per esempio fino in fondo il senso del discorso di Clinton a Blair: "dobbiamo passare completamente all’epoca delle pari opportunità". Non hanno capito che senza l’espansione della funzione attiva delle donne non si riuscirà a rivoltare il paese, a renderlo pià dinamico tollerante rispettoso e non ci sarà vera crescita. Noi dobbiamo trovare la via italiana fra il modello Sègolene Royal e quello delle quote: una via fatta di regole, libertà e responsabilità".

Regole, in primo luogo. "Perché nel comitato di bioetica, che decide delle sorti del corpo delle donne, non ci devono essere tante donne quanti uomini? Perché non alla Corte costituzionale, tra i direttori e i vice della Rai, nelle aziende? In Spagna in Francia, in Giappone ci sono piani per raggiungere il 65 per cento dell’occupazione femminile, da noi siamo al 45, al sud al 27". Ecco allora una prima misura, già varata in Finanziaria e in vigore da gennaio: le aziende delle "aree svantaggiate" (soprattutto dunque al sud) che assumeranno una donna avranno un risparmio ulteriore, con l’Irap, di 150 euro al mese per lavoratrice. "In Svezia in Germania e nel Nord Europa ci sono leggi che puntano ad avere nell’arco di 7-8 anni almeno il 40 per cento di donne nei cda delle società quotate in borsa. Il 10 per cento all’inizio e poi ad aumentare, con incentivi e premi, con beneficio economico per chi lo fa. Cominciamo a pensarci anche noi. Per ogni dirigente donna uno sgravio fiscale. Penso però anche ai Tar, alla Banca d’Italia: l’assemblea di Bankitalia è uno spettacolo deprimente da questo punto di vista, e l’obiezione che già sento è che non ci sono donne di qualità a quell’altezza è l’ultimo grande bluff degli uomini che detengono il potere. Posso fornire elenchi lunghi così di economiste e filosofe della scienza, di magistrate e analiste di primissimo livello. Arginiamo la fuga all’estero, questo patrimonio è la nostra vera risorsa".


La legge contro la violenza, allora. "Si comincia da qui, si deve abbattere il muro della vergogna e dell’impunità. E’ una questione anche di cultura. Col ministro Fioroni siamo d’accordo per studiare un piano che inserisca i temi della violenza e del rispetto della persona nei programmi scolastici, con Gentiloni parleremo presto di codici per la Rai e per il mondo delle comunicazioni. Bisogna però, anche, insieme, punire. Rendere socialmente odioso quel che ancora è in qualche modo tollerato. In Italia un omicidio su quattro avviene in casa, ogni tre morti violente una e una donna uccisa dal marito, dal convinvente. Ogni giorno almeno 7 donne subiscono violenza. Allora: non devono più essere tollerate le molestie continuate e gravi in famiglia, nei luoghi di lavoro, per strada. Chi fa violenza a gay, lesbiche, transessuali a causa della loro identità deve essere punito. Se il violento è un parente o un convivente la circostanza è più e non meno grave. Si parte da qui: da una grande e coraggiosa sferzata, serve uno sguardo laico e fiducioso". Sembra un augurio rivolto soprattutto ai suoi colleghi di governo. Sono giorni in cui le donne ds si scontrano – Turco contro Serafini – per le legge sulla droga. "Io non capisco perché se discutono due donne è un litigio e se lo fanno due uomini è un confronto. Gli uomini passano il loro tempo in guerre di potere, se due donne hanno due diverse opinioni è subito una bega da cortile. Stiamo molto, molto attenti a usare le parole ad applicare le categorie: è un fatto culturale, vede, lo è anche nei giornali e in tv. Poi certo, trovare uno stile che tenda all’armonia è auspicabile per tutti ma per le donne, ancora una volta, è un compito in più". (di Concita De Gregorio – da "la Repubblica" di sab 2.12.06)


>>> Guarda su didonne.it la presentazione (formato Power Point) di Anna Franca Rinaldelli
"Rispetto, coscienza, bellezza: contro la violenza, verso la libertà

>>> Leggi su didonne.it l'articolo di Cecilia D'Elia, presidente della Commissione delle Elette della Provincia di Roma, "
Violenza sulle donne: una questione di cultura" apparso su "L'Unità" di sab. 9-12-06

 



CONTRO LA TRATTA


A ROMA DAL 10 AL 24 GENNAIO, 'TRAFFICKING'

IN MOSTRA IL MERCATO GLOBALE DEGLI ESSERE UMANI
Nell'ambito della campagna "Ora lo sai!"

Presto attivo il Numero Verde contro la tratta


Sarà la capitale ad ospitare, presso la Galleria Colonna, dal 10 al 24 gennaio 2007, "Trafficking", la mostra sul tema della tratta degli esseri umani. Il materiale esposto rappresenta una sezione trasferibile della mostra realizzata dal partner svedese – Museum of World Culture di Göteborg (
www.worldculture.se)- nell'ambito delle attività transnazionale del progetto italiano Equal II fase "Tratta NO! Un altro punto di vista" promosse in collaborazione con i progetti Equal dei partner di Svezia, Grecia e Lettonia, nel contesto del progetto AHTNET (Networking against Human Trafficking).


Fotografie, oggetti, registrazioni audio e opere artistiche ispirate al tema formeranno un percorso virtuale attraverso il quale l'osservatore sarà coinvolto in prima persona nell'esperienze vissute dalle vittime: sfruttamento lavorativo, accattonaggio, matrimoni forzosi, traffico di organi… ovvero tutte quelle situazioni di "normale e quotidiana" prevaricazione e violazione dei diritti della persona malcelate dietro l'indifferenza e la fretta della vita di ogni giorno. L'esposizione in Italia è promossa dal progetto Equal "Tratta NO!" (
www.trattano.it) e dal Dipartimento per i Diritti e le Pari Opportunità, Presidenza del Consiglio dei Ministri, partner di rete del progetto "Tratta NO!" e titolare degli interventi di protezione sociale delle vittime della tratta di esseri umani e dell'informazione sul tema a livello nazionale. La mostra sarà aperta al pubblico dalle ore 9.00 alle ore 21.00.


La conferenza stampa di presentazione è prevista per il 18 gennaio 2007, alle ore 11.30, presso la Sala Monumentale del Dipartimento per i Diritti e le Pari Opportunità (Largo Chigi, 19), la conferenza stampa della mostra "Trafficking" e della campagna informativa "Tratta NO! Un altro punto di vista… ". Durante la conferenza stampa sarà presentato anche il materiale della seconda fase della campagna informativa "Tratta NO! Un altro punto di vista…. ORA LO SAI!": una scheda video, uno spot audio ed una cartolina presentano in modo significativo il concetto della tratta di esseri umani come auspicato da organismi internazionali ed europei cercando di far emergere gli stereotipi culturali ed i pregiudizi comuni sul fenomeno e un numero verde antitratta nazionale 800 290 290.

Parteciperanno all'incontro Silvia Della Monica, Capo Dipartimento per i Diritti e le Pari Opportunità, Carla Olivieri, responsabile del progetto Tratta NO!, Vittorio Roidi, Segretario Nazionale dell'Ordine dei Giornalisti, Paolo Butturini, rappresentante della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, Roberto Di Giovan Paolo, Segretario Nazionale dell'AICCRE e Lucia Scarpitti, Dirigente della Divisione IV del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, Ente Gestore in Italia del programma europeo Equal. L'eventuale scheda di iscrizione all'incontro del 18 gennaio deve essere inviata all'indirizzo
affariinternazionali@governo.it entro il 12 gennaio 2007. Il formulario è disponibile su http://www.pariopportunita.gov.it/DefaultDesktop.aspx?doc=1008. (dicembre 2006)

Info: tel 06.67792453/4 - 080.5024512 - fax 06.67792463 - mostratrattano@trattano.it

 



RAPPORTO UNICEF 2006

RASS STAMPA
"CONTRO LA FAME POTERE ALLE DONNE"
LA SFIDA DELL’ONU PER I BAMBINI
L’Unicef: ci sarebbero decine di milioni di piccoli denutriti in meno
con la parità dei sessi nella gestione delle risorse
di Francesca Caferri (da "la Repubblica" di mart. 12-12-06)

Il futuro dei bambini passa attraverso la salute e la capacità decisionale delle loro madri: una donna sana e libera di compiere scelte indipendenti ha molte più possibilità di crescere un figlio in buona salute e di offrirgli un’istruzione. E’ alla condizione delle donne e al suo rapporto con quella dei minori che l’Unicef ha dedicato quest’anno il suo annuale sudio sulla condizione dell’infanzia nel mondo. Scelta insolita, quella di non concentrarsi direttamente sui bambini, che la direttrice dell’agenzia Onu per l’infanzia, Ann Veneman, ha spiegato così: "Quando si rafforza il ruolo delle donne di modo che possano condurre una vita piena e produttiva, i bambini e le famiglie prosperano".

Lo studio dimostra questo assunto seguendo, dati alla mano, l’intero campo dell’esistenza delle donne nella varie parti del mondo. Punto di partenza privilegiato, la situazione all’interno delle case e delle famiglie: in due aree molto povere come l’Africa centrale e occidentale, i ricercatori dell’Unicef hanno scoperto che le donne spendono il 74% dei fondi a loro disposizione – contro il 22% degli uomini – in cibo per la famiglia. Se uomini e donne avessero lo stesso peso nel prendere decisioni sulla gestione delle risorse familiari, il tasso di malnutrizione nei bambini da zero a tre anni nella sola Asia meridionale scenderebbe del 13%, con una diminuzione di oltre 13 milioni nel numero annuale dei bambini malnutriti. Ma sono ancora pochi i casi in cui le donne influiscono sulle decisioni familiari: in solo 10 dei 30 paesi in via di sviluppo censiti il 50% delle donne dichiarano di avere la possibilità di far sentire la loro voce nella gestione delle risorse o in scelte riguardanti la salute e lo studio dei bambini.


E’ questo, evidenzia lo studio, l’ultimo passo di un processo di discriminazione nei confronti del sesso femminile che in alcuni paesi comincia nella culla e si protrae durante l’intera esistenza: in Cina e India l’aborto selettivo o l’infanticidio delle bambine sono pratiche ancora comuni. Una volta a scuola – e questo è un dato comune a quasi tutti i paesi in via di sviluppo – le alunne hanno meno possibilità di completare gli studi rispetto ai coetanei maschi: per ogni 100 bambini che abbandonano le aule, 115 bambine subiscono la stessa sorte. Per loro la scelta obbligata immediatamente dopo i banchi è quella del matrimonio e della gravidanza: 14 milioni di adolescenti fra i 15 e i 19 anni partoriscono ogni anno, mettendo al mondo bambini che hanno il 60% di possibilità in più di morire rispetto ai figli di madri con più di 19 anni.


Il risultato non migliora di molto se, come fa il rapporto Unicef, si sposta il fuoco dell’attenzione dal campo della sanità a quello della politica: solo il 17% dei parlamentari di tutto il mondo sono donne. E se non necessariamente tutte le elette si fanno promotrici di leggi a favore di infanzia e famiglia, è statisticamente provato che la maggior parte di questi provvedimenti arrivano da politici donne, e che la loro efficacia come strumento di sostegno ai nuclei familiari è spesso determinante. Un fatto questo su cui anche l’Italia dovrebbe riflettere. (Francesca Caferri, da "la Repubblica" di mart. 12-12-06)

 




RETE DELLE CONSIGLIERE DI PARITA'

621 INTERVENTI CONTRO LE DISCRIMINAZIONI SUL LAVORO
Dal 2001 a oggi. I dati rilevano una disomogeneità degli interventi a livello locale,
dovuta - tra l'altro - al livello delle competenze e al grado di visibilità delle Consigliere


La Rete Nazionale delle Consigliere di Parità ha realizzato una ricerca sugli interventi realizzati dalle Consigliere in materia di lavoro dal 2001 a oggi. I risultati dell'indagine sono stati presentati a Roma nel corso di un incontro al quale hanno preso parte - oltre alla Consigliera Nazionale di Parità Isabella Rauti - la sotosegretaria al Lavoro Rosa Rinaldi, la sottosegretaria ai Diritti e alle Pari Opportunità Donatella Linguiti, la direttora generale del dipartimento Mercato del Lavoro Lea Battistoni e la responsabile dell'ufficio comunicazione dell’Isfol Isabella Pitoni. Dai dati emerge che sono stati ben 621 gli interventi realizzati dalle Consigliere di Parità per discriminazioni a sfondo sessuale sui luoghi di lavoro. La distribuzione territoriale degli interventi è piuttosto disomogenea: il 61% è concentrato al Nord, il 13% al Centro e il 26% al Sud e nelle Isole. In tre regioni (Valle d’Aosta, Friuli Venezia Giulia e Molise) e in 67 province, oltre a quelle autonome di Trento e Bolzano, non sono stati rilevati casi, mentre in altre sei regioni (Umbria, Marche, Lazio, Abruzzo, Calabria, Sicilia) i casi rilevati sono meno di 10. Per la maggior parte dei casi, le azioni intraprese dalle Consigliere sono ‘consulenze’ (294), seguite da 133 ‘conciliazioni informali’, 70 ‘extragiudiziali’, 45 ‘giudiziali’, oltre a 79 ‘altre azioni’. Quanto all’esito degli interventi, su un totale di 621, 167 possono considerarsi ‘definiti’, 247 si sono ‘esauriti nell’ambito della consulenza’, 58 sono stati ‘interrotti per volontà del soggetto discriminato’, mentre 167 sono ancora ‘in corso’.


La gran parte delle discriminazioni denunciate ha carattere individuale (565), a fronte di 55 casi di discriminazione collettiva. Le cause più frequenti di discriminazione individuale sono collegate alla flessibilità (212), seguite da quelle correlate alla cessazione o sospensione del rapporto di lavoro (79) e alla progressione della carriera (55). Molto bassa l’incidenza degli aspetti retributivi e premiali (16). Leggermente diversa la situazione per le discriminazioni collettive, tra cui spiccano l’accesso al lavoro e la progressione della carriera. L’età più critica, per una donna, quella cioè in cui più facilmente incorre in discriminazioni, è quella collegata alla maternità, tra i 25 e i 40 anni circa. In 16 casi vengono segnalati episodi di mobbing, seppure accompagnato ad altre azioni. A discriminare sono più spesso datori di lavoro privati (391 casi) rispetto al pubblico (230). Se nel pubblico si discrimina di più negli enti locali (124) rispetto alle amministrazioni nazionali (104), nel privato non si notano differenze di rilievo dovute alla dimensione aziendale: le grandi imprese sono in numero leggermente inferiore (84), mentre medie e piccole si equivalgono (114 e 112). Per quanto riguarda i settori, il commercio, grande e piccola distribuzione, è molto presente (71 casi), seguito da credito, assicurazione e servizi alle imprese (45) e da trasporti e attività postali (37).


Nella maggioranza dei casi (531), è la donna il soggetto discriminato, ma non mancano episodi in cui la vittima è un uomo (51). La ricerca traccia anche un profilo della donna discriminata. E’ prevalentemente italiana, ha tra i 30 e i 40 anni (35%), è coniugata (36%) e ha un figlio (25%). Nel 37% dei casi ha un diploma di scuola secondaria superiore e per oltre la metà (59%) ha un contratto di lavoro a tempo indeterminato e a tempo pieno: nel 49% dei casi si tratta di impiegate esecutive o tecniche. Un profilo - spiega la ricerca - che denota, in qualche misura, "una situazione di ragionevoli sicurezze e anche di adeguati strumenti per comprendere e affrontare i problemi".


Dal bilancio delle attività svolte dalle Consigliere di Parità emerge dunque una grande quantità di azioni antidiscriminazione messe in atto, nonostante le difficoltà collegate all’esercizio del ruolo e la crescita significativa nel tempo necessario per seguire tutte le richieste di aiuto o intervento che pervengono ai loro uffici. In particolare, sottolinea il rapporto finale dell'indagine, sono state messe in campo tutte le tipologie di azione possibili per fornire risposte adeguate alle richieste. La localizzazione sul territorio, come si è visto, resta ancora disomogenea, e questo per motivi di varia natura, tra i quali l'ancora scarsa conoscenza della figura, delle funzioni e delle prerogative delle Consigliere di Parità. Permane una diffusa difficoltà dei soggetti a intervenire concretamente contro le discriminazioni subite: molto spesso l'intervento delle Consigliere si ferma alla consulenza.


Secondo la sottosegretaria al Lavoro Rosa Rinaldi, "Questo governo ha dimostrato fin dal suo insediamento una spiccata sensibilità e interesse verso le pari opportunità a partire dal lavoro, che rappresentano un traguardo ancora lontano. A 15 anni dalla legge 125 sulle discriminazioni nei luoghi di lavoro, è ancora ampio il divario tra uomini e donne, anche in termini salariali. Da qui devono ripartire le istituzioni. Bisogna uscire dalla retorica della parità: ci sono le norme, ma da sole non bastano. In quest’ottica, l’Anno europeo per le pari opportunità, che sarà celebrato nel 2007, può rappresentare una leva che aiuti a dare strumenti concreti per invertire la rotta".


A rimarcare il ruolo delle Consigliere di Parità come "ben codificato ed efficace" è stata la sottosegretaria ai Diritti e alle Pari Opportunità Donatella Linguiti, secondo la quale tuttavia l'incisività delle azioni intraprese rimane ancora diversa, da zona a zona, anche per il differente livello di competenza acquisito dalle Consigliere e perché queste, localmente, hanno saputo occupare spazi differenti: ma i risultati conseguiti, secondo Donatella Linguiti, rappresentano "le esperienze più avanzate, una sorta di passepartout per consolidare questo ruolo e questa efficacia. Del resto, un mercato del lavoro che si è complicato nelle forme contrattuali, dopo la legge 30, richiede capacità di lettura e di intervento maggiori".


"Quello che emerge dalla ricerca è uno stato addirittura più avanzato rispetto alla situazione reale del paese, in termini di progressioni di carriera, posizioni apicali raggiunte, differenziali salariali, presenza nelle istituzioni", ha detto Isabella Rauti: "Le nostre ricerche servono a fotografare l'esistente, ma anche a indicare come superarlo; servono a denunciare gli scarti di parità esistenti, perché ricostruire e capire significa denunciare e indicare possibili soluzioni, dunque porre i problemi all’attenzione della politica". Isabella Rauti ha poi ricordato l’attività del Centro studi, ricerche e documentazione dell’Ufficio della Consigliera Nazionale di Parità, che "si è costituito non solo per fare ordine tra il materiale esistente e promuovere nuove ricerche, ma anche in vista di una fruizione pubblica, avviata proprio di recente". Il Centro studi, nato nel 2004 e curato dal Centro di documentazione dell’Isfol, offre supporto tecnico-scientifico alla diffusione delle politiche di parità nel mondo del lavoro e alla valorizzazione della differenza di genere. E’ dotato di una biblioteca aperta al pubblico e realizza, tra i numerosi prodotti editoriali, dossier di parità, newsletter, monografie, quaderni dei gruppi di lavoro della rete delle consigliere, a cui si affianca il sito web (www.consiglieranazionaleparita.it), accessibile anche dal portale del ministero del Lavoro. (dicembre 2006)

 



DONNE E DISCRIMINAZIONI


1. AREZZO, IL CONVEGNO DELLE CONSIGLIERE DI PARITA'

SUL NUOVO DIRITTO ANTIDISCRIMINATORIO
Larga e convinta partecipazione del mondo delle associazioni

Soddisfatte le Consigliere. Presto gli atti su www.didonne.it

 

Le Consigliere di Parità della Provincia di Arezzo Marilena Pietri (effettiva) e Giuseppina Ciullo (supplente) esprimono la loro soddisfazione per lo svolgimento del convegno "Il nuovo diritto antidisciminatorio. Prospettive nazionali ed europee per la tutela dei diritti e la promozione delle pari opportunità per tutti", che ha visto lo scorso 5 dicembre al Teatro della Bicchieraia del capoluogo una larga e convinta partecipazione di donne, cittadini e associazioni aretine. "L'auspicio - dichiara Marilena Pietri - è che con questo appuntamento si siano consolidate le premesse per una sempre più attiva sinergia tra tutti i soggetti del territorio che combattono le discriminazioni, di genere e di ogni natura, per realizzare azioni di contrasto positive incisive ed efficaci ma anche per costruire dal basso una cultura dei diritti e delle pari opportunità per tutti che sia terreno di crescita culturale, politica e civile". Presto disponibili sul nostro sito www.didonne.it gli atti del convegno. Info: consigliera_parita@provincia.arezzo.it (dicembre 2006)

2. VUOI PIU' FLESSIBILITA'? E IO TI LICENZIO

Aveva chiesto solo mezz'ora, ma l'azienda l'ha messa alla porta

E' accaduto a Vaiano Cremasco, in provincia di Cremona. Lei, una dipendente, aveva chiesto solo mezz'ora di lavoro flessibile per poter riprendere la figlia da scuola, ma l'azienda - la Ipc-Faip, che produce strumenti per la pulizia domestica e professionale ad acqua - l'ha licenziata. Raffaella, operaia di 40 anni, era una delle tantissime donne ad avere un 'banale' problema di conciliazione vita-lavoro, ma dopo un lungo braccio di ferro è stata messa alla porta. Fino a qualche settimana fa la donna, divorziata e senza altri redditi se non il suo stipendio di mille euro al mese, approfittava della pausa pranzo per andare a prendere sua figlia a scuola, ma un recente accordo sindacale ha accorciato la pausa pranzo. Raffaella aveva chiesto una deroga, e si era dichiarata disponibile a recuperare altrimenti la mezz'ora o a rinunciare a mezz'ora di retribuzione. Non c'è stato niente da fare. Il sindacato Flm Uniti-Cub ha indetto scioperi di mezz'ora per consentire a Raffaella di accudire la figlia, l'azienda ha deciso il licenziamento, il licenziamento è stato impugnato. La prima udienza davanti al giudice è fissata per il 9 gennaio a Crema. Doppi auguri a Raffaella!

 




MONDO


1. FRANCIA, UNA LEGGE PER LA PARI RAPPRESENTANZA
PRIMA DELLE ELEZIONI PRESIDENZIALI
Mentre la Royal avanza nei sondaggi, il suo sfidante
e ministro dell’Interno Sarkozy propone ‘quote’ del 50%


Sarà votato in Francia prima della fine di questa legislatura il progetto di legge sulla parità dei sessi negli esecutivi locali, che è già stato discusso dal consiglio dei ministri. Presentato dal ministro dell'interno Nicolas Sarkozy, il progetto prevede l'obbligo della presenza al 50% di uomini e donne negli esecutivi di regioni e comuni con più di 3.500 abitanti e l'inasprimento delle multe per i partiti che non rispetteranno le quote. Soddisfatto il presidente Jacques Chirac, secondo il quale il progetto di legge "permettendo a migliaia di donne di entrare in politica, e favorendo l'accesso alle funzioni esecutive locali e in parlamento, farà progredire la nostra democrazia e i diritti delle donne". (dicembre 2006)


2. USA, HILLARY CLINTON SI AVVIA
ALLA CANDIDATURA PRESIDENZIALE 2008
Gli osservatori sempre più concordi sulla scelta
del Partito Democratico americano
Condoleeza Rice: non sono in corsa per la Casa Bianca

Pare sempre più probabile che sarà proprio la senatrice ed ex first lady Hillary Rodham Clinton la candidata per il partito democratico USA alle presidenziali del 2008. Dopo anni di impegno professionale (Hillary Clinton è una quotatissima avvocato) e politico, e dopo la clamorosa riconferma al senato nelle scorse elezioni di mid term del 7 novembre (Hillary ha conservato il seggio di New York con una percentuale di consensi vicina al 70%), sembra proprio che la ventilata candidatura del giovane e promettente Barak Obama, considerato il più prossimo antagonista di Hillary Clinton, sia destinata a sfumare, o a ridimensionarsi in una candidatura per la vicepresidenza.


Sono ormai quattro anni che si parla della partecipazione di Hillary Clinton alle presidenziali del 2008, l’argomento è ormai oggetto permanente di inchieste, opinione, dibattiti televisivi ed articoli giornalistici. Uno degli ultimi sondaggi realizzato dalla rivista Time, dà per scontato che sarà Hilary Clinton la candidata prescelta dai democratici per la competizione alla Casa Bianca. L'inchiesta ha mostrato che il 53% degli americani ha una percezione favorevole dell’ex first lady, e anticipa che la competizione con il senatore dell’Arizona, John McCain, candidato favorito per i repubblicani, vede la senatrice in vantaggio di due punti percentuali.


Hillary Clinton è oltre tutto una formidabile calamita di finanziamenti elettorali: per la sua rielezione al Senato ha ottenuto da amici e sostenitori circa 30 milioni di dollari, e per le future presidenziali avrebbe già rastrellato ben 10 milioni di dollari.


Sul fronte repubblicato, nuova smentita di Condoleeza Rice alle voci che la vorrebbero candidata alla presidenza, in una sfida tutta al femminile con Hillary Rodham Clinton. "Sono felice che le donne si presentino alle elezioni e in molti posti vincano. Sono stata all’insediamento della Johnson-Sirleaf in Liberia e della Bachelet in Cile, tuttavia non sarò una di loro": con queste parole la Rice è tornata a escludere la possibilità di entrare in corsa per la Casa Bianca. Condoleezza Rice, già rettore dell’Università di Stanford, ha detto di sentirsi nel profondo "una accademica, pertanto spero – ha aggiunto – come segretario di Stato di poter aiutare ancora gli Stati Uniti a piantare alcune pietre miliari, ma quando avrò finito tornerò a casa in California e insegnerò". (dicembre 2006)


3. USA, ORA E’ LUI A GUADAGNARE MENO
Ridotta la differenza di reddito tra uomini e donne

Il Ministero del lavoro americano e l'Ufficio del censimento hanno pubblicato alcuni dati secondo i quali la differenza di stipendio tra uomo e donna si è ridotta al 18,3%, rispetto al 21,5% di cinque anni fa. Il divario nel reddito medio annuo si è ridotto dal 26,3% nel 2000 al 23% nel 2005, con le donne che negli Usa guadagnano in media 31.858 dollari l'anno e gli uomini 41.386. Ma nello stesso periodo 2000-2005, il salario medio degli uomini è calato del 2% mentre quello delle donne è salito solo del 3%. "I salari sono stati in genere depressi in questi anni - ha spiegato Michele Leber, presidente del National committee on pay equity - ma quelli degli uomini sono peggiori e la tendenza complessiva è scoraggiante". La spiegazione è che stanno diminuendo i posti tra la forza lavoro maschile e i salari nel settore manifatturiero, mentre le donne beneficiano, anche se in lieve misura, degli incrementi in settori con paghe basse.


"La paga delle donne paragonata a quella degli uomini quest'anno ha raggiunto un nuovo picco - ha detto Heather Boushey, economista del Center for economic and policy research - ma non c'è molto di cui eccitarsi, visto che l'unica ragione è che le retribuzioni degli uomini sono in calo più rapido". Il gap si sta chiudendo "nella modalità sbagliata: - ha aggiunto Rebecca Blank, della University of Michigan - l'idea era che i salari delle donne dovevano crescere, non che calassero quelli degli uomini". Positiva è stata invece la reazione di Francine Blau, docente di relazioni industriali alla Cornell University, secondo la quale le donne stanno rimontando e vedono i loro introiti in crescita. "Non si può avere tutto e se vogliamo che le donne chiudano il divario, occorre che i loro salari crescano più di quegli degli uomini". (dicembre 2006)

4. GRAN BRETAGNA, MOZIONE PER RIABILITARE HELEN DUNCAN
L’ULTIMA CONDANNATA PER STREGONERIA
Aveva previsto lo sbarco in Normandia


Se parlando di stregoneria vi vengono in mente scenari da medio evo, avete sbagliato epoca. Fu in base ad una legge del 1753 che, nel 1944, la sensitiva Helen Duncan fu l'ultima persona nella storia britannica ad essere condannata per stregoneria. A 50 anni dalla sua morte, un gruppo di appassionati di parapsicologia spera di convincere il ministro degli Interni John Reid a revocare la sentenza e a dichiararla innocente. I motivi che portarono alla condanna di Duncan sono quanto meno bizzarri: si temeva che la sensitiva potesse rivelare i dettagli dell'imminente sbarco in Normandia. La Duncan era già finita nel mirino delle autorità britanniche qualche anno prima. Nel 1941, mentre imperversava la guerra, nel corso di una seduta spiritica, la donna disse di aver parlato con lo spirito di un marinaio della HMS Barham, che le aveva comunicato che la nave era affondata e che tutti i marinai erano morti. Era la verità, ma una verità che il governo inglese voleva tenere nascosta, per non gravare il morale della popolazione e delle truppe. Il governo decise infatti di non rivelare la perdita, spedendo addirittura false cartoline di auguri alle famiglie dei deceduti.


Nel 1944, mentre la sensitiva era impegnata in una seduta spiritica nella sua casa di Portsmouth, la polizia fece irruzione e la arrestò con l'accusa di stregoneria. La ragione del suo arresto e della sua condanna a nove mesi nel carcere femminile di Holloway, a Londra, era che le autorità la consideravano ormai un nemico della nazione, alla stregua di una spia, e non volevano che la donna andasse in giro a raccontare che migliaia di soldati erano in procinto di assaltare le coste della Normandia alle prime luci di un giorno di giugno. Secondo Ray Taylor, direttore della rivista Psychic World che ha indetto una campagna per riabilitare Helen Duncan, la medium non era nè una minaccia per il Paese nè una serva di Satana. "Helen Duncan è stata una delle più grandi medium del mondo che ha dato speranza e conforto a molti", ha detto: e ora spera di convincere il ministro degli Interni a revocare il verdetto nei confronti della sensitiva. (dicembre 2006)


5.
RASS STAMPA LE MILLE GUERRE DI BAGHDAD

Americani contro sunniti e Al Qaeda. Sciiti contro sunniti.

Sunniti e sciiti contro americani. E armi dappertutto.

Con leader politici che si creano un loro esercito.

E fazioni che si contendono le milizie del Mahdi

di Barbara Schiavulli (da "L'Espresso" del 14-12-06)


Abd al Sattar Obeid, un pensionato sunnita di Baghdad, ha perso un figlio, un fratello e due nipoti uccisi dai miliziani sciiti. Un mese dopo, pochi giorni fa, durante una cerimonia di commemorazione, i militanti sono tornati e, sotto gli occhi disperati di Obeid, gli hanno ucciso gli altri due figli. Adnan Hamid, invece, è stato ferito durante uno scontro a fuoco tra americani e sunniti, con mezzi di fortuna è riuscito a raggiungere l'ospedale, ma quando è arrivato le guardie hanno capito che era un sunnita e lo hanno ucciso. Qualche giorno dopo il fratello è andato a reclamare il corpo, scortato da 17 familiari. Giunti all'ospedale sono stati presi, portati via, torturati e uccisi. Il padre è dovuto andare con una scorta dell'esercito per recuperare i 19 cadaveri della sua famiglia. "Era qualche giorno che non sentivo il mio amico sciita Alì", ci racconta Ammar, giornalista di un'agenzia di stampa internazionale: "Sono passato a trovarlo e lui mi ha detto che dieci giorni fa hanno rapito suo fratello e da due ha cominciato a fare il giro delle camere mortuarie". "Dopo che due mie compagne di scuola sono state violentate, i miei genitori sono come impazziti, non mi mandano più a scuola e non mi fanno uscire di casa", racconta Nur Sami, una bambina di 11 anni. Le sue compagne, due sorelle, sono state rapite con la madre che era andata a prenderle all'uscita dalle lezioni, per tre giorni sono state violentate e poi uccise.


Non c'è nessuno nell'inferno di Baghdad che non abbia una storia dolorosa da raccontare. Non c'è più un solo quartiere che non sia teatro di combattimenti. Guerra civile, si comincia a chiamarla. Ma la definizione è riduttiva. La situazione si è complicata oltre ogni previsione. In Iraq, infatti, si combattono più guerre. C'è quella degli americani contro la guerriglia sunnita e Al Qaeda. E in questo sono virtualmente alleati delle milizie sciite. Un'altra è quella dei sunniti e di Al Qaeda contro gli americani, e in questo guerra si associano anche buona parte delle milizie sciite. E ancora, un altro conflitto è quello che vede contrapporsi ferocemente sciiti e sunniti che, dopo 12 secoli di sottomissione, non vogliono perdere l'occasione di avere la loro fetta di potere. Come se non bastasse, all'interno di ogni fazione ci sono ulteriori ramificazioni e divisioni, con gruppi armati che lottano tra loro. E poi ancora gli addetti stranieri alla sicurezza, i peshmerga kurdi, l'esercito iracheno in mano ai sunniti che si accanisce contro gli sciiti e la polizia impregnata di militanti sciiti che, protetti dal distintivo, rapiscono, torturano e uccidono i sunniti.


In questo calderone si insinua la politica irachena paralizzata nel timore di irritare gli animi dei miliziani, come l'esercito del Mahdi, l'ala armata dei movimento di Moqtada Al Sadr, l'indiscusso leader sciita. Non si sa con esattezza quante siano le forze del Mahdi. Secondo stime dell'intelligence americana, variano dai 10 mila ai 60 mila uomini, il che ne farebbe il secondo fronte armato dopo quello statunitense.


In realtà a Baghdad sono tutti armati. Basta osservare i tetti dei palazzi, i posti di blocco alle entrate dei quartieri, davanti agli ospedali, ai negozi, ai ministeri, centinaia di persone presidiano, protreggono e all'occasione uccidono. Sono mesi che la Casa Bianca chiede al premier Al Maliki di smantellare le milizie sciite, ma il leader del partito Dawa tergiversa perché tutti i partiti religiosi sciiti he lo sostengono e di cui fatta la maggioranza del parlamento, possiedono un'ala armata, proprio come Al Sadr, che controlla 30 seggi in parlamento su 275 e sei ministeri, come quello dell'Agricoltura e della Sanità. Abbastanza da far tremare il governo di coalizione di Al Maliki.


Molti iracheni pensano che Moqtada Al Sadr sia il vero primo ministro dell'Iraq, non a caso è spesso lui a fare il brutto e il cattivo tempo. Sadr è assetato di potere. Xenofobo, nazionalista, con un'istruzione non eccellente come i suoi antenati - il padre, lo zio e il nonno erano importanti ayatollah sciiti, uccisi da Saddam Hussein - ha preso in mano ancora molto giovane l'eredità della sua famiglia, fatta di scuole religiose, associazioni e istituti caritatevoli, si è liberato a colpi di Kalashnikov dei rivali, ma soprattutto è riuscito a penetrare nelle teste dei giovani, scontenti e poveri sciiti. Solo a Baghdad nel quartiere di Sadr City, ci sono 2 milioni e mezzo di persone pronte a fare tutto quello che dice. In cambio offre servizi, soldi, scuole e protezione.


Dopo la carneficina di due settimane fa, quando morirono 200 persone a Sadr City a causa di una serie di autobombe, sono stati i militanti del Mahdi a donare il sangue, a raccogliere i feriti e portarli all'ospedale e quindi ad attaccare per rappresaglia alcuni quartieri sunniti. "Dopo l'attentato, i miei sentimenti sono cambiati. Vivevo la mia vita e non m'importava di appartenere a un gruppo. Ma mi sento parte di una comunità sotto assedio e ora voglio essere un martire per la mia gente", dice Firas Qabi, che fino a qualche giorno fa gestiva un negozietto di alimentari e ora dirige un posto di blocco del Mahdi.


La forza di molti movimenti islamici, non solo in Iraq, è quella di unire la lotta armata al sostegno sociale. Così, accanto ai guerriglieri armati di tutto punto, ci sono medici, insegnanti, benefattori, pronti ad aiutare la loro gente. Ma tutto questo costa: per mantenere un esercito, per accrescere il proprio potere servono soldi. Molti ragazzi che non hanno lavoro, seguono l'addestramento delle forze di sicurezza irachene; poi abbandonano l'esercito e si arruolano in quello del Mahdi che paga più dei 140 dollari al mese che dà il governo, e, soprattutto, non rischia la pelle tutti i giorni. Quello iracheno è l'unico esercito al mondo dal quale si può disertare senza subire conseguenze penali.


Secondo un rapporto dell'intelligence americana, nelle tasche dei movimenti armati entra almeno un milione di dollari al giorno, grazie alle loro imprese criminali. Se all'inizio queste milizie venivano aiutate da alcuni dei paesi vicini, come l'Iran nel caso degli sciiti e la Siria per i sunniti, ora la guerriglia è autosufficiente. "Il pagamento dei riscatti, le estorsioni, i furti, la corruzione, i proventi del mercato nero fanno sì che i soldi non manchino mai", spiega il colonnello William Brown, un ufficiale dell'intelligence americana responsabile del monitoraggio di una ventina di gruppi armati nella zona est di Baghdad. E aggiunge: "Come non mancano le armi, sottratte ai depositi militari delle basi di Saddam Hussein".


Migliaia di iracheni sono stati rapiti negli ultimi tre anni, e di solito il riscatto si aggira intorno ai 50 mila euro per gli iracheni, fino a milioni per gli stranieri. "Gli uomini di Al Sadr controllano poi molte pompe di benzina, le forniture di gas che gli iracheni usano per cucinare, nonché il Ministero dei Trasporti. E' facile vendere 40 litri di gas e darne solo 35", spiega il colonnello Brown. Se l'esercito del Mahdi, come altri gruppi più piccoli, può sembrare compatto nei suoi obietivi (cacciare gli stranieri, sottomettere i sunniti e proclamare uno Stato islamico), non significa che al suo interno non ci siano divisioni e lotte di potere. La decisione di Al Sadr di entrare in politica lo ha salvato dall'accusa di aver ucciso un imam rivale. Al Sadr ha poi fatto credere di scegliere la via del dialogo alla lotta armata per essere libero di giocare su due tavoli: quello della legalità e quello del terrorismo. Esattamente come fanno quasi tutti i leader politici iracheni che possiedono un loro esercito (se ne contano 11), e che giustificano queste milizie armate con il fatto di essere politici per la causa irachena o paladini della resistenza, a seconda delle esigenze.


Ai mille eserciti che si combattono in Iraq si è ora aggiunta la defezione di alcuni membri dell'esercito del Mahdi che si sono messi in proprio. Ancora non è chiaro se lo abbiano fatto per poter agire liberamente senza danneggiare la nuova verginità politica di Al Sadr, ma in realtà continuando a lavorare con il suo tacito consenso; o se fossero in disaccordo con lui e hanno preferito abbandonarlo, portandosi dietro uomini e armi. Di sicuro sono tra i più feroci squadroni della morte che operano in Iraq. Quale sia la verità forse non è chiaro nemmeno ad Al Sadr. Che da settimane ha lasciato Baghdad per rifugiarsi a Najaf, il cuore dell'Islam sciita e dove si rifugia ogni volta che è nei guai.

Del resto, non sarebbero i primi fuoriusciti dell'esercito del Mahdi a mettersi in proprio. E qualcuno di loro si è già fatto un nome in tutto il Paese. Come Abu Dereh, detto il Macellaio, la versione sciita di Zarqawi, il leader di Al Qaeda ucciso lo scorso luglio dagli americani. Abu Dereh, il cui vero nome è Ismail al Zarjawi, è accusato di aver ucciso centinaia di iracheni, tra cui uno degli avvocati di Saddam Hussein, di aver assediato e rapito 150 sunniti che lavoravano nel Ministero dell'Istruzione il mese scorso e di una ottantina dei quali non si sa più niente. Si dice che sia stato lui a rapire l'intera squadra Nazionale di arti marziali. Sposato con due figli, di cui uno ucciso dagli americani, di solito lascia scegliere alle sue vittime come morire: per soffocamento, con un colpo di pistola, o con il suo metodo preferito, a colpi di pietra sulla testa. (Barbara Schiavulli, da "L'Espresso" del 14-12-06)


6.
RASS STAMPA "PER CRESCERE LIBERATE LE DONNE"
ALLARME ONU PER I PAESI ARABI
di Elena Dusi (da "la Repubblica" di giov. 7-12-06)


Il mondo arabo marcia con un motore acceso e uno spento. Fino a quando le donne – il 50 per cento delle potenzialità di sviluppo di un paese – non saranno sciolte dalle loro pastoie, Maghreb e medio oriente arrancheranno negli indici di progresso mondiali. L’ultimo rapporto sullo sviluppo umano nel mondo arabo dell’Undp (l’agenzia Onu per lo sviluppo) invita i paesi compresi tra la Mauritania e l’Arabia Saudita a usare entrambe le ali di cui sono dotati, per spiccare il volo verso il benessere.

"Una partecipazione piena e la crescita delle donne come cittadine, produttrici di reddito, madri e sorelle saranno fonte di forza per il mondo arabo, consentendo loro di aumentare il benessere e lo sviluppo umano" si legge nell’introduzione di un rapporto che non si limita a elencare indicatori economici, ma racconta anche come le donne siano dipinte nella letteratura o come vivano il piacere sessuale sfuggendo dove possono alla pratica dell’infibulazione. Se nelle librerie sono già molte le autrici che si affacciano dagli scaffali, un paio di film usciti l’anno scorso hanno provocato polemiche oltremisura. L’egiziano Al-bahitat ‘an al-hurrya ("Donne in cerca di libertà") raccontava la storia di tre donne arabe a Parigi: le critiche sui giornali lo stroncarono pesantemente, ribattezzandolo "Donne in cerca di sesso".


Non mancano i miglioramenti rispetto al rapporto precedente di quattro anni fa: il 90 per cento di bambine e ragazze va a scuola, il voto alle donne manca solo in Arabia Saudita ed Emirati Arabi. Ma in medio oriente si registra il livello di occupazione femminile più basso al mondo (solo una donna su tre lavora). E un’analisi così a tutto tondo non poteva risparmiarsi una frecciata alla lotta contro il terrore e alla galassia di conflitti di cui il medio oriente è pieno. "Le violente guerre in corso – si legge – l’occupazione straniera e il terrorismo gettano un’ombra sulle possibilità di cambiamento". E ancora: "La guerra al terrore e le occupazioni straniere rappresentano i più potenti freni allo sviluppo".

Accanto alla sezione dei dati, l’Undp ha pubblicato un sondaggio sul ruolo delle donne nella società condotto in Egitto, Libano, Giordania e Marocco. Le percentuali degli intervistati favorevoli all’estensione delle libertà e diritti per le donne sono alte, purché non si tocchino i pilastri della tradizione, velo in primis. Una percentuale che oscilla tra il 43 e il 50 per cento degli intervistati (di entrambi i sessi) sostiene che coprirsi i capelli sia un dovere, e che la donna abbia l’obbligo di indossare il velo anche contro la propria volontà. Così come Maometto espresse perplessità nei confronti di un capo politico del gentil sesso, il 72 per cento degli egiziani e il 59 per cento dei giordani si oppone si oppone risolutamente a una lady alla testa della repubblica o del regno. La percentuale si capovolge in Marocco (56 per cento di favorevoli) e in Libano, dove l’81 per cento desidera un presidente donna per risolvere il complicato rebus politico del paese dei cedri. (Elena Dusi - da "la Repubblica" di giov. 7-12-06)




7.
RASS STAMPA LA RICERCA "QUASI META’
DELLE RICCHEZZE DEL MONDO IN MANO ALL’1%"
di Anais Ginori (da "la Repubblica" di giov. 7-12-06)


La ricchezza del mondo è concentrata in pochissime mani. L’uno per cento della popolazione detiene il 40 per cento del patrimonio finanziario e immobiliare mondiale, pari a 125mila miliardi di dollari, mentre il 50 per cento della popolazione accede solo all’uno per cento della ricchezza planetaria. Comunque lo si legga, il nuovo rapporto delle Nazioni Unite sulla distribuzione (ma sarebbe meglio dire concentrazione) del benessere economico internazionale è la fotografia di una piramide, che esclude gran parte dell’umanità.


Secondo lo studio appena pubblicato, la classifica dei paesi che ospitano le persone più ricche del pianeta è guidata dagli Stati Uniti (dove vive il 37% dei miliardari) e dal Giappone (27%). In Europa, svettano la Gran Bretagna, la Francia e l’Italia (4%). Al resto del mondo – ai paesi dell’Africa, dell’America latina e dell’Asia sudorientale – spettano le briciole o poco più. "Se riducessimo la popolazione a 10 individui, vedremmo che nove persone hanno in tasca un dollaro e che una persona soltanto ne possiede invece 99" riassume Anthony Shorrocks, direttore dell’Istituto mondiale per la ricerca sullo sviluppo economico dell’Onu che firma la ricerca.


Basato non sul reddito ma sui patrimoni privati immobiliari e finanziari, è il primo rapporto internazionale di questo tipo. "In alcuni casi la disproporzione è grottesca" aggiunge Shorrocks. Collegata alla popolazione la ricchezza di piccoli stati come Lussemburgo e Svizzera è ancora più clamorosa, mentre, al contrario, l’immenso patrimonio di alcuni cinesi viene perequato dalla popolazione del paese. Molte delle icone del tempo del capitalismo sono note: il fondatore di Microsoft Bill Gates e il guru degli investimenti Warren Buffett, con una fortuna di 50 e 42 miliardi di dollari. Il magnate della telefonia messicana Carlos Slim Helu (30 miliardi), il padrone svedese dell’Ikea, Ingvar Kamprad (28 miliardi) o il re dell’acciaio indiano Lakshimi Mittal (23,5 miliardi). Ma quello che la ricerca delle Nazioni Unite dimostra è la velocità con cui il club dei più ricchi aumenta: nel 2000, i miliardari (in dollari) erano già 499 e i milionari oltre 13 milioni. "Le ineguaglianze del patrimonio sono ancora più spaventose di quelle del reddito", conclude l’Onu. (Anais Ginori – da "la Repubblica" di giov. 7-12-06)


8. SE 34 MINUTI VI SEMBRAN POCHI...
L’ultimo, drammatico caso in Florida
della lunga agonia di un condannato a morte


Durissime polemiche ha suscitato negli Stati Uniti la morte di Angel Nieves Diaz, 55 anni, portoricano, condannato alla pena capitale per aver ucciso nel 1979 il proprietario di un bar. L’esecuzione per iniezione letale prevedeva – come da protocollo – la somministrazione successiva di tre diversi farmaci, per sedare il prigioniero, paralizzarlo e arrestare infine il battito cardiaco, per un totale di 15 minuti circa. Ma Angel Nieves Diaz ha impiegato 34 minuti per morire, tra sofferenze e dolori indicibili che hanno costretto i medici a raddoppiare le dosi. Jeb Bush, governatore dello stato e fratello del presidente USA, ha disposto un'autopsia per accertare le cause del ritardo nella morte di Diaz, dicendo di "non sapere" se sia stato fatto qualcosa di sbagliato o se siano state seguite prassi al di fuori del protocollo "ordinario": "In effetti è inusuale che ci voglia tanto tempo - ha detto Jeb Bush - ma ho nominato un team di esperti perché sia fatta luce sul caso". Il portavoce dell'amministrazione penitenziaria dello stato della Florida ha dichiarato che Diaz avrebbe avuto un’agonia più lunga per via di problemi al fegato che avrebbero rallentato il metabolismo dei veleni.

La Florida applica l'iniezione letale dal 2000, anno in cui venne bandita la sedia elettrica perché durante un'esecuzione la testa di un condannato era letteralmente andata in fiamme. Diaz aveva opposto appello alla condanna per iniezione letale, considerata parimenti un sistema crudele e inumano, ma sia la sua domanda di grazia che il suo appello sono stati rigettati l'11 dicembre scorso. Prima di morire il portoricano ha rivendicato per l’ennesima volta la propria innocenza: "Lo stato della Florida – ha detto – sta commettendo un crimine, io sono innocente. La pena di morte non solo è una forma di vendetta, ma è anche un atto di grande vigliaccheria nei confronti di un uomo". Impossibile dargli torto, a meno di non essere convinti sostenitori dell’ "omicidio di Stato". (st - dicembre 2006)

 



AREZZO


1. "QUINDICI MINUTI PER LA VITA"

PER LE POPOLAZIONI COLPITE DALLO TSUNAMI
Una delegazione della Provincia guidata dalla vicepresidente Ricci

in India per monitorare lo stato dei progetti di aiuto


Tsunami settecentodieci giorni dopo. Questo il tema dell’incontro convocato nella sala dei Grandi della Provincia dalla Vicepresidente ed Assessore alle politiche sociali Mirella Ricci, che ha fatto anche un resoconto del viaggio compiuto da una delegazione della Provincia in India nelle settimane scorse. "Il bilancio che possiamo tracciare – ha affermato Mirella Ricci – è positivo perché abbiamo constatato che i partner locali del nostro progetto sono affidabili e che l’intervento sta procedendo nei modi previsti". Gli aiuti aretini, nell’ambito del progetto quadro denominato "Quindici minuti per la vita", si sono indirizzati nel distretto di Nagapattinam, nella regione dell’Indiam meridionale del Tamil-Nadu, e vedono la costruzione, già in fase avanzata, di un centro sociale polivalente. Realizzato da maestranze locali e con materiale reperito in loco, il centro conterrà un consultorio medico, un doposcuola per bambini delle elementari, un servizio psicologico e iniziative di formazione professionale per favorire la nascita di imprese nei settori tipici.

"I sopralluoghi che abbiamo compiuto – ha proseguito la Vicepresidente della Provincia – ci hanno consentito di verificare che lo stato di avanzamento dei lavori della costruzione dell’edificio è già allo stato grezzo, che tutte le pratiche autorizzative sono state espletate e che le realizzazioni sono conformi ai progetti che avevamo approvato. Le azioni di formazione e aiuto sono in fase molto avanzata e, in più di un caso, prossime alla conclusione. Abbiamo allacciato anche importanti relazioni istituzionali con le autorità locali che potranno ora essere codificati e mantenuti nel tempo". Della delegazione aretina facevano parte, oltre a Mirella Ricci, Paolo Emilio Cherubini della Consulta provinciale del volontariato, Barbara Bennati, Direttore di Socialnet Onlus, e Giovanni Ralli, funzionario dell’Amministrazione provinciale.

"In sintesi, direi che la popolazione indiana si sta riprendendo, per certi versi anche velocemente, dalla tremenda prova che le ha colpite. I pescatori hanno ripreso il mare con barche identiche a quelle distrutte dallo tsunami e con attrezzature di migliore qualità e si segnala anche un ritorno alla coltivazione per ciò che riguarda l'agricoltura. La presenza delle Ong, e in particolare dei partner del progetto quadro, è visibile, complementare ed integrata nel sistema delle istituzioni governative e locali. Di significativo valore, infine, è la constatazione che sia i partner che le istituzioni locali sono molto sensibili alle problematiche della protezione civile, come riscontrato in un incontro tenuto dal tecnico della delegazione e che ha avuto ampia eco sulla stampa locale", ha detto ancora Mirella Ricci. (dicembre 2006)

2. I LOVE LILLI...
La giornalista ed europarlamentare Lilli Gruber ha presentato

ad Arezzo il suo nuovo libro "America anno zero"


Hanno risposto davvero in tanti - lo scorso 2 dicembre - all’invito della Provincia di Arezzo a discutere del nuovo libro di Lilli Gruber "America anno zero". La Sala dei Grandi del palazzo della Provincia ha faticato a contenere i tantissimi presenti che hanno poi ascoltato e discusso con la giornalista e con l'assessora provinciale alla cultura Emanuela Caroti sui temi trattati dal suo ultimo libro: il momento che stanno vivendo gli Stati Uniti raccontato attraverso un viaggio ed una serie di incontri con i protagonisti del nostro tempo. Lilli Gruber ne ha spiegato i motivi ispiratori discutendone poi con il pubblico, toccando durante il dibattito anche temi legati all’attualità italiana. "Un incontro – afferma il Presidente della Provincia Vincenzo Ceccarelli – che ha dimostrato una volta di più quanto il nostro territorio abbia motivazioni e voglia di discutere di politica, cultura e attualità con interlocutori importanti. Il successo dell’iniziativa, che si aggiunge a quelli degli incontri con Walter Veltroni e con Jovanotti nell’ambito della giornata del Fai, ci stimola a proseguire nell’organizzazione di questi eventi". Lilli Gruber è stata accolta ad Arezzo con grande simpatia ed affetto, a cominciare dalla sua visita agli antiquari della zona di piazza della Libertà per finire ai tanti autografi e dediche che ha apposto sui suoi libri al termine delle due ore di dibattito. (dicembre 2006)

3. "HAPPY NIGHT" OVVERO DIVERTIMENTO SICURO

Per un sabato sera entusiasmante senza alcol e droghe,

un progetto della Provincia di Arezzo e altri partner

La giornata del 2 dicembre ad Arezzo è iniziata con un convegno mattutino e si è conclusa in piena notte, con un'appendice nelle prime ore di domenica 3 dicembre. Era infatti dedicata a "Happy night", il progetto promosso da Provincia di Arezzo, A.S.L. 8, SILB Confcommercio, Prefettura, Centro Servizi Amministrativi e Consulta Provinciale degli Studenti, in collaborazione con Associazione DOG e Consulta Provinciale dei Genitori. "Tutti questi soggetti – ha spiegato l’Assessora provinciale alle politiche giovanili Alessandra Dori - sono impegnati in un progetto di prevenzione all’uso di alcol e droghe attraverso la promozione di stili di vita positivi, sensibilizzando e informando correttamente i giovani che frequentano i locali notturni e le discoteche. E’ un progetto che si allarga, con la presentazione da parte del Comune di Arezzo dell’iniziativa "Happy Street" e sul quale ci confrontiamo con tutte le realtà a livello provinciale", ha concluso l’Assessora Dori.

La lunga giornata del 2 dicembre, che ha avuto per titolo "Io vivo la notte LiberaMente", è partita al mattino in Sala dei Grandi con la presentazione delle iniziative realizzate e di quelle in programma, dei dati dell’indagine conoscitiva sui locali del divertimento giovanile e del Codice Etico di regolamentazione, e si è conclusa a notte fonda nella Sala Acquario della Discoteca Le Mirage a Monte San Savino, dove a partire da mezzanotte si è svolto un "DJ Contest" con 6 giovani studenti delle scuole superiori, coordinati da Marco Pieschi e dal vocalist Monero. Per l'occasione, è stato servito il nuovo "Acquario Fruit Bar", un cocktail di frutta e bevande analcoliche, ed è stato allestito presso la discoteca uno spazio "Happy Night" dove trovare informazioni, progetti e idee dei giovani per un divertimento libero da sostanze. In via di sperimentazione l’iniziativa "Guidatore Designato": il giovane del gruppo che guiderà l’auto, riconoscibile da un apposito braccialetto, si impegna a non bere alcolici e a fare l’alcol-test all’uscita dal locale. Se risulta a 0 alcol riceve un buono per un ingresso omaggio in discoteca. (dicembre 2006)

4. GIOVANI AD AREZZO: COME SI VA?

Restano in casa a lungo, studiano, si laureano

Ma la politica e il volontariato non sono nelle loro corde

Propensi a restare a lungo fra le mura domestiche, legati al proprio territorio, poco portati ad interessarsi alla politica e con una scarsa propensione anche per il volontariato: è questa l’immagine dei giovani aretini che emerge dalla ricerca realizzata dall’Assessorato provinciale alle politiche giovanili. L’indagine, che è la prima a livello provinciale riguardante lo specifico del mondo giovanile, è stata compiuta su un campione di 200 giovani fra i 19 ed i 25 anni suddivisi per fasce di età, sesso e per vallate di appartenenza. "Il quadro che emerge da questo studio – afferma l’Assessora provinciale alle politiche giovanili Alessandra Dori – è di grande interesse ed il questionario è stato elaborato in modo da poter confrontare i nostri risultati con quelli di ricerche compiute a livello regionale e nazionale. Non abbiamo solo voluto conoscere i giovani, ma abbiamo chiesto esplicitamente anche cosa si aspettano dalla Provincia e, più in generale, dalle amministrazioni pubbliche, quali politiche ci chiedono di attuare per venire incontro alle loro esigenze. Abbiamo quindi a disposizione uno strumento che potrà adesso essere utilizzato da amministratori ed operatori".

 

I dati sono stati illustrati in un incontro che si è svolto venerdì 24 novembre nella Sala dei Grandi del Palazzo della Provincia. Analizzando i dati più rilevanti, emergono aspetti davvero di grande interesse. "L’elemento di fondo – spiega Marco La Mastra dell’osservatorio delle politiche sociali della Provincia – è che i giovani stanno in famiglia e, nella maggior parte dei casi, non si pongono nemmeno il problema di abbandonare il nucleo familiare di origine per costruirne uno proprio o per andare a vivere da soli. Nell’analisi dei perché di questo fenomeno si uniscono motivazioni derivanti da difficoltà economiche ad altre più prettamente culturali, che testimoniano la volontà di non modificare una situazione tutto sommato abbastanza soddisfacente. Un dato importante è quello del legame con il territorio: il 62% infatti, potendo scegliere, preferirebbe vivere nello stesso comune dove vive e solo il 6% vorrebbe cambiare regione. Un trend molto positivo si registra per quanto riguarda la propensione al diploma, quasi totale, e alla laurea, mentre abbastanza scarso è l’interesse per la politica, sulla quale si considera impegnato solo il 4,5% dei giovani intervistati.

Un dato interessante riguarda l’associazionismo: ben il 57% del campione intervistato dichiara di non partecipare attualmente a nessuna associazione, dimostrando anche di non avere strumenti o mezzi di conoscenza per le attività del mondo del volontariato". Un dato sul quale certamente si deve riflettere, come sottolinea l’Assessora Dori: "In un territorio che è sempre stato ricco dal punto di vista dell’associazionismo e del volontariato questo elemento è certamente preoccupante. Un segnale importante, infine, ci arriva dalle richieste che i giovani fanno alla Provincia, alla quale quasi il 70% esprime la propria fiducia. I giovani chiedono spazi, formazione professionale e stage formativi, tutti temi sui quali siamo già impegnati e che sono fra le nostre priorità sia come attività dirette, come nel caso della formazione, sia come coordinamento e stimolo per i Comuni come sulla questione degli spazi, sulla quale tra poco lanceremo un’importante iniziativa", conclude l’Assessore provinciale alle Politiche giovanili Alessandra Dori. (dicembre 2006)



5. I CENTRI PER L’IMPIEGO DI AREZZO

AL TERZO POSTO IN ITALIA

Tra le agenzie di lavoro sono i preferiti dalle aziende

Un 2006 da record quello della Provincia di Arezzo grazie ai suoi centri per l’Impiego. I dati Excelsior, infatti, hanno certificato un aumento notevole nel rapporto con le aziende che li scelgono per selezionare personale da assumere. In sintesi, si è passati dal 16,5 % al 19,2 %; un risultato di eccellenza che premia il lavoro svolto dai Centri per l’Impiego della Provincia sul territorio e in particolare con le aziende che sempre di più si rivolgono a questi per selezionare personale qualificato e in grado di dare risposte concrete ed efficienti. Sopra la Provincia di Arezzo solo quelle di Prato, prima, e Trento, seconda, con una leggera differenza. Arezzo è terza e in continua ascesa a poco più di un punto da entrambe. Il Sistema Informativo Excelsior, promosso dall’Unioncamere a partire dal 1997 in accordo con il ministero del Lavoro e con il contributo del Fondo Sociale Europeo, si fonda su un’indagine svolta annualmente sui "fabbisogni professionali" delle imprese italiane. In pratica, viene selezionato un campione molto ampio di imprese con dipendenti, circa 100.000; queste rispondono a un’intervista telefonica, svolta nei mesi finali dell’anno, nella quale viene chiesto loro di indicare in modo dettagliato il numero di persone che intendono assumere nell’anno seguente e quali caratteristiche dovrebbero avere. In questo modo, elaborando le risposte, è possibile capire non solo quante persone potranno essere assunte nell’anno seguente, sia a livello nazionale che in ciascuna provincia italiana, ma anche quali saranno le professioni e i titoli di studio più richiesti e le opportunità per i giovani e per chi non ha ancora avuto esperienze di lavoro.

È chiaro che le previsioni espresse dalle imprese in un certo istante subiscono l’influsso dato dalla situazione congiunturale del momento e possono quindi variare in modo rilevante ogni anno, a seconda di come va in generale l’economia e, a livello locale, anche in relazione allo specifico contesto. L’assessore provinciale alla Formazione professionale e Lavoro Alessandra Dori, esprime la sua ragionata soddisfazione sui numeri, ma soprattutto sui risultati concreti per le aziende e i lavoratori. "Gli sforzi dell’Amministrazione Provinciale, attraverso i Centri per l’Impiego, stanno dando i risultati voluti e cercati – afferma l’Assessore. La trasformazione dei servizi, la ricerca della qualità, il lavoro per progetti, stanno attraendo le imprese del nostro territorio che hanno pienamente capito l’utilità dei servizi offerti. I Centri per l’Impiego riescono a individuare le migliori risorse umane disponibili alle esigenze delle imprese, aiutando nel difficile compito di fare incontrare la domanda e l’offerta di lavoro. Ora si apre una nuova sfida, più ampia e ambiziosa. Dobbiamo riuscire a mantenere alta la qualità del servizio per le imprese consentendo la fidelizzazione delle imprese ai Centri per l’Impiego, che sempre più spesso, anche in periodo di crisi, svolgono un ruolo di aiuto e sollecitazione nei confronti del mondo economico e produttivo", conclude Alessandra Dori. (dicembre 2006)

6. POLITICHE DELLA SALUTE SEMPRE PIU' INTEGRATE
Individuare bisogni e strategie per un "profilo di salute" provinciale

Capire quali strumenti vengono adottati come risposta ai bisogni emergenti dal territorio, rilevare i bisogni che invece permangono, indirizzare le strategie future, senza dimenticare l’allineamento con i tempi della Regione. Queste le motivazioni che hanno portato i soggetti firmatari, Provincia di Arezzo, Usl 8, presidenti delle conferenze dei sindaci delle zone Aretina, Valdichiana, Valdarno, Valtiberina e presidente della Società della salute della zona Casentino, ad elaborare e sottoscrivere un apposito protocollo d’intesa. "Tutti i firmatari – sottolinea l’assessore provinciale alle Politiche sociali Mirella Ricci – hanno trovato essenziale condividere una visione globale che abbia per finalità la promozione della salute intesa come insieme di interventi su fattori ambientali, economici e sociali che concorrono a determinare lo stato di benessere del cittadino e della collettività". Il protocollo prevede infatti la costruzione condivisa del Profilo di salute provinciale, sintetizzando la comparazione dei profili di salute zonali elaborati dalle singole zone, mantenendone le peculiarità specifiche ma anche delineando una cornice generale. Il tutto per armonizzare e condividere, su base provinciale, i percorsi e gli strumenti finalizzati alla elaborazione dei Piani integrati di salute zonali.

"Era fondamentale – continua Mirella Ricci – riorganizzare il percorso per formulare i piani di salute. Mi piace sottolineare come questo protocollo non sia per nulla vago: anche nel delineare l’operatività di ciascuna parte, c’è una precisa puntualizzazione degli impegni, garanzia di concretezza e che ben indirizza i risultati futuri". L’Osservatorio sulle Politiche sociali costituito in seno all’Amministrazione provinciale avrà un ruolo importante nel diffondere i dati demografici, socio economici e culturali, raccogliere i dati provenienti dalle cinque zone del territorio creando una vera e propria banca dati, riunire i profili di salute zonali, aggregandone i dati e reinterpretandoli in ottica provinciale con l’elaborazione del Piano di Salute Provinciale, secondo le indicazioni del Piano sanitario regionale. "Da questa sinergia – commenta Alessandra Pedone della Usl 8 - ci aspettiamo una ricaduta positiva per il miglioramento generalizzato dei servizi. L’importanza del protocollo sta proprio nella capacità di coinvolgere anche settori non strettamente legati all’area sanitaria, ma che sulla salute hanno grande influenza: basi pensare a come competenze delle amministrazioni comunali quali traffico e viabilità, con le relative problematiche di inquinamento, siano connessi con la salute dei cittadini". Dopo la complessa fase di elaborazione e la firma del protocollo, dal gennaio 2007 si passerà all’applicazione del protocollo, con un occhio attento ad eventuali ripuntualizzazioni dell’operatività che dovessero rendersi necessarie. Primo atto, la riunione del gruppo tecnico con i soggetti nominati da ogni zona e dalla Usl 8, con il coordinamento della Provincia. (dicembre 2006)

7. CONCILIAZIONE E WELFARE: A CHE PUNTO SIAMO?

Si è svolto il 27 novembre il seminario per il progetto Inlav di Isfol

Lunedi 27 novembre, presso l’ITIS "Galileo Galilei" si è svolta una giornata seminariale sulla conciliazione dei tempi e gli strumenti di supporto per le problematiche lavorative di genere dal titolo: "Politiche di conciliazione e politiche di welfare". L'iniziativa prendeva spunto dal progetto Inlav di Isfol, che ha prodotto, tra le altre cose, sul territorio aretino un percorso di consulenza orientativa organizzato dal Centro per l’Impiego di Arezzo, sul tema della conciliazione dei tempi nella vita quotidiana. Alle 9.30 il presidente Vincenzo Ceccarelli ha aperto i lavori con i suoi saluti, cui hanno preso parte Lea Battistoni, Direttore generale del dipartimento Mercato del Lavoro presso il competente Ministero, Alessandra Dori, assessora provinciale alla Formazione professionale e Lavoro e moderatrice, Marilena Pietri, Consigliera provinciale di Parità, Anna Grimaldi, Dirigente area politiche per l’orientamento di Isfol, Donella Mattesini, vicesindaco di Arezzo. Sono intervuti tra gli altri anche Luca Bianchi della Lega delle Cooperative e Francesca Tavanti della Confcooperative di Arezzo.

"Questo progetto di orientamento – ha spiega l’Assessora Alessandra Dori - completa un percorso che la Provincia di Arezzo sta portando avanti, da tempo, sul tema della conciliazione dei tempi, per aiutare concretamente le donne a rimanere o rientrare nel mercato del lavoro. Un impegno, il nostro, che si traduce in un supporto all’intero sistema produttivo, cercando sempre di creare sinergie, col tessuto imprenditoriale e gli altri enti del territorio, sul tema della conciliazione dei tempi. E’ un tema che si sta smarcando dal genere, poiché sempre più uomini sono toccati da simili problematiche. Insomma, un modo per tenere sempre alta la guardia sull’occupazione e sulla risoluzione dei problemi che donne e uomini devono affrontare per l’accesso e la permanenza sul mercato del lavoro", ha concluso Alessandra Dori.


8. SPETTACOLI E CONCERTI DI NATALE

Se nelle feste avete voglia di spettacolo...


La rassegna "Symphonia" propone fino a maggio 2007 appuntamenti con il grande repertorio sinfonico in provincia di Arezzo. Il programma è disponibile su
http://www.provincia.arezzo.it/documenti_vetrina/doc_pdf/simphonia.pdf
Il cartellone del Teatro municipale di Bucine propone invece spettacoli fino al 17 aprile. Programma completo su http://www.provincia.arezzo.it/documenti_vetrina/doc_pdf/manifesto_bucine_2006-7.pdf
Al Teatro Verdi di Monte San Savino la stagione termina invece il 3 maggio 2007. E' possibile scaricare il programma da
http://www.provincia.arezzo.it/documenti_vetrina/doc_pdf/MANIFESTO_teatro_verdi.pdf

(dicembre 2006)

9. 'MARY POPPINS', OCCHIO ALLA SCADENZA
C'è tempo fino al 28 dicembre per richiedere i contributi

della Provincia per le mamme che lavorano e per cogliere

l'opportunità di lavorare con i bambini

Un nuovo approccio per conciliare casa e lavoro. La Provincia di Arezzo, in collaborazione con i Comuni, intende sostenere lo sviluppo di una politica familiare e dell’occupazione orientata alla massima flessibilità per andare incontro alle esigenze delle mamme lavoratrici. Un servizio complementare ai tradizionali servizi per l'infanzia presenti sul territorio, un aiuto di carattere assistenziale per affrontare le difficoltà che le mamme incontrano nel coniugare impegni familiari e lavorativi. Un innovativo modello di governo dei servizi sociali che mette in contatto diretto mamme e operatori/operatrici. L’Ente pubblico garantisce così alle famiglie che acquisteranno prestazioni assistenziali dai professionisti e dalle professioniste iscritti/e agli Elenchi di Zona:

• un alto livello di qualità delle prestazioni
• la professionalità e la sicurezza degli operatori e delle operatrici
• la presenza di competenze primarie di cura
• un accurato controllo durante la sperimentazione
• la tutela della sicurezza dei bambini e delle bambine

Che cos’è il buono servizio?
Un buono servizio è un contributo di € 4,00 per l’acquisto di un servizio per il bambino e/o la bambina della durata di un’ora. Il costo predefinito del servizio è di € 7,00 l’ora. Ogni donna lavoratrice può disporre, di n° 300 buoni spendibili esclusivamente per i servizi degli operatori/operatrici accreditati/e che saranno contattati/e direttamente dalle mamme. Nel caso di più figli il numero di buoni può essere incrementato di 100 per ogni figlio, fino a un massimo di 500 buoni.

Chi sono i beneficiari?
Possono essere assegnatarie dei buoni le donne lavoratrici residenti e/o domiciliate in provincia di Arezzo con figli fino a 13 anni.

Quali i servizi?
I servizi offerti sono pensati per essere quanto più funzionali alle necessità delle donne lavoratrici. Possono infatti dare risposte alle esigenze quotidiane quali l’accompagnamento a scuola o ad una visita medica, ad attività sportive e di gioco nei parchi o presso altre risorse del territorio (ludoteca, biblioteca) e, per i più piccoli,anche di accudimento (come nutrire, lavare e vestire il minore). Possono anche rispondere ad esigenze particolari dovute a situazioni straordinarie quali malattie dei figli, vacanze scolastiche in periodi di lavoro. Non possono essere richiesti lavori domestici e ripetizioni scolastiche.

Chi sono gli operatori e le operatrici?
Sono professionisti/e che possiedono requisiti di esperienza e professionalità, selezionati/e da una apposita Commissione e iscritti/e all’Elenco per servizi di assistenza all’infanzia a carattere domiciliare accreditati/e dall’Ente pubblico. Se vuoi entrare a far parte di questi elenchi, chiedi informazioni ai recapiti sotto indicati.
Come avere il buono?
Le domande vanno presentate dalle interessate su apposito modulo e inviate all'Ufficio Protocollo del Comune di residenza o di domicilio oppure presentate all’Ufficio Sociale dello stesso Comune.

Entro 30 giorni dalla scadenza del bando verrà definita una graduatoria delle aventi diritto ai buoni.
(dicembre 2006)

Vai al bando: http://www.didonne.it/Archivio/22-11-2006/bando_buoni_servizio_2006.doc

Vai allo schema di domanda: http://www.didonne.it/Archivio/22-11-2006/domanda_buoni_servizio.doc
Vai alla griglia di valutazione: http://www.didonne.it/Archivio/22-11-2006/griglia_valutazione_buoni_servizio.doc


Info:
Centro Pari Opportunità – Piazzetta delle Logge del Grano – 52100 Arezzo
Alessandra Nocciolini - 0575.301824 - fax 0575.324803 - anocciolini@provincia.arezzo.it
Eva Gentili - 0575.301826 - fax 0575.324803 - info.didonne@provincia.arezzo.it
Il bando per l'assegnazione dei buoni servizio è disponibile anche sul sito della Provincia di Arezzo
alla sezione bandi, avvisi e gare, all'indirizzo http://www.provincia.arezzo.it/bandi

 



TOSCANA


1. FESTA DELLA TOSCANA, I CENTRI ANTIVIOLENZA
CHIEDONO IL GIUSTO RICONOSCIMENTO
Sono 674 le donne aiutate in un anno nella regione

I Centri antiviolenza della Toscana chiedono sostegno e riconoscimento attraverso normative che sanciscano anche la loro valenza istituzionale: è stato detto nel corso della Tavola rotonda organizzata dalla Commissione regionale per le pari opportunità in occasione della Festa della Toscana a cui hanno partecipato Chiara Grassi, presidente della Commissione pari opportunità; Anna Loretoni, coordinatrice dell’incontro, le consigliere regionali Anna Maria Celesti (FI), Bruna Giovannini (Ds) e Monica Sgherri (Prc).

"I centri antiviolenza – spiega la nota stampa - rappresentano per le donne che si trovano in situazioni di disagio e subiscono violenze un punto di riferimento vitale, che permette loro di denunciare la propria situazione, trovare un posto dove stare, ricominciare una vita diversa. In un anno, in Toscana sono state 674 le donne aiutate nei centri esistenti, 160 delle quali straniere, 294 sotto i 40 anni; 48 le donne che hanno usufruito delle ’case-rifugio’ (dati 2004)". Questi Centri sono attivi a Firenze, Prato, Arezzo, Grosseto, Pisa, Montecatini, Siena, Viareggio, Pistoia, grazie alla gestione delle associazioni e del volontariato.

"La battaglia contro la violenza sulle donne dovrebbe riguardare tutti, non solo le donne, c’è bisogno di un cambiamento sociale profondo", ha detto Chiara Grassi; a cui si è aggiunto il commento di Anna Loretoni la quale ha sostenuto "quello che vorremmo è offrire una sponda di dialogo fra le istituzioni e i centri, ed avviare la costruzione di una rete di rapporti costanti, che dia continuità al lavoro, spesso faticoso, di tante persone".

Inoltre, nel ricordare la mozione unanime recentemente approvata dal Consiglio regionale, che contiene precisi impegni su questo fronte, Anna Maria Celesti dice che "una mozione non basta –ed è per questo che ho presentato una proposta di legge su questi temi. Naturalmente non si tratta di farne una bandiera politica, il testo ha preso ispirazione infatti da una normativa che esiste già in altre regioni governate da maggioranze diverse, come Liguria, Molise e Abruzzo. Si tratta però di avviare un progetto serio, per capire se davvero la violenza sulle donne è considerato un problema prioritario e passare finalmente dalle parole ai fatti". Anche Bruna Giovannini e Monica Sgherri si sono dette disponibili ad avviare una discussione che possa avere esiti legislativi. "E’ possibile che attraverso altre proposte di legge si raccolgano idee anche diverse, per poi cercare una sintesi migliore – ha spiegato Giovannini –. L’obiettivo deve essere l’incentivazione di una rete che metta insieme i centri antiviolenza, le amministrazioni locali, le Asl, le associazioni di volontariato, in modo che la donna venga soccorsa ed assistita in ogni fase del suo percorso".

Un invito, infine, alle responsabili dei Centri antiviolenza viene da Monica Sgherri: "Il vostro richiamo va preso sul serio. Dobbiamo sfidare il Consiglio regionale per dare gambe alla mozione che abbiamo approvato. Non dobbiamo però dare per scontato che l’esito legislativo sia la cosa migliore: il rischio è quello di istituzionalizzare e irrigidire l’esistente, togliendo autonomia a quanto i centri stanno facendo. Per questo è essenziale che, se di legge regionale vogliamo parlare, ci sia un’elaborazione condivisa, che parta dal vostro lavoro e dalle vostre idee". (dicembre 2006)

2. FIRENZE, MALALAI JOYA IN CONSIGLIO REGIONALE
La giovane parlamentare afgana racconta...

Rappresenta il simbolo femminile della resistenza afgana nella sua minuta quanto fortissima figura: Malalai Joya è stata presente ai lavori della seduta solenne del Consiglio regionale della Toscana svoltasi in occasione della Festa della Toscana (30 novembre) per portare testimonianza della tragica situazione del proprio paese. A darle il benvenuto a Palazzo Panciatichi le consigliere Anna Annunziata (Ds), Bruna Giovannini (Ds), Rosanna Pugnalini (Ds) e Monica Sgherri (Rifondazione comunista). "Siamo onorate dalla visita di una donna coraggiosa – ha esordito Monica Sgherri – che non ha esitato a mettere a rischio la propria vita in nome della pace e della giustizia; la nostra speranza è che l’esempio di Malalai Joya possa crescere e dare forza alla tante donne impegnate". La giovane afgana ha parlato degli attacchi ricevuti perfino in Parlamento, a seguito delle denunce che ha sporto contro i signori della guerra, da lei definiti "criminali". "Nel nome della democrazia e della pace ringrazio per questo incontro", ha detto Malalai Joya. "Purtroppo devo dire – ha aggiunto – che non è avvenuto alcun cambiamento sostanziale nella vita della gente afghana dalla fine del regime talebano: il potere è solo passato dai Talebani ad Alleanza del Nord, e sotto gli occhi di tutti ci sono crimini, brutalità, suicidi, povertà. "Per la gente del mio Paese la guerra al terrore è una farsa – ha concluso Malalai – e i veri amici del popolo afgano devono ascoltare la voce degli uomini e delle donne che chiedono giustizia". (dicembre 2006)

3. PRATO, SU 54 PROCEDIMENTI PER MOBBING
POCHI QUELLI ACCOLTI. I DATI IN UN CONVEGNO
La Consigliera provinciale di Parità denuncia
le difficoltà nella tutela legale delle vittime

Riferiscono i dati presentati in occasione di un convegno sul Mobbing tenutosi nella città toscana che su 54 procedimenti in atto per mobbing al tribunale di Prato pochissimi sono quelli accolti, mentre 10-15 persone l'anno si rivolgono all'ufficio provinciale competente per denunciare il fenomeno. I dati prendono in esame il percorso normativo e le azioni concrete per fronteggiare quello che si configura come un danno biologico. Nell'ambito lavorativo, la parola mobbing assume il significato di pratica persecutoria o, più in generale, di violenza psicologica perpetrata dal principale o da colleghi nei confronti di un impiegato, per discriminarlo, costringerlo alle dimissioni o comunque a uscire dall'ambito lavorativo. Il mobbing è considerato dall'Inail malattia professionale. I motivi della persecuzione possono essere i più svariati (invidia, razzismo, diversità religiosa o culturale rispetto al gruppo prevalente, carrierismo...). Si tratta di un fenomeno che va incontro a difficoltà probatorie e che è ancora problematico identificare da un punto di vista legale, nonostante sia aumentata la sensibilità di enti, aziende e operatori. La Consigliera di parità provinciale di Prato Micaela Venturi ha spiegato che pochissime vittime di mobbing arrivano fino alla causa, perché la loro tutela penale è ancora difficile e perché lo stress psicologico è solitamente molto pesante. La situazione di Prato non si discosta da quella nazionale. La giudice del lavoro Marilena Rizzo ha spiegato che il mobbing non ha frontiere, riguarda sia gli uomini che le donne e che sono pochissimi in generale i procedimenti accolti. (dicembre 2006)

4. GROSSETO: "DONNE, RIVENDICATE IL CAMBIAMENTO"
La presidente della Commissione provinciale Pari Opportunità:
"Democrazia è governo dell’intero popolo, non della metà"

In occasione di un incontro per la celebrazione del sessantesimo anniversario del voto alle donne, la presidente della Commissione provinciale per le Pari Opportunità di Grosseto Marisa Ferrini ha ripercorso la storia della democrazia italiana negli ultimi 50 anni, lanciando un appello alle donne affinché, oggi come allora, rivendichino con forza il cambiamento: "Il 2 giugno 1946, a ogni uomo e donna di almeno 21 anni vennero consegnate due schede: una per la scelta fra Monarchia e Repubblica, l'altra per l'elezione dei 556 deputati dell'Assemblea costituente. Sui banchi di quell'Assemblea, sedettero le prime parlamentari donne: 9 della Democrazia cristiana, 9 del Partito comunista italiano, 2 del Psiup e una dell'Uomo Qualunque", ha detto Marisa Ferrini.

"Fu un momento di grande rilevanza politica – ha detto ancora la presidente – anche se la piena acquisizione dei diritti civili, politici e sociali, è stata molto più rapida per gli uomini che per le donne. Nel 2006, infatti, a sessant’anni dall'acquisizione di quel diritto, la presenza femminile nelle assemblee elettive dell'Italia, rimane palesemente minoritaria. Aspetto, questo, che nella celebrazione dell'anniversario del voto alle donne, merita la dovuta attenzione, per capire perché, a una conquista di tale importanza, non ha fatto seguito la piena partecipazione delle donne alla rappresentanza politica".

"Nel nostro Paese, purtroppo, sono in gioco la democrazia e la violazione del diritto di parità e di uguaglianza, come diritto fondato sulla dualità del genere umano", secondo la Ferrini: "Se democrazia significa infatti 'governo del popolo', potrà mai essere una democrazia vera quella in cui parte del popolo non trova posto nei luoghi delle decisioni politiche? Anche la tanto invocata modifica dell'articolo 51 della Costituzione impegna lo Stato italiano a garantire l'accesso paritario di uomini e donne alle cariche elettive. Nonostante ciò, torna ad affacciarsi, in Italia, una inaccettabile condizione di disuguaglianza tra uomini e donne, nella società e nel mondo del lavoro". "La conquista del diritto di voto, in Italia fu tutt'uno con la sconfitta del regime fascista e la nascita della democrazia, con la volontà di rinnovamento della società che fece emergere una nuova figura di donna: tessitrice della storia, soggetto di cambiamento".

"Sono convinta – ha concluso la presidente – che oggi come allora, le donne abbiano questo compito. Ma se a distanza di tanto tempo invochiamo il riconoscimento di diritti che ci spettano, vuol dire che l'opera delle nostre progenitrici è rimasta incompiuta. E' quindi tempo di tornare a rivendicare con forza la richiesta di cambiamento che riguarda tutti, uomini e donne, con l'obiettivo di riequilibrare la presenza femminile e maschile nei luoghi di decisione della politica, dando voce e responsabilità alle donne, che costituiscono un indiscutibile e prezioso patrimonio di intelligenza, saperi, passione e creatività". (dicembre 2006)

5. COMMISSIONE PARI OPPORTUNITA' REGIONALE:
E’ PARTITA UN’INDAGINE SULLE NOMINE
L’annuncio della presidente Chiara Grassi

La Commissione Pari Opportunità della Toscana ha preso in esame le proposte di legge presentate dalla maggioranza e dall'opposizione riguardanti le nomine e le designazioni della Regione in enti e organismi esterni e ha previsto quindi un monitoraggio di genere sulle nomine di Giunta e Consiglio regionale. Per sapere quante nomine della Regione e soprattutto quale è la percentuale di uomini e donne, "organizzeremo una apposita conferenza stampa – ha annunciato la presidente della CPO Chiara Grassi – nella quale presenteremo i risultati del monitoraggio e le osservazioni sulle proposte di legge". (dicembre 2006)


6. PRESENTATA IL 13 DICEMBRE A NAPOLITANO
LA PETIZIONE PER MARGHERITA HACK SENATRICE A VITA
Una iniziativa dell’Associazione Puntocritico: 3000 firme

Margherita Hack senatrice a vita: questa la richiesta di una petizione popolare consegnata al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in favore della scienziata toscana: "Speriamo che queste firme e il grande prestigio dell'astrofisica convincano il Presidente a realizzare questo nostro sogno – sostiene Andrea Genovali, presidente nazionale dell'associazione Puntocritico, che ha promosso la petizione – che è il sogno e l'auspicio di grande parte della società civile italiana. Per dare anche un segnale forte al Paese che la cultura, la ricerca e la scienza occupano un posto di primo piano, irrinunciabile nella vita politica e sociale". L’associazione di Genovali ha raccolto attraverso Internet oltre tremila firme di scienziati, docenti universitari, operai, lavoratori, segretari di partito, parlamentari, ma anche insegnanti, sindacalisti, cattolici e laici presenti in associazioni e organizzazioni non governatice, artisti, astronomi e astronauti, sacerdoti, sindaci e assessori comunali e provinciali, cooperanti all'estero e cittadini che vivono anche a Shangai e in Giappone.

"Un successo che ci ripaga dello – ha detto ancora Genovali – soprattutto per l'entusiasmo che abbiamo percepito da parte dei tantissimi sottoscrittori. Uomini e donne di ogni ceto sociale, diversi anche per religione, tutti accomunati dalla fiducia estima nei confronti di una scienziata che, da decenni, tiene alto il nome dell'Italia nel mondo, un punto di riferimento nelle iniziative per la pace, la solidarietà, la difesa dei diritti umani in Italia e nel mondo, che incarna al meglio i valori fondanti la nostra Carta costituzionale. Le nostre istituzioni hanno bisogno di persone come la Hack, capaci, colte e sensibili verso gli altri".

Tra i firmatari della petizione, Paolo Beni presidente dell'Arci, lo scienziato Carlo Bernardini, Lisa Clark di Beati i Costruttori di Pace, l'astronauta Umberto Guidoni, Sergio Lo Giudice, presidente di Arci-Gay, don Andrea Gallo della Comunità San Benedetto di Genova, padre Massimo Nevola della Lega Missionaria Studenti, i disegnatori Vauro e Sergio Staino, l'attrice teatrale Lella Costa, Mario Torelli professore ordinario di Archeologia dell'Università di Perugia e tanti altri. Margherita Hack è stata di recente insignita di uno dei premi "Vittorio De Sica" consegnati dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e istituiti nel 1975 dal critico cinematografico Gian Luigi Rondi, in collaborazione con l'Associazione "Amici di Vittorio De Sica", in ricordo del regista scomparso nel 1974. Tra le vincitrici, l’attrice Mariangela Melato, la distributrice cinematografica Vania Traxler Protti e la scrittrice e traduttrice Fernanda Pivano. (dicembre 2006)

7. FIRENZE, STATI GENERALI DELLE PARI OPPORTUNITÀ
I DATI DI GENDER GAP E I TRAGUARDI RAGGIUNTI
Cresce la partecipazione e il protagonismo delle toscane

Dall’incontro degli Stati generali delle pari opportunità della Toscana convocati a Firenze su iniziativa del Consiglio regionale, emerge che in Toscana la politica, l’imprenditoria, l’associazionismo vedono una forte partecipazione delle donne. Negli ultimi venti anni le donne sindaco sono passate da 14 a 44 e sono aumentate quelle che ricoprono la carica di assessore; sul fronte del lavoro le donne appaiono più colte e dinamiche degli uomini. Molti i dati presentati nel corso della giornata, a cominciare da quelli contenuti nella ricerca dell'Irpet intitolata Il gender gap e i traguardi raggiunti, secondo cui l'accesso delle donne all'istruzione si è molto ampliato negli ultimi decenni con il sorpasso, negli ultimi anni, delle donne laureate sugli uomini laureati. Non solo: dal 1993 al 2005 il tasso di occupazione femminile é salito dal 42 al 54% ed è aumentata di molto la capacità di restare sul mercato del lavoro tra i 45 e i 55 anni. Per quanto attiene alla politica, la Toscana rappresenta se non proprio un'isola felice, un modello meno infelice di altre regioni con un assetto istituzionale che punta a raggiungere una sorta di equilibrio tra presenze femminili e presenze maschili. Le donne sindaco restano concentrate in dimensioni demografiche che non superano i 5mila abitanti, mentre con le ultime elezioni è raddoppiato - da 5 a 10 - il numero delle amministratrici di comuni che superano i 10mila abitanti. La famiglia continua ad essere il punto di riferimento stabile per il 25% delle donne toscane tra i 30 e i 34 anni. (dicembre 2006)

8. FIRENZE, LABORATORIO DI MODA A SOLLICCIANO
Inaugurato il 29 novembre

E’ stato inaugurato il 29 novembre alla presenza dell’assessora alla moda della Provincia di Firenze, Elisabetta Cianfanelli, il laboratorio moda all'interno del carcere fiorentino di Sollicciano. L'incontro tra l’assessora e le detenute ha dato il via a un progetto che intende portare, all'interno del carcere, una attività sperimentale di design e creazione di oggetti moda. (dicembre 2006)



9. A CAMAIORE IL CALENDARIO ARTISTICO 2007 PARI OPPORTUNITÀ

Un concorso bandito nelle scuole ha premiato le dodici opere migliori


Sabato 2 dicembre al Teatro dell’Olivo di Camaiore (Lucca) si è svolta la premiazione del Concorso "Calendario artistico 2007", organizzato dalla Commissione Pari Opportunità del Comune di Camaiore. "Si tratta di un appuntamento particolarmente significativo – ha spiega Daniela Domenici, presidente della Commissione Pari Opportunità – che conclude un percorso articolato che ha coinvolto, nell’anno scolastico 2005/2006, gli alunni delle scuole secondarie del nostro territorio, ai quali abbiamo chiesto di inviare elaborati artistici sul tema delle pari opportunità. Le migliori 12 opere pervenute, valutate da un’apposita giuria di esperti, sono confluite nel calendario artistico 2007. Sono stati premiati così 12 finalisti e il vincitore assoluto, a cui sono andati 300 euro. "Questa iniziativa – ha concluso la presidente - vuole essere anche un importante spunto di riflessione su temi e principi fondamentali per ogni società civile". Visto il successo di questa prima edizione e il riscontro ottenuto da parte degli alunni, la Commissione Pari Opportunità è già al lavoro per il concorso 2006/2007". (dicembre 2006)

10. FINO ALL'EPIFANIA, TOSCANA GOSPEL FESTIVAL

Torna per l'11ma edizione il festival gospel più bello d'Italia


Il Toscana Gospel Festival ritorna e travolge di emozioni e musica il pubblico toscano. Il festival ha preso il via martedì 12 dicembre da Cascina, con il gruppo Jubilee di New York guidato dal reverendo Everett Jenkins. Nei giorni successivi, si sono già esibiti - in varie località - il coro femminile delle N’Armoné Gospel Voices da New Orleans, i London Community Gospel Choir, gli Earl Bynum & As We Are Choir e altri gruppi prestigiosi. Ma fino al 6 gennaio c'è ancora modo di godere qualche grande spettacolo. Le prossime tappe sono quasi tutte in provincia di Arezzo. Sabato 23 dicembre a Civitella in Valdichiana (Teatro di Tegoleto) The Johnny Thompson Singers. Mercoledì 27 dicembre a Cortona (Chiesa di S. Domenico) Crystal White and the Black Beauties. Giovedì 28 dicembre ad Arezzo (Chiesa parrocchiale di Rigutino) i New Orleans Gospel Messengers. Venerdì 29 dicembre a Castiglion Fiorentino (Chiesa di S.Francesco) la Robin Brown & the Thriumphant Delegation.


Il 1° gennaio il festival propone due concerti di capodanno: a Prato (Teatro Metastasio ore 17.00 - ingresso 10 euro) con il Benedict Gospel Choir e a Siena (Teatro de Rozzi ore 17) con le Sisters & Daughters of Praise Gospel Ensemble, altro gruppo interamente femminile. La rassegna si concluderà sabato 6 gennaio a Castelfranco di Sotto (Chiesa di San Lorenzo in loc. Orentano) con il Valley of Eden Gospel Ensemble. Il festival, nella versione attuale, è gestito in tutte le sue fasi dall’Associazione Toscana Gospel Festival, con il sostegno del gruppo Unicoop Firenze, della Regione Toscana, delle Province di Arezzo e Pisa e di tutti i comuni dove si svolgono i concerti. L'itinerario del festival 2006, con il concerto dell'Epifania, avrà toccato sei province (Arezzo, Firenze, Pisa, Pistoia, Prato e Siena), quattordici comuni (Firenze, Arezzo, Prato, Siena, Cascina, Castelfranco di Sotto, Massa e Cozzile, Lastra a Signa, Montevarchi, Cortona, Castiglion Fiorentino, Monte San Savino, Sansepolcro, Pratovecchio, Civitella in Val di Chiana e Terranova Bracciolini) e il Centro Commerciale Iper Sesto di Sesto Fiorentino. In dieci anni, sono stati oltre 130 i gruppi transitati al festival per un totale di 1300 persone tra musicisti e cantanti ospiti in Toscana. Gli spettatori nella passata edizione sono stati oltre 11.000. Anche per questa edizione il festival lega il suo messaggio al progetto di adozione internazionale "il cuore si scioglie" promosso da Unicoop Firenze, Arci Toscana e Centri Missionari. Programma completo e altre informazioni su www.toscanagospelfestival.net
(dicembre 2006)


Info
: Associazione Toscana Gospel Festival - Viale Michelangelo 38 - 52100 Arezzo - tel. 0575.27961 - fax 0575.409319 - info@toscanagospelfestival.net

11. ARRIVA IL PULCINO DUDUGGI (E LA SUA STRANA FAMIGLIA)

IL NUOVO CD DELLA CANTANTE TOSCANA SUSY BELLUCCI

Nove fiabe in musica, un itinerario fantastico per divertire e stimolare


La cantante toscana Susy Bellucci presenta in questi giorni la sua ultima novità: "Il pulcino Duduggi (e la sua strana famiglia)", nuovo CD della collana "Grandi esecutori per piccoli ascoltatori". "Il pulcino Duduggi (e la sua strana famiglia)" nasce come seguito ideale de “Le figurine di Gallo Cristallo”, nel senso che intende proseguirne l’itinerario fantastico, popolato di personaggi e condotto all’insegna della musica. I brani composti da Susy Bellucci, con l’insostituibile collaborazione del “funambolico” Giulio Clementi, arrangiatore e produttore artistico, e in un caso anche del “mirabile” Stefano Bollani, hanno il chiaro scopo di divertire, stimolare, facilitare l’apprendimento, veicolare contenuti “educativi” sotto forma di giocose metafore, educare l’orecchio all’ascolto della musica e delle sue molteplici forme.

 

Si va dalla filastrocca ripetitiva de “Il pulcino Duduggi”, storia di una famiglia “moderna” e “pluralista”, al menù bizzarro e fantastico di “ Cara caramella”, studiato apposta per bambini disappetenti e svogliati. C’è poi una meditazione “estiva” sul mare, un brano per iniziare all’apprendimento della lingua inglese, una canzone per “quelli che non piangono più”. E via cantando. Alcuni brani poi fanno storia a sé, sia come “reinterpretazioni”, sia come omaggi ad autori fondamentali nella storia del gioco musicale e linguistico dedicato all’infanzia. Di "Ci vuole un fiore" non c’è molto da dire: si tratta del brano forse più conosciuto nella storia della musica d’autore per l’infanzia in Italia, i suoi autori sono Gianni Rodari, Sergio Endrigo e Luis Enriquez Bacalov, e qui è riproposto in una versione lieve, un po’ sognante, con la dolcezza nel cuore.


Dall’inesauribile e prezioso scrigno di Virgilio Savona e Lucia Mannucci, ecco una perla rara, "La giraffa Pasqualina", un quadretto musicale d’antan, assolutamente meritevole di essere regalato alle nuove generazioni. Dalla tradizione toscana un classico: la lacrimevole storia de “Il grillo e la formica”, qui con il finale più ottimista reperibile nella tradizione popolare. Infine un’operazione ardita, dettata dalla passione per il “nonsense” e per i giochi linguistici: musicare le stupende, inarrivabili filastrocche di Toti Scialoja, pittore, poeta, zio affabulante, cantilenante, inventore di uno dei più bizzarri e magici serragli di animali mai creati per la fantasia dei bambini. In tutto nove brani, nove esercizi di fantasia, di lingua, di musica. Info: www.susybellucci.com -
info@susybellucci.com (dicembre 2006)

 



CULTURA


1. NERIA DE GIOVANNI: SOLO UOMINI NELLA SCELTA
DEI NOBEL DEL CORRIERE DELLA SERA
A proposito della nuova collezione di volumi
allegati al quotidiano milanese


La presidente dell’Associazione Internazionale dei Critici Letterari, Neria De Giovanni, ha diffuso una nota che recita: "1909, la svedese Selma Lagerlof; 1926, l’italiana Grazia Deledda; 1928, la norvegese Sigrid Undset; 1938, l’americana Pearl S. Buck; 1945, la cilena Gabriela Mistral; 1966, la tedesca Nelly Sachs; 1991, la sudafricana Nadine Gordimer; 1993, l’americana Toni Morrison; 1996, la polacca Wislawa Szymborska; 2004, l’austriaca Elfriede Jelinek. In 103 anni di Premio Nobel, a partire dal 1901, le scrittrici premiate sono state soltanto 10, pari al dieci per cento del totale! Poche ma comunque presenti. Perché il Corriere della Sera non ha applicato almeno la stessa percentuale per l’iniziativa editoriale che ha mandato in edicola? L’unico Premio Nobel femminile afroamericano, Toni Morrison, è recentemente stata in Italia, a Penne, per assistere ad un Convegno internazionale a lei dedicato. Il 2006 ricorrono i settantanni dalla morte di Grazia Deledda, unico Premio Nobel femminile per le lettere italiane nel 1926. Queste fortunate coincidenze non sono bastate per sollevare il velo del silenzio su queste grandi scrittrici, non più tali davanti alla concorrenza maschile… Nell’indifferenza totale di tante (troppe?) istituzioni di parità, l’iniziativa editoriale del Corriere della Sera manifesta ancora una volta la mancanza di una corretta informazione culturale che penalizza sempre le donne rendendo un pessimo servizio ai lettori tutti, uomini e donne". (dicembre 2006)


2. ROMA, LA RASSEGNA TEATRALE E CINEMATOGRAFICA
"BROAD CLOTH TRILOGY" DEDICATA ALLA DONNA DI OGGI
Fino al prossimo mese di maggio

Una rassegna teatrale e cinematografica dedicata alle donne, ricca di spettacoli teatrale e di un vero e proprio "Film Festival" in inglese a cura dell’associazione Ford Entertainment, si terrà fino al prossimo mese di maggio presso il Teatro L’Arciliuto, in piazza Montevecchio 5 a Roma.

The English Theatre of Rome, alla sua cinquantesima produzione teatrale, con il patrocinio con il patrocinio del Comune di Roma-Assessorato alle Politiche Culturali, presenta la prima mondiale di "Broad Cloth Trilogy", una trilogia che celebra la donna contemporanea alle prese con il teatro, mettendo in scena 18 donne. "Broad Cloth Trilogy" è concepito come un evento ricorrente che introduce donne drammaturghe che si proiettano al di là del femminismo, provengono da differenti ambienti etnici ed economici, ed affrontano il tema della vita in ogni suo aspetto, il gioco delle parti, e quello dei punti di vista. Tessono uno sfondo variegato e unico al tempo stesso, che aiuta l’attività delle drammaturghe del mondo a svilupparsi. "Broad Cloth Trilogy dimostra che i contributi delle donne hanno effettivamente avuto un significativo impatto sul teatro di oggi".

Gli spettacoli proposti nella rassegna sono "A Broad Abroad" di e con Gaby Ford, "Worth Dying For" di e con Dyanne White, "Kiss"di Terianne Falcone con Melissa Palleschi, "Living Martha Stewart" di Susan McCully con Mandy Moore, "Chuleta" di Lillian Santos con EJ Ortiz Boria, "Fantasy Land" di Mara Lathrop con Parysa Pourmoneshi, "Buon Natale, Bruno" di e con Terianne Falcone, "Date Line" di Terianne & Danne.

A gennaio partirà anche il "Broad Humor Film Festival", che comprende i film vincitori nel 2006 del rinomato festival estivo tenutosi a Venice Beach, California. La Ford Entertainment ospiterà a Roma la prima europea dell’evento. In febbraio, il festival si trasferirà in Francia, a Parigi.

Il 27 e 28 marzo, poi, con il patrocinio dell’Ambasciata Australiana sarà per la prima volta in Italia, "Sarah Kendell", lo spettacolo scritto e recitato da Sarah Kendell, Premio Terrier 2004 e Premio Herald Angel 2002, forse la migliore comica di lingua inglese. Dopo i successi ottenuti alla Casa dell’Opera di Sydney, al Teatro Gielgud e ai Festivals Comici Internazionali di Melbourne, Berlino, Edimburgo, Sarah ritorna sul palcoscenico per un’inedita ora di cabaret. Il programma completo è disponibile su
www.rometheatre.com - Info: 06.6879419 – 06.4441375 - rometheatre@yahoo.com (dicembre 2006)


3. ROMA, IL DOCUMENTARIO "VIAGGIO NEL ‘900 DELLE DONNE"
Una storia tutta politica della giornalista Nella Condorelli

E’ stato presentato in anteprima il 6 dicembre a Roma il documentario "Viaggio nel ‘900 delle donne. Una storia politica, prodotto dall’UDI Romana La Goccia, con il patrocinio del Ministero per Diritti e le Pari Opportunità, il contributo delle istituzioni territoriali, ideato e realizzato da Nella Condorelli, con le consulenze storiche e politiche di Marisa Rodano, Paola Gaiotti De Biase, Gioia Di Cristofaro Longo, Edda Billi, e la collaborazione di RAI News 24 e RAI Teche.

Diviso in due tempi, dal 1900 alla nascita della Repubblica e dal 1948 alla fine del secolo, il documentario si avvale esclusivamente di materiali d’archivio, filmati, foto, manifesti e documenti vari. "Quello che ci ha stimolato in questa impresa, per noi assolutamente inedita - scrive l’UDI in una nota – è stata la totale assenza di prodotti audiovisivi sul movimento politico delle donne a fronte dell’abbondante produzione cartacea che esiste in questo ambito, per non dire del lavoro che le storiche fanno da anni sulle fonti. Il lavoro di ricostruzione fatto dall’autrice, giornalista specializzata nella trattazione della ‘notizia donna’, ha reso possibile una narrazione fluida e importante che speriamo arrivi anche alle generazioni più giovani".

L’autrice del documentario Nella Condorelli spiega di aver "presentato sin da subito il progetto a Roberto Morrione, all’epoca direttore di RAI News24 che lo ha valutato positivamente e accolto; questo è un prodotto d’informazione di genere, e devo molto alla sua sensibilità professionale e a quella di Marcella Sansoni, vicedirettrice della stessa testata: l’argomento trattato è completamente assente dalle rubriche televisive, e non solo storiche, che continuano a mostrare indifferenza per l’approfondimento di temi legati della specificità politica delle donne, e ciò rappresenta certamente una grossa lacuna nell’informazione, soprattutto nel servizio pubblico che deve garantire pari opportunità a soggetti e generi. Voglio inoltre esprimere gratitudine – aggiunge Condorelli – alla direttrice di RAI Teche, Barbara Scaramucci, per avermi dato la possibilità di effettuare le ricerche di repertorio, con la preziosa collaborazione della sua struttura".

Il documentario di avvale di repertorio dell’Archivio Storico Audiovisivo del Movimento Operaio, degli Archivi nazionali dell’UDI, del CIF, delle ACLI, della CGIL, del mensile Noi Donne, del Museo Historiale di Montecassino e di foto, video amatoriali, manifesti, volantini, documenti, messi generosamente a disposizione da associazioni e da archivi fotografici familiari e personali. (dicembre 2006)

4. IL PREMIO NAZIONALE DI NARRATIVA DEDICATO
ALLA SCRITTRICE MARIA TERESA DI LASCIA
Riservato alle donne

Il Comune di Rocchetta Sant’Antonio e il Comune di Fiuminata, in provincia di Foggia, due piccoli Comuni che costituiscono tappe fondamentali nella vicenda umana e letteraria della scrittrice Maria Teresa Di Lascia, intendono onorare la sua memoria indicendo il Premio Nazionale di Narrativa "Maria Teresa Di Lascia", 1 Edizione 2007, con scadenza il 30 marzo, riservato alla scrittura delle donne. Il bando prevede che possano concorrere autrici di romanzi e raccolte di racconti (almeno 4) scritti originariamente in lingua italiana, pubblicati in prima edizione a partire dal 1 gennaio 2004 fino al 31 agosto 2006.

"Il Premio nazionale di narrativa – ha spiegato il portavoce del Coordinamento nazionale dei Piccoli Comuni Italiani Virgilio Caivano - dedicato alla vincitrice del Premio Strega 1995 con il romanzo postumo "Passaggio in Ombra" è un chiaro messaggio di attenzione che le piccole comunità locali riservano alla narrativa ed alla cultura in generale come veicolo e strumento straordinario per fare del patrimonio culturale dei piccoli comuni italiani una opzione credibile per uno sviluppo alternativo del nostro Paese. Il Coordinamento nazionale dei ‘Piccoli Comuni’ impegnato a sostenere sulla rete tale iniziativa – ha concluso Caivano - chiederà al Presidente della Camera dei Deputati Fausto Bertinotti di dedicare alla parlamentare radicale Maria Teresa Di Lascia una sala di Montecitorio come risposta concreta delle istituzioni parlamentari al grande impegno civile, sociale e politico della fondatrice dell’Associazione mondiale Nessuno tocchi Caino. Info: Biblioteca "G. Libertazzi" - via Francesco De Sanctis,1 - 71020 Rocchetta Sant’Antonio (Fg) (dicembre 2006)

5. LA IV EDIZIONE DEL PREMIO NAZIONALE ERICA FRAIESE
RACCONTI, FAVOLE E LEGGENDE NELLE AREE PROTETTE
Riservato alle scuole di ogni ordine e grado

Anche quest'anno l'Ente Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano in collaborazione con l’Associazione culturale Erica Fraiese Onlus e con il patrocinio di Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Regione Campania, Provincia di Salerno, Federparchi, Azione Cattolica Italiana e BIMED, ha emanato il bando di concorso del Premio Nazionale Erica Fraiese - Racconti, Favole e Leggende nelle aree protette italiane (IV edizione) che scadrà il prossimo 1 marzo 2007. Il Concorso rivolto alle scuole elementari, medie e superiori è finalizzato allo sviluppo di rapporti di solidarietà e di tutela dell'ambiente e, nelle tre precedenti edizioni, ha visto la partecipazione di scuole di ben 19 regioni italiane.


Il Premio ha come obiettivi: stimolare i giovani e gli adolescenti a lavorare con fantasia e creatività alla tutela ed alla promozione dell’ambiente; favorire la solidarietà e l’amicizia attraverso il rispetto e l’amore per la natura; promuovere la tutela e la valorizzazione delle risorse naturali e culturali delle aree protette. Possono partecipare al premio gli alunni della classe V delle scuole elementari, delle scuole medie e del biennio delle scuole superiori, nonché altri organismi ed enti che si occupano di assistenza e solidarietà all’infanzia, in particolare ai bambini disagiati o affetti da particolari malattie. E’ possibile iscriversi individualmente o come classe intera con lavori individuali o di gruppo.

Il bando completo del concorso è disponibile sui siti web www.pncvd.it e www.premioericafraiese.it. La premiazione avrà luogo nel mese di maggio 2007 a Paestum. Info: "Scuola Media Statale Zanotti Bianco" - piazza Santini – 84040 Capaccio Scalo (Salerno) – tel/fax: 0828.724771 - zanottibianco@libero.it (dicembre 2006)

6. IL CONCORSO DI SCRITTURA FEMMINILE CITTA’ DI TRIESTE
Scadenza 31 gennaio 2007

E’ giunto alla sua terza edizione il Concorso internazionale di scrittura femminile Città di Trieste, promosso dalla Consulta Femminile del capoluogo con la collaborazione del Comune, della Provincia e della Camera di Commercio. Il concorso è aperto a tutte le donne, di qualsiasi nazionalità e cultura, nonché alle donne detenute. Il concorso è organizzato in due sezioni: una per racconti a tema libero o di memoria, che mettano in luce uno o più aspetti della condizione femminile odierna; una per racconti sul tema "Donne credito banche… che impresa! Esperienze, progetti, aspettative, emozioni". La partecipazione al concorso è gratuita e i lavori dovranno essere indirizzati, in sette copie, alla Consulta Femminile di Trieste, c.p. 48 Posta Centrale Trieste entro il 31 gennaio 2007. La premiazione delle vincitrici avverrà l'8 marzo 2007 in occasione della "Giornata internazionale della Donna" nella sede del Consiglio Comunale. Info: Carla Carloni Mocavero 040.306242 carlacarloni@alice.it - Gina Cesanelli 040.566603
vilma.chiella@libero.it (dicembre 2006)

7. IL CONCORSO LETTERARIO COSE DI DONNA DETTE DA DONNE
Riservato alle donne

La Casa delle Donne di Ivrea (Torino) indice il Concorso letterario "Cose di donna dette da donne". Il concorso è riservato esclusivamente a donne, che possono partecipare con racconti, testimonianze, ricordi, poesie in lingua italiana o in altra lingua se corredati da traduzione, scritti a macchina o al computer. I racconti, le testimonianze, i ricordi inediti devono essere contenuti tra le quattro e le otto cartelle (ogni cartella è formata da circa 25 righe di 65 battute ciascuna), mentre le poesie non possono superare i trenta versi e dovranno essere inviati entro il 31 dicembre 2006 alla Casa delle Donne, via Dora Baltea 1, 10015 Ivrea.

La partecipazione al concorso è gratuita e le vincitrici saranno avvisate per posta o per e-mail entro il 31 gennaio 2007. Gli elaborati potranno essere oggetto di pubblicazione, dietro consenso delle autrici. Le opere devono pervenire in busta chiusa sulla quale dovrà essere apposta la dicitura "Contiene elaborato per ‘Cose di donna dette da donne’". La busta che potrà riportare esternamente il nome e l’indirizzo della concorrente deve contenere: l’elaborato in tre copie anonime, senza titolo né pseudonimo. Una busta più piccola, chiusa, contenente il titolo dell’elaborato e le generalità dell’autrice (data di nascita, indirizzo, numero telefono o e-mail, oltre alcuni cenni biografici), unitamente all’autorizzazione per la sua lettura in pubblico, opportunamente oscurato degli elementi identificativi. Le prime tre opere saranno premiate con buoni acquisto libri. La Giuria del Concorso è composta dall’assessora alle Pari Opportunità del Comune di Ivrea, da 4 donne rappresentative del mondo della cultura e del femminismo locale e regionale, da una segretaria della Casa delle Donne di Ivrea.

La premiazione ufficiale avrà luogo l’8 marzo nel corso della serata organizzata dalla Casa delle Donne in Ivrea. In quella occasione verranno letti brani selezionati delle opere delle vincitrici o delle concorrenti in omaggio alle vite e emozioni, ai sogni e desideri delle donne spalancando così, per una sera, una finestra su di un universo spesso silenzioso che, però, genera intorno a sé ordine, equilibrio, amore e solidarietà. Info: Casa delle Donne tel. 0125.49514 -
ass.donneivrea@libero.it (dicembre 2006)

 



ONLINE


1. LE ULTIME DI "NOI DONNE"

www.noidonne.org

Vi segnaliamo sull'ultimo numero di Noidonne (
www.noidonne.org): per la sezione "Mondo", Luisa Morgantini/La pace possibile, nella reciprocità (Emanuela Irace), Hanan Awwad/La fondatrice della sezione palestinese della Wilpf è la donna del mese (Giovanna Providenti), America Latina/Nicaragua: penalizzato l'aborto terapeutico e altre notizie (Nadia Angelucci), Dubai / Un centro antiviolenza negli Emirati Arabi (Marzia Beltrami), Mongolia /Dove il futuro è donna (Cristina Carpinelli). Per la sezione "Cultura": Milano, Arte / Quintocortile in mostra (Antonella Prota Giurleo), Torino/ I segreti del corpo, foto dal mondo di Tiziana e Gianni Baldizzone (Mirella Caveggia). Per la sezione "Società", Donne vittime di Stalking/ Un gruppo di studio a Modena (http://stalking.medlegmo.unimo.it). Esprimete la vosra opinione: Ségolène Royal all'Eliseo e forse Hillary Clinton alla Casa Bianca. La politica in Italia invece... Sempre online il testo dell'appello "Una donna uccisa e cento rischiano di morire lentamente" per chiedere ai parlamentari italiani iniziative contro le violenze sulle donne. (dicembre 2006)
Info:
news@noidonne.org

2. "IL PAESE DELLE DONNE"
www.womenews.net/spip

Online su sito del Paese delle donne:

Stop alla violenza domestica sulle donne (Marta Marsili) www.womenews.net/spip/spip.php?article1011
E un giorno dio creò...l'uomo (Giovanna Circiello) www.womenews.net/spip/spip.php?article1026
Più informazione e assistenza su comportamenti sessuali responsabili (m.a.)
www.womenews.net/spip/spip.php?article1017
Milano - La violenza contro le donne riguarda tutti
www.womenews.net/spip/spip.php?article1025
La pillola del giorno dopo divenga un farmaco da banco
www.womenews.net/spip/spip.php?article1016
Donne italiane e migranti insieme prendono parola
www.womenews.net/spip/spip.php?article1014
Il nostro corpo generante: uno sguardo storico per problematizzare il presente (Ines Valanzuolo)
www.womenews.net/spip/spip.php?article1015
Operazione Polisgramma (Maria Paola Fiorensoli)
www.womenews.net/spip/spip.php?article1013
Centro di aiuto alla vita alla clinica Mangiagalli? no grazie
www.womenews.net/spip/spip.php?article1012
Pari opportunità e lotta alle violenze alle donne (Irene Iorno)
http://www.womenews.net/spip/spip.php?article1010
Il bando della VII edizione del Premio di scrittura femminile Paese delle donne - Dedicato a Maria Teresa Guerrero (Maitè)
www.womenews.net/spip/spip.php?
(dicembre 2006)

Info: cristina@womenews.net

 

 

 

 

SPECIALE LIBRI DI NATALE

PICCOLI EDITORI, GRANDI IDEE

Alla Fiera della piccola e media editoria di Roma

a caccia di donne e buone letture

a cura di Silvia Tessitore


Dal 7 al 10 dicembre si è svolta la quinta edizione di "Più Libri Più Liberi" (
http://www.piulibripiuliberi.it - info@piulibripiuliberi.it), la fiera italiana della piccola e media editoria promossa dal Comune di Roma in collaborazione con l'Associazione Italiana Editori. Oltre cinquantamila visitatori hanno affollato il Palazzo dei Congressi nei quattro giorni della manifestazione, ricca di ben 389 espositori e animata da oltre duecento incontri, presentazioni, dibattiti con autori, studiosi, personaggi del mondo della cultura. Rispetto alla più grande kermesse del libro in Italia - la Fiera Internazionale di Torino, nel mese di maggio - "Più Libri Più Liberi" ha una marcia in più, per i piccoli e medi editori: l'assenza dei grandi gruppi editoriali - che a Torino monopolizzano l'attenzione dei visitatori e della stampa - permette a un pubblico curioso e attento di concentrarsi sulle pubblicazioni meno 'visibili' o meno facili da reperire in libreria, un patrimonio di oltre cinquantamila libri che spazia dalla narrativa per bambini alla saggistica più raffinata. Una realtà vivace e dinamica, quella delle piccole e medie case editrici italiane, che misura la bontà di scelte coraggiose con le sfide difficili di un mercato 'schiacciato' dalla forza economica dei 'grandi', e che ha bisogno di una legge che ne protegga e ne sostenga le attività. Illustrare attraverso questo piccolo "speciale" la ricchezza della proposta di "Più Libri Più Liberi" è praticamente impossibile. Abbiamo selezionato così una trentina di pubblicazioni per tutti i gusti, che vi segnaliamo per originalità e qualità. Augurandovi un Natale pieno di serenità e buone letture.

NOTTETEMPO
www.edizioninottetempo.it
Info: ufficiostampa@edizioninottetempo.it

Un ricettario molto particolare, quello di Nella Zanotti "Tutto il male vien per cuocere". “Parla come mangi,” si dice. Ma come mangi? Con i tuoi vizi, le tue debolezze, le tue passioni… che in questo libro diventano 131 ricette facili e insolite, ispirate ai sette peccati capitali e illustrate da Jean Blanchaert, arguto e fantasioso disegnatore. I sette peccati capitali sono descritti con vivacità e ironia ciascuno da un autore: Maria Pace Ottieri, Marco Baliani, Barbara Alberti, Eraldo Riva, Vivian Lamarque, Franca Valeri, Patrizia Zappa Mulas, Giorgio Soavi, Antonio Prete. Un libro che soddisfa gli esperti di cucina e gli inesperti appassionati con semplicità: descrizioni chiare e dettagliate, tempi e fasi di preparazione indicati con precisione. 131 ricette suggerite dai nostri vizi. Nella Zanotti abita e lavora a Milano. Come giornalista e fotografa free lance si è occupata di viaggi, cucina, moda e arredamento. L’ultimo suo libro è "La moda va in cucina" (Baldini e Castoldi).

Di tutt'altro genere "Lettera a un’amica scomparsa in Iraq" di Sihem Bensedrine (introduzione di Florence Aubénas, traduzione di Edoardo Acotto). Due mesi dopo la fine della seconda guerra in Iraq, la giornalista tunisina Sihem Bensedrine va a Bagdad per cercare Nasyra, una donna coraggiosa che dodici anni prima le aveva fatto scoprire la ferocia della dittatura di Saddam Hussein. In Iraq Sihem scopre una società profondamente distrutta dal caos successivo alla fine della guerra e, prima ancora, dai ventiquattro anni di terrore quotidiano. Nel confronto con Bagdad e con la dittatura tunisina di Ben Ali, di cui è fiera oppositrice, Sihem vede il tragico naufragio di un intero progetto di “rinascita del mondo arabo”. Non le resta che iniziare a pensare una nuova nascita, la costruzione ancora lontana di una nuova identità araba: “La nostra salvezza è in noi stessi, non nell’Occidente né nel nostro passato. Ritornare al buon senso. Se si lasciano fiorire tutte le possibilità il senso emergerà necessariamente. Come sottolinea nella Prefazione la giornalista francese Florence Aubénas, che doveva poco dopo subire la terribile esperienza del rapimento, questo libro rappresenta una prima testimonianza dell’inferno iracheno visto “dall’interno”, con la distanza minima indispensabile data dall’essere donna, intellettuale e “straniera araba” in Iraq. Sihem Bensedrine, giornalista e scrittrice tunisina, dal 1980 è militante per i diritti umani e subisce per questo una persecuzione politica nel suo paese, dove è stata imprigionata nel 2001 per aver denunciato la corruzione e la tortura. Vive attualmente in Germania.

MORELLINI
www.bookshopmanager.it/morellini/main.php
Info: info@morellinieditore.it

Morellini Editore inizia la propria attività nella primavera 2005, con una produzione fortemente centrata sul confronto con le culture extraeuropee e con le loro contaminazioni. L'elegante collana di narrativa Griot è dedicata ad autori di matrice africana, con una particolare attenzione a vicende e stili i scrittura influenzati dal confronto con la cultura europea. I primi titoli della collana, pubblicati in edizione originale da Gallimard, Editions de Minuit, Mercure de France, hanno riscosso un notevole successo in Francia, aggiundicandosi in più casi importanti premi letterari. Tra i titoli di questa collana segnaliamo il libro di Fabienne Kanor "D'acque dolci" (13.50 euro). "Mi chiamo Frida. Sono nata nella provincia francese da una famiglia che non ha niente di particolare. Mia madre mi ha insegnato le buone maniere, mi ha insegnato ciò che ogni negra deve saper fare. Sfregarsi bene la testa con l'acqua fresca. Non raccontare gli affari propri. Non attirare mai l'attenzione su di sé. Mi chiamo FD e ho appena ucciso. Fermi tutti! L'ho fatto per una buona causa. Per preservare la specie". Una giovane studentessa originaria delle Antille, giunta nella Parigi della banlieue, scopre la propria diversità, il sesso, l'Uomo Nero, le origini. Quando uccide con la pistola ricevuta in eredità dalla nonna, Frida sembra compiere assai più di un atto liberatorio e identitario che criminale. L'Africa dell'infanzia si mescola al paese dell'esilio e della speranza e poi alla Parigi della maturità e della consapevolezza, con il filo rosso della relazione uomo/donna, fisica e carnale. La narrazione si infila nei ricordi e ne escono figure di donne violate e maltrattate, vittime di uomini meschini, maschilisti, bugiardi, senza scrupoli... L'omicidio è redenzione? "Al varco dei miei sogni ritrovo ancora mia madre, seduta nella sua posizione feticcio, con la natica destra che schiaccia la sua gemella e i piedi incrociati e leggermente rialzati. In controluce, e quasi fuori posto, c'è papà, paradossalmente più grande della sua ombra. Papà-con-la-bocca-cucita che, molto dopo la caduta delle prime speranze e dei primi fiocchi di neve, si ostinava ancora a credere che la terra girasse intorno alla Francia continentale. Sono nata da un fantasma di cui sono il ritratto sputato".

Per la collana Pink Generation - "guide nate per soddisfare le curiosità e le esigenze di qualsiasi donna del terzo millennio", con stile scanzonato e spiritoso - segnaliamo di Anita Naik il divertente "Guida alla bellezza" (7.90 euro), per tutte quelle donne che vogliono avere un aspetto curato senza dover trascorrere ore e ore in bagno, alle prese con dubbi amletici: esfoliare o non esfoliare? Tonico sì o tonico no? Un vademecum per le piccole emergenze quotidiane, dal brufoletto mattutino alla classica cellulite, senza troppi traumi, per lo humor e per il portafogli. Un assaggio? "Capitolo 7: Coccolarsi. La vera bellezza consiste non solo nel saper applicare il trucco, mascherare i difetti e apparire meravigliose. Si tratta anche di sentirsi meravigliose, il che significa che la bellezza equivale a coccolarsi. Se il pensiero di immergervi in un bagno caldo arricchito di petali, spalmarvi costose lozioni sulla pelle e diffondere nell'aria profumo di rosa vi fa battere il cuore, allora sapete di cosa sto parlando. Se vi sentite stressate, stanche, depresse e stufe, è improbabile che affrontiate l'arte del viziarvi solo per il gusto di farlo: se lo farete è perché ne trarrete giovamento. E questo è il motivo per cui se anche non fate nulla nel nome della bellezza, vale la pena viziarsi. Siete tentate di fare una prova? Bene, questo è il capitolo che fa per voi. [...]".

MANNI
www.mannieditori.it
Info: info@mannieditori.it

Manni è una storica casa editrice pugliese - di Lecce, per la precisione - fondata da Piero Manni e diretta da Grazia Manni, affiancata dalla figlia Agnese. Produce oltre cento titoli l'anno - di leggeratura, saggistica, poesia... - e pubblica la rivista letteraria "L'immaginazione". Di Manni vi consigliamo un libro dedicato alle ragazze e ai ragazzi ma che anche molti genitori e nonni troverebbero interessante: "Zia, cos'è la Resistenza?" di Tina Anselmi (10 euro), sorta di autointervista in cui, rispondendo alle domande di un'immaginaria nipotina, la partigiana e deputata costituente Tina Anselmi spiega cos'è stata la Resistenza, le idee, l'organizzazione, le donne e gli uomini, le vicende personali e collettive. Corredano il testo ampie schede che contestualizzano ed approfondiscono gli argomenti e gli episodi chiave della Resistenza.

Ancora da Manni "Sono nata il ventuno a primavera. Diario e nuove poesie" di Alda Merini (9 euro). Alda Merini affidò all'amico Piero Manni i versi e le carte che compongono questa delicata raccolta: così l'editore ricorda i suoi incontri con la scrittrice: "Le prime volte che venivo a trovare Alda, son passati diversi anni, mi guardavo intorno nella stanza di ricevimento tinello libreria deposito di quadri, col televisore e il riscaldamento perennemente accesi e sorridevo del disordine, dell'affastellamento; poi via via ho capito che quella stanza è come la poesia di Alda: vive di accumulo, aggiungendo immagine ad a immmagine, oggetto ad oggetto, con una semplicità ed una innocenza che riscattano e sublimano qualunque esperienza come qualunque disordine. La stanza si costituisce anche per sottrazione: Alda è generosa, non ti lascia andar via senza donarti qualcosa: un libro, una fotografia, un cappello ecuadoregno, oppure una poesia o una esecuzione al pianoforte".

 

DI RENZO

www.direnzo.it

Info: j.hofmann@direnzo.it

"Una vita tra le stelle" di Margherita Hack (10 euro), uscito per la prima volta nel 1995 e recentemente ristampato, non è un’autobiografia, ma la raccolta di alcuni flash della memoria che, come pezzi di un puzzle, compongono il ritratto della voce narrante. Con la vivacità e la passione che la caratterizzano, Margherita Hack ripercorre cinquant’anni di vita vissuta negli Osservatori astronomici, dove ha assistito e partecipato ad un cambiamento profondo nel modo di lavorare grazie ai progressi teorici e tecnici. Pagina dopo pagina, il racconto della propria giovinezza e formazione, la passione per lo sport e la politica, l’attaccamento agli affetti lasciano il posto ai telescopi, ai satelliti, che hanno spalancato nuove finestre sull’Universo, alle calcolatrici meccaniche e ai calcolatori elettronici sempre più potenti e meno ingombranti, in un groviglio, irresolubile, di vita e scienza. Con un linguaggio semplice e diretto Margherita Hack guida il lettore alla scoperta e alla conoscenza del Big Bang, dei neutrini, dei buchi neri, delle onde gravitazionali, del sistema solare, della possibile esistenza di altri universi e dello sviluppo dell’astronomia in Italia. Margherita Hack è ordinario di Astronomia all’Università di Trieste. Ha diretto il locale Osservatorio astronomico e il Dipartimento di Astronomia dell’Università. È socio dell’Accademia dei Lincei, membro dell’Unione Astronomica Interna- zionale, della Royal Society e della Società Italiana di Fisica. Ha pubblicato testi tecnici e divulgativi e oltre 200 pubblicazioni scientifiche, soprattutto nel campo della fisica stellare. Ha lavorato in molti Osservatori ed Istituti europei ed americani, ed ha fatto parte di vari gruppi di lavoro dell’ESA e della NASA.

AVAGLIANO
www.avaglianoeditore.it

Info: info@avaglianoeditore.it - lucrezia.depalma@effeciassociati.net

Un'altra storica casa editrice del Sud - Cava dei Tirreni, in provincia di Salerno - è Avagliano: un catalogo ricchissimo di pregevoli opere di narrativa prevalentemente di autori e autrici meridionali, come Matilde Serao e il suo "Il ventre di Napoli" (con uno scritto di Giuseppe Montesano, edizione integrale a cura di Patricia Bianchi, 9.90 euro). "Questo libro - si legge nella presentazione dell'editore - è l'acquaforte goyesca di una Napoli che nessuno prima della Serao aveva guardato con tanta intensità, di cui nessuno era riuscito a restituire la stracciona grandezza. Qui l'inchiesta giornalistica, effettuata dopo il colera del 1884, diventa un'esplorazione antropologica in "terrae incognitae" e un sorprendente romanzo sociale che si addentra nelle viscere labirintiche di una città e del suo popolo. Il testo, presentato da anni in versioni rabberciate o addirittura censurate, si offre per la prima volta in edizione rigorosa. Matilde Serao (Patrasso 1856 - Napoli 1927), dopo un'infanzia e una giovinezza difficili, raggiunse il successo come giornalista e come scrittrice. Collaborò ai principali quotidiani e periodici del suo tempo e, insieme al marito Edoardo Scarfoglio, fondò il "Corriere di Roma", poi il "Corriere di Napoli", e, infine, nel 1892 "Il Mattino". Nel 1904 si separò dal marito e fondò "Il Giorno", che diresse infaticabilmente fino alla morte. Tra le sue numerose opere di narrativa: "Leggende napoletane" (1881), "Fantasia" (1883), "Dal vero" (1883), "Piccole anime", "Il ventre di Napoli" (1884), "La conquista di Roma" (1885), "Vita e avventure di Riccardo Joanna" (1886), "Il romanzo della fanciulla" (1886), "All'erta sentinella!" (1889), "Il paese di Cuccagna" (1890), "Il delitto di Via Chiatamone" (1892), "Storia di una monaca" (1898), "La mano tagliata" (1912). Da "O Giovannino o la morte" nel 1941 fu tratto il film "Via delle Cinque Lune", diretto da Mario Chiarini. L'anno successivo Alberto Lattuada ricavò da "La virtù di Checchina" il film omonimo. Delle sue opere, Avagliano ha pubblicato anche, nel 1999, "La virtù delle donne".


Il racconto di Clarice Tartufari "Maestra" (a cura di Riccardo Reim, 11 euro) è invece una pubblicazione recente: si tratta di una lunga novella pubblicata nel 1887, un anno dopo il successo editoriale di "Cuore" di Edmondo De Amicis. Protagonista è Ginevra Gabrielli, una graziosa e sprovveduta maestra meno eroica e meno contenta delle sue colleghe deamicisiane, ma senz'altro più vera e rispondente alla realtà delle cose. Caseggiati popolari, stanzucce anguste senza luce né aria, grigiore, monotonia, silenziose rinunce, dignitosa miseria di piccole economie quotidiane, e abiti rivoltati: questo lo sfondo, in filigrana, sul quale si snoda, in un linguaggio volutamente dimesso che ha quasi le cadenze del parlato, la storia tutta "in minore" di Ginevra, figlia di un portalettere e di una stiratrice che in quel tanto sospirato diploma di maestra ripongono tutte le loro modeste ambizioni e speranze. Il diploma finalmente arriverà, quasi a braccetto, si potrebbe dire, con le prime cocenti delusioni. In questa sua bella operetta giovanile Clarice Tartufari tratteggia - non senza una punta di fredda ironia - un personaggio molto moderno e ci ricorda qualcosa da tenere ancora ben presente a più di un secolo di distanza: se con un pizzico di fortuna si può scampare anche alla morte, alla vita non si scampa. Clarice Tartufari nacque a Roma nel 1868 ma trascorse quasi tutta la sua vita a Bagnore di Monte Amiata, in provincia di Grosseto, dove morì nel 1933. Iniziò assai presto la carriera di scrittrice con bozzetti, poesie e racconti editi su riviste di varia importanza. Si dedicò al teatro, scrivendo commedie e drammi. Ma è nella produzione narrativa che la Tartufari riuscì indubbiamente a dare miglior prova di sé. Tra i suoi romanzi migliori: "Roveto ardente" (1905), "Fungaia" (1908), "Il volo d'Icaro" (1908), "Il miracolo" (1909), "Eterne leggi" (1911), "L'albero della morte" (1912), "All'uscita del labirinto" (1914), "Rete d'acciaio" (1919), "Il dio nero" (1921), "Il mare e la vela" (1924), "Lampade nel sacrario" (1929), "Imperatrice dei cinque re" (1931), "Ti porto via!" (1933). Fu anche applaudita conferenziera e collaborò a diverse riviste, soprattutto la "Nuova Antologia".


FAZI
www.fazieditore.it

Info: info@fazieditore.it

"Il libro nero della psicoanalisi" di Catherine Meyer è stato definito dal quotidiano francese Le Monde, all'epoca dell'esordio francese, senza dubbio, il primo vero libro di storia della psicoanalisi". Nel 150° anniversario della nascita di Sigmund Freud, Fazi ha pubblicato l'edizione italiana. Si tratta di un atto di accusa contro la psicoanalisi e il suo fondatore, un'opera di divulgazione scientifica che ospita contributi di illustri epistemologi, psichiatri e storici della scienza. Il libro, come osservava il quotidiano britannico The Observer, "esorta il pubblico a smettere di dare sempre la colpa ai propri genitori" per le proprie inadeguatezze. Quaranta autori internazionali - storici, filosofi, psicologi, medici, ricercatori, ex pazienti - sostengono in questo libro tesi che il pubblico italiano non è abituato ad ascoltare, ma che la maggioranza della comunità scientifica ritiene assodate. La psicoanalisi è una scienza? No, è una potente e seduttiva fabbrica di favole. La psicoanalisi guarisce? Quando lo fa è spesso per un effetto placebo, o per il buon rapporto che alcuni analisti riescono a instaurare con alcuni pazienti, e nel caso di molte sindromi è in netto svantaggio rispetto ad altre forme di psicoterapia e alla terapia farmacologica. La psicoanalisi aiuta a conoscere se stessi? Tutt'altro: le ipotesi teoriche su cui si basano gli interventi degli analisti ortodossi fanno acqua da tutte le parti, secondo la Meyer. Da quando i concetti fondamentali della psicoanalisi si sono diffusi nella società occidentale, siamo diventati genitori migliori? No: madri e padri si sono assunti responsabilità insostenibili, ma alle quali tuttavia si affannano a tener testa, e i figli sviluppano una forma perniciosa di intolleranza alla frustrazione. Freud era un ricercatore imparziale e rigoroso? No, deformava i fatti emersi nelle sedute per ritagliarli a misura delle proprie incerte teorie, e non brillava per deontologia. Le società psicoanalitiche sono centri di ricerca? No, sono piuttosto centri di potere, in cui conventicole in eterno litigio difendono striminziti interessi. Arricchito da testimonianze in prima persona di pazienti delusi quando non francamente vessati, e da una "pars construens" che sostiene le terapie alternative (familiare e di coppia, cognitivo-comportamentale, sessuale, farmacologica).


"La grande invasione delle rane" dell'attrice Eliana Miglio è invece la storia di Agnese, che da grande vuole fare l'avvocato. Lo dice con aria di sfida, guardando dritto negli occhi. Non si vergogna. È decisa, sicura di sé, anche se ha appena dieci anni. Anna, sua sorella, le invidia questa forza. Chiusa nell'instabile mondo che si è costruita, vede le cose attraverso una lente appannata che distorce e sfuma. È istinto, emozione allo stato puro. Ha talmente tanta voglia di andare, di fare, che quando la febbre dell'entusiasmo finisce una strana pigrizia l'assale. Di giorno si allena a restare in apnea, a concentrarsi sulla respirazione fino a perdere coscienza, per esorcizzare quella paura che le fa battere i denti e sentire freddo dentro. La madre, donna altera, taglia le rose con la stessa sbadataggine con cui cura la propria depressione. Il padre, presente a intermittenza, coltiva un'ingombrante malinconia insieme alla passione malata per le rane. "Di tutti questi girini nello stagno pochi ce la faranno", dice, e sembra profetico. Sullo sfondo di una provincia assonnata che si risveglia sulle note di "Le Freak" degli Chic, con una scrittura fresca, effervescente, vibrante, si svolge un romanzo "a stazioni", uno psicodramma dal sapore giocosamente pirandelliano nel quale sei personaggi rincorrono la propria identità passando attraverso i falsi miti degli anni Settanta. Eliana Miglio, cresciuta a Luino, è attrice. Ha lavorato con Lizzani, Scola, Risi, Avati, J. Jost. Questo è il suo primo romanzo.

VOLAND
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Info: tel 06.47823674 - fax 06.47881064

Voland è la casa editrice che ha fatto conoscere in Italia opere di scrittrici e scrittori prima ignoti al pubblico italiano ma notissimi in altri paesi, come Amélie Nothomb, la scrittrice belga di lingua francese che si è rivelata alcuni anni fa sulla scena europea come una delle più promettenti e originali narratrici di oggi. Appassionate e appassionati di Amélie apprezzeranno il nuovissimo "Diario di Rondine" (nella traduzione di Monica Capuani, euro 12.50). Dopo una delusione d'amore il giovane protagonista, per evitare di soffrire ancora, decide di annientare la propria sensibilità e diventa un sicario. Freddo e spietato, solo il sangue delle sue vittime sembra procurargli piacere, fino al giorno in cui gli viene ordinato di uccidere un ministro con tutta la sua famiglia. Il diario segreto della figlia adolescente del ministro risveglia in lui una morbosa curiosità, che si trasforma ben presto in ossessione sconvolgendo in modo imprevedibile il suo destino. Un'insolita storia d'amore in puro stile Nothomb: personaggi che agiscono al di là del bene e del male per un romanzo eccentrico e dalle sfumature "dark". Amélie Nothomb, figlia di diplomatici, è nata a Kobe, in Giappone, nel 1967. Nel 1992 viene pubblicato in Francia da Albin Michel il suo primo romanzo, "Igiene dell'assassino", che diventa il caso letterario dell'anno: 100.000 copie vendute, due riduzioni teatrali, un film. Nelle edizioni tascabili lo stesso romanzo vende altre 125.000 copie. Da quel momento pubblica un romanzo all'anno, fedele alla stessa casa editrice, Albin Michel, come in Italia è fedele alla Voland. Il romanzo "Stupore e tremori" (1999) ha venduto in Francia 400.000 copie. Tradotta in 15 lingue, ha ricevuto 16 premi in tutto il mondo, di cui i più importanti sono: il prix Alain-Fournier (due volte); il prix du jury Jean Giono; il prix du roman de l'Academie Française; il premio Chianciano. Sin dal suo primo romanzo Amélie Nothomb ha imposto uno stile: sguardo incisivo, spesso impietoso e crudele, umorismo fulmineo, storie originali che ruotano intorno a sentimenti eterni. (
www.amelienothomb.com - www.mademoisellenothomb.com)


"La Partita" di Charlotte Randall (traduzione di Monica Pesetti, 15 euro) è invece una moderna allegoria del mito faustiano: e se un giorno il diavolo, nelle vesti di un istruttore di tennis, decidesse di tentare una quarantenne annoiata promettendole fama e gloria? E se la vita della donna irretita fosse così piatta da spingerla a scendere a compromessi, quanto sarebbe alto il prezzo da pagare? Diverse storie e numerosi personaggi si intrecciano in un'unica ed elaborata trama che si distingue per abilità linguistica e sottile ironia. Charlotte Randall è nata a Dunedin, in Nuova Zelanda. Ha scritto il suo primo romanzo, "Dead Sea Fruit" nel 1995 e ha ottenuto il Reed Fiction Award e il Commonwealth Writers Prize come miglior libro d'esordio. Nel 2000 ha pubblicato "The Curative". Il romanzo "La partita (Within The Kiss)" è stato pubblicato nel 2002, seguito poi da "What Happen Then, Mr Bones?".

MARLIN
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"Il teschio e la clessidra" di Marina Petacco (12 euro) esordisce con un prologo emozionante sul famoso alchimista Francesco Giuseppe Borri in fuga dalle gardie di Papa Alessandro VII per l'accusa di eresia (24 maggio 1656), poi fa un rapido balzo in avanti, fino ai giorni nostri, dove un giovane commissario di polizia, Michele Carrini, è incaricato di far luce su un efferato delitto. La vittima è un nobile romano esperto d'arte, il conte Filippo Santacroce, dal passato doloroso e dall'esistenza anticonvenzionale. La sua collezione di nature morte con teschi, le "vanitas", sarà al centro delle indagini che da Roma all'Inghilterra, attraverso una sorprendente scoperta, riporteranno i protagonisti, con uno straordinario viaggio nel tempo, a quell'epoca barocca, inizio lontanissimo e imprevedibile di tutta la storia. Di fronte a un commissario sempre più coinvolto in un affare che gli riserverà inaspettati risvolti sentimentali, scorre una serie di personaggi eccentrici e misteriosi, fra cui Christina Deuìscher, la bellissima assistente del conte, che lo porterà, attraverso un percorso alla scoperta di Roma, dell'alchimia e di se stesso, a un'amara e sconvolgente risoluzione del caso. Con ritmo incalzante, il romanzo si sviluppa lungo le linee classiche della narrativa di suspence. Lo stile scorrevole e incisivo, ispirato al cinema contemporaneo, contribuisce all'effetto dell'azione e dei colpi di scena, attraverso frasi brevi e un periodare accurato, lasciando adeguato spazio alla poesia di una città eternamente affascinante e magica. Marina Petacco è nata trentotto anni fa a La Spezia e vive a Roma. Ha una formazione classica e una laurea in architettura. Ha lavorato prima a Napoli, poi a Roma presso il Censis e infine a Londra, dove ha vissuto per oltre un anno, abitando nelle vecchie mews (scuderie) ristrutturate in Cresswell Place, annesse alla casa dove Agatha Christie ha vissuto tutta la vita. "l teschio e la clessidra" è il suo primo romanzo.

"Sangue del mio sangue" di Marta Franceschini (11,90 euro) racconta invece la follia incontenibile di una famiglia borghese: protagonisti sono un padre impotente e morfinomane, mentalmente instabile, dentista meticoloso e collezionista di libri sugli esperimenti chirurgici nei lager nazisti; una madre depressa cronica, eternamente chiusa nella sua camera da letto, annebbiata dai farmaci e impegnata a cancellare la realtà dalla propria esistenza; la figlia nata da un patetico e isolato amplesso, vittima inconsapevole e indifesa di entrambi. Abusi sessuali, feroci pestaggi e violenze psicologiche di vario genere sono il pane quotidiano con cui la bambina si nutrirà per diventare una donna apparentemente sottomessa e vinta. Ma il seme della follia, così tenacemente innestato nella psiche della giovane vittima, finirà per dare i suoi frutti e trasformare l'obbedienza passiva in una fredda e spietata vendetta. Sette anni durerà il suo piano, fatto di impercettibili mosse, di notti insonni, di paziente e silenzioso allenarsi al delitto, di visioni allucinatorie e incubi notturni, in una spirale sadomasochista che la porterà, come un angelo vendicatore, a superare ostacoli e confini per uccidere il drago. Marta Franceschini vive e lavora a Bologna. Laureata in Storia Orientale, giornalista pubblicista, ha vissuto in Gran Bretagna, Stati Uniti e per tre anni in India, dove è stata corrispondente free-lance per numerose testate italiane ("L'Espresso", "Noi Donne", "Quotidiani Associati", ecc.). Ha esordito come scrittrice nel 2000 con "La discesa della paura" (Sellerio), premiato al Festival del Primo Romanzo di Cuneo nel 2001 e tradotto in tedesco dalla Goldmann Verlag nello stesso anno.



 

 

 

 

TERRE DI MEZZO
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"Terre di mezzo" è la casa editrice legata all'omonima associazione, che ha festeggiato nel 2005 i suoi primi dieci anni di attività. Il motto della casa editrice, e dell'associazione, è "libera informazione e impegno civile". Il libro "26A" di Diana Evans (traduzione di Laura Prandino, 16.00 euro) è la storia di Georgia e Bessi, due gemelline identiche, e della loro cameretta al 26 di Waifer Avenue a Londra, un mondo magico fatto di segreti, biscotti d'avena e pesche nettarine. Al piano di sotto, invece, la mamma nigeriana non riesce ad abituarsi alla nuova vita britannica, e il padre londinese, quando beve troppo, diventa "Mr. Hyde". Ma Bessi e Georgia si assomigliano soltanto fisicamente: con il passare del tempo emergono i caratteri profondamente diversi delle due gemelline, fino all'inaspettato finale. Un esordio sorprendente che, come ha sottolineato il New York Times, ci trasporta "nel paese perduto dell'infanzia, di cui tutti noi siamo stati cittadini e al quale non potremo mai tornare". Diana Evans ha pubblicato racconti in diverse antologie. Ha avorato come giornalista e critica d'arte per Marie Claire, The Evening Standard, The Source and Pride magazine; oggi collabora con l'Independent. Vive a Londra.


"Tutte le bugie del libero commercio" a cura di Crbm/Mani Tese è invece un agile studio-riflessione (9.00 euro) sul tema della globalizzazione in rapporto al Wto, l'Organizzazione Mondiale del Commercio. Dopo vent'anni di globalizzazione, il libero commercio funziona davvero? Sono state mantenute le promesse su ricchezza, tutela ambientale e allargamento dei diritti fondamentali? I risultati economici, quelli socio-ambientali e l'aumento della conflittualità politica tra Paesi "ricchi", economie emergenti e le realtà più povere del pianeta, dicono di no. Viaggio nel cuore del sistema, tra accordi regionali e bilaterali, dove si vede bene che, al di là delle letture ideologiche, libero commercio non fa rima con crescita economica. C'è bisogno di invertire la rotta, e le alternative ormai non mancano.

ALACRAN
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"La donna senza testa" di Claudia Salvatori (12,80 euro) segue una traccia surreale come una metafora: che cosa potrebbe accadere a una persona senza testa, se mai una persona simile esistesse? Nel romanzo si raccontano la nascita, le esperienze, le avventure, gli amori e la morte di una donna con la testa rivoltata, capovolta e sprofondata fra gli organi interni, invisibile agli occhi degli altri. Attingendo alla grande tradizione dei freaks delle fiere e dei baracconi, a generi e stili letterari diversi, situandosi fra l'horror postmoderno e il racconto morale settecentesco, la storia di questo corpo femminile senza testa, eppure pensante, diventa la storia della nostra civiltà scritta nella carne: con uno stile in equilibrio fra lucidità e follia, grottesco e ironia, poesia e umorismo nero. Il libro è stato finalista alla terza edizione Premio Italo Calvino. Claudia Salvatori, sceneggiatrice per cinema e fumetti, ha pubblicato fra l'altro i romanzi "Schiavo e padrona" (da cui il film Amorestremo), "Superman non muore mai", "La canzone di Iolanda", "Sublime anima di donna" (Tropea) e "Ildegarda (Mondadori)".

In "Alma" (12 euro), invece, Mariella Dal Farra si affida alla finzione narrativa per evocare scottanti questioni riguardanti la bioetica, ma anche la pervasività del mercato. Alma è prima di tutto una madre, poi una chiesa, quindi un'agenzia di assicurazioni svizzera: una casta meretrix arricchitasi grazie al commercio di un nuovo tipo di indulgenze. L'ipotesi è questa: mettere sul mercato un prodotto di natura metafisica e vedere se sanguina. Uno scenario inedito, che il rapido evolversi della ricerca scientifica potrebbe trasformare in contingente realtà: qualcosa di cui dovremmo cominciare a preoccuparci per tempo: "Sei proprio sicuro di trovarti qui? Di stare parlando con me ora? Se tu stessi solo credendo di essere qui fisicamente, quello che stai vivendo sarebbe meno reale? Mi accusi di omicidio, ma io ti dico che l'anima è immortale". Mariella Dal Farra vive a Milano. Ha esordito con un racconto nell'antologia "La donna nel ritratto" a cura di Andrea C. Cappi (Addictions, 2002). Ha pubblicato articoli sulla rivista "Yanez". Questo è il suo primo romanzo.

NUTRIMENTI
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Gianna Sarra in "Il collezionista e la farfalla" (12 euro) racconta la storia del controverso rapporto tra Lewis Carroll e Alice Liddell, la bambina che ispirò il personaggio delle "Avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie". Gianna Sarra è stata allieva di Giacomo Debenedetti, ha insegnato lettere nei licei, scritto di cronaca culturale e critica letteraria per diverse testate, collaborato con varie case editrici. È autrice di tre raccolte di poesie, "Bianco su nero" (1988), "Lo specchio la pietra il pettine" (1992) e "Mostro celeste" (1994). Per Nutrimenti ha già pubblicato nel 2003 "La sindrome di Eloisa", sugli epistolari d'amore delle scrittrici e degli scrittori. Questo ultimo romanzo ha inizio in un giorno d'estate del 1862, quando il reverendo Charles Dodgson, giovane insegnante di matematica nell'istituto di Christ Church a Oxford, organizza una gita sul fiume Isis, un placido affluente del Tamigi. Dodgson è ai remi; a bordo le sorelline Liddell, figlie del rettore del college. E mentre l'acqua dondola la barca, è la piccola Alice a interrompere l'atmosfera sonnolenta chiedendo a Dodgson di raccontare una storia. "Alice cominciava ad annoiarsi": così nascono le "Avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie", il viaggio di Alice nell'onirico mondo sotterraneo popolato dal Coniglio Bianco, dal Cappellaio Matto, dalla Regina di Cuori e da altri bizzarri personaggi. Alice Liddell, che di quella fiaba immortale fu l'ispiratrice, era una delle preferite fra le tante bambine con cui l'eccentrico insegnante, che ai posteri sarà consacrato con il nome di Lewis Carroll, amava accompagnarsi. A lei scattò alcune delle più belle foto di epoca vittoriana, per lei organizzava passeggiate, tè pomeridiani, serate a teatro. E tale fu il legame tra i due, profondo, quasi morboso, da convincere Dodgson a chiedere la mano di Alice, superando le rigide convenzioni dell'epoca. Ma qui forse la storia trasfigura in leggenda, come del resto accade in questo romanzo delicato e sensuale in cui, attingendo direttamente da lettere, testimonianze, memorie, biografie, ma lasciando libera a volte la fantasia, Gianna Sarra riannoda i fili del controverso rapporto tra uno dei più grandi narratori per l'infanzia e la sua giovane, preziosa farfalla.

"Terra del mio sangue" di Antjie Krog (18 euro) è la storia della Commissione per la Verità e la Riconciliazione in Sud Africa. I carnefici di fronte alle vittime sopravvissute. Due anni di testimonianze crude e di confronti drammatici in un libro doloroso, intenso, bellissimo, con una prefazione di Walter Veltroni (traduzione di Marina Rullo, postfazione e cura di Maria Antonietta Saracino). Antjie Krog è nata nel 1952 a Kroonstad, in Sud Africa. Ha pubblicato otto volumi di poesie in lingua afrikaans prima di diventare una figura nota a livello nazionale per la sua diffusione via radio dei lavori della Commissione per la Verità e la Riconciliazione, che come giornalista ha seguito e la cui storia è raccolta in questo libro. Già vincitrice del Pringle Award per l'eccellenza nel giornalismo, per "Terra del mio sangue", suo primo libro scritto in inglese e poi tradotto in molti paesi, ha vinto numerosi premi, fra cui l'Hertzog Prize, il Dutch/Flemish Prize, il Reina Prinsen Geerling Award e l'Eugène Marais Prize. Da "Terra del mio sangue" è stato tratto il film "In My Country" di John Boorman, con Samuel L. Jackson e Juliette Binoche. Cinque anni dopo la fine dell'apartheid in Sud Africa, tra il dicembre 1995 e l'estate 1998, la Commissione per la Verità e la Riconciliazione, istituita da Nelson Mandela e presieduta dall'arcivescovo Desmond Tutu, mette i carnefici di fronte alle vittime sopravvissute. Ai primi chiede la verità sui crimini commessi, ai secondi l'autorizzazione al perdono. Con il suo operato la commissione solleva definitivamente ogni velo sulle atrocità che il regime dell'apartheid aveva perpetrato ai danni dei neri del Sud Africa per oltre cinquant'anni. Raccoglie i racconti di ventimila vittime e ottomila richieste di amnistia. Ma soprattutto permette a un intero paese di scongiurare il bagno di sangue su cui molti avrebbero giurato all'indomani del crollo del regime razzista. Per oltre due anni, davanti agli occhi del mondo, il Sud Africa mette in atto una gigantesca ricostruzione della verità, l'unica strada possibile per una effettiva riconciliazione. Antjie Krog, giornalista bianca di ceppo afrikaner, poetessa e scrittrice, è chiamata a guidare una squadra di giornalisti e tecnici radiofonici, ai quali spetta il compito di raccogliere i racconti di vittime e carnefici per i notiziari che trasmettono i lavori della commissione. È lei che racconta in prima persona, in questo libro doloroso, ma intenso e bellissimo, due anni di testimonianze crude, di confronti drammatici. Raccontando anche quanto sia difficile dare parole al dolore, quanto arduo sia restituire alle vittime la dignità calpestata. E infine, quanto tutto questo abbia cambiato lei, gli altri membri della commissione, e forse un intero popolo. "Passo il tempo seduta", racconta, "stordita dalla consapevolezza del prezzo che la gente ha dovuto pagare per le proprie parole. Se scrivo, sfrutto e tradisco. Se non lo faccio, muoio".


MAGI
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Per la nuova collana di scritture femminili "Parole d'altro genere" sono appena usciti due titoli. Il primo riguarda il bel libro della psicoterapeuta pisana Daniela Lucatti "Storie di una storia sola" (10 euro). Daniela Lucatti sceglie una strada antica, quella della narrazione, lasciando agire dall'interno la sua conoscenza e la sua esperienza clinica in campo psicologico. L'amalgama tra i due livelli di scrittura si compie miracolosamente, perché è già avvenuto dentro l'anima dell'autrice: tutte le storie delle donne, inclusa la propria, diventano una storia sola, che riguarda tutte le donne e che non è solo quella di un evento - l'abuso, il maltrattamento - ma quella di una relazione, la relazione fondante della vita, quella tra madre e figlia, e poi ancora madre e figlia, e ancora avanti nella catena dell'esistenza. Due, tra i tanti, sono i pregi del libro da sottolineare. Uno è la scelta non convenzionale del linguaggio che arriva subito, diretto, dalle vicende narrate ai sensi, alle emozioni, ai pensieri di chi legge. L'altro merito è la presenza dell'arte di fare psiche, fare anima, senza darlo a vedere, senza cadere nei tanti psicologismi delle varie scuole, mantenendo l'equilibrio tra i vari aspetti di ogni vicenda: la donna protagonista, la madre, i figli, altre figure, tra cui ovviamente l'uomo, ma soprattutto la scintilla di vita e di speranza che nonostante tutto scocca a un certo punto, nel rapporto solidale tra donne e nel riconoscimento di una comune sofferenza. Là dove si è originata la ferita, là si potrà curare. Daniela Lucatti, psicoterapeuta e sessuologa, vive a Pisa. Lavora sia privatamente che presso l'Associazione Casa della Donna. Collabora con la Biblioteca dei Ragazzi del Comune di Pisa occupandosi innanzitutto di progetti interculturali. Le sue attività professionali più significative riguardano la prima infanzia (tredici anni di lavoro negli asili nido), l'intercultura (dieci anni da referente del Servizio Stranieri del Comune di Pisa), l'informazione sessuale, le problematiche sessuologiche adolescenziali, l'infertilità di coppia (quattro anni in clinica Andrologica di Pisa). Si dedica alla progettazione, formazione e supervisione di gruppi. Da circa quindici anni il suo interesse, nonché l'impegno maggiore, si rivolge alle donne coinvolte in episodi di maltrattamento e violenza. Ha sempre coltivato la passione per la scrittura, che l'accompagna fin da quando era bambina seguendo tutti i suoi percorsi sia "tecnici" (pubblicazioni di settore) che esistenziali. Partendo dalla poesia, dieci anni fa è approdata alla prosa. "E' tramite la scrittura - dice - che riesco a mettere insieme le mie parti razionali, tecniche, emozionali e passionali che, una volta riversatesi sul foglio di carta, si svelano in una forma compiuta che si concretizza in un'uniformità dotata quasi di una forza autonoma, riuscendo talvolta a sorprendere anche me stessa".

Il secondo titolo della collana è "Segni e sogni di una notte di mezza età" di Geni Valle (12 euro): "Trenta erano pochi,/ l'ho capito a quaranta,/ quaranta erano pochi,/ l'ho capito a cinquanta/ che non sono pochi/ né più di cinquanta,/ sarebbe un peccato capirlo a sessanta./ Però se faccio la prova del nove/ avanzano undici, ne ho trentanove". Una raccolta di poesie e filastrocche sul filo dell'ironia che parlano di quella stagione della vità - la "mezza età" - in cui il nostro corpo subisce, dopo quella della pubertà, la seconda e più difficile metamorfosi, che per noi donne è legata alle trasformazioni profonde innescate dalla fine dell'età fertile. "Vale per uomini e per donne: - scrive Geni Valle - le emozioni da mezza età appartengono a tutti. Il mio rimedio personale consiste sempre nel non oppormi, ma nell'assecondare il flusso dell'esistenza. Possiamo avviarci con entusiasmo verso nuove esplorazioni e nuove scoperte: la ricerca della giusta distanza dalle cose, da se stessi e dalla vita, attraverso la revisione di certi valori soggettivi, ci può regalare un nuovo e profondo senso di libertà. La consapevolezza di quanto abbiamo tralasciato, non goduto, trascurato, può trasformarsi in potente carburante per nuovi entusiasmi e inimmaginabili curiosità. La vita quotidiana ha più bisogno che mai di essere alleggerita e illuminata dalla fantasia che la spolveri di piccole magie. Anche io vedo persone anziane tranquille che se la spassano, [...] superato il passaggio, divengono più consapevoli del loro amore per la vita; il tempo, così impreziosito, si dilata. Sono sempre ammirata nel vedere mia madre, ultrasettantenne, capace di godere profondamente di pochissimo". L'autrice di definisce una "vagabonda sedentaria". "Ho scelto una professione - dice ancora di sé - che mi permette di viaggiare incessantemente. Nei pensieri di chi mi sceglie come compagna di percorsi interiori". Neuropsichiatra infantile e psicoanalista, è membro Ordinario dell'Associazione Italiana di Psicoanalisi (A.I.Psi). Cercando la leggerezza, percorre la vita con "l'innocente mania dei viaggiatori: raccontare le proprie avventure. Niente diapositive! Nella valigia ho una penna, l'amore per la scrittura e occhiali psicoanalitici. Prendo appunti di viaggio: un lettore può sempre completarli. Durante una sosta, ho catturato nella poesia gli odori della crescita di madri e bambini (nel libro "Festa comincia", 2003). La passione per i sentieri della psiche è divenuta giuoco di parole e concetti ne "Le psicastrocche" (Edizioni Magi, 2004), da usarsi come amuleto contro la "seriosità" che minaccia pazienti e analisti". Vive e lavora a Roma, ma "le radici affondano in scanzonato terriccio toscano".


PENDRAGON

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Info: Federica Rapini rapini@pendragon.it


In "Non riesco più a camminare. Una storia di sclerosi multipla" di Silvia Giorgi (con la collaborazione di Fabrizio Salvied, 10 euro) la casa editrice bolognese Pendragon propone un libro-testimonianza assolutamente unico e sconvolgente. Dopo la diagnosi di sclerosi multipla, Silvia Giorgi trova un medico a cui appoggiarsi. A lui indirizza, in e-mail, le sue richieste di aiuto. Grazie a questo sistema di comunicazione, filtrano le notizie sulla sua salute ma anche sulla sua vita, fortemente limitata nelle possibilità da una malattia degenerativa che raramente lascia scampo. Le e-mail vengono conservati dal medico e dopo quattro anni - in presenza di un miglioramento del quadro clinico - vengono qui riproposti nella loro versione originale, nella sequenza in cui sono stati scritti, senza le risposte del medico. Solo alcune righe di commento sono state aggiunte successivamente da Silvia, per contestualizzare alcuni passaggi del testo. Il risultato è un libro vibrante e autentico che mostra la forza di volontà di una giovane donna ma anche un importante momento di riflessione sul delicato rapporto medico-paziente. La postfazione del dottor Salvi è un prezioso strumento per capire cos'è e come si manifesta la sclerosi multipla e, di conseguenza, per comprendere l'intero "racconto". Silvia Giorgi, marchigiana, nonostante la malattia si è laureata in architettura e lavora nell'ufficio tecnico di un cantiere navale.

 

Ma tra i "libri di Natale" non può mancare un classico manuale di cucina, e quella bolognese è tra le più ricche e sontuose d'Italia. "Il manuale di cucina bolognese" di Barbara Bertuzzi (14.90 euro) è, in linea con la più autentica tradizione petroniana, un manuale per imparare i segreti e le curiosità, i trucchi e i dosaggi delle ricette a partire, ovviamente, dai consigli delle "sfogline" per la preparazione delle più gustose paste fresche e ripiene. Una guida pratica, e di facile consultazione, per custodire in casa un pezzetto della "grassa" Bologna. Perché tagliere e matterello non passano mai di moda. Barbara Bertuzzi, giornalista, collabora con quotidiani e riviste. Si occupa prevalentemente di costume, turismo ed enogastronomia. Con Pendragon ha già pubblicato "Cucinare alla bolognese" (2004), "Bolognese Cooking Heritage" (2006, seconda ed.) e la guida dedicata al turismo del golf "Il grande libro del golf in Italia" (2005).

ROBIN
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"Il ramo di biancospino. Storie di donne del Quattrocento" di Laura Malinverni è l’accurata ricostruzione storica in forma di romanzo delle vicende della famiglia Sforza alla fine del 1400. Ippolita Sforza, figlia del Signore di Milano, si reca alla corte del Re di Napoli, offerta in sposa al primogenito Alfonso d’Aragona per favorire un’alleanza politica. Legata a un uomo che non ama, la sua vita risulta schiacciata tra le nobili e colte aspirazioni che la animano e la brutalità di una Corte senza scrupoli. Consolata dall’affetto della madre Bianca Maria Visconti, donna illuminata e di straordinaria cultura, e della sorellastra Drusiana, Ippolita ne emerge come una figura di donna coraggiosa e tragica, che intreccia la sua vita a quella dei principali potenti dell’epoca.

In "Nella normalità dei giorni" Marina Ribaudo racconta invece di una clochard costretta a spostarsi dal suo angolo consueto alla stazione a causa dei lavori in corso; di un nuovo parcheggio che muta il paesaggio di un quieto quartiere; dei sogni frustrati di una giovane impiegata in un centro termale; di un vicino misterioso che tiene la musica a tutto volume; della vita lenta e rassegnata di una donna che sconta la sua pena in carcere dopo un efferato delitto; dei teneri approcci di un uomo, che ha trascorso la vita in manicomio, con una sconosciuta... Queste e altre storie, brevi frammenti, formano un album di istantanee che tratteggia la vita di una provincia italiana come tante: schizzi veloci, venati di ironia o tiepida amarezza, un ritratto garbato dei nostri giorni normali che possono riservare a volte improvvise sorprese.

MINIMUM FAX
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Come si fa a difendersi da un mondo troppo adulto? Semplice, si inventa un universo con regole proprie. Questo fanno le protagoniste di "Pecore vive", il libro di Carola Susani (9,50 euro) in cui cinque anime femminili - bambine, adolescenti, madri - fedeli fino all'estremo ai propri sentimenti, attraversano abbandoni, malattie, bufere sentimentali a modo loro: ovvero sfidando continuamente il senso comune e le convenzioni sociali fino a celebrare, mai arrese, nuovi modelli di famiglia, di amore, di desiderio, di possibili esistenze. Carola Susani confeziona un libro maturo e coraggioso, riuscendo a farci commuovere e irritare come solo i grandi raccontatori sanno fare. Una scrittura la cui forza morale è l'infinito affetto per la varietà del cuore umano. Di lei e di quest'opera la critica ha detto: "La Susani coniuga il realismo cechoviano con le sue ossessioni metafisiche" (Il Giornale), "Carola Susani rappresenta attraverso pagine-sequenze che illuminano i fatti e poi di colpo, come fossero un proscenio, li spengono" (Leggendaria). Carola Susani è nata a Marostica (Vicenza) nel 1965. Nel 1995 è uscito il suo primo romanzo, "Il libro di Teresa" (Giunti), nel 1998 "La terra dei dinosauri" (Feltrinelli). Con Feltrinelli ha pubblicato i romanzi per ragazzi "Il licantropo" (2002) e "Cola Pesce" (2004). Nel 2005 per Gaffi è uscito "Rospo", raccolta di due radiodrammi. Ha collaborato alla rivista Perap di Palermo e a Linea d'Ombra, e fa parte della redazione di Nuovi Argomenti.

Com'è noto ai lettori - e specie ai fedelissimi della casa editrice romana - il più grande merito di Minimum Fax è la sua straordinaria attenzione alla nuova scena letteraria internazionale, con un occhio particolarissimo sulla produzione americana contemporanea. E' uscita l'anno scorso ma volentieri segnaliamo "Take the cannoli. Cronache dall'America vera", raccolta di saggi di Sarah Vowell (13 euro, nella traduzione di Francesco Pacifico). Giornalista, critico musicale, conduttrice radiofonica, la statunitense Sarah Vowell è autrice di saggi "acuti, spiritosi e carichi di un raro calore umano" (Los Angeles Times) che l'hanno fatta definire dal San Francisco Chronicle "una delle voci più importanti della sua generazione" e dal Los Angeles Times "una Madonna dell'americanità". In questa originale raccolta di articoli la seguiamo affascinati nel suo personalissimo viaggio attraverso la storia e la società americana: la Vowell macina chilometri da una costa all'altra del suo Paese indagando di volta in volta sulle deportazioni dei pellirosse, sui concittadini di Frank Sinatra, sui raduni dei giovani dark e sugli alberghi più underground di New York, fino a salire su un aereo alla volta della Sicilia per cercare a Corleone la saggezza perduta del Padrino di Coppola. Un ritratto penetrante e mai scontato dei tic, delle aspirazioni e delle ambiguità di una nazione - gli Stati Uniti - che sempre più è metafora all'intero Occidente. Nata nell'Oklahoma nel 1969 e cresciuta nel Montana, Sarah Vowell è diventata famosa con il programma radiofonico "This American Life". Definita dal New York Times "divertente, polemica e pungente", ha collaborato come critica e reporter per numerose testate come Esquire, GQ, Los Angeles Times, The Village Voice, Spin, The New York Times Book Review and McSweeney's. Informatissima e irriverente, Sarah Vowell fa ridere i suoi ascoltatori e i suoi lettori con osservazioni sarcastiche su qualunque tema, dalla politica alla cultura popolare. Alla pubblicazione del suo primo libro, "Radio On: A Listener's Diary" (1997), Newsweek l'ha nominata "rivelazione dell'anno" definendola "un'eccentrica dal talento eccezionale". A proposito della raccolta di saggi "Take the Cannoli. Cronache dall'America vera", la rivista People ha scritto: "Brillanti, spiritosi e piacevoli, i saggi della Vowell sulla storia americana, la cultura pop e la propria famiglia, mostrano una nazione grandiosa, anche se a volte bizzarra". Ha pubblicato anche, in America: "The Partly Cloudy Patriot" (2002), "Assassination Vacation" (2005). Sarah Vowell ha prestato la sua voce a Violet, il personaggio del cartoon di Brad Bird "Gli Incredibili".

 


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